Ma il gesto in sé è stato una terribile casualità. Non era un assassinio premeditato.
Peggio, molto peggio, enormemente peggio è stato ciò che è seguito. E che ancora (basta vedere le allucinanti immagini postate da porga all'inizio di questo topic), dopo 35 anni, viene utilizzato come un fiore all'occhiello da quelle merde. Decenni di impunità, di omertà mafiosa, hanno permesso a un'intera tifoseria di infangare la memoria di un povero morto. Ogni 28 ottobre giornata storta, ogni 10-100-1000 Paparelli cantati in coro da una curva, ogni striscione esposto (il sintomatico Paparelli te stai a perde i tempi belli) sono caduti nell'indifferenza più complice, blandi distinguo che hanno coccolato le infa.mie più luride. Perché avrebbero potuto ledere l'immaggine (le due g sono volute) del magnifico bobolo.
Per dimenticare, per passare veramente oltre, ci vorrebbe un vero, sentito e sincero autodafé da parte di un'intera tifoseria. Ci vorrebbero striscioni, cori, segni evidenti e tangibili di scuse per tutta la merda che hanno scaricato nei confronti di questa persona nel corso di tanto, troppo tempo.
E noi non dimenticheremo certo lui, sfortunato milite ignoto dell'imbecillità umana, al quale ogni anno rivolgiamo un commosso ed addolorato saluto, ma - almeno io personalmente - non dimentico loro, quelle merde umane che a distanza di tutti questi anni portano ancora come vanto e inneggiano allo stadio dandosi di gomito e ridacchiando. Questo va oltre ogni rivalità sportiva. Anche in guerra, che porta in sé atrocità enormemente più grandi, i morti si rispettano.
Come è stato rispettato, da parte nostra, il dolore per vittime sportive quali Ago o - è il caso di domenica - due povere vite falciate in motorino. Con cadute di gusto che - è giusto ammetterlo - ci sono state in passato, e per le quali siamo stati altrettanto giustamente stigmatizzati e che noi stessi abbiamo esecrato.
No, io non dimentico.
PS merde come i napoletani, che nell'ultimo Lazio-Napoli all'Olimpico hanno insozzato la memoria di Giorgione nostro durante il minuto di silenzio. Stessa razza.