Abbiamo perso la Lazio.

Aperto da arkham, 17 Gen 2014, 15:53

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V.

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Lazionetter
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Marc, per per apprezzare certe cose che tu dici tu tra le righe ci vuole cultura, questo è chiaro. a molti suonerà esclusivo e presuntuoso ma è così. Cultura significa avere parole diverse, straniere, ragionare con la testa di un non laziale. Altrimenti dalla retorica del sangue blu non si esce. Si copula tra di noi, non si fanno figli.

Che abbiamo una visceralità più atavica e fuori dai radar è sacrosanto, è una visceralità di testa, più introversa e più cazzuta (e pure questa cosa è percepita fuori da roma ma da quelli grandicelli perché la legano a Chinaglia), ma spesso come Loro usano un linguaggio troppo di pancia e debordante, noi usiamo un linguaggio tutto sospiri e petti gonfi da sacrificio, finendo per vanificare questa visceralità che ci ha portato zitti zitti a tantissime prove d'orgoglio.

la stessa frase di Strike, "La Lazio non è nata per vincere e secondo me nemmeno per rappresentare Roma. Noi siamo minoranza. Siamo una parte di Roma" coglie nel segno ma anche perché conosco Strike e so che cosa sottintende. Ma è diversa radicalmente da "Padroni di Roma", che è slogan a cui gli stessi tifosi della Lazio intesa come nobiltà elettiva si rifugiano.

Siamo padroni o siamo minoranza? Troverai anche il tifoso schizofrenico che ti dice che siamo una minoranza di padroni.

Nel cambio della guardia del tifo le cose sono mutate, come è cambiata roma. Nella quotidianità la percezione della Lazio è cambiata, proprio su quel versante che dici tu, "l'ombelico": perché tutti i discorsi di chiusura, di elettività di nobiltà sono territori del linguaggio dell'estrema destra.

cioè un conto è passare per "snob esistenzialisti" presso un pubblico adulto (perché alla fine il Laziale non è migliore, è snob, in senso positivo), un conto è passare per fascisti davanti a un pubblico più giovane (anche se tra i tifosi laziali c'è sempre stato lo spicchio fascista, siamo romani non marziani). questa differenza è chiara? perché dipende tutto da noi:

dire che la Lazio "non morirà mai", intendendo la NOSTRA Lazio, sarà vero solo se non verrà abbandonata realmente, fisicamente, non nei pensieri. se sapremo ancora essere presenti alla Lazio, allora faremo valere anche la "nostra" Lazio.

Se invece rimaniamo fuori da tutto questo, accade che nei nostri stadi della mente è un trionfo di bandiere laziali e di nobiltà mentre nello stadio vero e proprio va in onda un'altra nobiltà, che con il tuo essere felicemente surrealista kunderiano non c'entra nulla.

che poi 20 anni fa non mi passassero per la testa questi ragionamenti è un'altra cosa, ovviamente sogno di tornare a uno stadio dove più eterogeneo possibile, dove queste preoccupazioni vanno a farsi benedire 
ma oggi la situazione è questa.

fuori Lotito? va bene, se serve a spazzare l'orizzonte di malcontento, perché di tempo perso a subire a destra e manca ne abbiamo sprecato in quantità. siamo una tifoseria in grande credito con noi stessi. E nessuna squadra storicizzando il proprio passato ha fatto la sua fortuna. proprio la ns storia dovrebbe insegnarci che c'è solo il futuro e che l'eternità della Lazio è una gran cazza.ta







GuyMontag

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Lazionetter
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