Nuovo allarme

Aperto da franvol, 28 Ott 2010, 21:28

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utilior

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Citazione di: borges il 03 Nov 2010, 13:01
intanto dei 150 milioni di interessati al grande affare, se sono fatti sotto in 4.........

4?

e chi sono si sa??

est1900

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Citazione di: utilior il 03 Nov 2010, 15:36
4?

e chi sono si sa??

Certamente:

1) Angelini




Ben voluto dalla Sanipoli (vd. foto)

2) I fratelli Ciaccia



Decisi finalmente a fare il salto di qualità

3) Angelucci



Spinto a gran voce dal magnifico bobbolo (vd. foto)

4) Soros



da sempre attento osservatore dalla finestra



Pare invece abbia gentilmente declinato l'invito Leonid Fedun






Moebius

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Citazione di: borges il 03 Nov 2010, 13:01
intanto dei 150 milioni di interessati al grande affare, se sono fatti sotto in 4.........

scusa, sai dove è possibile seguire questa cosa?

spook

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Citazione di: Moebius il 03 Nov 2010, 15:56
scusa, sai dove è possibile seguire questa cosa?

Ma chi sei, Mary1 sotto copertura?  :)

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Moebius

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Citazione di: spook il 03 Nov 2010, 16:27
Ma chi sei, Mary1 sotto copertura?  :)

pò esse :D

simcar

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io non ho trovato niente di sta notizia, su tmw si parla solo di Angelucci e degli arabi

umanoide69

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http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2010/11/03/news/situazione_societaria_roma-8709458/

Dagli arabi ad Angelucci
Acquirenti allo scoperto

Entro le 24 di mercoledì, Unicredit conoscerà i nomi di tutti gli interessati all'acquisto del club. Tra i nomi certi, al fondo Aabar di Abu Dhabi ed al manager delle cliniche romane Angelucci, si aggiunge un imprenditore statunitense
di MATTEO PINCI

ROMA - Questione di ore, poi Unicredit avrà tra le mani nomi e cognomi di tutti gli interessati all'acquisto della Roma. Scade alla mezzanotte di oggi, infatti, il termine per presentare le offerte non vincolanti per l'acquisizione della società giallorossa. Dopo aver ricevuto l'information memorandum per i potenziali investitori è dunque arrivato il momento di scoprire le carte, inoltrando alla banca la propria valutazione del bene-Roma. Sarebbero sei, sin qui, le proposte preliminari pervenute (o comunque attese con ragionevole certezza), e che proverrebbero da soggetti già noti. Ma non solo. Trovano conferma i nomi del fondo Aabar di Abu Dhabi, già azionista di Unicredit con il 4,99 per cento, e del manager delle cliniche romane Angelucci. A cui si somma un imprenditore statunitense, che ha dato incarico a uno studio legale italiano di seguire la vicenda e almeno un altro nome straniero. Hanno invece abbandonato la pista Roma il tycoon delle telecomunicazioni Sawiris e il fondo Clessidra, che in estate aveva fatto pervenire "mediaticamente" la propria candidatura.

TERMINI - La dead line della mezzanotte di oggi, in realtà, potrebbe essere considerata flessibile e scalare di qualche ora. Soprattutto se fosse necessario per consentire di integrare una documentazione giunta soltanto parzialmente entro il termine, o se si dovesse respirare la sensazione di una proposta forte in arrivo. A breve, nuovi incontri tra Rothschild e Unicredit per mettere a punto la situazione, prima
di informare la famiglia Sensi su offerte ricevute e nomi sul tavolo. Una volta chiusa la prima fase, Unicredit sceglierà tra le offerte ricevute quelle più interessanti per comporre una short list di pretendenti, con cui condurre trattative one-to-one. Tra i criteri fondamentali per la scelta, non soltanto le cifre da mettere sul banco, ma anche (soprattutto) la solidità dell'investitore e la capacità di garantire la provenienza della liquidità. La banca non vuole correre il rischio di cedere la Roma a soggetti non in grado di garantire un futuro strutturato su basi salde. Anche per questo, impossibile fare stime precise sui tempi necessari: la speranza di tutti è quella di riuscire a individuare la proposta migliore e impostare una trattativa concreta entro la fine dell'anno solare. Per poi concluderla (a cominciare dalla due diligence) nel raggio di pochi mesi. Ma quanto vale il club? Impossibile fare stime precise: la capitalizzazione del club in Borsa oscilla attualmente intorno ai 160 milioni (per il 100 per cento), unico termine di paragone possibile.

