Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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m.m.

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IL MESSAGGERO (S. CANETTIERI) - Niente da fare: sul progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle c'è «ancora molta insoddisfazione», fanno trapelare dal Campidoglio. La variante presentata ieri mattina dal costruttore Luca Parnasi per aggirare il «no» della Regione al ponte che sarebbe dovuto passare sull'area protetta della Tenuta dei Massimi non convince. Il vero ostacolo si chiama «interesse pubblico dell'opera», condizione indispensabile per il sì del Comune. Tanti, decisamente troppi i problemi ancora affastellati sul tavolo: viabilità insufficiente, trasporti assenti, assetto idrogeologico dei terreni circostanti a rischio ma soprattutto quel milione di cubature previste nell'area di Tor di Valle. E le soluzioni sembrano al di là da venire: la situazione è in bilico. Al punto che venerdì Ignazio Marino sacrificherà parte della propria vacanza - sarebbe dovuto atterrare il giorno prima a Philadelphia con la figlia - per incontrarsi a New York con il presidente della Roma James Pallotta. Dalla Capitale partiranno anche l'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo e, molto probabilmente, il costruttore Parnasi. Da una parte del tavolo dunque i partner dell'impresa; dall'altra, l'amministrazione. In mezzo una partita in cui sarà impossibile, questa volta, bluffare. Il vertice nella Grande Mela, infatti, sarà di vitale importanza per il controverso progetto dell' «ecomostro» di Tor di Valle - come è stato definito dagli ambientalisti. «Senza fare drammi - ragionano a Palazzo Senatorio - o si troverà un'intesa sulle nostre richieste o rischia di saltare tutto il tavolo». Anche perché la dead line, dopo l'integrazione depositata ieri mattina negli uffici dell'Urbanistica, si è spostata solo di una settimana. Non più entro il 27 agosto, bensì prima del 3 settembre il Comune, con una delibera di giunta, dovrà valutare l'eventuale «interesse pubblico» del progetto. Al netto di una serie di prescrizioni che sembrano scontate dopo i primi passaggi a vuoto, densi di paletti e niet, emersi nella conferenza dei servizi di fine luglio. E così più il tempo scorre, e più i dubbi diventano sostanziosi e rotondi.

L'INTEGRAZIONE
Dopo il no della Regione alla costruzione di uno svincolo nell'area protetta della Tenuta dei Massimi per collegare così la Roma-Fiumicino all'asse viario di Tor di Valle, Parnasi ha presentato l'ipotesi B. Ha aggirato al contrario i paletti della Pisana: vuole ampliare la rotatoria del Parco dei Medici, già esistente, a partire dal sottopasso. Il costo è stimato intorno ai 93 milioni di euro, 12 in più rispetto allo svincolo stoppato dalla Regione. «Non basta: il problema della viabilità rimane ed è più complessivo», dice Federico Rocca, responsabile enti locali FdI. E dall'XI Municipio il capogruppo di FI Marco Palma spiega: «Un ponte che dovrà collegare via della Magliana con l'Eur è già previsto leggermente più ad ovest».

I «NO»
I problemi legati alla viabilità sono però più complessivi, a partire dal potenziamento della ferrovia Roma-Lido, passando per il prolungamento della Metro B fino a Muratella. Tutti argomenti che l'assessore ai Trasporti Guido Improta ha bene in mente e per i quali continua a sensibilizzare il collega Caudo il più possibile. Legambiente, con il vicepresidente nazionale, Edoardo Zanchini, torna all'assalto: «Non si può pensare che cinquantamila romani prenderanno l'auto per andare allo stadio, così come è inconcepibile che intorno all'impianto nasca un milione di metri di cubi di cemento». «Questo piccolo cambiamento alla viabilità - aggiunge la numero uno dell'associazione Italia Nostra, Mirella Belvisi - non cambia l'impronta del progetto: il meccanismo delle compensazioni edilizie, più opere pubbliche più palazzi, rimane una speculazione».

m.m.

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Convergenze parallele.

