NBA 2013-2014

Aperto da Splash, 29 Giu 2013, 10:48

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Tarallo

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Di quintetti piccoli ce ne sono stati a bizzeffe.

NatoIl9Gennaio

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Comunque qua mi state snobbando Magic, capace di vincere una finale anche da pivot.
Bello Jordan, belli tutti, ma lo "show time" era solo quando Magic prendeva il rimbalzo difensivo e partivano contropiedi assurdi!! Mai piu' viste.

Che roba.

Tarallo

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Citazione di: NatoIl9Gennaio il 10 Giu 2014, 13:54
Comunque qua mi state snobbando Magic, capace di vincere una finale anche da pivot.

Speaking of small ball, per esempio.

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: Tarallo il 10 Giu 2014, 13:55
Speaking of small ball, per esempio.
Era rookie e in quella finale decisiva in cui gioco' pivot fece: 42 punti, 15 rimbalzi e 7 assist.

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Tarallo

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E che non me lo ricordo? :DD  A quel tempo l'NBA la seguivo religiosamente, mi pare comincio' su Teleromaeuropa o una cosa del genere.
I playoffs 2014 sono le prime partite NBA che vedo regolarmente dopo tipo vent'anni :cry:

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: Tarallo il 10 Giu 2014, 14:25
E che non me lo ricordo? :DD  A quel tempo l'NBA la seguivo religiosamente, mi pare comincio' su Teleromaeuropa o una cosa del genere.
I playoffs 2014 sono le prime partite NBA che vedo regolarmente dopo tipo vent'anni :cry:
Era i tempi dello sky hooke e dello show time.

Tarallo

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"Mamma butta la pasta!!" :DD   (hook ;) )

crb66

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vabbè ma allora mi tirate per i capelli... Dico la mia. Lebron non ha ancora imparato a giocare a pallacanestro. La maggior parte di quel che combina per il campo lo deve allo strapotere fisico sugli altri giocatori, combinato con le doti tecniche, eccellenti, in particolare per la coordinazione dei movimenti, ma non straordinarie (nella norma il tiro da tre, praticamente assente l'arresto e tiro tanto per dire). Ma la linea di demarcazione fra Lebron e i grandi del passato (MJ, Magic, Bird) è nella comprensione del gioco e di quanto fanno gli altri nove presenti in campo. In questo, i grandi degli anni '80 (Magic e Bird) erano maestri assoluti, perché permettevano che i compagni di squadra migliorassero il proprio rendimento in misura netta. Ma vi ricordate Kurt Rambis? o Byron Scott, o lo stesso Worthy che giocò un anno senza Earvin Magic Johnson e se la diede in faccia piuttosto spesso? Ecco, per Michael questo discorso vale un po' meno, perché il suo contributo personale in termini di tiri, punti e iniziative era superiore agli altri due, ma anche lì (vero, con l'aiuto fondamentale di coach Zen) divennero protagonisti alcuni giocatori che se avessero giocato in altri contesti, al massimo scaldavano la panca (Steve Kerr ad esempio?). Lebron, oltre ad aver accettato uno scambio per andare  a giocare dove c'era già un giocatore franchigia (lo so, partiamo sempre da un peccato originale), mi dite quale giocatore ha contribuito a migliorare a Miami nel corso di questi anni? Bosh gioca una partita ogni 3, e vabbè, Allen, Battier e quel criminale tatuato che gioca sotto, sono role-player o armi tattiche e verrebbero impiegati allo stesso modo in qualsiasi altra squadra della lega. Chiaro che Miami vince (mi spiace, mi sa pure quest'anno) perché se corre non ce n'è per nessuno, tanto più per gli Spurs. Le potenziali pretendenti non sono credibili (per OKC e Clippers valgono gli stessi discorsi fatti a livello individuale per LBJ). Infatti resiste Sant'Antonio, che tutti pensavano morta 5 anni fa e che in mezzo a tutto questo casino di alley-hoop, cross-over e 1c5 sono due anni che arriva a un passo dal titolo con un gioco piacevole e lineare.
Scendo dal trono solo per dire che le prime partite Nba furono trasmesse da Prima Rete Indipendente (la prima fu Celtics-Lakers nell'81). E poi dite che Gelli non ha dato niente a 'sto paese...
:beer:

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Tarallo

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Gisutizia e' fatta! :DD

NatoIl9Gennaio

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Guarda, su Magic con me sfondi una porta spalancata.
Per me e' stato il numero uno sia perche' il suo gioco era divertenete, fantasioso ed efficace allo stesso tempo, sia perche' giocava a mio avviso in una squadra di buoni giocatori che grazie a lui ci sembravano fenomeni.
Worthy, cooper, scoot, e compagnia tutti dipendevano da lui.
Anche il grande Kareem pote' allungare la sua carriera grazie all'amico Magic.
E poi poteva giocare letteralmente in tutti i ruoli e come detto leggeva le partite come pochi.

