Citazione di: Pikkio il 11 Mar 2014, 19:06
otto anni di contestazioni piu' o meno violente, piu' o meno partecipate, piu' o meno deleterie per la lazio o per il suo presidente gestore - con deciso sbilancio per la prima rispetto al secondo - si devono fondamentalmente a due macrofattori: la storia personale di lotito, che ce sta sul cazzo per modi e comportamenti, e la scarsita' di risultati e la pochezza di prospettive.
ma una cosa sulla mediocrita' alla quale siamo condannati dalla gestione di un uomo solo al comando, con anche poche risorse, la voglio dire di nuovo a distanza di qualche mese, che' noi siamo la lazio e meritiamo di piu':
considerando solo i 70 campionati di serie a disputati fino a questo, la lazio ha una posizione media in classifica di 8,34 che diventa 9,20 se si esclude l'era cragnotti [media: 3,73]. la lazio di lenzini [uno scudetto ma anche due retrocessioni e tre campionati di serie b] ha una media - considerando [ripeto] solo i 12 campionati di serie a - di 9,25. quella di calleri e' 10. la lazio di lotito [due coppe italia e una supercoppa italiana] ha una media di 8,78 che scende a 7,67 se non si considerano le penalizzazioni del campionato 2005-2006. la media delle ultime tre stagioni [quinta per la classifica avulsa, quarta e settima] e' 5,33.
Io credo che invece, caro Pikkio, la fondamentale distinzione tra le nostre percezioni sia proprio qui.
E forse da qui riusciamo a ritrovare la strada per capirci.
E' qui che le nostre valutazioni divergono e i discorsi si separano (e si separano con i contestatori), diventano incomprensibili come diretta conseguenza.
Perché contesto?
Ricordate che bella l'estate di due anni e mezzo fa? Klose, Marchetti, Cisse... ad un certo punto sembrava non ci dovessimo fermare mai.
Nemmeno le vedove di Zarate dell'ultimo minuto (eccomi...) potevano scalfire un mercato oggettivamente buono e di grande rafforzamento. Lotito ci stava provando. Per davvero.
E ci stava provando per varie ragioni: fase critica superata, alcune concorrenti in difficoltà, legge sugli stadi in parlamento. Una Lazio competitiva, su in alto, poteva essere l'argomento finale per avere le concessioni necessarie in ambito normativo, fare lo stadio e il definitivo salto di qualità.
Insomma, ha visto lo spazio e ci si è buttato.
Purtroppo quella spinta si è esaurita: un paio di azzardi non tentati, il caso Mauri (a mio avviso non casuale, ma
questa è un'altra storia...), la legge sugli stadi giustamente affossata in quei termini orripilanti da lui richiesti.
Lotito a quel punto ha cambiato traiettoria, ha ridimensionato le prospettive (mi pare evidente) e si è attestato su una gestione della Lazio che è ammiraglia di un gruppo imprenditoriale e settima/ottava forza del campionato italiano (guarda un po', pienamente in media con quanto dici tu).
Torno alla domanda: dov'è il problema, perchè contesto?
Perché non mi ritrovo nei tuoi numeri, nonostante fossi uno che fino ad un paio d'anni fa diceva le stesse cose (ci sono i post a dimostrarlo).
Come qualcuno con grande pazienza è riuscito a farmi notare,
non si possono paragonare due periodi ben distinti, caratterizzati da paradigmi molto distanti: l'era calcistica dei diritti televisivi e quella precedente.Impossibile da un punto di vista economico-finanziario, sportivo, emozionale.
tralasciando quello emozionale (il tifoso, lo stadio e tutte le cose che accenna Sliver in altro topic), stiamo alla ciccia economico-sportiva:
come puoi paragonare la Lazio di Lenzini o Calleri, la sua potenzialità , con quella attuale?E' un paragone che, mi spiace, non ci sta.
La Lazio di Lenzini e Calleri doveva muoversi sulle sue gambe e aveva una dimensione da ottavo posto se je diceva bene.
La Lazio dei bacini d'utenza è la sesta forza del campionato italiano (poco sotto la rioma, poco sopra la fiorentina sul piano economico).
La Lazio dei bacini d'utenza è la 28esima squadra per prodotto generato in tutta Europa (lo dice deloitte, non la CN).
E quindi vuol dire che il confronto tu me lo puoi fare solo con Cragnotti.
E in un attimo si intuisce perché poi non ci troveremo nelle conseguenze che trarremo.
Anche non considerando che i guai di Cragnotti non nascono dalla Lazio, ma dalla gestione del suo gruppo imprenditoriale, possiamo dirci che quella media di 3,73 è drogata da una gestione creativa. Perfetto.
Tuttavia la "giusta dimensione" per la Lazio in questa Era non è di certo quello di lottare si e no per un posto Uefa e ogni tanto vincere la coppa italia.
In questa Era la Lazio dovrebbe essere stabilmente in EL (se non ci va è fallimento indiscusso) e ogni tanto centrare qualcosa di più (CL e raramente scudetto). Un po' sotto al Napoli che infatti la Cl la centra quasi regolarmente e ogni tanto lotta per lo scudo, come Roma e Fiorentina sul piano sportivo.
Un discorso analogo può essere fatto con la rioma: rometta fino agli anni ottanta, fortemente avvantaggiata dall'avvento dei diritti tv (e infatti, avrà pure vinto meno di noi, ma non possiamo negare che per anni se la sia lottata lassù, in un posizionamento idoneo al suo bacino e ai suoi introiti tv).
Questa è la dimensione della Lazio.
Guarda, io non considero nemmeno i primi 5 anni della gestione Lotito, giustamente volti al risanamento assoluto e quindi sottomedia.
Ma i secondi 5 sono emblematici. Sono una prova. E sono una media.
E sono una prova e una media della sua inadeguatezza. La Lazio può fare di più. La gestione Lotito non è sufficiente.
Non perchè lo dico io, ma perché lo dicono i numeri. Numeri imparagonabili con Lenzini.
Se a questo aggiungi il suo carattere (elemento non essenziale) famo proprio bingo.
Si può essere arroganti ma fare bene il proprio lavoro. Mi stai antipatico, ma i tuoi risultati mi azzittano.
Puoi avere insuccesso ma saperti confrontare e allora mi incazzo ma vediamo di venirne fuori insieme.
Ma se hai insuccesso e in più sei arrogante, mi fai solo venire la voglia di prenderti a calci nel sedere.