NBA 2013-2014

Aperto da Splash, 29 Giu 2013, 10:48

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JoeStrummer

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Incredibile a South Beach, serie rivoltata in maniera clamorosa.
SA asfalta Miami e si riprende l'inerzia della serie in modo per me del tutto inaspettato.
That's amazing!

Sonni Boi

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Citazione di: JoeStrummer il 10 Giu 2014, 21:40
In generale propendo per la tua linea, eccetto 3 punti:

A) Jordan il gioco non lo ha solo innovato, lo ha semplicemente rivoltato come un pedalino. Le sue moves, anche nel periodo individualista, non si etano mai viste, neanche da un mostro sacro come doctor J.
B) Larry Bird forse non era un super-atleta, ma fisicamente era un fenomeno anche lui. Inoltre definire i suoi Celtics una super-squadra mi sembra un tantino esagerato.
Una super squadra, nel mio modo di intendere il basket erano i bad-boys, ma quei Celtica, senza l'inimitabile ed impareggiabile leadership di Larry legend non sarebbero andati da nessuna parte IMHO.
C) definire Ray Allen uno che verrà ricordato per il tiro da tre in gara 6 è una mostruositá unica. Giá oggi Ray é un all of famer vivente, probabilmente il più grande tiratore della storia di questo gioco. Un giocatore meraviglioso, che con la maturità ha acquisito quella forza mentale e quella sicurezza che gli hanno permesso di salire l'ultimo gradino ed entrare di prepotenza nell'Olimpo dei grandi.

A) La mia opinione è che le celebri moves di Jordan furono, nel primo periodo della sua carriera, dovute al rapporto del tutto particolare che aveva col suo corpo, che gli consentiva di fare cose mai viste prima. Un po' come succede oggi per lo stesso LBJ o per Durant: mix di atletismo e coordinazione come non si riteneva umanamente possibile. Nella seconda parte, invece, grazie al suo lavoro ossessivo in palestra, MJ seppe sviluppare il suo gioco e adattarlo al suo essere sempre meno "Air" e sempre più "Land": da lì il suo fade away elevato ad opera d'arte e la sua capacità di creare spazio fra sè e il difensore. Insomma, la sua creatività si avvicina molto più a quella di un James che non a quella di un Magic, a mio parere naturalmente.


2) Quei Celtics, in particolare quelli dell'annata 1985-86, furono una delle Squadre (con la S maiuscola) più forti e più belle di sempre. Non solo per il talento individuale, ma proprio per l'amalgama e la virtuale mancanza di punti deboli. Passando ai singoli, oltre a Bird, c'erano Johnson (strepitosa guardia già MVP di un Finale prima di arrivare a Boston), McHale (uno dei 3 lunghi più tecnici di sempre), Parish (centrone dominante) più elementi dall'intelligenza cestistica unica come Ainge e Walton. Praticamente un Dream Team, raramente (a mio parere, mai) tante personalità del genere hanno vestito una stessa maglia.
Sull'atletismo di Bird: dai, non scherziamo, era un'atleta nella norma come è universalmente riconosciuto. Non si può dire certo che fosse uno degli aspetti dominanti del suo gioco come per Magic, MJ, Lebron, Russell, Jabbar etc.

3) Certo che Ray Allen è ed è stato un super giocatore, mica volevo ridurlo a mero specialista del tiro. Però, ripeto, se fra 20 anni dovessimo scegliere un'immagine della sua carriera, quella sarebbe stata scattata quando ha fatto da gregario a King James e non negli anni in cui lui era il leader della squadra. Perchè LA giocata della carriera di Allen è quel maledetto tiro di Gara 6. Questo non per ridurre quanto fatto prima, ma solo per centrare il discorso fatto prima da crb66, ossia che LBJ oscuri tutti e non ci sia alcuna aura di magia intorno ai suoi compagni. Direi proprio che non è così, e comunque lo si potrà dire con certezza solo fra tot anni, non certamente oggi.