Saro' vecchio dentro, ma io uno cosi' non l'ho piu' visto.

Jordan come giocatore di basket e' forse stato il piu' grande di sempre, ma come uomo squadra Magic non si batte.

crb66

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no, non me se po' di' proprio niente. Figurati oggi, seduta di laurea: in attesa del mio tesista, mentre whatsappavo in tutta tranquilità, si presenta una con una tesi sul marketing e la pallacanestro Cantù. Mai sentita una tesi sul basket! Alla fine le ho detto "brava, ma hai sbagliato relatore..".

Sonni Boi

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Citazione di: crb66 il 10 Giu 2014, 17:42
vabbè ma allora mi tirate per i capelli... Dico la mia. Lebron non ha ancora imparato a giocare a pallacanestro. La maggior parte di quel che combina per il campo lo deve allo strapotere fisico sugli altri giocatori, combinato con le doti tecniche, eccellenti, in particolare per la coordinazione dei movimenti, ma non straordinarie (nella norma il tiro da tre, praticamente assente l'arresto e tiro tanto per dire). Ma la linea di demarcazione fra Lebron e i grandi del passato (MJ, Magic, Bird) è nella comprensione del gioco e di quanto fanno gli altri nove presenti in campo. In questo, i grandi degli anni '80 (Magic e Bird) erano maestri assoluti, perché permettevano che i compagni di squadra migliorassero il proprio rendimento in misura netta. Ma vi ricordate Kurt Rambis? o Byron Scott, o lo stesso Worthy che giocò un anno senza Earvin Magic Johnson e se la diede in faccia piuttosto spesso? Ecco, per Michael questo discorso vale un po' meno, perché il suo contributo personale in termini di tiri, punti e iniziative era superiore agli altri due, ma anche lì (vero, con l'aiuto fondamentale di coach Zen) divennero protagonisti alcuni giocatori che se avessero giocato in altri contesti, al massimo scaldavano la panca (Steve Kerr ad esempio?). Lebron, oltre ad aver accettato uno scambio per andare  a giocare dove c'era già un giocatore franchigia (lo so, partiamo sempre da un peccato originale), mi dite quale giocatore ha contribuito a migliorare a Miami nel corso di questi anni? Bosh gioca una partita ogni 3, e vabbè, Allen, Battier e quel criminale tatuato che gioca sotto, sono role-player o armi tattiche e verrebbero impiegati allo stesso modo in qualsiasi altra squadra della lega. Chiaro che Miami vince (mi spiace, mi sa pure quest'anno) perché se corre non ce n'è per nessuno, tanto più per gli Spurs. Le potenziali pretendenti non sono credibili (per OKC e Clippers valgono gli stessi discorsi fatti a livello individuale per LBJ). Infatti resiste Sant'Antonio, che tutti pensavano morta 5 anni fa e che in mezzo a tutto questo casino di alley-hoop, cross-over e 1c5 sono due anni che arriva a un passo dal titolo con un gioco piacevole e lineare.
Scendo dal trono solo per dire che le prime partite Nba furono trasmesse da Prima Rete Indipendente (la prima fu Celtics-Lakers nell'81). E poi dite che Gelli non ha dato niente a 'sto paese...
:beer:

La risposta a questo tuo post è data dalla finaccia che hanno fatto i Cavs da quando James se n'è andato, passando ad contender e squadra da 60W all'essere uno dei peggiori team della Lega. Così, da un anno all'altro.

Purtroppo si ricade spesso nella mitizzazione del passato, talvolta stravolgendo addirittura la realtà dei fatti. Worthy era stato una superstella al college e prima stella assoluta, un'ala piccola dall'atletismo impressionante e perfetto per uno stile di gioco in velocità. Scott era una signora guardia e poi vabbè c'era Jabbar, semplicemente un mito. Per chiudere il cerchio, Pat Riley, uno dei migliori coach di ogni epoca, 15 anni avanti a tutti.
Ovvio che Magic migliorasse i compagni, ma a leggerti pare che giocasse con un branco di seghe.