VALORIZZAZIONE - Stasera la Roma scenderà in campo contro il Basilea per il quarto turno della fase a gironi di Champions League. Una gara da dentro o fuori: una sconfitta, infatti, rischierebbe di pregiudicare il cammino europeo della squadra di Ranieri. E, soprattutto, potrebbe costare una cifra tra i 20 e i 25 milioni di euro, soldi garantiti, in caso di qualificazione agli ottavi, da diritti tv e premi per vittorie e gare giocate. Non è un mistero che l'interesse di chi deve cedere il club (Unicredit, tra l'altro main sponsor della Champions League) è che il bene in vendita non perda di valore e anzi ne acquisti. Adesso, però, tocca agli acquirenti. La partita è aperta.

  (03 novembre 2010)

WhiteBluesBrother

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Non è un mistero che l'interesse di chi deve cedere il club (Unicredit, tra l'altro main sponsor della Champions League) è che il bene in vendita non perda di valore e anzi ne acquisti. Adesso, però, tocca agli acquirenti arbitri. La partita è aperta. Ma per il Basilea era chiusa prima di iniziare. :x


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Magnopèl

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Arabi?
Statunitensi?

Insomma gente coi denari o no?

ralphmalph

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Citazione di: umanoide69 il 03 Nov 2010, 19:20
http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2010/11/03/news/situazione_societaria_roma-8709458/

A cui si somma un imprenditore statunitense, che ha dato incarico a uno studio legale italiano di seguire la vicenda

diteme che è un ex giocatore dell'internapoli...

Citazione di: umanoide69 il 03 Nov 2010, 19:20
La dead line della mezzanotte di oggi, in realtà, potrebbe essere considerata flessibile e scalare di qualche ora. Soprattutto se fosse necessario per consentire di integrare una documentazione giunta soltanto parzialmente entro il termine, o se si dovesse respirare la sensazione di una proposta forte in arrivo.

mbè, che è? queste non so proposte forti?

PicchioMontesacro

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io  da  quello  che  ho  capito,  l'offerta  non   vincolante, e` basata   su  offerte   di  persone  (eventualmente )  interessate,   in  poche  parole  ,  chi  ha  fatto  l'offerta,     non  ha  offerto  soldi,  ma  dietro a  solide  garanzie,  gli  sara`   consentito  di  vedere  i  "libri  contabili"  delle  merde.Per poi  iniziare una  trattativa    sul  prezzo  da   concordare,   della  serie......magna  tranquillo......

eaglefly1978

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Citazione di: umanoide69 il 03 Nov 2010, 19:20

Una volta chiusa la prima fase, Unicredit sceglierà tra le offerte ricevute quelle più interessanti per comporre una short list di pretendenti, con cui condurre trattative one-to-one. Tra i criteri fondamentali per la scelta, non soltanto le cifre da mettere sul banco, ma anche (soprattutto) la solidità dell'investitore e la capacità di garantire la provenienza della liquidità. La banca non vuole correre il rischio di cedere la Roma a soggetti non in grado di garantire un futuro strutturato su basi salde.


Interessante questo passaggio...se le offerte sono davvero solo 4 altro che short-list e altro che garanzie su provenienza dei soldi e "futuro strutturato su basi salde", devono pregare Iddio di trovare anche un solo pollo che gli dia la cifra richiesta, figuriamoci se si mettono pure a fare gli schizzinosi...

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Blueline

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Quando le mensilità arretrate sono 4, statisticamente parlando la squadra è destinata
al fallimento. So di varie squadre che avevano di questi problemi, dopo il 4 si va KO!