GO SPURS GO!

Sledgehammer

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Sul fatto che Jordan sia e molto probabilemente sarà il + grande di sempre non ammetto discussione.
Tra Kobe e LBJ non vi è molta differenza ma il secondo è superiore.
Stanotte Leonard lo ha fermato mettendolgi pressione non appena prendeva possesso della palla.
Jordan potevi anche evitare di marcarlo era praticamente inutile.

vaz

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Citazione di: Sledgehammer il 11 Giu 2014, 09:14

Jordan potevi anche evitare di marcarlo era praticamente inutile.

pure Kobe. La differenza IMHO è tutta qui.

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JoeStrummer

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* 18.438
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Citazione di: Mohammed Hussein il 11 Giu 2014, 09:12
A) La mia opinione è che le celebri moves di Jordan furono, nel primo periodo della sua carriera, dovute al rapporto del tutto particolare che aveva col suo corpo, che gli consentiva di fare cose mai viste prima. Un po' come succede oggi per lo stesso LBJ o per Durant: mix di atletismo e coordinazione come non si riteneva umanamente possibile. Nella seconda parte, invece, grazie al suo lavoro ossessivo in palestra, MJ seppe sviluppare il suo gioco e adattarlo al suo essere sempre meno "Air" e sempre più "Land": da lì il suo fade away elevato ad opera d'arte e la sua capacità di creare spazio fra sè e il difensore. Insomma, la sua creatività si avvicina molto più a quella di un James che non a quella di un Magic, a mio parere naturalmente.


2) Quei Celtics, in particolare quelli dell'annata 1985-86, furono una delle Squadre (con la S maiuscola) più forti e più belle di sempre. Non solo per il talento individuale, ma proprio per l'amalgama e la virtuale mancanza di punti deboli. Passando ai singoli, oltre a Bird, c'erano Johnson (strepitosa guardia già MVP di un Finale prima di arrivare a Boston), McHale (uno dei 3 lunghi più tecnici di sempre), Parish (centrone dominante) più elementi dall'intelligenza cestistica unica come Ainge e Walton. Praticamente un Dream Team, raramente (a mio parere, mai) tante personalità del genere hanno vestito una stessa maglia.
Sull'atletismo di Bird: dai, non scherziamo, era un'atleta nella norma come è universalmente riconosciuto. Non si può dire certo che fosse uno degli aspetti dominanti del suo gioco come per Magic, MJ, Lebron, Russell, Jabbar etc.

3) Certo che Ray Allen è ed è stato un super giocatore, mica volevo ridurlo a mero specialista del tiro. Però, ripeto, se fra 20 anni dovessimo scegliere un'immagine della sua carriera, quella sarebbe stata scattata quando ha fatto da gregario a King James e non negli anni in cui lui era il leader della squadra. Perchè LA giocata della carriera di Allen è quel maledetto tiro di Gara 6. Questo non per ridurre quanto fatto prima, ma solo per centrare il discorso fatto prima da crb66, ossia che LBJ oscuri tutti e non ci sia alcuna aura di magia intorno ai suoi compagni. Direi proprio che non è così, e comunque lo si potrà dire con certezza solo fra tot anni, non certamente oggi.




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Belle discussioni, w la pallacanestro NBA. :beer:

