i Laziali, la Lazio e la sindrome di Re Salomone

Aperto da FatDanny, 11 Mar 2014, 08:44

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Jeffry

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Citazione di: Sliver il 11 Mar 2014, 11:34
...

Sliver, tutto giusto quello che scrivi.
Però il dubbio che si sia creata una forte sovrapposizione Lotito\Lazio, a me, rimane.
Ci si può disamorare, è vero, ma io non mi sento così tradito dalla Lazio (Lazio, non Lotito) per pensare, oggi, che questo possa accadere.
Con tutti gli errori, e gli orrori, fatti da Lotito, la Lazio me la sono comunque goduta; ho vissuto momenti belli ed intensi in questi anni. Vette di goduria inarrivabili.
La Lazio è la, ogni domenica, e sta noi andare all'appuntamento.
Nonostante Lotito continui a mortificarla, lei è la che lotta, che cerca disperatamente di essere viva.
Un aquila che vuole volare ad ogni costo.
Ed io non posso che lottare insieme a lei.
Anche contro Lotito, ma sempre insieme a lei.

Sliver

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Citazione di: FatDanny il 11 Mar 2014, 11:46
Io questo topic l'ho aperto proprio perché credo che in ambedue le posizioni si faccia spazio in modo strisciante questa falsa verità.

Cioè che da una parte l'unico a poter fare qualcosa è Lotito.
E dall'altra che alla fin fine, male che va, si resta così come siamo.

E io invece vi suggerisco di pensarci bene, perché qualcosa sta GIA' accadendo, nella misura in cui la contestazione ha travalicato la soglia di "parte", per diventare qualcosa di più, come faceva notare Sliver.

Quello che decidiamo come tifosi, anche come singoli tifosi, non sarà affatto irrilevante.
E per questo ci troviamo ad essere un po' parte in causa e un po' giudici.

Non andare allo stadio in massa HA un effetto.
Contestare in un modo piuttosto che in un altro HA un effetto.
Date per scontato che la Lazio, o meglio questa Lazio, possa reggere ad una guerra qualsiasi.
Come se il dato "Lazio" fosse di per sé immutabile.

E quindi, massì, possiamo stare senza Curva, il proprietario deve morire, quello è romanista, quell'altro dice quel che dice per gli impicci che nasconne, quell'altro ancora è un servo de lotito.

E io invece vi dico che il giocattolo se po' rompe, eccome.
A forza di spallate, smargiassate, il bambino si divide davvero sotto i colpi inferti da una parte e dall'altra.
E poi lì i pezzi come li rimettemo insieme?



Chissà cosa pensavano i tifosi della Pro Vercelli nel 1918.
Chissà se avevano già chiarissimi quali effetti avrebbe avuto l'avvento del calcio professionistico...

Io non voglio drammatizzare in modo da restare bloccati nell'attesa, anzi sono il primo a dire che un cambiamento è necessario e urgente, ma attenzione a credere che comunque vada sarà un successo.
Attenzione a credere che si possa sopravvivere a certi drammi anche nel calcio del 2014, quello delle televisioni e dei bacini d'utenza, lontano anni luce da quello degli anni '80.
E attenzione a credere che tutto dipenda soltanto da quel che fa Lotito.

Diciamo spesso che lui non è la Lazio.
Eh, magari vediamo di non usare questa frase solo come slogan.

Sono d'accordo Fat, ma guardiamo alla sostanza delle cose in questo momento. Da una parte, abbiamo una contestazione che si è allargata, che è puntuale, che ha dimostrato compattezza e trasversalità, il pieno e il vuoto, che si arricchisce di competenza diffusa (si, che sa leggere anche i bilanci), che non crede più alle favole raccontate per anni, che fa proposte precise, che non vuole Tevez ma nemmeno l'ultimo bidone propinato da Claudia Pastorello.
Dall'altra, uno scandalo che cammina! Scusate, non voglio appiccare flame, non è nel mio stile, ma sentire o leggere le parole di ieri di questo uomo (tutta la mia solidarietà umana al figlio e alla famiglia, non scherzo affatto) fa un effetto di incredulità misto a rabbia. Un tizio che sarebbe l'ideal tipo di una ricerca sociologica e antropologica sul declino di questo paese, il rapporto tra impresa, politica, sport e morale cattolica d'accatto.

