Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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ES

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Citazione di: Zanzalf il 23 Dic 2014, 00:40
Loro fanno lo stadio perché sono compatti dietro la proprietà. La proprietà ha detto: "si fa al depuratore, non lo conferiamo alla squadra, se lo tengono Parnasi e Pallotta che ci fanno i soldi". E i tifosi zitti, compatti, a supporto del progetto (fino alla mafia delle minacce ai consiglieri contrari).

Noi alzeremo una canizza contro la società per ciascuno dei peli che troviamo nella minestra.
E s'attaccheremo ar cazzo.
Mia nonna mi diceva sempre "questo hai, questo te tieni".
Basta andarsi a riprendere il topic legato al nostro stadio per verificare il supporto che sta tifoseria ti darebbe.

Blueline

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Citazione di: RubinCarter il 22 Dic 2014, 17:17
Scusate, ma ammesso ottengano la delibera, i 1000 milioni , chi li caccia ?
Non credo gli americani stitici....

andyco

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Citazione di: Zanzalf il 23 Dic 2014, 00:40
Loro fanno lo stadio perché sono compatti dietro la proprietà. La proprietà ha detto: "si fa al depuratore, non lo conferiamo alla squadra, se lo tengono Parnasi e Pallotta che ci fanno i soldi". E i tifosi zitti, compatti, a supporto del progetto (fino alla mafia delle minacce ai consiglieri contrari).

Noi alzeremo una canizza contro la società per ciascuno dei peli che troviamo nella minestra.
E s'attaccheremo ar cazzo.

in tre parole... viva la mafia.

Hai riletto cosa hai scritto?
Per attaccare i tifosi giustichi metodi mafiosi.. (ho fatto pure la rima involontaria)

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Nuovo stadio, c'è il sì ma la maggioranza si divide. Il sindaco: un'opera importante per tutta la città (La repubblica ed. Roma, 23 Dicembre 2014) di Giulia Cerasi

IL REGALO che i tifosi giallorossi troveranno quest'anno sotto l'albero ha la forma di un moderno Colosseo e il babbo Natale da ringraziare sono i quarantotto consiglieri dell'assemblea capitolina. Che, dopo una maratona durata tutto il giorno, ieri ha certificato l'interesse pubblico del nuovo stadio dell'As Roma. Un ok arrivato con voti bipartisan ma che ha spaccato la maggioranza. Che in aula Giulio cesare era sorvegliata — come nelle grandi occasioni — anche dal sindaco, Ignazio Marino. Via libera dunque, con 29 "sì", 8 "no" e tre astenuti al progetto firmato dell'As Roma SVP LLC di James Pallotta e dall'Eurnova di Luca Parnasi da 1,3 miliardi di euro di investimenti, che prevede la costruzione dello stadio da 52mila posti dell'architetto Dan Meis, dove per trent'anni giocheranno i giallorossi (pena il pagamento di una penale da 167 milioni di euro come previsto dalla clausola rescissoria). Oltre alla nuova arena saranno realizzati i campi per gli allenamenti, il business park con negozi e ristoranti e le opere pubbliche a carico dei costruttori (la fermata della metro B, l'adeguamento della via del Mare e dell'Ostiense, il ponte ciclopedonale e il parco sul Tevere) su cui è basato proprio l'interesse pubblico.
Ma se una parte dell'opposizione ha votato a favore (Forza Italia a esclusione di Dario Rossin, Lega dei Popoli con Marco Pomarici, Mino Dinoi di Cantiere Italia), la maggioranza si è divisa: contrario il civico Riccardo Magi («il Comune non ha valutato la sostenibilità dell'intervento, non c'è interesse pubblico») mentre il pd Pierpaolo Pedetti (cui è stato bocciato un emendamento che chiedeva di mettere a gara le opere pubbliche) si è astenuto. Imma Battaglia (Sel) non ha votato. Soddisfatto il sindaco: «Lo stadio, che sarà all'avanguardia, è sicuramente importante per i tifosi della Roma ma anche per l'intera città». Mentre Pallotta fa le «congratulazioni per questo storico giorno. Aspettiamo tutti di giocare nella nuova arena». Ora la palla passa di nuovo al duo Pallotta-Parnasi per il progetto definitivo, che dovrà ricevere l'ok anche dalla Regione. Obiettivo: il primo calcio di Francesco Totti nel 2017.