GASPORT (A. CATAPANO) - La notizia non è tanto il rinvio al 3 settembre del verdetto comunale, che pure racconta di un andamento piuttosto lento dei tecnici di Luca Parnasi, quanto il blitz newyorchese, preparato in fretta e furia, di Ignazio Marino e Giovanni Caudo. Sindaco e assessore all'Urbanistica venerdì alle 17 italiane incontreranno James Pallotta negli uffici della Raptor. Poi, Marino proseguirà per Philadelfia, mentre Caudo tornerà subito a Roma. E questo già basterebbe a spiegare l'importanza del meeting e la delicatezza del momento.

Solo lui Al netto del passaggio poco più che formale di ieri– a otto giorni dalla richiesta il Comune ha ricevuto l'aggiornamento che dovrebbe aggirare il vincolo ambientale sulla Tenuta dei Massimi e nelle prossime ore lo valuterà con Regione e Anas –, intorno allo stadio della Roma si registra una nuova ondata di scetticismo. Stavolta più preoccupante, perché arriva a pochi giorni dal verdetto del Campidoglio e dopo le rassicurazioni di Luca Parnasi che, a questo punto erroneamente, si erano ritenute sufficienti. Il costruttore non è riuscito a convincere il Comune oppure non può o non vuole concedere tutte le garanzie – «peraltro minime», sussurrano dal Campidoglio – che gli sono state richieste. Fatto sta che ora Marino e Caudo sono costretti a rivolgersi a James Pallotta, che dall'inizio di questa storia ritengono un interlocutore affidabile.

Servono soldi Al presidente della Roma, la cui parte di responsabilità del progetto stadio non è stata mai contestata, sindaco e assessore ripeteranno il discorso fatto qualche giorno fa a Parnasi: il progetto così non va e senza alcune rassicurazioni non possiamo concedergli il bollino di pubblica utilità (necessario a sfruttare i benefici di legge), neppure se vincolato a certe condizioni. Marino si è speso molto per il nuovo stadio della Roma e non vuole rischiare di rimetterci la faccia, perciò ha bisogno che Pallotta si impegni in prima persona ad aumentare gli investimenti destinati alle infrastrutture, in particolare al trasporto su ferro, così da far calare il milione di metri cubi concessi per «compensazione » a Parnasi. Al Comune non bastano i 10 milioni ipotizzati nel progetto per il prolungamento della metro B a Tor di Valle. Ne servono almeno 50 per congiungere la metro alle stazioni Magliana o Muratella del treno per Fiumicino, il minimo, appunto, perché si possa concedere all'opera la pubblica utilità.

Chi li metterà? Pallotta dovrà fare uno sforzo ulteriore e, ancora una volta, richiamare all'ordine il socio Parnasi. «Già – commentano dal Campidoglio –, vogliamo vederci chiaro ed evitare fraintendimenti »

porgascogne

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Citazione di: m.m. il 19 Giu 1974, 07:52

Il proponente (As Roma + Parnasi) quindi dovrebbe tirar fuori più soldi e costruire meno case rispetto a quanto previsto.


dai dai che forse ci siamo

COLDILANA61

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Siamo al punto .

La vera guerra non e' fra Noi e loro .

Da oggi tenere d'occhio il Messaggero .


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Tarallo

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Ranxerox

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Dalla gazza si evince che qualcuno, in consiglio comunale, pone interrogativi sull'opportunità che i rappresentanti del Comune di Roma (sindaco in primis) vadano loro da Pallotta per risolvere la questione stadio e speculazione edilizia annessa piuttosto che il contrario.
Evidentemente gli devono suggerire le soluzioni lontano da occhi indiscreti.
Alla fine è diventato un obbiettivo della politica romana più che degli speculatori stessi.
Ammazza che schifo.

In ginocchio da teeeee.....

Nex1

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Citazione di: Ranxerox il 21 Ago 2014, 10:34
Dalla gazza si evince che qualcuno, in consiglio comunale, pone interrogativi sull'opportunità che i rappresentanti del Comune di Roma (sindaco in primis) vadano loro da Pallotta per risolvere la questione stadio e speculazione edilizia annessa piuttosto che il contrario.
Evidentemente gli devono suggerire le soluzioni lontano da occhi indiscreti.
Alla fine è diventato un obbiettivo della politica romana più che degli speculatori stessi.
Ammazza che schifo.