Davanti a tutto ciò, penso che il nostro compito è coltivare una contestazione intelligente e radicale, l'unico modo di tenere viva questa passione. Come si fa dovrebbe essere la domanda ossessiva a cui dovremo rispondere; se puntiamo in alto avremo qualche speranza che, anche se non vende, sarà "costretto" ad alzare il livello di dignità di questa gestione. Se già diamo per scontato che nulla cambia, e ci rintaniamo nella trincea dell'"amore sopra ogni cosa", ammazziamo la Lazio. Lottare significa vivere e amare.

eaglemiky

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Citazione di: FatDanny il 11 Mar 2014, 11:46
Io questo topic l'ho aperto proprio perché credo che in ambedue le posizioni si faccia spazio in modo strisciante questa falsa verità.

Cioè che da una parte l'unico a poter fare qualcosa è Lotito.
E dall'altra che alla fin fine, male che va, si resta così come siamo.

E io invece vi suggerisco di pensarci bene, perché qualcosa sta GIA' accadendo, nella misura in cui la contestazione ha travalicato la soglia di "parte", per diventare qualcosa di più, come faceva notare Sliver.

Quello che decidiamo come tifosi, anche come singoli tifosi, non sarà affatto irrilevante.
E per questo ci troviamo ad essere un po' parte in causa e un po' giudici.

Non andare allo stadio in massa HA un effetto.
Contestare in un modo piuttosto che in un altro HA un effetto.
Date per scontato che la Lazio, o meglio questa Lazio, possa reggere ad una guerra qualsiasi.
Come se il dato "Lazio" fosse di per sé immutabile.

E quindi, massì, possiamo stare senza Curva, il proprietario deve morire, quello è romanista, quell'altro dice quel che dice per gli impicci che nasconne, quell'altro ancora è un servo de lotito.

E io invece vi dico che il giocattolo se po' rompe, eccome.
A forza di spallate, smargiassate, il bambino si divide davvero sotto i colpi inferti da una parte e dall'altra.
E poi lì i pezzi come li rimettemo insieme?



Chissà cosa pensavano i tifosi della Pro Vercelli nel 1918.
Chissà se avevano già chiarissimi quali effetti avrebbe avuto l'avvento del calcio professionistico...

Io non voglio drammatizzare in modo da restare bloccati nell'attesa, anzi sono il primo a dire che un cambiamento è necessario e urgente, ma attenzione a credere che comunque vada sarà un successo.
Attenzione a credere che si possa sopravvivere a certi drammi anche nel calcio del 2014, quello delle televisioni e dei bacini d'utenza, lontano anni luce da quello degli anni '80.
E attenzione a credere che tutto dipenda soltanto da quel che fa Lotito.

Diciamo spesso che lui non è la Lazio.
Eh, magari vediamo di non usare questa frase solo come slogan.

FD io sarei anche d'accordo ma nella pratica siamo una piccolissima goccia nell'oceano. Il caso Lazio Ludogorets e' emblematico. Europa League , contestazione ancora non iniziata e comunque la maggioranza del publico della Lazio , quello senza patenti di Lazialita', alla fine ha disertato comunque lo stadio piu' per disinteresse che altro. E se le cose non cambiano volenti o nolenti , contestanti o meno questa sara' la realta' della Lazio futura.

gregor

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 11 Mar 2014, 10:15
Lotito ha una sola mossa intelligente che gli è rimasta, nell'immediato ( nel futuro è una campagna acquisti come Cristo comanda altrimenti facciamo la fine del modello udinese).
Pubblicizzi (fondamentale) che da' incarico a un advisor di cercare se c'è qualche potenza economica - finanziaria solida, conosciuta e capace, che possa essere interessata alla Lazio. Passeranno mesi e mesi, e non si sa quale sarà l'esito. Sarà l'advisor a filtrare bujaccari, perditempo, saltimbanchi e generone romano. Intanto, avremo mesi e mesi di pace, perché a quel punto che contesti più? Una specie di Calleri ultima fase, con più trasparenza.
NON ESISTE ALTRA VIA D'USCITA, se non quella politica.
Poi se non c'è nessuno, amen.