A) Concordo che il Playmaker di 2 metri in grado di fare il pivot, prima di Magic non si era mai visto. Ma ciò non toglie che questo gioco, nel terzo millennio ce lo ha portato MJ. Sia per la maniera assolutamente inedita di utilizzare il proprio corpo su un campo di pallacanestro, che per come ha elevato ad un livello mai visto( e che mai si vedrà) il concetto e il ruolo del leader tecnico e carismatico.
B) Ripeto, i Bad Boys erano molto più squadra di quei celtic. I bad Boys avrebbero vinto probabilmente anche senza un Dumars o un Laimbeer, i Celts senza Bird, no.
Per Bird non ho parlato di atletismo, ma di fisico. Una roccia bianca dell' Indiana di 2 metri e due, insensibile apparentemente al dolore( cosa che poi ha pagato con una carriera purtroppo più corta del dovuto). Ma su Larry ammetto di non essere sereno nei giudizi. Forse nella mia vita di amante dello sport solo Alen Boksic ha un posto nel mio cuore più in vista di lui...
C) Ray Allen lo ricorderemo per le 8 triple in gara due a Los Angeles nelle Finals, o per il record di triple nei playoffs( ...ed il tassametro corre... diceva il buon Buffa agli esordi della sua carriera) o anche solo per l'interpretazione in He Got Game, prima che per l'immagine che evochi tu, fidati!

crb66

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* 233
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uuuhhh come siete influenzabili da una singola partita..... che, peraltro, mi da ragioneeee  :) :) :)
L'aura di magia (pare che stava in classe mia, veh?), va senza dirlo, era soprattutto quella di Magic, che elevava il gioco dei suoi compagni di un buon 20% e portò Jabbar a giocare fino ai 40 anni. MJ introdusse un altro tipo di giocatore, molto più individualistico (Kobe e LBJ sono figli suoi infatti) che, forse grazie all'onda lunga degli '80, più probabilmente ai triangoli di Tex Winter e allo zen di Jackson, fu ancora in grado di accogliere un sistema di gioco che sottraeva qualcosa all'iniziativa del campione per rendere armonici i movimenti dei 5 in campo. Quello che non ho mai sopportato in realtà è il jordanismo, l'1c5 senza criterio, i lunghi usati solo per spizzare i rimbalzi. Te credo che Miami gioca meglio con i quintetti bassi.
E comunque, se devo avvicinare un giocatore alla grandezza di Jordan, mai NBA, mai fuori dai confini nazionali, rimpianto di Red Auerbach, sopra suo fratello secondo Aza Petrovic, e che ha elevato l'1c5 ad arte (vedi la coerenza...) vi dico un nome che mette fine a tutte le discussioni: Nikos Galis.   

Sonni Boi

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Citazione di: JoeStrummer il 11 Giu 2014, 09:34
Belle discussioni, w la pallacanestro NBA. :beer:

A) Concordo che il Playmaker di 2 metri in grado di fare il pivot, prima di Magic non si era mai visto. Ma ciò non toglie che questo gioco, nel terzo millennio ce lo ha portato MJ. Sia per la maniera assolutamente inedita di utilizzare il proprio corpo su un campo di pallacanestro, che per come ha elevato ad un livello mai visto( e che mai si vedrà) il concetto e il ruolo del leader tecnico e carismatico.
B) Ripeto, i Bad Boys erano molto più squadra di quei celtic. I bad Boys avrebbero vinto probabilmente anche senza un Dumars o un Laimbeer, i Celts senza Bird, no.
Per Bird non ho parlato di atletismo, ma di fisico. Una roccia bianca dell' Indiana di 2 metri e due, insensibile apparentemente al dolore( cosa che poi ha pagato con una carriera purtroppo più corta del dovuto). Ma su Larry ammetto di non essere sereno nei giudizi. Forse nella mia vita di amante dello sport solo Alen Boksic ha un posto nel mio cuore più in vista di lui...

C) Ray Allen lo ricorderemo per le 8 triple in gara due a Los Angeles nelle Finals, o per il record di triple nei playoffs( ...ed il tassametro corre... diceva il buon Buffa agli esordi della sua carriera) o anche solo per l'interpretazione in He Got Game, prima che per l'immagine che evochi tu, fidati!


