Citazione di: arkham il 07 Gen 2014, 17:26
Il topic ha preso mille derive e non so bene quale sia quella giusta.
Di fondo io credo che questa gestione non abbia grandi margini di miglioramento, perché è vero che alle volte prende mezzi giocatori pagandoli troppo, ma è anche impensabile che un'azienda come una società di calcio venga gestita al netto di ogni errore di valutazione tecnica sui giocatori.
Di fatto, una Lazio che più o meno stabilmente gioca in Europa league, che alza quelche trofeo e che quando muore un papa centra la Champion's league, competizione in cui è destinata a fare da comparsa, mi pare qualcosa di vicino al massimo cui possiamo aspirare alle condizioni date.
Più interessante è il discorso su quali siano le prospettive di Lotito.
La mia sensazone, applicando il semplice precetto "follow the money", è che Lotito fosse ancorato ad un gruppo cui è stato dato il rompete le righe.
La Lazio doveva essere un trampolino, la questione stadio e il terremoto politico l'ha trasformata in un fortino in cui difendere la posizione ad oltranza e il tentativo di Salerno conferma questa sensazione di chi deve cercare sbocchi diversi da quelli che aveva sognato.
I soldi in questa città ci sono ancora, un altro potenziale Lotito c'è, ma cui prodest tirarlo fuori dal cilindro? Certo a nessuno di coloro che si adoperarono per la sua ascesa.
E in attesa di riposizionamenti politici che con la politica hanno pochissimo a che fare, è impensabile che da altre parti di Roma possano arrivare alternative credibili.
L'unico aspetto che potrebbe sparigliare per me è l'ambizione personale del personaggio Lotito, che di fronte alla constatazione che la destinazione cui poteva arrivare con la Lazio è stata raggiunta da un pezzo, potrebbe cercare altre strade per una propria gratificazione, che non sarà certamente solo economica.
Più esplicitamente, secondo me Lotito potrebbe vendere la Lazio ad una cifra che reputa congrua soltanto se contestualmente gli si desse un'altra pista da seguire, magari politica nel senso stretto del termine.
Ma questo è il punto: quelli che possono offrire una tribuna e una certa prospettiva in politica a Lotito, i cosiddetti amici, ammessso che siano ancora in grado di farlo nel momento stesso in cui sono impegnati a pararsi il culo, perché dovrebbe farlo? Per sostituirlo con qualcuno della stessa area di riferimento? E perché?
Lotito è isolato non perché sia una scheggia impazzita nel sistema, ma perché il sistema intorno a lui sta lottando per la sopravvivenza e i sogni di gloria legati al (tutto da dimostrare) assalto alla Lazio del Luglio 2004, sono stati messi in un cantuccio a tempo indeterminato.
La prima parte del post la condivido in pieno, analisi perfetta.
Sullo scenario delle prospettive ho meno certezze.
Non so, tutti i discorsi sulle cordate, sul fatto che la Lazio (o quell'altri) siano funzionali a chissà quale progetto strategico, che costituiscano "trampolini di lancio", mi lasciano un po' perplesso.
Forse sono un po' troppo facilone, ma io la vedo così.
Le due squadre, oggi come oggi e da diversi anni, rappresentano a Roma, per mille ragioni, una "questione sociale", e non possono fallire o andare troppo male. Quando ci sono le brutte, quando la situazione è deteriorata e/o non c'è nessuno che (vuoi per passione vuoi per interesse) ci investa, la politica trova il modo di trovare qualcuno, a cui evidentemente deve promettere qualcosa, per accattarsele. È stato così per Ciarrapico, ad esempio, e per Unicredit da una parte e per Lotito dall'altra. E, con l'occasione, ci si assicura pure un non trascurabile pacchetto di voti.
Poi è chiaro che se subentrano progetti lucrosi e possibili speculazioni, allora c'è la corsa alla mangiatoia, come in tutti i casi. Ma senza grosse strategie o progetti a lungo termine. Insomma, si naviga a vista, come sempre in Italia.
Ripeto, è solo una mia grezza e personale interpretazione probabilmente inficiata dalla scarsa conoscenza di certe realtà è di certi meccanismi...