Citazione di: Centurio il 11 Mar 2014, 10:51
Daccordissimo. Ma non lo fará, poiché c'é il rischio che l'advisor trovi qualcuno.

Aggiungo:
Credo si sia capito quale sia l'intento primario che lo spinge ancora a non mollare di un centimetro.
Per vie traverse, lo ribadisce in continuazione: LO STADIO.
Il suo primo investimento è stato fatto con la proiezione dello stadio. Fu questa una delle prime cose che disse quando prese la S.S LAZIO. Oggi, a distanza di lunghi 10 anni, la Lazio "vivacchia" in attesa dello stadio.
Non ha nessunissima intenzione di investire sulla rosa. Non prenderà mai grandi calciatori AFFERMATI, se non a fine carriera. E' un dato di fatto, non chiacchiere.
Hernanes non sarebbe MAI andato via se gli avessero garantito una potenzialità netta della rosa. Siamo fermi a circa 2 milioni massimo d'ingaggio. E da qui non si esce. Alla stampa questo va bene. Alla politica altrettanto. Al tifoso molto meno.

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ralphmalph

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Fat, usciamo da un (forse) equivoco. I laziali che stanno qui dentro non sono un campione rappresentativo. Dice bene eaglemicky.
Noi qua dentro possiamo sbatterci per ore e stabilire quale sia la protesta migliore, a chi sta la palla, cosa servirebbe.
Ma fuori di qui accade quello che dice micky e in parte sliver.
Fuori di qui, dove di passione per la Lazio ce ne è a tonnellate, c'è un mondo reale a cui serve una squadra che faccia entusiasmare. E pure se mo arriva V. A mettere in mezzo il 26 maggio, si chieda perché manco il 26 maggio ha scatenato una campagna abbonamenti degna.


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pentiux

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Continuo ad essere d'accordo con FD.
L'amore per la Lazio, la passione, la voglia di seguirla e di difenderla non è scontata, non è obbligatoria, non è automatica.
Nessuno può dire nulla, se una persona per le motivazioni più disparate (fosse anche Lotito) decide di allontanarsi dalla Lazio. Purch sia chiaro che così facendo, non si fa il bene della Lazio stessa.
Sliver, io a quel Lazio-Varese c'ero allo stadio eccome. E per me non c'era neanche all'epoca alcuna motivazione che facesse il bene della Lazio che potesse prevedere il non essere presente a quella o a altre partite. Molte motivazioni personali plausibili e non sindacabili, ma non l'amore per la Lazio.
Mia personalissima opinione.

FatDanny

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Citazione di: Sliver il 11 Mar 2014, 12:01
Davanti a tutto ciò, penso che il nostro compito è coltivare una contestazione intelligente e radicale, l'unico modo di tenere viva questa passione. Come si fa dovrebbe essere la domanda ossessiva a cui dovremo rispondere; se puntiamo in alto avremo qualche speranza che, anche se non vende, sarà "costretto" ad alzare il livello di dignità di questa gestione. Se già diamo per scontato che nulla cambia, e ci rintaniamo nella trincea dell'"amore sopra ogni cosa", ammazziamo la Lazio. Lottare significa vivere e amare.

Ho già preso lo scalpello per inciderlo nella pietra sto passaggio qua.

Il problema però è che non ci rendiamo conto - non tu Sliver, ma in termini più generali - che:

Citazione di: eaglemiky il 11 Mar 2014, 12:01
Ludogorets e' emblematico. Europa League , contestazione ancora non iniziata e comunque la maggioranza del publico della Lazio , quello senza patenti di Lazialita', alla fine ha disertato comunque lo stadio piu' per disinteresse che altro.

questa cosa qui non è affatto slegata da quanto ci stiamo dicendo!
Questa cosa qui dipende certamente da Lotito, ma anche dal nostro comportamento come tifosi.

O ci mettiamo in testa che in questa contestazione intelligente e radicale troviamo anche il modo di riportare entusiasmo allo stadio e di reinventare il tifoso della Lazio, oppure il muro c'aspetta comunque.