E la rateizzazione col fisco non è più ammessa, perciò chi dovrà pagare dovrà farlo in
un'unica soluzione.

eaglefly1978

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Citazione di: Blueline il 04 Nov 2010, 07:18


E la rateizzazione col fisco non è più ammessa, perciò chi dovrà pagare dovrà farlo in
un'unica soluzione.

...e se anche fosse non ci sono i tempi tecnici: la Covisoc vuole, ENTRO IL TERMINE TASSATIVO DI DODICI GIORNI, le ricevute di avvenuto pagamento nei confronti dell'erario.

O cacciano i soldi (tanti) tutti e subito o verranno penalizzati.



Biafra

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As Roma: le scoperte di Unicredit sui conti del club (Espresso)

Dowjones

ROMA (MF-DJ)--Da qualche giorno, il centro sportivo dell'As Roma ha un nuovo ospite: Si chiama Roberto Venturini, e' friulano e mastica numeri da una vita. Prima di entrare nel Cda del club giallorosso, e' stato direttore finanza di Unicredit Banca d'Impresa. Adesso e' vicedirettore generale Corporate dell'istituto che, dopo anni di braccio di ferro, ha ereditato dalla famiglia Sensi l'indebitatissima Compagnia Italpetroli. E dunque, la Roma. Venturini ha un compito da svolgere di corsa e con la massima discrezione: passare al setaccio i conti della gestione Sensi in vista della cessione del club. E' quanto scrive oggi L'Espresso sottolineando come sia "necessario mettere ordine in alcune zone oscure dell'ex impero dei Sensi. Dall'altro, non bisogna spaventare i possibili acquirenti di varie nazionalita' che in questi giorni hanno presentato a Rothschild l'offerta non vincolante".

Il primo banco di prova e' il marketing. Nel gennaio del 2007, a imitazione di altri club, la Roma ha venduto a se stessa il suo marchio. L'operazione puntava a valorizzare un bene immateriale per consentire una plusvalenza patrimoniale ed e' stata autorizzata dalla Consob, dato che la societa' e' quotata. Il marchio e' stato ceduto per 125 milioni di euro alla controllata Soccer, una societa' in accomandita semplice. Soccer e' gestita da un accomandatario responsabile della gestione, la Brand management. La Consob ha approvato il trasferimento di ramo d'azienda, ma ha avvertito dei rischi dell'operazione sottolineando che il marchio finiva dentro una societa' di cui l'As Roma non ha il controllo. Brand Management, infatti, e' posseduta per meta' da Maria Cristina Sensi, sorella del presidente giallorosso Rosella nonche' azionista di Italpetroli, e per meta' dalla Dao consulting di Stefano De Alessi e Edoardo Ottaviani. I due sono, rispettivamente, responsabile commerciale e responsabile marketing della Roma. Dentro la societa' non c'e' solo il marchio ma anche tutto quello che e' legato allo sfruttamento della Lupa giallorossa. Il giro d'affari di Soccer e' valutato intorno ai 25 milioni di euro. Quello che inquieta, scrive il settimanale, e' il capitolo relativo ai costi, pari a 14 milioni. Per un settore con margini colossali, dove una maglietta da cinque euro viene rivenduta a 70, sono spese preoccupanti.