A) Vedo che pian piano ci avviciniamo  :D  MJ è stato la prima vera superstar dell'era globale e globalizzata, è stato assolutamente lui a far fare il salto definitivo all'NBA tutta. Per me, parliamo del più grande sportivo di tutti i tempo, non solo del più grande cestista. Però, ripeto che il gap enorme con tutti quelli venuti prima e dopo di lui è stato, a mio modo di vedere, creato dal fare cose inumane dal punto di vista fisico-atletico e della coordinazione motoria, e dal controllare mentalmente partite e avversari.

B) qui fai il furbo, però. Nel senso che non puoi togliere Bird ai Celtics e non togliere Thomas ai Pistons  ;)  Perchè quei Bad Boys il leader ce l'avevano eccome, ed era il killer col sorriso proveniente da Chicago. Senza di lui i Bad Boys non sarebbero stati i Bad Boys. Possiamo procedere per accoppiate come peso all'interno delle rispettive squadre: Dumars-Johnson; Thomas-Bird; Rodman-McHale; Laimbeer-Parish solo per fermarci ai primi 4.
Sull'atletismo di Bird, sono d'accordo che sia stato un atleta sottovalutato (sempre in nome della mitizzazione di cui sopra, fa ridere chi dice che avesse il fisico di un impiegato), ma non è da quello che traeva vantaggio nel suo gioco IMHO.

C) che te devo dì, ne riparlamo fra 20 anni  :pp

Sledgehammer

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Citazione di: Mohammed Hussein il 11 Giu 2014, 09:54

A) Vedo che pian piano ci avviciniamo  :D  MJ è stato la prima vera superstar dell'era globale e globalizzata, è stato assolutamente lui a far fare il salto definitivo all'NBA tutta. Per me, parliamo del più grande sportivo di tutti i tempo, non solo del più grande cestista. Però, ripeto che il gap enorme con tutti quelli venuti prima e dopo di lui è stato, a mio modo di vedere, creato dal fare cose inumane dal punto di vista fisico-atletico e della coordinazione motoria, e dal controllare mentalmente partite e avversari.

B
sei tu che ci stai venendo incontro  :)

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JoeStrummer

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* 18.438
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Citazione di: Mohammed Hussein il 11 Giu 2014, 09:54


B) qui fai il furbo, però. Nel senso che non puoi togliere Bird ai Celtics e non togliere Thomas ai Pistons  ;)  Perchè quei Bad Boys il leader ce l'avevano eccome, ed era il killer col sorriso proveniente da Chicago. Senza di lui i Bad Boys non sarebbero stati i Bad Boys. Possiamo procedere per accoppiate come peso all'interno delle rispettive squadre: Dumars-Johnson; Thomas-Bird; Rodman-McHale; Laimbeer-Parish solo per fermarci ai primi 4.


Per me Isiah Thomas non è mai stato una superstar del livello dei Magic, dei Bird e compagnia cantante...
Io sono convinto che il vero leader di quella squadra, anche a livello di Q.I. fosse Joe Dumars, e che la differenza di "peso" tra i due dal punto di vista tecnico fosse minima.
Era lo straordinario amalgama a rendere quella squadra fantastica, non la presenza di uno dei 5 del Mount Rushmore del gioco come Larry Bird nei suoi Celtics!


cartesio

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Citazione di: JoeStrummer il 11 Giu 2014, 09:34
Ma su Larry ammetto di non essere sereno nei giudizi.

  ;)


crb66

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Citazione di: JoeStrummer il 11 Giu 2014, 11:21
Per me Isiah Thomas non è mai stato una superstar del livello dei Magic, dei Bird e compagnia cantante...

JS, quando Isiah Thomas giocava a Indiana sotto Bobby Knight, era certamente la stella di quella squadra. Era un attacante incredibile, in teoria più accentratore che playmaker (si parla dell'81, prima della diffusione  delle point-guard alla Magic, o alla Djordjevic). Ecco, si vedeva che il suo sforzo era quello di distribuire in misura equilibrata le iniziative personali ed il coinvolgimento dei compagni. Questa scuola risultò poi molto utile più tardi quando si trovò a giocare con gente più forte. Vidi Laimbeer giocare con Brescia contro la Virtus (palazzetto di Settebagni). Mai mi sarei aspettato che riuscisse ad essere così efficace anche in Nba.
Ma che ve sto a tirà fori? e poi mi dicono VDM...

anderz

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è veramente un piacere leggervi sul basket. Complimenti a tutti.

