però secondo me voi la fate pure un po' troppo semplice...
uno è mezzo suonato e di calcio c'ha sempre capito poco, l'altro ha il culto di sé stesso e persegue tutt'altri fini rispetto all'amore per la Lazio; sarà pure, però alla fine noi, tutti quanti, qualcosa da questi personaggi abbiamo preso: mica dico che si debba essere grati a vita (e ognuno poi fa il suo tempo, alla fine), ma almeno consapevoli si, invece qui mi sembra prenda piede in toto l'arte della dissociazione
(non c'ero, e se c'ero dormivo, si diceva una volta)
Voglio dire: l'epopea della squadra del '74, le pistole, Chinaglia che tornava dall'America negli anni '80 e andava a Gol di Notte, e poi D'Amico che ci salva, tutte quelle volte; la squadra dei -9, gli spareggi a Napoli, Poli e Acerbis, Fascetti a Viareggio e poi Di Canio nell'89, Di Canio nel 2006, i derby di Mutarelli, di Behrami e infine di Klose e Lulic, (in mezzo c'era stata la Lazio di Cragnotti, che forse aveva bisogno di meno chiacchiere: perché vinceva) tutta retorica se vogliamo di cui però anche noi ci siamo nutriti, o no!? io ho il sospetto che se certe storie non fossero state narrate in un certo modo, magari sarebbero state, anche per noi, più piatte, e forse manco ce le racconteremmo più, da soli o tra di noi; neanche che questi qua siano dei grandi raccontatori, ossia forse si può fare di meglio rispetto alla loro liturgia... ma c'è qualcuno che lo fa, o piuttosto sempre di quella ci si nutre e sempre a quella si va ad appozzare, alla fine?
Vedo un po' troppe anime belle, in giro...