Aldilà del risultato e della vittoria la partita di ieri sera é stata importante per una lunga serie di ragioni.
Perché abbiamo scoperto Djordjevic, che non lo so se farà 20 reti ma segnare una tripletta in questa maniera, in un momento particolare, in cui la nuova Lazio di Pioli sembrava balbettare e già si sentivano in lontananza le sirene di un ritorno alla normalità Rejana, é stato fondamentale. Uno che ha fatto risedere Klose in panchina, per dire.
E il terzo gol, per dio, il terzo gol, l'ho scritto anche ieri, sembra venuto da un passato lontano. In bianco e nero.
Con un numero nove con le spalle larghe che il difensore non può' neanche spostare di un millimetro e poi una bomba che stocca, con un rumore secco, il palo ed entra. Queste reti le segnava uno il cui nome, da più di 40 anni, é il nostro grido di battaglia.
Perché abbiamo scoperto che c'é vita oltre Candreva. Il nostro giocatore, al momento, più importante. La nostra stella. Ieri lo si é visto che era stanco, affaticato, senza particolari idee. Ha avuto il tempo di fare il cross decisivo, ma la vittoria di ieri ha altri autori.
Perché abbiamo scoperto che Pioli sta gestendo una rosa extra large in maniera intelligente. Chiunque ieri avrebbe rimesso in campo il Keita degli ultimi 20 minuti contro l'Udinese. Pioli no. Invece il Mister mostra di gestire Felipe Anderson nel migliore dei modi dandogli, in un momento topico, la fascia di Candreva, scusate se é poco, e il brasiliano mostra, ancora una volta, di prendere sempre più confidenza e taglia la difesa rosanero con accelerazioni da brivido.
Perché abbiamo visto che, gestiti bene, anche Cavanda e Ciani possono servire alla causa. Come riserve, come rincalzi. Ma ieri che je volete di a Cavanda ? E' stato un trattore, se li é magnati tutti. Anche questo é merito di Pioli.
Un giocatore recuperato nel bidone della spazzatura di fronte a Formello che ieri é stato tra i migliori in campo.
Perché il gruppo c'é. Perché ieri dopo la partita i sorrisi più aperti erano quelli di Miro Klose e Keita che si sono andati a coccolare Djordjone. Perché chi non gioca oggi giocherà domani. Io già metto il mio centesimo su Keita titolare contro il Sassuolo.
Perché una grande squadra parte da un grande portiere. E noi ce l'abbiamo. Il suo nome é Federico Marchetti.
Perché ci sono giocatori di cui si parla meno che stanno crescendo e stanno formando una colonna vertebrale importante. Un Lulic che smaltite le sbornie del gol più importante della sua carriera sta scoprendosi una seconda bellissima vita da mezzala o un Parolo, arrivato in sordina tra le perplessità dei "che ce serve a fa ?", che comunque timbra il suo secondo gol in maglia color del cielo.
Perché ieri si é visto che Stefano Mauri é ancora Stefano Mauri.
Perché dopo il gol del vantaggio sono scomparsi i dubbi e le paure residue della maledetta partita di Genova.
Perché il Palermo, e qui ci metto quel poco che resta della mia credibilità, farà un grande campionato. E' ultimo perché ha avuto un calendario tra i più complicati, ma ha giocatori più che interessanti.