In ginocchio da teeeee.....


Questa è la vera vergogna, la politica che vuole fare affari con Pallotta. Marino dimettiti.

ES

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Citazione di: Ranxerox il 21 Ago 2014, 10:34
Dalla gazza si evince che qualcuno, in consiglio comunale, pone interrogativi sull'opportunità che i rappresentanti del Comune di Roma (sindaco in primis) vadano loro da Pallotta per risolvere la questione stadio e speculazione edilizia annessa piuttosto che il contrario.
Evidentemente gli devono suggerire le soluzioni lontano da occhi indiscreti.
Alla fine è diventato un obbiettivo della politica romana più che degli speculatori stessi.
Ammazza che schifo.

In ginocchio da teeeee.....

Marino il sindaco del nuovo stadio del riomma, vuoi mettere?
Cmq non è solo questo, c'è un giro sotto....il fatto che vadano addirittura lì, una cosa assurda, vuol dire tante cose, gli interessi sono tanti, forse troppi per far saltare tutto ora.

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Ro

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https://www.facebook.com/RepiceFrancesco/posts/10152680857874396?fref=nf

Francesco Repice

È incredibile: politici romani che sembravano essersi dissolti nel nulla; ambientalisti che negli ultimi 30 anni nn hanno mosso un dito al cospetto di disastri urbanistici da arresto immediato; costruttori onnipotenti che si sono improvvisamente scoperti "Verdi"; tutti a sputare sentenze su progetto dello Stadio della A.S. ROMA. Ognuno ha la classe imprenditoriale e politica che si merita.....Ognuno si riempie la bocca della formuletta "Libero Mercato" purchè non sia LIBERO per gli altri. Ognuno vorrebbe riempire Roma di linee metropolitane dopo che tutti i soldi pagati dai cittadini romani sotto forma di tasse, a tutto sono serviti meno che a costruire una metropolitana degna delle capitali europee. Siete.....no, non lo dico cosa siete perchè altrimenti mi becco una querela.


AVANTI LAZIO

NatoIl9Gennaio

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COLDILANA61

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Questo lavora per il servizio pubblico . Questo .

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: COLDILANA61 il 21 Ago 2014, 16:02
Questo lavora per il servizio pubblico . Questo .
Lasciamo perdere questo tasto dolente.
E fanno pure gli scioperi se si prova a ridurre i costi della rai.

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m.m.

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Citazione di: Ro il 21 Ago 2014, 15:52
https://www.facebook.com/RepiceFrancesco/posts/10152680857874396?fref=nf

Francesco Repice

È incredibile: politici romani che sembravano essersi dissolti nel nulla; ambientalisti che negli ultimi 30 anni nn hanno mosso un dito al cospetto di disastri urbanistici da arresto immediato; costruttori onnipotenti che si sono improvvisamente scoperti "Verdi"; tutti a sputare sentenze su progetto dello Stadio della A.S. ROMA. Ognuno ha la classe imprenditoriale e politica che si merita.....Ognuno si riempie la bocca della formuletta "Libero Mercato" purchè non sia LIBERO per gli altri. Ognuno vorrebbe riempire Roma di linee metropolitane dopo che tutti i soldi pagati dai cittadini romani sotto forma di tasse, a tutto sono serviti meno che a costruire una metropolitana degna delle capitali europee. Siete.....no, non lo dico cosa siete perchè altrimenti mi becco una querela.


AVANTI LAZIO

Complimenti per la profonditá e la serenità dell'analisi.

Si capisce subito che sei entrato per concorso, Repice.

Come diceva quello: Rai, di tutto di più.

Intanto, attaccatearcazzo che sai come si fa.