Mentre il rischio che vedo è proprio che invece si vada nella direzione che suggerisce pantarei:

o lui o noi.
Annamoce a st'inferno che tanto io sopravvivo.
Sti cazzi del resto.
Peccato che nel "resto" c'è pure la Lazio.

ralphmalph

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Ancora un grande post di sliver. Complimenti


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Bianchina

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Ma sta sovrasovrapposizione chi l'ha vuole, chi la persegue fino all'ultimo respiro, finanche ieri sera, io sono la Lazio, io sono la continuità e mio figlio è il futuro.
Lo stadio delle ultime domeniche gli ha dimostrato che non è così, ma lui intigna nell'assoluto della sua personalissima concezione di comando  e di proprietà e sfida la rivoluzione sotto al balcone.
Almeno noi cerchiamo di distinguere.






fish_mark

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Citazione di: gregor il 11 Mar 2014, 12:05
Aggiungo:
Credo si sia capito quale sia l'intento primario che lo spinge ancora a non mollare di un centimetro.
Per vie traverse, lo ribadisce in continuazione: LO STADIO.
Il suo primo investimento è stato fatto con la proiezione dello stadio. Fu questa una delle prime cose che disse quando prese la S.S LAZIO. Oggi, a distanza di lunghi 10 anni, la Lazio "vivacchia" in attesa dello stadio.
Non ha nessunissima intenzione di investire sulla rosa. Non prenderà mai grandi calciatori AFFERMATI, se non a fine carriera. E' un dato di fatto, non chiacchiere.
Hernanes non sarebbe MAI andato via se gli avessero garantito una potenzialità netta della rosa. Siamo fermi a circa 2 milioni massimo d'ingaggio. E da qui non si esce. Alla stampa questo va bene. Alla politica altrettanto. Al tifoso molto meno.

Evidentemente l'ordine delle priorità è quello. Tenere sotto controllo la Lazio come grimaldello per l'affare del secolo, tutto questo ammantato della moralizzazione del calcio e del risanamento a colpi di lacrime e sangue dopo gli anni di gozzoviglio.
Il disegno era chiaro da subito, oggi è sempre più lampante ed è evidente a tutti.
Per questo l'insistenza di Sliver è giusta.

pentiux

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Citazione di: ralphmalph il 11 Mar 2014, 12:05
Fat, usciamo da un (forse) equivoco. I laziali che stanno qui dentro non sono un campione rappresentativo. Dice bene eaglemicky.
Noi qua dentro possiamo sbatterci per ore e stabilire quale sia la protesta migliore, a chi sta la palla, cosa servirebbe.
Ma fuori di qui accade quello che dice micky e in parte sliver.
Fuori di qui, dove di passione per la Lazio ce ne è a tonnellate, c'è un mondo reale a cui serve una squadra che faccia entusiasmare. E pure se mo arriva V. A mettere in mezzo il 26 maggio, si chieda perché manco il 26 maggio ha scatenato una campagna abbonamenti degna.


Sent from Lulic al 71esimo
Embè? Questo non ci esime dal dover ragionare, e dal cercare di portare delle soluzioni.
Non è la prima volta che la marea sembrava montare fuori da qui, e qui dentro si è tenuta la barra dritta. Con i risultati che tutti conosciamo.

delioforever

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Citazione di: Sliver il 11 Mar 2014, 12:01
Sono d'accordo Fat, ma guardiamo alla sostanza delle cose in questo momento. Da una parte, abbiamo una contestazione che si è allargata, che è puntuale, che ha dimostrato compattezza e trasversalità, il pieno e il vuoto, che si arricchisce di competenza diffusa (si, che sa leggere anche i bilanci), che non crede più alle favole raccontate per anni, che fa proposte precise, che non vuole Tevez ma nemmeno l'ultimo bidone propinato da Claudia Pastorello.
Dall'altra, uno scandalo che cammina! Scusate, non voglio appiccare flame, non è nel mio stile, ma sentire o leggere le parole di ieri di questo uomo (tutta la mia solidarietà umana al figlio e alla famiglia, non scherzo affatto) fa un effetto di incredulità misto a rabbia. Un tizio che sarebbe l'ideal tipo di una ricerca sociologica e antropologica sul declino di questo paese, il rapporto tra impresa, politica, sport e morale cattolica d'accatto.

