Citazione di: V. il 22 Gen 2014, 21:34
continuo a parlare di laziali: qualcuno vede solo i bori, e continua a crogiolarsi con l'esistenza rassicurante di bori.
il resto della città vede mani a paletta quando si parla di Lazio, ma noi continuiamo a vedere la nobiltà laziale sepolta nei ns cuori. poi c'è la sicurezza che loro sono di più altro alibi di ferro: sò de più però dovremmo sfracassargli le palle perché siamo nati nel 1900, pensa che presunzione che ci anima quando persino Laziowiki c'ha certe falle da brividi e già gli stanno rosicchiando qualcosa...
le cose vanno diversamente. le cose vanno secondo la natura delle cose.
noi buoni, noi positivi, semplicemente non ci siamo.
quella là sopra è propaganda naturale, senza alcun filtro. propaganda fide, la fede non more mai...
non è più lo striscioncino di dieci anni fa, è una rivendicazione continua, arriva anche a chi non va allo stadio, a chi non segue la tv. arriva a tutti.
è giusto quello che dici V. tu prefiguri un cambiamento del tifoso, io prefiguravo un cambiamento del tifoso e della società ma con una differenza ovvero che per me il cambiamento può partire soprattutto dall'alto, perchè sarebbe più facile, più immediato, più forte.
tu dici loro fanno propaganda vero.
ma chi ha dato loro lo strumento principe per fare propaganda se non la stessa società?
che ha cominciato dal 1997 a fare del proprio logo un simbolo della città di roma per arrivare poi addirittura a cancellare il proprio nome di associazione per metterci quello della città.
parte dall'alto o no la propaganda?
a me sembra di si.
e da qui parte tutto, una città, una squadra, i tifosi della città, il tutto per cancellare, sminuire, ridurre a poco più che niente l'altra parte, che pur di questa città ne avrebbe quanto e più diritto.
tu lo sai che hanno comprato diversi profili fb per farne uno sempre più grande vero?
ma in tutto ciò, la ns. società ha deciso di scendere in campo nella battaglia della propaganda?
a me sembra di no, anzi a dirla tutta mi sembra che addirittura non ci pensi neanche.
e tu chiedi ai tifosi di scendere in campo in modo attivo quando è la tua stessa società che non ci pensa neanche.
che preferisce chiudersi nel circuito della radio locale e parlare tra di noi.
così come esattamente i tifosi che tu dici, continuano a crogiolarsi della propria nobiltà e non vedono che fuori appariamo a tutti un'altra cosa.
ma è la società stessa che per prima ha scelto la via dell'isolamento.
questo è il vero corto-circuito, che però, lo puoi risolverlo solo partendo dall'alto.
Vuoi cambiare? ti va di cambiare? ti va di avviare un nuovo corso? queste sono le domande.
Se ai bambini nelle scuole vicino alla lettera r fanno vedere un gagliardetto con la scritta roma, e non più as roma, qualche problema i nostri ce l'avranno o no? e vogliamo darglielo qualche strumento in più o no?
e chi lo può fare tutto questo? io credo la società.
pensaci, ma l'atteggiamento che tu lamenti dei tifosi è specchio fedele dell'atteggiamento della società.
puoi solo decidere da chi partire per cambiare, ma come succede in campo, è molto più facile cambiare il mister che tutti i giocatori.
altrimenti si resta così e non ci si lamenti però.
perchè la deriva è questa.
qui o scegli di giocartela su tutti questi piani e entri in campo sul serio, o sei destinato a contare sempre meno.