Il comparto immobiliare, che Venturini sta studiando assistito dal direttore finanziario della Roma Cristina Mazzoleni, e' un'altra materia delicata. Anche qui c'e' di mezzo un'operazione di finanza straordinaria. Nel dicembre 2005, Roma 2000, cioe' la subholding di Italpetroli che aveva i due terzi delle azioni della Roma, ha concluso un sell and leaseback (vendita e riaffitto) sul centro sportivo di Trigoria per conseguire una plusvalenza stimata in 22 milioni di euro. L'acquirente e' stata Banca Italease, al tempo guidata da Roberto Faenza, da poco condannato a sette anni in primo grado per lo scandalo dei prodotti derivati. Anche in questo caso, l'obiettivo era di irrobustire il patrimonio, fare cassa e rimandare l'appuntamento con il rosso di bilancio. E, anche in questo caso, e' stata creata dal gruppo Italpetroli una societa' ad hoc, l'As Roma Real Estate. La Real Estate doveva semplicemente incassare l'affitto dalla Roma e girarlo in parte a Italease sotto forma di canone di leasing. Ma non tutto e' andato liscio. Nell'ultimo consiglio di amministrazione della societa', tenuto alla fine di ottobre, alcuni piccoli azionisti hanno fatto emergere le anomalie dell'affare. Per prima cosa, l'As Roma ha pagato in anticipo a Roma Real Estate quattro anni di affitto, pari a 15 milioni di euro, ed ha cosi' azzerato il beneficio di cassa che derivava dalla cessione di Trigoria a Italease. In secondo luogo, le spese per la gestione ordinaria di Trigoria, dall'erba dei campi agli spogliatoi, sono state accollate a Roma Real Estate nella misura di 850 mila euro all'anno mentre altre spese dello stesso tipo, in media altri 350 mila euro all'anno, continuano a gravare sull'As Roma. Ma c'e' di piu'. Fra il 2009 e il 2010, Roma Real Estate ha utilizzato in modo bizzarro i 3,5 milioni di euro ricevuti dall'As Roma per pagare il leasing su Trigoria. La somma, divisa in due tranche, e' stata prestata a Italpetroli, la holding dei Sensi che ha gia' drenato quasi 190 milioni di euro in prestiti dalle controllate.Il giro di vite di Unicredit va oltre le vicende marketing e immobiliare, scrive ancora l'Espresso.

Uno dei bersagli della supervisione finanziaria di Venturini e' la voce stipendi e consulenze, con gli ingaggi milionari percepiti dalle eredi di Franco Sensi e da Marco Staffoli, marito di Rosella. Con il repulisti, il club giallorosso sara' nelle migliori condizioni per essere ceduto.

Per i proprietari per caso di Unicredit lo scarso rendimento sportivo e' un problema in piu', al momento di vendere. Vendere a quanto poi? Ancora nessuno azzarda cifre. In bilancio, il 67 percento dell'As Roma controllato da Roma 2000 e' stimato 95 milioni di euro. Secondo i periti della famiglia Sensi, invece, la squadra vale molto di piu'. Unicredit dubita di queste stime casalinghe, come certi arbitraggi in sudditanza psicologica. Ma la beffa e' che oggi alla banca guidata da Federico Ghizzoni conviene avallare anche le sopravvalutazioni piu' spericolate. In caso contrario, gran parte dei 300 milioni di euro di debiti di Italpetroli finiranno cancellati da un tratto di penna. red/cat

(END) Dow Jones Newswires

November 05, 2010 07:51 ET (11:51 GMT)

Copyright (c) 2010 MF-Dow Jones News Srl.

Fossi un P.M. ravviserei almeno un paio di ipotesi di reato.
Fossi il creditore Unicredit avrei avviato mille azioni revocatorie.

Però so Biafra, e me limito a ride de sti stracciari e di chi impunemente gli ha garantito e gli garantirà la sopravvivenza. Che spettacolo sentire ancora oggi i soliti microfonati raccontare la leggenda dell'asriommamerda col bilancio sano... :poof:   


ralphmalph

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Citazione di: Biafra il 05 Nov 2010, 17:20
Secondo i periti della famiglia Sensi, invece, la squadra vale molto di piu'. Unicredit dubita di queste stime casalinghe, come certi arbitraggi in sudditanza psicologica.