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NatoIl9Gennaio

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Citazione di: crb66 il 11 Giu 2014, 09:51
L'aura di magia (pare che stava in classe mia, veh?), va senza dirlo, era soprattutto quella di Magic, che elevava il gioco dei suoi compagni di un buon 20% e portò Jabbar a giocare fino ai 40 anni. MJ introdusse un altro tipo di giocatore, molto più individualistico (Kobe e LBJ sono figli suoi infatti) che, forse grazie all'onda lunga degli '80, più probabilmente ai triangoli di Tex Winter e allo zen di Jackson, fu ancora in grado di accogliere un sistema di gioco che sottraeva qualcosa all'iniziativa del campione per rendere armonici i movimenti dei 5 in campo. Quello che non ho mai sopportato in realtà è il jordanismo, l'1c5 senza criterio, i lunghi usati solo per spizzare i rimbalzi. Te credo che Miami gioca meglio con i quintetti bassi.
E comunque, se devo avvicinare un giocatore alla grandezza di Jordan, mai NBA, mai fuori dai confini nazionali, rimpianto di Red Auerbach, sopra suo fratello secondo Aza Petrovic, e che ha elevato l'1c5 ad arte (vedi la coerenza...) vi dico un nome che mette fine a tutte le discussioni: Nikos Galis.
Magic = Magia, il resto e' virtuosismo/individualismo. (Su magic non sono sereno, mi ha fatto divertire troppo).

TheVoice

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Citazione di: anderz il 11 Giu 2014, 14:02
è veramente un piacere leggervi sul basket. Complimenti a tutti.

Zoppo

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Ragazzi miei. Non sono entrato fino ad ora perché avevo paura di leggere della partita di questa notte appena finita di vedere. Domani provo ad intervenire anche io.

Per ora sto con MH, poi domani ne parliamo.
Su stanotte. Daje daje daje...

papalliano

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* 1.269
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Idem come Zoppo.
Dico solo che Leonard, neanche 23 anni, sarà un hall of famer.

Sledgehammer

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Citazione di: NatoIl9Gennaio il 11 Giu 2014, 16:36
Magic = Magia, il resto e' virtuosismo/individualismo. (Su magic non sono sereno, mi ha fatto divertire troppo).
io invece su Magic Johnson sono imparziale al massimo.
Comunque stanotte altra alzataccia sto a mori

Zoppo

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* 17.908
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Citazione di: crb66 il 11 Giu 2014, 09:51
L'aura di magia (pare che stava in classe mia, veh?), va senza dirlo, era soprattutto quella di Magic, che elevava il gioco dei suoi compagni di un buon 20% e portò Jabbar a giocare fino ai 40 anni. MJ introdusse un altro tipo di giocatore, molto più individualistico (Kobe e LBJ sono figli suoi infatti) che, forse grazie all'onda lunga degli '80, più probabilmente ai triangoli di Tex Winter e allo zen di Jackson, fu ancora in grado di accogliere un sistema di gioco che sottraeva qualcosa all'iniziativa del campione per rendere armonici i movimenti dei 5 in campo.

Ragazzi Magic è stato uno dei più grandi ma ha avuto un supporting cast (se lo vogliamo chiamare così) che Kobe se lo sogna da quando è andato via Shaq...

Comunque io non posso e non voglio parlare del basket anni '80 inizi 90' perchè ero troppo piccolo o non ero proprio nato, perchè quello che so mi è stato raccontato e potrei dire un sacco di baggianate. La mia cultura cestistica nasce durante il secondo Three-peat dei Bulls...
Quindi posso parlare da lì in poi...

