Citazione di: Kredskin il 13 Giu 2014, 17:28
Tanto prima d luglio bisogna aspettare, se prende novaretti bisogna aspettare per giudicare, poi novaretti è uno dei peggiori centrali della serie A ma bisogna aspettare ancora, vende hernanes e bisogna aspettare a criticare perché magari non è detto che la squadra si sia indebolita, siamo da 2 anni senza centrali affidabili ma bisogna aspettare, a giugno il mercato è chiuso (ma gli altri lo fanno), a luglio-agosto aspettiamo di vedere il campo, fino a dicembre bisogna attendere che ci sono i nuovi acquisti che devono ingranare, a gennaio i soldi presi verrano reinvestiti in estate, quindi aspettiamo.
ma come se fa?
Se fa che purtroppo Lotito, tra i mille disastri, ha riforgiato il tifoso Laziale. Se è stucchevole la retorica dei contestatori a oltranza o di quelli che chiamano in radio affermando che va tutto male e ..." io c'ho 50 anni e così non me ce so' mai sentito, allo stadio non ce vado, m'haa tolto la lazialità etc", allora è diventata col tempo altrettanto stucchevole e deleteria la retorica dei razionalizzatori, e la tua frase che ho riportato è uno dei cavalli di battaglia che si fa beffe del senso dell'osservazione, della statistica e dell'esperienza.
Ormai il 90 % delle cose che molti paventano puntualmente accade.
Lotito ha rovinato la Lazio al di là dell'aspetto tecnico. Nel momento in cui una tifoseria intera oscilla fra litigi interni, malcontento, depressione contestazioni a oltranza, massacranti ripicche sul chi aveva ragione e chi meno (portando come esempio un episodio isolato che confuta la tesi prevalente - ma che in realtà è l'eccezione alla regola) allora diventa impensabile cambiare la testa di tutti i tifosi della Lazio.
Anche perché il filo conduttore di tutti i suddetti stati d'animo ha un nome, un cognome e una faccia tosta con gli occhiali.
L'unico evento che metterebbe d'accordo l'ambiente (con l'esclusione di qualcheduno rinchiuso in una roccaforte esistenziale che ignora la tempesta verso cui la nave è diretta, anzi la nega persino) sarebbe l'addio di Lotito.
Per cui, in sintesi, il tifoso della Lazio è l'unico che ha un doppio core business.
Il primo è tifare Lazio, il secondo è trovare la strategia adatta per mandare via il losco figuro.
Guardate che la situazione è psicologicamente analoga a quando rischiammo di fallire.
All'epoca in tantissimi erano disposti pure a lottare per la retrocessione per anni pur di vedere la Lazio ancora viva.
Ora in tanti sarebbero disposti allo stesso calvario pur di liberarsi di Lotito.
Perché al posto di un fallimento economico aleggia lo spettro di un fallimento culturale, di un ridimensionamento della lazialità in città, in Italia e altrove.
Del resto, all'epoca del motorino di Gentile chi mai poteva immaginare che fra tante mani potessimo finire in quelle di questo sgamato e spudorato guitto?
Per cui, mentre la routine, l'ordinaria amministrazione sarà il sostenere la Lazio, il provvedimento straordinario sarà trovare il modo di cacciare via il latinista traffichino.
O vogliamo cambiare la testa di un milione di persone?
Mandiamo via 11 giocatori o esoneriamo l'allenatore?
Essere della Lazio vuol dire anche vivere la lazialità in serenità. Ora questo non è possibile e non sarà possibile finché ci sarà Lotito.