:) :) :) :) :) :) :)

JoePetrosino

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Citazione di: Biafra il 05 Nov 2010, 17:20
As Roma: le scoperte di Unicredit sui conti del club (Espresso)

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ROMA (MF-DJ)--Da qualche giorno, il centro sportivo dell'As Roma ha un nuovo ospite: Si chiama Roberto Venturini, e' friulano e mastica numeri da una vita. Prima di entrare nel Cda del club giallorosso, e' stato direttore finanza di Unicredit Banca d'Impresa. Adesso e' vicedirettore generale Corporate dell'istituto che, dopo anni di braccio di ferro, ha ereditato dalla famiglia Sensi l'indebitatissima Compagnia Italpetroli. E dunque, la Roma. Venturini ha un compito da svolgere di corsa e con la massima discrezione: passare al setaccio i conti della gestione Sensi in vista della cessione del club. E' quanto scrive oggi L'Espresso sottolineando come sia "necessario mettere ordine in alcune zone oscure dell'ex impero dei Sensi. Dall'altro, non bisogna spaventare i possibili acquirenti di varie nazionalita' che in questi giorni hanno presentato a Rothschild l'offerta non vincolante".

Il primo banco di prova e' il marketing. Nel gennaio del 2007, a imitazione di altri club, la Roma ha venduto a se stessa il suo marchio. L'operazione puntava a valorizzare un bene immateriale per consentire una plusvalenza patrimoniale ed e' stata autorizzata dalla Consob, dato che la societa' e' quotata. Il marchio e' stato ceduto per 125 milioni di euro alla controllata Soccer, una societa' in accomandita semplice. Soccer e' gestita da un accomandatario responsabile della gestione, la Brand management. La Consob ha approvato il trasferimento di ramo d'azienda, ma ha avvertito dei rischi dell'operazione sottolineando che il marchio finiva dentro una societa' di cui l'As Roma non ha il controllo. Brand Management, infatti, e' posseduta per meta' da Maria Cristina Sensi, sorella del presidente giallorosso Rosella nonche' azionista di Italpetroli, e per meta' dalla Dao consulting di Stefano De Alessi e Edoardo Ottaviani. I due sono, rispettivamente, responsabile commerciale e responsabile marketing della Roma. Dentro la societa' non c'e' solo il marchio ma anche tutto quello che e' legato allo sfruttamento della Lupa giallorossa. Il giro d'affari di Soccer e' valutato intorno ai 25 milioni di euro. Quello che inquieta, scrive il settimanale, e' il capitolo relativo ai costi, pari a 14 milioni. Per un settore con margini colossali, dove una maglietta da cinque euro viene rivenduta a 70, sono spese preoccupanti.

Il comparto immobiliare, che Venturini sta studiando assistito dal direttore finanziario della Roma Cristina Mazzoleni, e' un'altra materia delicata. Anche qui c'e' di mezzo un'operazione di finanza straordinaria. Nel dicembre 2005, Roma 2000, cioe' la subholding di Italpetroli che aveva i due terzi delle azioni della Roma, ha concluso un sell and leaseback (vendita e riaffitto) sul centro sportivo di Trigoria per conseguire una plusvalenza stimata in 22 milioni di euro. L'acquirente e' stata Banca Italease, al tempo guidata da Roberto Faenza, da poco condannato a sette anni in primo grado per lo scandalo dei prodotti derivati. Anche in questo caso, l'obiettivo era di irrobustire il patrimonio, fare cassa e rimandare l'appuntamento con il rosso di bilancio. E, anche in questo caso, e' stata creata dal gruppo Italpetroli una societa' ad hoc, l'As Roma Real Estate. La Real Estate doveva semplicemente incassare l'affitto dalla Roma e girarlo in parte a Italease sotto forma di canone di leasing. Ma non tutto e' andato liscio. Nell'ultimo consiglio di amministrazione della societa', tenuto alla fine di ottobre, alcuni piccoli azionisti hanno fatto emergere le anomalie dell'affare. Per prima cosa, l'As Roma ha pagato in anticipo a Roma Real Estate quattro anni di affitto, pari a 15 milioni di euro, ed ha cosi' azzerato il beneficio di cassa che derivava dalla cessione di Trigoria a Italease. In secondo luogo, le spese per la gestione ordinaria di Trigoria, dall'erba dei campi agli spogliatoi, sono state accollate a Roma Real Estate nella misura di 850 mila euro all'anno mentre altre spese dello stesso tipo, in media altri 350 mila euro all'anno, continuano a gravare sull'As Roma. Ma c'e' di piu'. Fra il 2009 e il 2010, Roma Real Estate ha utilizzato in modo bizzarro i 3,5 milioni di euro ricevuti dall'As Roma per pagare il leasing su Trigoria. La somma, divisa in due tranche, e' stata prestata a Italpetroli, la holding dei Sensi che ha gia' drenato quasi 190 milioni di euro in prestiti dalle controllate.Il giro di vite di Unicredit va oltre le vicende marketing e immobiliare, scrive ancora l'Espresso.