Il triangolo IMHO più che sottrarre qualcosa all'iniziativa del campione, lo "costringeva" a doversi fidare dei propri compagni in un certo senso. E quello ha fatto sì che Jordan (e anche Kobe)diventasse quello che è stato. Formare il triangolo, costringere la difesa a cambiare o raddoppiare e a quel punto o attaccare il canestro o farsi raddoppiare per poi scaricare...(l'ho detta in maniera semplicistica ma capitemi insomma)...

Definire LBJ figlio di Jordan...mmm...
Non lo vedo simile a Jordan. A me non è piaciuta per niente crb (niente di personale ovviamente) la tua descrizione di Lebron. Lebron dà via delle perle da quel braccio. Delle perle, mai visto all star così "generose" (tolti i play)...
Animale da tripla doppia a sera (forse solo insieme a quel matto di Westbrook). Intelligenza fuori dalla norma. Definirlo solo per il suo atletismo mi pare veramente fuori luogo.

La partita di ieri (pazzeschi gli spurs, pazzeschi) ha solo evidenziato come lui continui a non amare quel pitturato e come non ami giocare post bassi. Ma tanto sa che prima o poi ci deve andare e quando ci va non ce n'è per nessuno. E vedi che in gara 4 tornerà la sotto e come cambierà il vento.
Giocatore totale che migliora anno dopo anno e a cui manca quel controllo su tutto e tutti per essere come MJ. Per ora IMHO è il più forte giocatore per talento e fisico che ci sia mai stato (forse inisieme a Chamberlain)...a prescindere dagli anelli (Nash, Stockton e Malone, per dirne 3, 0 carbonella quindi...siamo europei non valutiamoli come gli americani in base a quanto vincono)
E a proposito del passato, se qualcuno molto più VDM di voi :p verrebbe a parlare di Chamberlain o Russell magari pure Magic sarebbe "ridicolizzato" (e manco a torto). Gli sport cambiano e il basket molto più velocemente degli altri a mio modo di vedere...

Sulla serie di finale.
Che gara, che orgoglio. Leonard e Diaw sono le chiavi degli Spurs. Leonard ha capito che con il suo attacco può portare fiducia ai compagni e alla sua difesa su James, ma manca troppo Duncan. In questa serie lo vedo in forte difficolta. I 38 anni si fanno purtroppo sentire. Ottimo Parker, attenzione a Ginobili che 2 carte secondo me le può ancora pescare. Wade ha tentato di fare LA partita senza riuscire a riaggrapparla ed è una buona notizia in casa degli Spurs.
In gara 4 James riandrà sotto e lì ci vorrà tutta l'intelligenza di Pop e dei suoi adeguamenti. Ci vorrà un altro Duncan però...

Ma che giocatore è Ray Allen...
A proposito, io sono d'accordo con MH. Ray Allen sarà per sempre ricordato. E ci credo, quando si ritirerà sarà il recordman per i tiri da tre in stagione e ai playoff, ma scommetteteci che quando ESPN gli frà la top 10 della sua carriera, al primo posto ci sarà quel tiro...