Dire che James non sappia giocare a pallacanestro è una bestemmia bella e buona, e te lo dice uno che tifa Spurs da 20 anni. Il gioco offensivo di Miami inizia e finisce con lui, tutto gira intorno alle sue letture, alla sua capacità di far collassare le difese su di sè ed aprire spazi per i compagni (che siano tiratori sul perimetro, o lunghi che devono solo depositare lay up, o i Bosh e i Wade che hanno tanto spazio per i loro 1 vs 1). Inoltre ha ormai un controllo psicologico completo sulle partite, che sembrano quasi naturalmente andare da lui nei momenti decisivi, con la sensazione sempre più netta che, quando decide di vincerla, non c'è nulla che tu possa fare.


Ah, James ha una percentuale da 3 punti in carriera superiore a Jordan, e se mi dici che non ha il palleggio-arresto-tiro vuol dire che non l'hai visto giocare perlomeno nell'ultimo triennio (ma basterebbero gli highlights di ieri notte). E Steve Kerr quello che ha fatto ai Bulls lo ha fatto pure agli Spurs, senza Jordan; lo ricordo perfettamente in una gara 6 di Conference Final del 2003 contro Dallas infilare 4 triple consecutive, decisive per la rimonta in vittoria di SA.

Kerr specialista per Chicago, come Andersen, Battier e 2 anni fa Mike Miller lo sono stati per Miami.

Jordan che a Chicago ha avuto fenomeni come Pippen, Rodman, Grant e un super coach.
Lebron che ai Cavs ha avuto al massimo uno Shaq e un Ben Wallace a fine carriera, un Larry Hughes perennemente rotto e Wally Szczerbiak come supporting cast. Per non parlare dell'allenatore.

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Zoppo

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Ve farei vede il roster di Cleveland con cui James è andato alle Finals...
Ve farei vede con chi giocava e le loro statistiche con e senza di lui...

Gibson faceva segnà, caxxarola...

Mha...

Sonni Boi

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Che poi sti paragoni di giocatori a distanza di 30 anni non hanno minimamente senso, il basket giocato oggi è completamente un altro sport rispetto ad allora.


Tarallo

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Giusto, ma dell'impatto sullo sport contemporaneo si può parlare.


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NatoIl9Gennaio

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Citazione di: Mohammed Hussein il 10 Giu 2014, 19:25
Che poi sti paragoni di giocatori a distanza di 30 anni non hanno minimamente senso, il basket giocato oggi è completamente un altro sport rispetto ad allora.
Va beh, non è mica come il tennis dove veramente i materiali hanno trasformato lo sport.
Le differenze ci sono, come nel calcio, ma non sono cosi' estreme.

Comunque lo ripeto, sarà la vecchiaia ma io uno come Magic non l'ho più visto.
E non è una questione di statistiche ove sicuramente jordan e Le Bron (grandissimi) gli sono sopra.

crb66

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cazzarola finalmente mi inflammo! :D
Non ho detto che LBJ non sa giocare, ho detto che non ha ancora imparato (al livello di quei grandi del passato). So bene che c'è una differenza notevole con il gioco anni '80 ed è per questo che a me piace un po' meno questo tipo di Nba (mi vergogno a dirlo, ma ho una leggera infatuazione per i Grizzlies...). Che Lebron sia oggi dominante non ci piove e credo che avrebbe vinto anche rimanendo a Cleveland. Non è un caso che oggi vinca ad esempio senza bisogno di un allenatore... Però la penso come il mitico Sergio Tavcar (Koper Capodistria ziocan! per chi non avesse mai visto il basket in bianco e nero) che parla di James come "un talento fisico assolutamente debordante , ma totalmente costruito, senza un briciolo di vera creatività... costruito bene e... indiscutibilmente progredito con gli anni, soprattutto in termini di leadership e di responsabilità...ma per favore non bestemmiate paragonandolo a Jabbar, Magic, Larry o MJ ... se proprio volete paragonarlo a qualcuno, paragonatelo a Chamberlain."
Sul tiro da tre, è vero, anche Jordan non era un fenomeno (anzi, proprio nel tiro da fuori in generale ce n'erano di meglio anche ai tempi suoi). Ma io dico che quelli che oggi, dopo anni, consideriamo campioni celebrati (Worthy, Kerr, Paxson, anche Pippen, tiè) hanno ricevuto dai Jordan, dai Magic, dai Bird (e, ovviamente dai rispettivi coach) una carica di magia unica, forse irripetibile. Oggi, con LBJ (ma in parte nel recente passato anche con Kobe) osserviamo "solo" il più bravo di tutti, devastante in campo aperto, e migliorato in molte cose, ma quello che manca è il filo logico che permette ad ogni singolo elemento di un gruppo di esaltare le proprie qualità in maniera armonica con gli altri.
:beer:
Scusate il prolisso, ma oggi ho deciso di smettere di giocare.... :beer: :beer: :beer:

