Si ricordo anch'io che andò come ricostruito da FM.
Non cambia comunque il ragionamento di Fat, che, se non ho capito male (non ho letto tutto) si può sintetizzare con: se facciamo lo stadio come abbiamo comprato il palazzo di Via Valenzani, dovremmo ridimensionare il budget per la squadra per venti o trent'anni.
Per cui, a meno di non fare un operazione stile Udinese col Flaminio, uno stadio da centinaia di milioni, senza compensazioni, è impossibile per noi.
Eppoi alla possibilità di compensazioni di questo tipo Lotito non rinuncerebbe mai.
Esclusa la Tiberina le zone papabili, a sentire Panecaldo che ho intercettato ieri su Radio Radio, rimarrebbero la nuova Fiera di Roma, lo Sdo di Pietralata e Calatrava.
Io penso che di possibilità di costruire uno stadio + compensazioni a Roma senza una nuova enorme colata di cemento ma recuperando progetti lasciati a metà o strutture in disuso ce ne siano parecchie.
Ma la vicenda stadio delle merde ha creato pericolosi precedenti.
Uno è che per ottenere tutte quelle compensazioni non devi scegliere una zona logica, raggiungibile, sostenibile per la città. Te ne devi scegliere una illogica, dove devi spendere centinaia di milioni in ponti e binari e parcheggi per rendere accessibile una proprietà privata ma che fai passare come opere pubbliche.
La seconda è relativa alla proprietà. Se a Lotito venisse in mente di usare la stessa formula degli americani prevedo guai seri per noi.
Insisto sulla questione della proprietà (così provo anche a dare la risposta che devo a Fish) perché, pur non essendo esperto in bilanci, mi sembra di aver capito chiaramente che la necessità di avere degli stadi di proprietà non è nata tanto dalla necessità di aumentare ricavi, quanto di dotare i club di un patrimonio che li mettesse al riparo dalla estrema variabilità dei fatturati.
Normalmente i club hanno buoni ricavi ma patrimoni piccoli, i centri di allenamento, ed aleatori, come i cartellini dei calciatori, che oggi magari valgono, domani no. Una stagione negativa e ad una squadra che partecipa normalmente alla CL il fatturato crolla. Se non hanno un patrimonio consistente da svalutare, dovrebbero ridimensionare le spese per rientrare, ma così la CL non la rivedranno piú, oppure mandare il patrimonio in negativo con il rischio che le banche creino problemi con le linee di credito proprio nel momento in cui devo rinvestire per far tornare la squadra competitiva. Se poi le stagioni negative si prolungano il rischio diventa la chiusura causa passo più lungo della gamba (naturalmente ciò non vale per le squadre degli sceicchi e quelle che hanno una banca alle spalle)
Eliminare il rischio è impossibile, ma avere una stadio di proprietà è una delle strategie per contenerlo e, quindi, ti fa alzare l'asticella in maniera parallela e non in meno importante dell'aumento dei ricavi.