il classico caso del bambino e dell'acqua sporca.
per anni si è alzata la canizza contro questa presidenza, amplificando a dismisura le storture ed i difetti (tanti, fastidiosi e recuperabili, e questo è quello che fa più incaxxare anche me), sottacendo e minimizzando i successi e le intuizioni.
per anni s'è creato un clima, dentro e fuori lo stadio, intorno alla Lazio, da guerriglia permanente, che ha creato un meraviglioso alibi a tanti, tantissimi, che non aspettavano altro che rimboccarsi le maniche del pigiama sul divano alla domenica pomeriggio.
il disastro che potrebbe travolgerci (vedi de là, nike, VW, cinesi, forse lo stadio, mentre noi, uno contro l'altro, in libera uscita...) e che spero non accada, perchè alla fine quello che conta è il bambino (la Lazio), pur con la presa d'atto, che dopo dieci anni, questa gestione ha perso la sua spinta propulsiva per acquartierarsi ai piani nobili del calcio in modo sistematico, io non riesco ad imputarla al solo Lotito: a me l'entusiasmo non me l'ammazza solo un Novaretti invece di Benatia, a me, tifoso della Lazio, l'ammazzano pure gli insulti sotto la nord il 26 maggio, a chi, volente o nolente, ci ha fatto vivere, uno dei giorni più belli (forse il più bello) da tifosi della Lazio. perchè quel pomeriggio, se stai a pensà a Lotito, significa che la Lazio non è una priorità. la conferma ce l'ho avuta con gli abbonamenti: poco più di 20.000, di cui 7/8.000 cuccioloni.
di critiche a questa gestione ne ho una fila lunga un chilometro, mi è testimone uno di quelli che ha scritto poco prima di me qua sopra, che ha raccolto il mio sfogo sabato sera, ma non mi entusiasmo per una contestazione, portata avanti da chi ha contribuito ad ammazzare l'entusiasmo nell'andare a vedere la mia Lazio, vedi alla voce rigore ed espulsione di Buffon, all'ultimo Lazio-Juve.