Citazione di: Redazione Lazio.net il 27 Ago 2014, 07:02
«Operazione immobiliare, serviva una gara» (Il Messaggero, 27 Agosto)
Umberto Marroni, deputato Pd, quali sono i rischi dell'operazione Tor di Valle?
«Partiamo dall'inizio. La legge sugli stadi, che rimane troppo ambigua, è fatta per agevolare la ricapitalizzazione dei club e non per permettere operazioni immobiliari a società collegate. Lo dico subito: il Pd è per tutelare gli interessi della As Roma, quindi il Comune e la Regione devono fare in modo che l'impianto sia di proprietà della società, altrimenti si corre un grosso rischio».
Cioè?
«Che un domani Pallotta esca dalla Roma e che il club continui a pagargli l'affitto dello stadio: sarebbe una follia, lo spirito della legge approvata in Parlamento dice altro».
Oltre all'impianto, c'è il tema dei 900 mila metri cubi di cemento sulle sponde del Tevere. Non esisteva un compromesso migliore per il Comune?
«La zona si trova in un'area difficile e complicata dal punto di vista urbanistico e dei trasporti in generale, soprattutto, le cubature aggiuntive non rientrano nello spirito della legge».
Si spieghi meglio.
«Tolti i volumi per lo stadio, questa tecnicamente è una variante urbanistica bella e buona, non prevista dal Piano regolatore».
E' un problema di strumenti urbanistici?
«A Tor di Valle si sta tentando di fare un'operazione ordinaria attraverso una legge straordinaria. Il Comune deve vigilare».
Le cubature, dice la legge, sono legate a una compensazione con le infrastrutture di interesse pubblico. Ma anche su questo tema si naviga a vista. Per molti, ormai anche nel suo partito, gli investimenti rischiano di essere insufficienti. Concorda?
«Bisogna fare un'analisi attenta su questo concambio tra cubature e infrastrutture. Dopodiché penso che le opere pubbliche, distinte dall'operazione stadio, anche se funzionali, andrebbero messe a gara con il meccanismo previsto dal Piano regolatore generale».
L'Aula Giulio Cesare potrà incidere sul progetto?
«Lo auspico. Perché come si vede la materia è molto complessa e delicata per la Capitale: ecco perché su un'operazione di questo genere è giusto che si esprima anche il consiglio comunale con un dibattito articolato di merito, non solo la giunta. Stiamo parlando di una scelta strategica non solo per il futuro della Roma, come squadra di calcio, ma di un'intera città».
Intanto, il Pd è in tilt. E Giuntella, il presidente del suo partito, si rifà al vecchio centralismo democratico: zitti e Mosca su Tor di Valle. Certi temi non si possono affrontare nel Pd?
«Il Pd è d'accordo a fare lo stadio della Roma, però la discussione è sul dove e sul come. Quindi Giuntella potrebbe convocare l'assemblea e agevolare un dibattito nel partito democratico, altrimenti anche la sua è un'opinione personale».
Simone Canettieri
Finalmente qualcheduno si sta svegliando.
Non entrò nel merito del progetto, infrastrutture da realizzare edifici a compensazione ecc, questi sono cazzi delle merde e poi vedremo se quello che concederanno a loro non lo concederanno alla Lazio.
Voglio qui evidenziare l'interpretazione che è stata fatta dello spirito della legge che se passa per le merde in teoria potrebbe passare anche per la Lazio anche se Lotito ha sempre detto che la società sarebbe stata patrimonializzata con la proprietà dello stadio, ma non fidarsi è meglio.
Qua l'era lo spirito della legge? Favorire la patrimonializzazione delle società di calcio tramite la possibilità di costruirsi lo stadio di proprietà in tempi brevi e con costi certi. L'operazione non deve provocare costi per l'amministrazione riguardo le infrastrutture pubbliche necessarie a corredo dell'impianto. A compensazione delle opere pubbliche di cui si farà carico l'operatore potranno venire concessi un certo numero di metri cubi da costruire che non siano però adibiti a centri residenziali, postilla questa messa apposta ad personam per contrastare il progetto di Lotito sulla Tiberina.
Ora qui ci ritroviamo un certo Parnasi palazzinaro romano che come tutti i palazzinari di questi tempi vive vita grama, sembra abbia una voragine in Unidebit de mezzo miliardo di euro, che s'è comprato da una società poi fallita, ma non è passato un anno quindi a rischio nullità della compravendita, tra l'altro sembra non pagata, un galoppatoio in una marana, che ha fatto una società con un certo signor Pallotta proprietario di un serie società finanziarie di cui alcune offshore e ultimamente divenuto proprietario dell'as Roma dopo un periodo di coabitazione con la banca Unidebit, il nome non lo dico io lo dicono i risultati,producendo in 4 anni oltre 150 milioni di perdite. Questa società ha per scopo di realizzare un progetto, cambiando l'indice di fabbricabilità della zona dove insiste il galoppatoio da 14 mila metri cubi a un milione di metri cubi, forse scontati a 950 mila consistenti in alberghi, ristoranti, uffici. La zona sarà dotata di tutte le infrastrutture viarie di parcheggi e udite, udite al fine di incentivare la frequentazione della zona ci verrà costruito uno stadio modernissimo, una specie di nuovo Colosseo dove si produrranno spettacoli sportivi e musicali e di cultura del superfluo tutto l'anno, Pallotta ha già scritto sui report dei bilanci della as roma che la squadra potrà usufruire del nuovo impianto per le partite casalinghe nei tempi e nei modi che verranno definiti al momento opportuno.
Ora dite voi ma la legge non è stata fatta per patrimonializzare le società di calcio?, che c'entra Parnasi?. Si va bene Pallotta è il proprietario della Roma, ma se un giorno Pallotta la roma se la vende che succede?
Perché Parnasi non è entrato nella compagine azionaria della roma come Pallotta e la as roma stessa costituiva la società per realizzare questo mega progetto? insomma qui il diritto a cambiare destinazione d'uso e/o indici di fabbricabilità ce l'hanno le società di calcio e non il Parnasi o il Pallotta o in futuro il Lotito di turno, questo deve essere chiaro perché de questi non me frega un cazzo anzi, ma della mia Lazio si eccome