Davanti a tutto ciò, penso che il nostro compito è coltivare una contestazione intelligente e radicale, l'unico modo di tenere viva questa passione. Come si fa dovrebbe essere la domanda ossessiva a cui dovremo rispondere; se puntiamo in alto avremo qualche speranza che, anche se non vende, sarà "costretto" ad alzare il livello di dignità di questa gestione. Se già diamo per scontato che nulla cambia, e ci rintaniamo nella trincea dell'"amore sopra ogni cosa", ammazziamo la Lazio. Lottare significa vivere e amare.

Forte questa New entry, ;)
Silver la tua linea mi convince, la contestazione sul merito, ironica, divertente, coinvolgente come tra l'altro altri netters proponevano (Tarallo e Pentiux in particolare).
Ma ricordiamoci la curva che abbiamo, e il problema in questi 10 anni è stata anche una guerra a prescindere fatta in uno stile che ha lacerato, intramezzata  da ciò che tutti noi conosciamo e che ci è costata un'immagine terribile e squalifiche pesanti.
Il problema è come non morire lotitiani ma neanche antilotitiani e post irr., come evitare che la critica e la passione di cui parli sia solo acqua al mulino di chi in questi anni ha dimostrato di essere un problema tanto quanto...
Ultimamente si è rimosso questo problema in nome dell'unità contro il diavolo... questa è una strategia perdente, questo mi spaventa, o siamo in grado di proporre un'altra strada, oppure la vedo grigia...
Perchè il rischio è quello che (ora ;) ) riconosce fat...

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FatDanny

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Citazione di: ralphmalph il 11 Mar 2014, 12:05
Fat, usciamo da un (forse) equivoco. I laziali che stanno qui dentro non sono un campione rappresentativo. Dice bene eaglemicky.
Noi qua dentro possiamo sbatterci per ore e stabilire quale sia la protesta migliore, a chi sta la palla, cosa servirebbe.
Ma fuori di qui accade quello che dice micky e in parte sliver.
Fuori di qui, dove di passione per la Lazio ce ne è a tonnellate, c'è un mondo reale a cui serve una squadra che faccia entusiasmare.


Sent from Lulic al 71esimo

ralph, se vedi il mio commento successivo è proprio quello che sto dicendo.
Il mondo reale non aspetta noi né la guerra.
Il mondo reale va avanti. Anche senza Lazio (o con una Lazio molto diversa da quella che conosciamo oggi).


Questo ci deve bloccare, tremolanti di terrore?
Assolutamente no!
Nella dialettica di oggi si costruisce il discorso di domani, ottimo.
Però poniamocelo sto problema, poniamoci il problema del mondo reale che dovrebbe voler venire allo stadio a fare festa.
Perché altrimenti tutto sto macello a cosa volgerà?

sweeper77

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jeffry se si è giunti ad una sovraesposizione Lotito/Lazio è in virtù di una sommatoria di cose.
A distanza di 10 anni un tifoso, se prima aveva pazienza, aspettava, ora chiede lumi sugli scenari futuri.
Lui ha preso la lazio nel 2004, ci ha salvati, ci ha fatto prendere più soldi dalle tv, ha sistemato conti e bilanci e già a distanza di 5 anni, ci ha fatto vincere una coppa italia e una supercoppa, condito con una partecipazione in champions (anche dovuta alle assenze di due big con una terza ammazzatta di punti di penalizzazione).
Già allora qualcuno si fece saltare la mosca al naso per la gestione rosa dopo l'ingresso in CL.
Ma fece molto, moltissimo ed io gliene rendo merito.
Arrivarono hernanes (2010) klose,cisse,marchetti,cana,lulic,konko (2011), poi da natale 2011 sembra che qualcosa sia esploso. Quella che prima poteva sembrare una crescita, bene o male, costante...da quel dicembre 2011 si è trasformato in frenata, netta, decisa. E piano piano, tolto il 26 maggio...ci ritroviamo gli stessi giocatori da 3 anni (a parte candreva), lo stesso mister, e ci ritroviamo al punto di partenza, anzi, pure dietro, di dove stavamo 3 anni fa.
Se a questo ci aggiungi, comportamenti stizziti quando chiunque gli chiede lumi, e l'indole da "macchietta" ogni volta che appare in tv, è normale che alla stragrande maggioranza della tifoseria gli viene una sola domanda in mente:
"che cazzo stai a fà?"
Ecco perchè lui è sovraesposto, perchè è stato proprio lui a volerla la sovraesposizione.