CodyAnderson

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Citazione di: Ro il 21 Ago 2014, 15:52
https://www.facebook.com/RepiceFrancesco/posts/10152680857874396?fref=nf

Francesco Repice

È incredibile: politici romani che sembravano essersi dissolti nel nulla; ambientalisti che negli ultimi 30 anni nn hanno mosso un dito al cospetto di disastri urbanistici da arresto immediato; costruttori onnipotenti che si sono improvvisamente scoperti "Verdi"; tutti a sputare sentenze su progetto dello Stadio della A.S. ROMA. Ognuno ha la classe imprenditoriale e politica che si merita.....Ognuno si riempie la bocca della formuletta "Libero Mercato" purchè non sia LIBERO per gli altri. Ognuno vorrebbe riempire Roma di linee metropolitane dopo che tutti i soldi pagati dai cittadini romani sotto forma di tasse, a tutto sono serviti meno che a costruire una metropolitana degna delle capitali europee. Siete.....no, non lo dico cosa siete perchè altrimenti mi becco una querela.


AVANTI LAZIO

Alla sua accusa aggiungerei che " ognuno ha la televisione pubblica che si merita" ...

Comunque caro repice, potevi anche completare la frase, al massimo ti beccavi un chittesencula ...

Si puo' aprire un topic dal titolo "esticatsi e chittese" e mettere questa perla insieme a quella di balzaretti con la culla giallomerda?

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Tor di Valle, ultimatum di Marino da New York: trasporti o salta tutto (Il Messaggero, 22 Agosto)

Ignazio Marino lo ribadisce appena atterrato all'aeroporto JFK di New York: «La nostra stella polare è l'interesse pubblico. A partire dal tema dei trasporti». Traduzione: senza le giuste opere su gomma e soprattutto su ferro (allungamento della metro B e potenziamento della Roma-Lido), lo stadio di Tor di Valle sarà una meteora, destinata a scomparire.
E questa mattina alle 10 (ore 16 italiane) il sindaco è pronto a ribadire, cartine e tabelle alla mano, l'ultimatum a James Pallotta, presidente della Roma e partner dell'opera insieme al costruttore Luca Parnasi. L'appuntamento del briefing è fissato al quarto piano di un palazzo sulla Quattordicesima strada West, dove ci sono gli uffici della Raptor Group, la società del numero uno giallorosso. Due ipotesi: o un'intesa, altrimenti salterà tutto. Intorno al tavolo, oltre a sindaco e presidente del club, l'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo, il costruttore Parnasi, Mark Pannes, appena uscito dal cda della Roma per occuparsi esclusivamente del dossier Tor di Valle, e Dan Meis, l'architetto progettista dello stadio.
LE ISTANZE
Il Comune è pronto a formulare una «serie di richieste imprescindibili» perché per il momento il progetto così com'è «non soddisfa» il Campidoglio, chiamato a esprimersi sulla «pubblica utilità dell'opera», come prevede la legge sugli stadi, entro il 3 settembre. «E il mio incontro - dice ancora il sindaco da New York - nasce proprio dall'esigenza di rispettare i tempi imposti dalla legge». Quindi per avere il libera - serve una delibera di giunta - molto dovrà cambiare. Marino non transige sull'aspetto dei collegamenti. A partire dagli snodi ferroviari. «Serve una forte cura del ferro», ha sempre detto il chirurgo dem. La prima mossa dunque è il prolungamento della Metro B fino a Tor di Valle: una pratica per il quale il Campidoglio attende 50 milioni di euro in più dalla newco. Soldi che si andrebbero ad aggiungere ai 220 milioni già messi in conto da Parnasi&Pallotta per il resto delle opere di pubblica utilità. Di questi, 132 riguardano gli interventi stradali (di cui 90 per lo svincolo sulla Roma-Fiumicino presentato per aggirare lo stop della Regione per passare dalla Tenuta dei Massimi). Ma anche qui, la situazione deve essere approfondita. Secondo Anna Maria Cesaretti, presidente della commissione Trasporti di Roma Capitale, alcuni preventivi presentati «sarebbero stati sovrastimati». E altri invece non sarebbero di pubblica utilità. Lampante l'esempio del parcheggio vip dell'impianto (10 milioni di euro). E sgranando il rosario di una trattativa per niente in discesa si arriva al secondo punto: la compensazione che Parnasi vorrebbe. E cioè un milione di euro di metri cubi da destinare a uffici e negozi a Tor di Valle. «Un ecomostro», secondo Legambiente. Su questo punto non è escluso un dimagrimento dei volumi edificabili. Marino è fiducioso perché «è un'opportunità per Roma». E punta a uscire dagli uffici di Pallotta - è la seconda volta che lo incontra in due mesi - con un risultato. Anche per non rovinarsi le vacanze americane insieme alla famiglia che dureranno fino alla fine del mese.
Simone Canettieri