Sonni Boi

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Tavcar è il classico integralista del gioco, che non ha mai compreso l'evoluzione che questo ha subito nel 21esimo secolo. In cosa sarebbe stato più creativo MJ rispetto a James? Jordan stesso è stato un giocatore costruito, eccome. La sua peculiarità rispetto a tutti gli altri era il suo atletismo, mai visto prima, e la sua forza mentale. Per il resto, il suo stile di gioco non era così diverso dalle altre guardie del suo tempo: semplicemente faceva quello che facevano loro, ma molto meglio e con una continuità disarmante.

Se poi vogliamo passare alla creatività e all'innovazione che determinati giocatori hanno portato nel gioco, dobbiamo sottoporre il confronto a criteri del tutto diversi. Paradossalmente, un Nowitzki ha innovato il gioco molto di più di quanto abbia fatto lo stesso Jordan, dato che la figura del 4 perimetrale è diventata dominante dall'avvento del tedesco in poi; ciò significa che Nowitzki sia stato più forte di Jordan? Io non credo occorra la risposta. Lo stesso discorso vale per Cousy e Baylor (il primo play e la prima ala piccola moderne)

Altro aspetto: il vantaggio fisico. Da Mikan a Chamberlain, da Russell a Magic, da Robertson a Jabbar, da Jordan a Shaq a LBJ: tutti, dicasi tutti, i giocatori ritenuti i più grandi nella storia del gioco, hanno avuto un gap fisico-atletico notevole nei confronti di tutti i giocatori che li avevano preceduti. Uniche eccezioni, Larry Bird e Tim Duncan, che non a caso hanno potuto beneficiare il primo di una super-squadra (composta da super giocatori) e il secondo di un super sistema di gioco e staff in generale.

Perchè oggi che la Lega è piena di super atleti non ci rendiamo pienamente conto di quanto fosse immarcabile fisicamente Magic, di quanto nessuno potesse tenere il primo passo di MJ, e di quanto devastante fosse Chamberlain. Parametriamo gli atleti di oggi col Magic di 30 anni fa, invece di parametrare Magic coi rivali di 30 anni fa. E quindi la manfrina che James domini quasi solo grazie al vantaggio fisico non regge, o meglio non regge solo per lui: o il discorso lo si estende a tutti, oppure non lo si tiene in piedi neppure per lui.


Ancora: l'aura di magia dei Paxson o dei Kerr o dei Pippen, è interamente dovuta al tuo sentimento nostalgico. Perchè tra 10 anni io noterò quella stessa aura, e anzi la vedo già adesso, intorno a giocatori che Jordan non ha mai neanche sfiorato, come Horry, Bowen, Fisher (mortacci sua). E Ray Allen (li mortacci usa n'artra volta) tra 10 anni sarà ricordato per quel maledetto tiro di gara 6, dove ha giocato insieme a (ma guarda un po'...) quell'automa poco creativo come LBJ, e non per i precedenti 18 anni di carriera comunque ad alti livelli. Stesso dicasi per Birdman Andersen, che apparirà nelle partite che fra 20 anni si vedranno i miei figli diventando magari il loro idolo e che, non fosse stato per James, sarebbe finito nel dimenticatoio.

Come vedi sono più prolisso di te  :beer: . Mi spiace dirtelo, ma sì, credo che le tue opinioni siano dovute al tuo essere un VDM nostalgico  ;)  come lo è Tavcar.  Godetevi quello che è il campionato sportivo più bello del mondo, e guardate avanti, che a stare con la testa rivolta troppo all'indietro si rischia la cervicale.

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JoeStrummer

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Citazione di: Mohammed Hussein il 10 Giu 2014, 21:06
Tavcar è il classico integralista del gioco, che non ha mai compreso l'evoluzione che questo ha subito nel 21esimo secolo. In cosa sarebbe stato più creativo MJ rispetto a James? Jordan stesso è stato un giocatore costruito, eccome. La sua peculiarità rispetto a tutti gli altri era il suo atletismo, mai visto prima, e la sua forza mentale. Per il resto, il suo stile di gioco non era così diverso dalle altre guardie del suo tempo: semplicemente faceva quello che facevano loro, ma molto meglio e con una continuità disarmante.