Sliver

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Citazione di: FatDanny il 11 Mar 2014, 12:09
Ho già preso lo scalpello per inciderlo nella pietra sto passaggio qua.

Il problema però è che non ci rendiamo conto - non tu Sliver, ma in termini più generali - che:

questa cosa qui non è affatto slegata da quanto ci stiamo dicendo!
Questa cosa qui dipende certamente da Lotito, ma anche dal nostro comportamento come tifosi.

O ci mettiamo in testa che in questa contestazione intelligente e radicale troviamo anche il modo di riportare entusiasmo allo stadio e di reinventare il tifoso della Lazio, oppure il muro c'aspetta comunque.

Mentre il rischio che vedo è proprio che invece si vada nella direzione che suggerisce pantarei:

o lui o noi.
Annamoce a st'inferno che tanto io sopravvivo.
Sti cazzi del resto.
Peccato che nel "resto" c'è pure la Lazio.

Il bello di questa discussione è che apre sottotesti tutti importanti che però andrebbero sviluppati nella loro relazione ma anche specificità. Tu, Fat, dici giustamente che poi oltre ai motivi della contestazione c'è un problema di fondo legato alla partecipazione, come nel caso di lazio-ludoqualcosa. Qui entriamo in un'altra voragine, che tocca noi come tutti, che si chiama "neo-calcio", come provò a definirla un Almanacco di Carta del settembre 2004 (mi sembra). Secondo me meriterebbe un topic a parte, perché non stiamo parlando solo dei laziali ma della mutazione genetica post diritti tv (del neoliberismo applicato al calcio). Spero ne troveremo il modo e il tempo.

Jeffry

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No, magari Lotito vuole visibilità e la Lazio è il mezzo per ottenerla.
La Lazio è di proprietà di Lotito ma non è Lotito.

eaglemiky

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Citazione di: FatDanny il 11 Mar 2014, 12:09
Ho già preso lo scalpello per inciderlo nella pietra sto passaggio qua.

Il problema però è che non ci rendiamo conto - non tu Sliver, ma in termini più generali - che:

questa cosa qui non è affatto slegata da quanto ci stiamo dicendo!
Questa cosa qui dipende certamente da Lotito, ma anche dal nostro comportamento come tifosi.

O ci mettiamo in testa che in questa contestazione intelligente e radicale troviamo anche il modo di riportare entusiasmo allo stadio e di reinventare il tifoso della Lazio, oppure il muro c'aspetta comunque.

Mentre il rischio che vedo è proprio che invece si vada nella direzione che suggerisce pantarei:

o lui o noi.
Annamoce a st'inferno che tanto io sopravvivo.
Sti cazzi del resto.
Peccato che nel "resto" c'è pure la Lazio.

Ma l'entusiasmo allo stadio imho non lo possono riportare i tifosi ma solo la societa' portando giocatori forti e risultati. Il Milan degli ultimi anni ne e' un ottimo esempio.  Anche con il Presidente piu titolato del mondo che quindi dovrebbe godere di un credito illimitato presso i tifosi innamorati , con la vendita di Ibra e Thiago Silva si sono visti dimezzare  gli abbonamenti anche se cio' ha  implicato un ulteriore perdita di competitivita' e un danno alle casse societarie . Il 90 percento dei tifosi quando prende la decisione di comprare un abbonamento o un biglietto non lo fa pensando al bene della squadra ma pensando allo spettacolo che andra'  a vedere.

