La storia di casa mia invece...
Alla quotazione in borsa della Lazio (1998? 1999?) mio padre (da assoluto profano) ne compra qualcosa come 300 a 6.000 lire circa se non erro.
Dopo un pò di saliscendi le azioni iniziano la discesa.
5.500 lire...e mio padre compra
5.000 lire...e mio padre compra
sotto le 5.000 lire e mio padre compra....
in una sorta di versione bancaria del "lascia o raddoppia" ad ogni discesa il folle continuava ad acquistare.
Nel punto di minimo papà va a chidere consiglio al direttore della sua filiale, romanista fracico, che gli dice "lassa perde, sò soldi buttati" così la corsa all'acquisto si ferma.
Ora non ricordo se fosse l'anno della scudetto scippato da Zacculoni o quello in cui l'abbiamo vinto veramente ma il lavore delle azioni ha ricominciato a risalire incessantemente, fino alla "modica cifra" di 20.000 lire.
"Purtroppo" mio padre non riuscì a venderle a quella cifra e fu costretto ad accontentarsi di "sole" 18.000 cadauna.

La roulette russa è andata bene, anzi, di più, visto che è riuscito a quadruplicare l'investimento, ma sempre di roulette russa si è trattato.
Il resto è storia, da lì in poi le quotazioni hanno cominciato un lento ed inesorabile declino e non hanno mai più raggiunto non solo i livelli di massimo, ma neanche il valore iniziale della quotazione.
1) OVVIAMENTE da quel giorno, una volta intascato il bottino, non gli è mai più passato per la mente di ritentare un azzardo simile, una volta ti può dire bene ma non è sempre domenica.
2) da DIECI ANNI ogni volta che incontra quel famigerato direttore di banca non perde occasioni di rinfacciargli (bonariamente) il consiglio dato all'epoca.