Citazione di: GuyMontag il 27 Ago 2014, 16:01
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Che prima la logica ultras coincidesse col tifo ed il supporto costante, caldo e rumoroso, QUESTA significava utilità di tutti, e gli altri settori seguivano e (magari) contribuivano economicamente.
Oggi non è più così.
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Caro Guy, davvero nella storia del tifo ultras (40 anni o giù di li) o del calcio moderno tu hai visto soltanto un sostegno acritico, a prescindere, come modello originario del "buon tifo"? E questo, secondo te, sarebbe l'unico modo per sostenere una squadra?
Esiste una letteratura sconfinata di contestazioni di ogni tipo, da quelle blande a quelle violente, che hanno toccato TUTTE le squadre del mondo, dalle più pippe ai mostri sacri; proteste di ogni tipo, fino alla diserzione dello stadio, fatte proprio con l'intenzione (che non significa ottenere il risultato) di migliorare le prestazioni, la gestione societaria, il rapporto con l'ambiente.
In quale Olimpo del tifo organizzato, ultras, appassionato, insomma quello che abbiamo conosciuto nella nostra vita, non si è arrivati - nel bene e nel male - a pensarsi come soggetto (relativamente) "autonomo" dal ruolo asettico del "sostenitore", capace di forzare (
ultras, appunto) il rapporto con la squadra e la società? Organizzarsi per spingere il tifo, per condizionare gli avversari ma anche la stessa società restia a rinforzare la rosa, sorda alle richieste dei tifosi, incapace di coltivare sentimenti e passioni. Ovviamente, l'"autonomia" viene esercitata anche nel male, per fini egoistici o di accaparramento personale o privatistico. Ma questo ha che fare con il campo materiale del tifo. Il S.Pauli è figlio di una storia, le nostre curve di altra.
Ma, ripeto, mi sembra inverosimile il ritratto di una curva che avrebbe smarrito improvvisamente la strada di un modello che in realtà, mi sembra, non sia mai esistito.
Quando il disagio, la disaffezione, la protesta (pur se criticabile in alcune sue espressioni) raggiungono questi livelli, è obbligatorio interrogarsi sulle ragioni di fondo, trovare via d'uscita praticabili, più che appellarsi al tradimento di una "missione" che, a ben vedere, paradossalmente, possono rivendicare al 99% quelli che vorremmo imputati di "tradimento".
Si torna all'ipotesi di FD: "tutti sotto lo stesso tetto", magari per giocare ognuno la propria lazialità, nonostante sia difficile e a volte fa male allo stomaco. Diversamente, vedo aspettative tradite e vane speranze.