FatDanny

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Citazione di: ralphmalph il 11 Mar 2014, 12:05
...

preciso ulteriormente:

Questa cosa del "mondo reale" deve valere per tutti.

Deve valere nella consapevolezza che il giocattolo si può rompere e quindi va maneggiato con cura.
Così come deve valere per chi ripete in loop che nel 2004 c'ha salvato e c'ha comprato Klose.

Il mondo reale viene allo stadio e si diverte se c'è una Società che organizza la festa e se ci sono tifosi che la animano come fosse l'ultimo dei capodanni.

Al momento me pare che mancano l'una e l'altra cosa. E se vede.

Citazione di: eaglemiky il 11 Mar 2014, 12:22
Ma l'entusiasmo allo stadio imho non lo possono riportare i tifosi ma solo la societa' portando giocatori forti e risultati. Il Milan degli ultimi anni ne e' un ottimo esempio.  Anche con il Presidente piu titolato del mondo che quindi dovrebbe godere di un credito illimitato presso i tifosi innamorati , con la vendita di Ibra e Thiago Silva si sono visti dimezzare  gli abbonamenti anche se cio' ha  implicato un ulteriore perdita di competitivita' e un danno alle casse societarie . Il 90 percento dei tifosi quando prende la decisione di comprare un abbonamento o un biglietto non lo fa pensando al bene della squadra ma pensando allo spettacolo che andra'  a vedere.

ma certo. E infatti te dico che è la Società ad organizzare la festa, mica qualcun'altro. Ad ognuno il suo.

Però c'è da dire che in questi anni di feste ce ne sono state e la partecipazione di certo non è stata quella che ci si potesse aspettare.

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V.

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Citazione di: Sliver il 11 Mar 2014, 09:44
Carissimo FD,
mi associo: come darti torto? E infatti non te lo do. Il tuo "appello" è una lezione di stile e centra perfettamente la questione, ricordarci che alla fine della fiera stiamo qui per tutelare il "bene comune" chiamato Lazio. Il problema è proprio questo. Come si fa a difendere questa storia e soprattutto conquistare un futuro migliore? In dieci anni, le abbiamo provate tutte: abbiamo dato credito a questo bizzarro personaggio che "ci ha salvato" tra riscossione di crediti regionali e pastette politiche, abbiamo digerito il feeling iniziale di chi pensava e sperava (in curva) di aver trovato un ducetto da onorare, abbiamo accettato tutti i parametri e campagne acquisti un tot al kg, abbiamo digerito guerre "ad giocatorem", esclusioni come un lancio di dadi che ci hanno portato sull'orlo della B. Ma abbiamo anche vinto, come non ricordarlo, e che goduria (il 26 è per sempre). Ma ad ogni vittoria, a ogni potenziale passaggio di crescita (una qualificazione in CL o EL), puntuale come il dribbling a rientrare di Lulic, è arrivata la mazzata del ridimensionamento, del non investimento, dei non-acquisti.

Le fasi del dissenso e della contestazione sono radicalmente cambiate, come tu stesso segnalavi. Le parti in commedia più strumentali, i giochetti di potere, le rendite di posizione viste in passato sono assolutamente marginali rispetto un "sentimento" diffuso che vede in questa presidenza l'ostacolo principale alla crescita tecnica, alle ambizionio sportive e alla cura di questa passione lunga 114 anni. Ma lo avete ascoltato ieri al Processo del lunedi? Se quest'uomo si fosse circondato da una sola persona di buon senso, se fosse disponibile ad ascoltare consigli, questa anima pia, in questo momento storico, gli avrebbe consigliato un "copione" tattico, fatto di piccole timide banali aperture, di una spruzzata di umiltà, di poche parole che toccano l'anima a questo popolo perdutamente innamorato e strattonato da troppo tempo, che aspetta un paio di parole vere: evitare il "disastro" degli ultimi quattro anni e non essere trattato come pecore.