Uno dei bersagli della supervisione finanziaria di Venturini e' la voce stipendi e consulenze, con gli ingaggi milionari percepiti dalle eredi di Franco Sensi e da Marco Staffoli, marito di Rosella. Con il repulisti, il club giallorosso sara' nelle migliori condizioni per essere ceduto.

Per i proprietari per caso di Unicredit lo scarso rendimento sportivo e' un problema in piu', al momento di vendere. Vendere a quanto poi? Ancora nessuno azzarda cifre. In bilancio, il 67 percento dell'As Roma controllato da Roma 2000 e' stimato 95 milioni di euro. Secondo i periti della famiglia Sensi, invece, la squadra vale molto di piu'. Unicredit dubita di queste stime casalinghe, come certi arbitraggi in sudditanza psicologica. Ma la beffa e' che oggi alla banca guidata da Federico Ghizzoni conviene avallare anche le sopravvalutazioni piu' spericolate. In caso contrario, gran parte dei 300 milioni di euro di debiti di Italpetroli finiranno cancellati da un tratto di penna. red/cat

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November 05, 2010 07:51 ET (11:51 GMT)

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Fossi un P.M. ravviserei almeno un paio di ipotesi di reato.
Fossi il creditore Unicredit avrei avviato mille azioni revocatorie.

Però so Biafra, e me limito a ride de sti stracciari e di chi impunemente gli ha garantito e gli garantirà la sopravvivenza. Che spettacolo sentire ancora oggi i soliti microfonati raccontare la leggenda dell'asriommamerda col bilancio sano... :poof:

pensa invece che tutte ste anomalie, una banda de [...] di cui io mi vanto di fare parte, le aveva riscontrate non mesi fa... ma nel momento esatto in cui venivano ipotizzate......

eaglefly1978

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Però so Biafra, e me limito a ride de sti stracciari e di chi impunemente gli ha garantito e gli garantirà la sopravvivenza. Che spettacolo sentire ancora oggi i soliti microfonati raccontare la leggenda dell'asriommamerda col bilancio sano... :poof:

A proposito di microfonati, una settimana fa sentivo Ilario Ilario fare un'interessantissima analisi, seppur a mezza bocca: sulla base dei dati riportati nell'info-memorandum pare che tra acquisto della società, pagamento di stipedi e tasse arretrate, pagamento dell'elevatissimo monte ingaggi in essere, riacquisto di marchio e campo di allenamento e ricapitalizzazione per ricostituire il patrimonio netto (attualente negativo) e rinnovare la rosa l'investimento si aggira COME MINIMO attorno ai 350-370 maglioni. Voi dite che i piscioruggine valgono un simile investimento?

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arturo

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Se uno ha un po di soldi da "ripulire"...

Palo

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Citazione di: Biafra il 05 Nov 2010, 17:20
As Roma: le scoperte di Unicredit sui conti del club (Espresso)

Dowjones

ROMA (MF-DJ)--Da qualche giorno ...

Il comparto immobiliare, che Venturini sta studiando assistito dal direttore finanziario della Roma Cristina Mazzoleni,
Ma non è quella (una di quelli) che presentò le fideiussioni tarocche?

Ancora circola a piede libero? E se, allora, la parte lesa era Sensi, chi "ledeva" non erano i suoi collaboratori (inetti o in malafede)?

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