Io credo che la gestione di una società, vada misurata non per il tipo di mercato che fa, ma per i risultati che produce :
sul campo, come immagine, nei bilanci. Cercando il perfetto equilbirio
Cragnotti nei primi due aspetti è stato quasi insuperabile. Ma per ottenerli ha completamente dimenticato il terzo.
E dopo l'euforia alla quale tutti ci siamo abbeverati, i guai sono usciti prepotenti e con loro tutto il marcio che c'era sotto. Impicci vari con Cirio, Parmalat e Fisco. Tanto da portarci sul baratro del fallimento. E addio 1900....
Poi arriva Lotito, uno sconosciuto che come primo passo ha cercato di mettere in sicurezza i conti e salvare la nostra storia ultracentenaria
Analizzo i tre aspetti di Lotito :
sul campo in questi anni abbiamo ottenuto risultati discreti. Certo sono state stagioni costellate da diversi "Peccato !", situazioni nelle quali con quel qualcosa in più (anche a livello di fortuna)avremmo potuto salire quel piccolo gradino che ci avrebbe fatto accomodare in posti di maggiore rilevanza (vedi CL). E' chiaro che il binomio con Tare non è eccezionale, ma diversi giocatori semi-sconosciuti scovati dalla Lazio, sono stati valorizzati e giocano nei migliori club ( ne cito solo due ad esempio Kolarov e Lichsteiner).
come immagine diciamo che all'inizio il suo modo di fare, mettendo limiti agli ingaggi, imponendo ai giocatori il rispetto dei contratti, tagliando legami con le frange organizzate del tifo, aveva portato intorno all'ambiente Lazio una certa simpatia e ammirazione. Ma gli altri presidenti, e i mass-media dopo una prima approvazione di questa nuova modalità, sono tornati sui loro passi, lasciando Lotito isolato, e costringendolo ad inseguirli senza averne le possibilità economiche. Lotito ci ha poi messo il suo, con il suo parlare colorito, è diventato una macchietta.
Inoltre c'è poi da dire che purtroppo, ancora non si è stati capaci di abbandonare episodi di razzismo e di infantilismo, che hanno fatto ripiombare sulla Lazio gli strali d'Italia e d'Europa (curva chiusa, striscioni contro Platini ecc.) Tutto questo, senza avere un apparato mediatico in grado di minimizzarlo e nasconderlo.
Nei bilanci : Lotito non è un magnate, non c'ha banche alle spalle, farà pure lui probabilmente qualche piccolo impiccetto lieve, ma in sostanza ci tiene a galla in modo dignitoso e sano. E ha difeso la nostra società da favolistici navigatori svizzeri, e da filibustieri campano-ungheresi.
Sicuramente la mia analisi ha delle lacune, ma questi sono gli aspetti a mio modo di vedere più rilevanti
E' chiaro che ogni tifoso si aspetta quanto di meglio per la propria squadra, ma sa anche che deve fare i conti con la realtà. Ed è una realtà che è dettata dai 114 anni di storia, costellati da pochi successi, anche se eclatanti, qualche errore, pagato sempre a caro prezzo e fino all'ultima goccia, ma sempre accompagnati da una fierezza di poter girare a testa alta, anche nella nostra modestia.
Ecco oggi io mi sento orgoglioso di girare a testa alta, anche se sono decimo in classifica e abbiamo fatto un mercato sparagnino.
Al contrario di altri, che oggi sono gonfi, ma con quella paura in testa, che il guinzaglio della banca al quale sono legati scodinzolando felici, si trasformi in un cappio, che gli si stringa intorno al collo fino a farli soffocare.
Avanti Lazio. #OneLove.