L'ostentata arroganza è un segno potente di debolezza, come se ci è ficcati in un tunnel senza uscita, ma soprattutto consegna un'idea di galleggiamento perpetuo inaccettabile. Eppure basterebbe poco: con gli stessi soldi buttati in giro, comprare tre-quattro veri giocatori (uno per reparto), valorizzare i giovani, blindare le promesse, ridare un'anima alla società, trovare uno sponsor decente oppure investire strategicamente sull'assenza del marchio commerciale (che forse frutterebbe ancora di più), aprire quelle cazzo di porte di Formello, riprendere a far parlare i giocatori e mandarli in giro, iniziare a immaginare lo stadio e la Lazio come una casa con le finestre aperte e accogliente per tutti. E la cosa che non capisce è che tutto questo porterebbe maggiori profitti anche alle sue aziende.

Solo come paradosso, ma è la stessa differenza che passa tra il capitalismo straccione italico e quello nord europeo: non è che non ci sia sfruttamento per il profitto privato, ma uno è costruito anche sull'innovazione di prodotto, sulla ricerca, sui riconoscimenti salariali, sulla sostanziale tutela ambientale, l'altro (il nostro) solo sul saccheggio della forza lavoro, sull'elusione fiscale, sul non rispetto del territorio e dei diritti. In attesa di veder realizzati il sogno di "un'altra Lazio possibile", possiamo aspirare almeno a un "padrone" normale? Il pallino sta nelle sue mani.

questa roba qui tutto è tranne che lucida. è piena di contraddizioni e di forzature, di bugie e cose che si rinnegano. ma è la sintesi perfetta di quella parte della contestazione che vorrebbe darsi una patina intellettuale ma non ci riesce. la schizofrenia che vede insieme la condanna assoluta con il "bastava poco" e altre accoppiate simili a me fa rabbia più del pischello che straparla.
il tifoso può delirare allo stadio, è il suo posto naturale, ma non da casa. invece oggi da casa ci si ostina a pensare che la Lazio sia un club di grandi proporzioni e che gli toccano le prime posizioni sempre, però non si va più allo stadio a tifare per questi risultati.
Si mescolano fatti e risultati della Lazio di Lotito a proprio piacimento: uno per tutti l'esclusione di Ledesma Pandev De Silvestri, una battaglia sacrosanta che qualcuno non ha digerito, essendo stata una grande vittoria di Lotito. Ci si scorda pure che qualche giocatore con la nostra amata Lazio in questi anni ci ha scherzato (col fuoco). Ragioni in termini da storico, "dieci anni", ma il decennio è una fisarmonica che suoni come te pare e non sei l'unico. Ovviamente in questo decennio si fa del revisionismo e Lazio Stoccarda e Lazio Fenerbache non esistono: contro Lotito anche al peggio del peggio si passa sopra.
Ho molto rispetto per quelli che contestano ma si sgolano allo stadio e strizzano e gioiscono insieme a me per i risultati. Non ho rispetto per quelli che provano a fare gli intellettuali da Lazio, perchè in Italia l'intellettuale è sempre organico e se non ci fossero stati i professionisti della contestazione a tenere sempre vivo questo megafono, non avremmo letto certe cose, tanto che la rovesciata di lorik Cana è stata indigesta per qualcuno che all'improvviso ha visto il castello franare.
Lunga vita ai blow e ralph, come lunga vita ai purple e ai nandoviola, e chiunque si riconosca nelle due posizioni espresse con grande pulizia morale, senza machete, perchè è questo che esigo dal tifoso: l'integrità anche nella contestazione. Ben vengano pure le sintesi di FT. Ma non ho stima di chi è in malafede con la Lazio e riproduce gli stessi discorsi che sentivo da bambino al bar Vanni in Prati. la curva è un mondo che non mi apparterrà mai, ma qui non parlo di curva, la tengo fuori. qui parlo di una fetta di Laziali molto bravi a salire sulle spalle di una Lazio in ginocchio e a giocare a fare gli statisti.


sweeper77

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tu trovi una sola persona in società capace di farlo ragionare?
O tutto è gestito da lui?
tare prende yilmaz (salta per i soldi del procuratore)
reja chiede rinforzi (kakuta-postiga e vende hernanes)
i tifosi chiedono lumi (lui risponde in quei modi)
La Lazio , lui non la considera di proprietà collettiva, con lui come degno rappresentante.

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