Sulla Juve ho trovato questo su un sito che si chiama
calcioelegge.comLa nuova frontiera della library (immagini di archivio)
In questi giorni si è concluso il primo contratto per l'utilizzo delle immagini di archivio di una società di calcio.
E' arrivata prima, ancora una volta, la Juventus che ha rivendicato la proprietà dei diritti di diffusione delle immagini di archivio (library).
La questione si è rivelata subito in tutta la sua importanza: infatti la Rai possedeva l'archivio immagini delle partite della Juventus dal 1958 al 2005 (quasi tutte le partite sono state fra l'altro riprese dalle sue stesse telecamere), ma non avrebbe potuto, in teoria, più utilizzarle, se fosse passato il principio che la proprietà dei diritti delle partite era della Juventus stessa (come la società rivendicava).
Sarebbe indispensabile, per comprendere con totale cognizione di causa a chi appartengano i diritti di ridiffondere le immagini in questione, verificare quali diritti la Juventus aveva ceduto alla Rai con gli originari contratti di cessione dei diritti televisivi.
Secondo la Juventus la Rai, che pure ha realizzato quelle immagini, non avrebbe diritti sulla library, ovvero non potrebbe sfruttare, economicamente, quelle immagini né direttamente nei propri programmi né a favore di terzi. Per farlo la Rai avrebbe dovuto acquistare i cosiddetti "diritti d'archivio".
In considerazione di ciò la Juventus aveva diffidato la RAI dall'utilizzare le immagini di archivio della squadra, dichiarando di essere pronta ad agire in Tribunale per la tutela dei propri diritti.
Non è stato necessario, in quanto la Rai ha trovato in breve l'accordo con la Juventus ottenendo il diritto a trasmettere le immagini dell'archivio della società torinese all'interno di un accordo complesso che dalle informazioni trapelate conterrebbe le seguenti clausole:
La Juventus avrebbe acquisito dalla Rai per circa 28 milioni di euro la proprietà dell'archivio delle partite che la riguardano (dal 1954 con opzione addirittura fino al prossimo 2030) per circa 37.000 documenti video; il prezzo totale sarebbe stato quantificato in 28 milioni di Euro;
La Rai avrebbe ricomprato i diritti di diffondere in futuro quelle stesse immagini per circa 21,5 milioni di euro.
La Rai si sarebbe mantenuta il diritto a cedere le immagini a terzi;
La Rai realizzerà un canale tematico, Juventus Channel che sarà visibile su una multi-piattaforma, ossia tramite satellite, digitale terrestre, internet e telefonini;
La Rai realizzerà una fiction televisiva e un torneo di calcio estivo.
Secondo i bene informati la spesa per la Juventus sarebbe, tutto considerato, di circa quattro milioni di euro, a fronte di un beneficio incalcolabile per via dei diritti futuri sull'archivio, con licensing e merchandising annessi; infine, anche la Rai ne trarrebbe grandi benefici economici e patrimoniali.
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Ancora una volta la Juventus è arrivata prima. Potrà essere criticato da parte di coloro che inneggiano ad un calcio puro, che vorrebbero ritornare ai "bei tempi andati" quando il business era solo un eventuale, marginale ed occasionale aspetto del calcio, caratterizzato in via pressochè esclusiva dall'elemento sportivo e passionale; ma la Juventus e la Rai hanno fatto un grande colpo.
Quel calcio non esiste più e ormai da diversi anni si è oltrepassato il punto di non ritorno : si mettano quindi il cuore in pace gli amanti del Calcio di un tempo; non si può più fare a meno del business e chi è più bravo ottiene risultati importanti che poi può impiegare nella squadra per ottenere ancora migliori risultati sportivi e nuovi business sempre più interessanti.
Da questo punto di vista questo nuovo mondo pone la meritocrazia (industriale, produttiva) un piano sopra a quella sportiva : il che significa che un dirigente che sia prima di tutto un bravo industriale, molto probabilmente riuscirà ad ottenere dei buoni risultati sportivi, mentre un buon dirigente che non abbia queste caratteristiche, anche se è competente da un punto di vista sportivo, farà molta fatica a chiudere bene la stagione agonistica.
Per questo motivo diventano sempre più importanti dirigenti che ne sappiano di strategie aziendali, di marketing, di diritti di immagine e televisivi e di tutte quelle materie che consentano di inquadrare una società di calcio come una vera e propria realtà aziendale.
Da questo punto di vista la Juventus è indiscutibilmente la numero 1. Potrà essere simpatica o antipatica ma riesce sempre a sfruttare tutti gli elementi economici del mercato, al meglio e prima degli altri.
La questione library ne è la prova : il risultato ottenuto non è stato raggiunto con la forza o con l'uso del potere; è stato raggiunto con la competenza, con la l'intelligenza e con la conoscenza della materia.
La Rai è stata probabilmente ben felice di stipulare questo accordo, perchè questo le consente di acquisire in esclusiva i diritti dell'archivio che potrà gestire in proprio o cedere a terzi con rilevantissimi benefici economici per l'azienda.
Il canale tematico Juventus Channel che la Rai si è acquisito in collaborazione con la società bianconera verrà trasmesso su molteplici piattaforme e dovrebbe prevedere un costo mensile tra i 7 e gli 8 euro e si stima di potere raggiungere in un paio di anni i 100.000 abbonati.
Non è possibile fare ora i conti in tasca per comprendere con precisione a quanto ammonteranno i benefici di questo accordo, ma si parla di benefici che non saranno per la Juventuis, inferiori ai 70 milioni di Euro.
Un operazione di grande abilità per entrambe le aziende che l'hanno sottoscritta.
(Paolo Bordonaro)