ti ringrazio per l'idiozia e per l'ipocrita, sbracchiosauro. e per il razzista, naturalmente
che dirti, probabilmente la penso in maniera diversa da te, sullo scontro in atto nel calcio italiano, sul peso delle parole di tavecchio - io l'ho definito rutto osceno, carib le rimanda al manifesto sulla razza, la differenza è evidente -, sul razzismo delle curve (che sono espressione - quelle si - di un progetto politico, ideologico e culturale che va avanti da oltre mezzo secolo), forse sul rapporto tra calcio e società multietnica (nel senso del peso che il calcio e lo sport in generale giocano, soprattutto in Europa, nei processi di integrazione razziale). e chissà, su tante altre cose
la Lazio e la roma c'entrano, ma molto relativamente. si stanno confrontando due visioni del calcio - due visioni del calcio, non due concetti di civiltà: così la vedo io - e quella sostenuta dal duo agnelli-unicredit, per quanto imbellettata e infiocchettata dal fior fiore del pensiero progressista e democratico, altro non è che la concezione di un calcio ossessivamente piramidale, esclusivista e verticistico. vogliono un calcio italiano che concentri ricchezza, potere e comunicazione su cinque società e intorno a loro un gruppo, ristretto anche questo, di parvenu mendicanti le briciole
hanno spostato il confronto sul razzismo (tavecchio e chi lo sostiene) e antirazzismo (tutti quelli che si battono contro tavecchio), lo hanno fatto nella consapevolezza che questo rappresenti per loro il terreno più favorevole. io, nonostante il tuo disprezzo nei miei confronti (tuo e di tanti altri che scrivono sul nostro forum e la cosa, credimi, certo non mi fa piacere, perché almeno sul piano delle battagli civile il consenso tra noi sembrava abbastanza diffuso), questo terreno non glie lo voglio concedere. assolutamente no. il piano del confronto, per quanto mi riguarda, lo voglio decidere io