Ragazzi parliamoci chiaro, x il CONI gli eventuali stadi di proprietà per le società romane sarebbero una tragedia economica, e quando dico tragedia mi riferisco a chi nel CONI c'ha costruito una fortuna, un ente dello stato-cuccagna, parliamoci chiaro.
Con l'intervento degli americani, voluto da Unicredit, e spesso osteggiato da molti "conservatori", la situazione stadi si dovrebbe sbloccare, e se Comune, Coni, Provincia e Regione fanno fare lo stadio alla roma per forza di cosa devono offrire un'opportunità anche alla Lazio, ed infatti questo sarebbe il motivo per cui Lotito non ha delegittimato a parole il progetto stadio a tor di valle dei giallorossi, perché sa che anche lui, e la Lazio, dovrebbero avere un ritorno; naturalmente se si ostina a puntare i piedi sulla tiberina rimane col cerino in mano, se invece si negozia, accettando un Flaminio tutto nuovo, e con qualche attiva annessa allora per noi sarebbe il massimo, tutto il nome del business, e mentre per Noi Laziali il Flaminio sarebbe un grandissimo colpo per storia, tradizione, passione e comodità per la storia e collocazione del Flaminio, per i proprietari della roma, James Pallotta & co., conta molto il business, venendo loro dagli States, a loro interessa costruire in zona tor di valle, perché è un business.
Penso che senza lo stadio della roma a noi, per le ripercussione/vantaggio/prestigio, che un Flaminio rifatto (con le migliori e moderne tecnologie architettoniche-ingegneristiche) ci darebbe, non ce lo darebbero mai.