Se poi vogliamo passare alla creatività e all'innovazione che determinati giocatori hanno portato nel gioco, dobbiamo sottoporre il confronto a criteri del tutto diversi. Paradossalmente, un Nowitzki ha innovato il gioco molto di più di quanto abbia fatto lo stesso Jordan, dato che la figura del 4 perimetrale è diventata dominante dall'avvento del tedesco in poi; ciò significa che Nowitzki sia stato più forte di Jordan? Io non credo occorra la risposta. Lo stesso discorso vale per Cousy e Baylor (il primo play e la prima ala piccola moderne)

Altro aspetto: il vantaggio fisico. Da Mikan a Chamberlain, da Russell a Magic, da Robertson a Jabbar, da Jordan a Shaq a LBJ: tutti, dicasi tutti, i giocatori ritenuti i più grandi nella storia del gioco, hanno avuto un gap fisico-atletico notevole nei confronti di tutti i giocatori che li avevano preceduti. Uniche eccezioni, Larry Bird e Tim Duncan, che non a caso hanno potuto beneficiare il primo di una super-squadra (composta da super giocatori) e il secondo di un super sistema di gioco e staff in generale.

Perchè oggi che la Lega è piena di super atleti non ci rendiamo pienamente conto di quanto fosse immarcabile fisicamente Magic, di quanto nessuno potesse tenere il primo passo di MJ, e di quanto devastante fosse Chamberlain. Parametriamo gli atleti di oggi col Magic di 30 anni fa, invece di parametrare Magic coi rivali di 30 anni fa. E quindi la manfrina che James domini quasi solo grazie al vantaggio fisico non regge, o meglio non regge solo per lui: o il discorso lo si estende a tutti, oppure non lo si tiene in piedi neppure per lui.


Ancora: l'aura di magia dei Paxson o dei Kerr o dei Pippen, è interamente dovuta al tuo sentimento nostalgico. Perchè tra 10 anni io noterò quella stessa aura, e anzi la vedo già adesso, intorno a giocatori che Jordan non ha mai neanche sfiorato, come Horry, Bowen, Fisher (mortacci sua). E Ray Allen (li mortacci usa n'artra volta) tra 10 anni sarà ricordato per quel maledetto tiro di gara 6, dove ha giocato insieme a (ma guarda un po'...) quell'automa poco creativo come LBJ, e non per i precedenti 18 anni di carriera comunque ad alti livelli. Stesso dicasi per Birdman Andersen, che apparirà nelle partite che fra 20 anni si vedranno i miei figli diventando magari il loro idolo e che, non fosse stato per James, sarebbe finito nel dimenticatoio.

Come vedi sono più prolisso di te  :beer: . Mi spiace dirtelo, ma sì, credo che le tue opinioni siano dovute al tuo essere un VDM nostalgico  ;)  come lo è Tavcar.  Godetevi quello che è il campionato sportivo più bello del mondo, e guardate avanti, che a stare con la testa rivolta troppo all'indietro si rischia la cervicale.

In generale propendo per la tua linea, eccetto 3 punti:

A) Jordan il gioco non lo ha solo innovato, lo ha semplicemente rivoltato come un pedalino. Le sue moves, anche nel periodo individualista, non si etano mai viste, neanche da un mostro sacro come doctor J.
B) Larry Bird forse non era un super-atleta, ma fisicamente era un fenomeno anche lui. Inoltre definire i suoi Celtics una super-squadra mi sembra un tantino esagerato.
Una super squadra, nel mio modo di intendere il basket erano i bad-boys, ma quei Celtica, senza l'inimitabile ed impareggiabile leadership di Larry legend non sarebbero andati da nessuna parte IMHO.
C) definire Ray Allen uno che verrà ricordato per il tiro da tre in gara 6 è una mostruositá unica. Giá oggi Ray é un all of famer vivente, probabilmente il più grande tiratore della storia di questo gioco. Un giocatore meraviglioso, che con la maturità ha acquisito quella forza mentale e quella sicurezza che gli hanno permesso di salire l'ultimo gradino ed entrare di prepotenza nell'Olimpo dei grandi.

vaz

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Amo gli Spurs, li amo.
dicevamo di Lebron.
E cmq i giocatori che IMHO ha segnato il basket moderno (post-Jordan) sono Kobe e Tim Duncan.

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