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Marino: "Stadio Roma, straordinaria occasione" (La Repubblica ed. Roma, 22 Agosto)

Il sindaco ieri mattina è partito per la Grande Mela con l'assessore all'Urbanistica. E in tasca già un sì di massima della società: i 270 milioni per le opere pubbliche promessi arriveranno a 320, per poter realizzare il tratto di metropolitana in superficie che dovrebbe portare allo stadio per le partite almeno la metà dei tifosi. Pallotta dunque rilancerà, ma a patto che non vengano ridotte le cubature per le quattro torri con destinazione commerciale che dovrebbero sorgere accanto.
Insomma è un braccio di ferro dal quale, alla fine, tutte e due le parti vogliono uscire vincenti. Per cui si punta all'accordo per arrivare al 3 settembre con la certezza che il Comune valuti il progetto "di pubblica utilità". Aggiungendo naturalmente al tratto di metropolitana, l'ammodernamento della Roma- Lido, lo svincolo fino alla Roma-Fiumicino e la sistemazione della via del Mare.
«Penso che lo stadio sia un'opportunità straordinaria per la città» ha detto Marino appena arrivato a New York «ed è per questo che, trovandomi per motivi personali in viaggio negli Stati Uniti, ho voluto anticipare l'incontro per rispettare così i tempi di legge per la decisione. La stella polare della nostra amministrazione è l'interesse pubblico, sia dal punto di vista dei trasporti e del valore dell'opera, in quanto moltiplicatrice di occasioni per l'economia, e sia per lo sport. È di questo che parleremo con Pallotta, sapendo di aver un interlocutore serio e competente».
PAOLO BOCCACCI MATTEO PINCI

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«Traffico nella zona a rischio paralisi» (Il Messaggero 22 Agosto)

Ampliare lo svincolo di Parco de Medici, come presentato dal costruttore Parnasi, non basterà a evitare il caos nella zona di Tor di Valle. A sostenerlo è il presidente dell'XI municipio Maurizio Veloccia: «Già oggi quel nodo viario è fortemente critico durante i giorni feriali, sia in ingresso che in uscita dalla Roma-Fiumicino, con non di rado la formazione di lunghi
incolonnamenti sulla stessa autostrada». Questa soluzione, per il mini sindaco, deve passare per forza da altri interventi stradali: «L'adeguamento di via della Magliana, nel tratto che scorre in parallelo alla Roma Fiumicino fino all'imbocco con il Gra e del sottopasso ferroviario di Parco de Medici all'altezza dell'ospedale San Giovanni Battista». Ecco perché il presidente del municipio chiede che alla luce delle integrazioni al progetto «rivengano convocati tutti gli enti interessati».

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«Così com'è lo stadio non garantisce sicurezza» (Il Tempo, 22 Agosto)

