C'è chi lamenta dell'inopportunità di un topic aperto su una intervista pubblicata più di una settimana fa alla vigilia del derby sul quotidiano della Conferenza episcopale italiana (non l'Osservatore romano ...). Eppure si era in tempi di moratoria e la cosa sarebbe stata poco gradita. Se poi fosse stato aperto il lunedì successivo la cosa sarebbe stata altrettanto sgradita perché c'era da assaporare il gusto fresco, di media struttura, morbido e leggermente tannico, con una gradevole sfumatura acidula ed un tenue retrogusto amarognolo di uno 0-0 con la squadra dell'altra metà del Tevere.
E' stato aperto ier sera – a quanto pare - con il preciso intento di arrecare ulteriore dolore nelle carni già doloranti ma vive di alcuni laziali, ferite ma non mortalmente da un 3-1 rimediato in terra etnea, secondo una ricostruzione molto accurata e affilata, talmente geniale che non ha avuto bisogno dell'ausilio dell'intervento della scientifica. Poteva essere aperto allora all'indomani della prossima partita di Europa league, ma anche in quel caso sarebbe scattata l'accusa di inopportunità sia in caso di vittoria (amo vinto che c'entra Lotito?) che di sconfitta (amo perso che c'entra Lotito?).
Non basta un semplice invito alla lettura. Non può bastare.
A me del presidente della SSLazio1900 non mi interessa un fico secco. Gli auguro fortuna nel lavoro e lunga, lunghissima vita perché a differenza della schiera purtroppo nutrita che occupa la curva non auguro la morte a nessuno, neanche al mio peggior nemico, fosse anche per assurdo l'azionista di maggioranza della SSLazio.
Ma per me – e moltissimi laziali: la vera maggioranza silenziosa - un presidente è un mezzo, mentre per altri è diventato un fine.
Da tifoso, da sempre, anche quando scambiavo le figurine di Cantarutti e di Badiani, mi auguro e sogno che la Lazio competa ai massimi livelli, per scudetti o coppe internazionali, visto che tifo una squadra con più di un secolo di storia che fa parte della storia sportiva di una grande città. Di questo mi occupo, non delle alterne fortune del suo azionista di maggioranza a cui continuo ad augurare le migliori fortune.
Questa mattina è possibile leggere l'ennesimo articolo fantasmagorico sul futuro della AS a proposito di un certo Feng, di nazionalità cinese. A leggerlo viene la pelle d'oca per la quantità di sostanze stupefacenti (pesanti e leggere, non è stata fatta differenza) che deve essere stata utilizzata per la confezione di un pezzo in cui si traccia il futuro della AS che "dovrà diventare la prima squadra di calcio italiano veramente globale in grado di raccogliere ovunque contratti pubblicitari con sei-sette zeri, diritti televisivi a iosa, e - si spera - successi sportivi degni di tal fama. Ma almeno da quest'ultimo punto di vista il lavoro di Rudi Garcia e Francesco Totti sembra garantire le migliori promesse".
Per restare al presente ho voglia di cominciare leggere pezzi di questo tenore a proposito della Lazio. Ho voglia di parlare di futuro con i piedi per terra ma con tanta ambizione e non di stare a difendere il presente e a rimestare continuamente sul passato.