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crb66

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si, lo so che non mi seguite fino in fondo al ragionamento. Ma vi perdono, questo è ovvio. Ora, l'Nba che tanto amiamo, è però anche un circo, un carrozzone, almeno nei 7 mesi della regular season. Dove la maggior parte dei giocatori tiene conto solo delle proprie cifre, in cerca di entrare negli highlights della serata. E il giochino funziona, almeno per loro, visto che i palazzi sono pieni e le tv fanno soldi a palate. Ma dove c'è la giocata spettacolare, non sempre c'è la cifra tecnica (quanto me piace dillo...). Una dimostrazione recente? Vai col flashback. Brandon Jennings segna 55 punti in una delle prime partite con Milwaukee. Pochi mesi prima stava alla Virtus e va in finale/semifinale non ricordo più, contro Siena. Vado al Palazzo per vedere gara non so quale dei playoff e vedo... un massacro. Terrell McIntyre lo ri-di-co-liz-za. Io mi dicevo, ma 'sto Jennings l'anno prossimo va in Nba? Ma che davero?
Questo per dire che su quello che vedo di là ci metto sempre un po' di tara, la mia tara, ma tant'è. Quindi sui confronti tra superstar, ognuno ci mette quello che ha, ma io vedo che, a parità di brillantezza del diamante, in alcuni casi (MJ, Magic, Bird) si illuminavano anche altri  diamantini (certo, mica erano comprimari). In altri casi (LBJ, in parte Kobe) questa cosa la vedo meno (ohi, per evitare polemiche inutili, è chiaro che il primissimo Kobe vincente non c'entra in questo discorso, era una creatura, forte, ma sempre una creatura). E su questa mia sensazione, il ruolo dell'allenatore credo sia fondamentale. Infatti Magic si inseriva a meraviglia nello showtime di Riley, mentre Michael, dopo qualche tentennamento raccontato bene da Jackson in "Sacred Hoops", diventava letale all'interno del triangolo. Mo' me spiegate il contributo de quel  fighetto nominato head coach di Miami? E quindi Lebron (e Wade) devono fare per conto proprio, affidandosi al proprio (smisurato) talento. Però manca la filosofia generale in quella squadra. Quella che c'è  per me è proprio terra-terra. Non può essere corriamo perché siamo più veloci o mettiamo James da 4 perché è più grosso. Infatti, da una parte un talento come Bosh non sa che fare la dentro (tiro da fuori? faccio il gregario? un po' l'uno e un po' l'altro? occazzo la partita è finita...) dall'altra Popovich (o Indiana, con un quarto del talento a disposizione) spesso gliel'hanno incartata.

Sonni Boi

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Guarda che, già oggi, anzi già da un bel po' di anni, LBJ migliora i suoi compagni di squadra ben più di quanto abbia mai fatto Jordan. E questo è universalmente riconosciuto dalla quasi totalità degli addetti ai lavori, americani ed europei. Su Magic il discorso è diverso, ma è ovvio dato che lui era un play puro. Bird, ripeto che giocava in una squadra di semifenomeni dal punto del QI cestistico.

Continui a calcare la mano su questo punto, ma sei completamente in errore, preda dei tuoi attacchi di nostalgia. Ti ho fatto l'esempio di Birdman, Battier, Mike Miller che infila una sfilza di triple contro OKC; c'è poi Haslem, c'è il fatto che ha vinto un titolo con Joel Anthony (!!!) centro titolare, porca zozza. Adesso c'è la salma imbalsamata di Rashard Lewis, uscito da un triennio in naftalina e che oggi da PF titolare è reduce da 6 gare consecutive in doppia cifra (tra Finale di Conference e Finale NBA, non propriamente gare di preseason).

Il fatto che James vinca senza avere un santone come Riley o Jackson in panchina poi va a testimoniare ulteriormente la sua grandezza. Peraltro la bravura del filippino (che tanto scarso non è, altrimenti Riley col cavolo che lo metteva lì) è stata nel far convivere 3 giocatori che vivono sostanzialmente di isolamenti e nel creare un grande sistema difensivo. Col materiale a sua disposizione sarebbe stato impossibile vedere una squadra impostata su basi diverse, neanche Pop ci sarebbe riuscito.

L'excursus sulla regular season poi non l'ho capito. Quella è da sempre una palestra di allenamento in vista dei playoff, non lo si scopre certo con il terribile basket del XXI secolo.

L'esempio su Jennings non significa nulla: quante pippe cosmiche in NBA o giocatori ormai pronti per la pensione oltreoceano hanno fatto e fanno tuttora la differenza in Europa? Se ne contano a centinaia.

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