Pur con tutta la diplomazia che lo ha sempre contraddistinto, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, lancia un allarme sul progetto stadio: «Sicurezza a rischio».
E non è per nulla tenero né con il progetto né con le prescrizioni comunali: le strade di accesso sono fondamentali per i mezzi di soccorso e di emergenza; e le metro da sole non bastano.
Prefetto di Roma dal novembre 2008, responsabile dell'ordine pubblico in città, apprezzato da tutti gli schieramenti politici per l'equilibrio sempre dimostrato, tifoso del Napoli e grande appassionato di calcio, Pecoraro interviene nel dibattito animatosi in queste ultime settimane sul progetto del futuro Stadio della As Roma da costruirsi a Tor di Valle.
«Io ho il dovere di ragionare sullo scenario peggiore: partita di cartello, magari internazionale, in notturna e con tifoserie nemiche. Su questo valuto i parametri di sicurezza» è la premessa. «I tempi di deflusso dallo stadio devono essere contenuti in un'ora e mezza e le strade di accesso, complanari sulla Roma-Fiumicino e via del Mare e via Ostiense a due corsie per senso di marcia più corsia di emergenza, sono gli standard minimi. Stiamo parlando di un impianto nuovo, fra le priorità deve rientrare la sicurezza: le infrastrutture devono essere realizzate anche in quest'ottica per non ripetere episodi tragici che nulla hanno a che vedere con il calcio»
Il Comune - su precisa indicazione del sindaco Marino - intende ritenere fra gli elementi che segnino l'interesse pubblico dell'opera il fatto che almeno la metà dei tifosi possa utilizzare il trasporto pubblico per recarsi allo Stadio. Facendo conto che il nuovo impianto sia riempito al massimo della sua capienza, 62mila spettatori, significa che 31mila persone possono andare in metropolitana. Qual è il tempo che può essere ritenuto congruo in termini di sicurezza pubblica per il deflusso di queste persone?
«È un aspetto estremamente delicato: per garantire sicurezza, il tempo non deve essere superiore a un'ora e mezza per far defluire la gente dallo Stadio. E poi c'è un altro elemento. La presenza di negozi, bar, pub, ristoranti, giochi intorno allo Stadio può significare, in prospettiva, un aumento consistente del numero delle persone che gravitano intorno all'impianto. Quindi, a meno che in occasione delle partite questi extra non siano chiusi, io devo ragionare oggi in chiave futura non su 62mila persone ma su un numero certamente superiore».
Agenzia della mobilità, però, basandosi su parametri di calcolo reali, stima che siano necessarie almeno due ore per far defluire tutti i soli tifosi dallo stadio usando le metropolitane così come le vorrebbe il Comune, e cioè con la Roma-Lido a frequenza raddoppiata e con la Metro B prolungata fino a Tor di Valle. Un computo realizzato sia in base alla reale capacità di trasporto dei treni (su carta 1200 persone a treno, in realtà, un migliaio reale) sia in base all'esperienza che non vede mai gli spettatori affrettarsi a uscire tutti insieme.
«Non sono a conoscenza di queste stime ma io ribadisco: la sicurezza può essere correttamente garantita solo se lo Stadio può essere svuotato in un'ora e mezza. Piuttosto a me preme un altro aspetto del problema».
Dica
«Sempre perché come ordine pubblico dobbiamo pensare agli scenari peggiori in assoluto, io devo segnalare una preoccupazione importante a chi deve valutare il progetto. Deve categoricamente essere garantito l'accesso, il transito e il deflusso dei mezzi di emergenza e di soccorso. Se serve, devo poter disporre l'invio di ulteriori forze o la loro uscita in tempi rapidi dall'area dello Stadio».
E quindi questo come incide sul progetto?
«Occorre che le strade di accesso siano le più agevoli possibili. Io ritengo che sia necessario che il collegamento con la Roma-Fiumicino sia realizzato con le complanari, utili a non sommare il traffico diretto allo Stadio con quello ordinario. E ritengo che lo standard sufficiente per garantire la mobilità dei mezzi di emergenza sia di almeno due corsie più corsia di emergenza per senso di marcia fra la Via del Mare e la Ostiense. E questo almeno dal Grande Raccordo Anulare all'altezza di Marconi».
L'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo, ritiene non sostenibili gli investimenti sia sul trasporto pubblico che sulla viabilità e che, quindi, su indicazione del Sindaco, in caso di aut aut, il Comune opterebbe per il trasporto in metropolitana lasciando che rimanga il progetto originario con un semplice allargamento della via del Mare e della Ostiense su un tracciato più limitato.
«Posso solo ribadire il mio "attenzione" affinché venga elaborato un progetto con condizioni infrastrutturali che garantiscano una reale sicurezza a tutti, operatori delle forze dell'ordine, delle ambulanze, dei vigili del fuoco, dei tifosi».
Se queste indicazioni non fossero accolte?
«Allora sarebbe necessario un approfondimento sul progetto in termini di mobilità, magari con l'utilizzo di navette. Voglio aggiungere una cosa: non conosco tutti gli aspetti progettuali e non è mio compito entrare nel merito delle proposte. Ho apprezzato che la Roma abbia voluto illustrarmi il progetto generale e penso che lo Stadio sia un obiettivo primario per la Società e i suoi tifosi. Ma il mio compito è pensare alla sicurezza pubblica».
Fernando Maria Magliaro

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Il Campidoglio si sposta a New York per lo stadio (Corriere dello Sport, 22 Agosto)

Il sindaco Ignazio Marino è partito ieri mattina dall'aeroporto di Fiumicino con un volo Alitalia per New York. Ad accompagnarlo la moglie Rossana.
Marino, che aveva programmato un periodo di ferie negli Stati Uniti, è stato raggiunto a New York dall'assessore all'urbanistica Giovanni Caudo. Insieme, oggi incontrano il presidente della Roma, James Pallotta.
Al centro del colloquio, la questione del progetto del nuovo stadio del club giallorosso nella zona di Tor di Valle. Il termine per il verdetto del Campidoglio (che deve valutare se esiste l'utilità pubblica nella realizzazione dell'impianto) è stato spostato dal 27 agosto al 3 settembre, dato che il costruttore incaricato Luca Parnasi ha dovuto inserire nel piano originale una modifica per evitare che una delle opere di viabilità previste, lo svincolo sulla Roma-Fiumicino, insistesse su un'area protetta.
Sono comunque ancora diversi gli aspetti da approfondire nel vertice che si terrà negli uffici di Pallotta a New York: altre opere pubbliche sono legate al nuovo stadio, tra le quali la fermata della metropolitana a Tor di Valle e quella della ferrovia Roma-Lido. Per la "cura del ferro" alla quale l'amministrazione Marino tiene molto, con l'obiettivo di portare almeno il 50% degli spettatori all'impianto con mezzi ferroviari senza così congestionare il traffico.
Prioritario, per il Campidoglio, è realizzare «il massimo interesse pubblico» dell'opera, anche per contrastare le accuse di cementificazione e poche garanzie ambientali mosse da più parti. A Pallotta verranno chieste una rivalutazione significativa dell'investimento sulla metro (da 10 a 50 milioni) e aggiustamenti sui nuovi edifici da destinare a uso commerciale.
E' un vertice di grande importanza, dal quale potrebbe dipendere il destino stesso del progetto. L'iter, va ricordato, è ancora ai primi passi. Se anche dal Campidoglio il 3 settembre arrivasse un giudizio positivo - non indispensabile, ma molto molto opportuno - il progetto dovrebbe comunque passare al vaglio della conferenza dei servizi allargata a tutti gli enti interessati. Secondo la legge in questa seconda fase ci sono sei mesi di tempo massimo per la concessione dei permessi definitivi. La Roma vorrebbe aprire i cantieri dell'impianto e delle opere collegate entro la primavera del 2015 e completare la costruzione in due anni.

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Stadio: Marino e Pallotta all'ultimo scoglio ma si va verso il placet (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 22 Agosto, Chiara Zucchelli)

Cominciamo dalla coda. Ovvero, che oggi alle 10.15 (ora di New York) il sindaco Marino e il presidente Pallotta incontreranno i giornalisti. Secondo voi lo faranno per litigare in pubblico? Difficile, e questo lascia pensare che il Comune, forse prigioniero delle proprie promesse, sia pronto a dare il placet per il nuovo stadio. Detto questo, in effetti le modalità sono singolari, tant'è che Palma (Forza Italia) ha rivolto «una interrogazione urgente per conoscere le motivazioni che lo hanno spinto a effettuare una visita a Pallotta nonostante che il proponente sia Parnasi». Non solo. Rocca (Fratelli d'Italia) specifica come Parnasi «sia proprietario solo del 50,4% dell'area». Oggi risponderà il Campidoglio, che ieri in una nota ha specificato che «l'incontro è un appuntamento importante per il rispetto delle scadenze nell'interesse della città. Il sindaco ha scelto di accelerare i tempi ed effettuare una deviazione, nel periodo di ferie già programmato con la famiglia. Si precisa inoltre che le spese del viaggio sono a carico del sindaco stesso».

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