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Tor di Valle, sì del Comune ma la maggioranza si divide (Il Messaggero, 23 Dicembre 2014)
di Lorenzo De Cicco

A 207 giorni dalla presentazione dello studio di fattibilità - quindi oltre il doppio rispetto ai 90 previsti dalla legge sugli stadi - l'Assemblea Capitolina ieri sera ha dato il suo primo, provvisorio, via libera al progetto del nuovo stadio a Tor di Valle, tra le proteste in aula dei Comitati anti-speculazione, i cartelli «Parnasi ringrazia» del Movimento 5 stelle, e il pesante dissenso di 5 consiglieri della maggioranza, che non hanno votato a favore della delibera. L'approvazione è arrivata dopo le otto di sera, dopo una maratona d'Aula durata oltre undici ore e con lo spettro che un nuovo rinvio - sarebbe stato il quarto - potesse far slittare il voto alla vigilia di Natale, come minacciato dal capogruppo dem Fabrizio Panecaldo, che ieri ha avuto il ruolo di "cane da guardia" della maggioranza, riuscendo a braccare i suoi per assicurarsi che si arrivasse alla votazione finale entro sera. Alla fine, dopo due sospensioni per la caduta del numero legale, il tabellone dell'Aula Giulio Cesare segnava 29 favorevoli, 8 contrari e 3 astenuti. Alle defezioni della maggioranza (Imma Battaglia e Gemma Azuni di Sel, il radicale Magi, i democratici Pedetti e Coratti), è arrivato il «soccorso» azzurro di alcuni consiglieri di Forza Italia, compreso il capogruppo Davide Bordoni.
Anche se il sindaco, «orgoglioso del voto perché porterà investimenti», ieri si è augurato che «la posa della prima pietra avvenga entro il 2015» e che «si giochi la prima partita a novembre 2017», l'iter è ancora lungo, solo per le autorizzazioni: la norma sugli stadi concede altri 6 mesi di tempo alla Regione per valutare i progetti definitivi che i promotori ancora devono presentare. Poi la palla passerà di nuovo al Comune per la convenzione urbanistica. Non tutti, anche nella maggioranza, erano ottimisti come il sindaco, considerando anche la dilatazione dei tempi già avvenuta in sede preliminare e che, da delibera, tutte le infrastrutture che il costruttore, insieme a Pallotta, dovrà realizzare (messa in sicurezza della Via del Mare, biforcazione della metro B, lo svincolo della Roma-Fiumicino, il ponte pedonale sul Tevere), dovranno essere portate a termine «congiuntamente» allo stadio e al Business Park da quasi un milione di metri cubi.

LA DISCUSSIONE
Proprio sulle «cubature monstre» destinate a negozi, alberghi e uffici ieri in Aula, prima del voto, sono arrivate pesanti accuse sia dall'opposizione che da pezzi di maggioranza, nonostante le rassicurazioni dell'assessore Caudo, grande sponsor dell'operazione. Le accuse più pesanti, paradossalmente, sono arrivate da un consigliere della lista civica del sindaco, il radicale Riccardo Magi, infuriato per non avere potuto parlare in Assemblea. «Ho votato contro perché i tifosi vengono presi in giro - spiega - Lo stadio non sarà della Roma, non c'è nessun rafforzamento societario, come invece è avvenuto per tutti gli altri club che hanno realizzato un impianto di proprietà. Questo aspetto, insieme alle cubature spropositate e ai procedimenti pendenti sulle aree scelte, pesa come un macigno sulla delibera». «Il paradosso è che tra 30anni questo impianto potrebbe affittarlo la Lazio», ha detto il capogruppo della lista Marchini, Alessandro Onorato. «Perché lo stadio sarà solo in uso, e non di proprietà, alla società calcistica A.S. Roma. Marino poi tradisce ancora una volta le promesse fatte in campagna elettorale, quando si professava assolutamente contrario a un ulteriore consumo di suolo». «Più che i tifosi, questo progetto farà felice il costruttore Parnasi», ha detto il capogruppo del M5S, Marcello De Vito. Il capogruppo del Pd Panecaldo invece ha sostenuto che «si sono fatti dei correttivi importanti per garantire la pubblica utilità. A settembre il Pd questa delibera non l'avrebbe votata».

I CITTADINI
Modifiche che però non hanno convinto i cittadini del Comitato "Difendiamo Tor di Valle dal cemento", che ieri in Aula hanno annunciato uno sciopero della fame per protestare contro la speculazione edilizia che il progetto potrebbe portare nell'area. 900mila i metri cubi destinati al centro di uffici, negozi e ristoranti Lo stesso Comitato ha già presentato un esposto alla Procura della Repubblica contro la delibera della giunta per «falso ideologico in atto pubblico». Mentre il Tribunale fallimentare si sta occupando della vendita dei terreni di Tor di Valle che una società, la Sais, prima del crac, ha ceduto per 42 milioni alla Eurnova di Parnasi e sui cui contorni sono ancora in corso accertamenti.

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Cubature, trasporti e sicurezza tutte le falle dell'«ecomostro» (Il Messaggero, 23 Dicembre 2014)

Cubature monstre, azioni legali contro gli espropri, rischi idrogeologici, disagi causati dalla biforcazione della metro B. Il primo via libera del Consiglio comunale lascia irrisolti tanti nodi sul progetto del nuovo stadio a Tor di Valle. Una lunga lista di criticità, già evidenziate nelle scorse settimane dall'Istituto nazionale di Urbanistica, dai tecnici della Regione, dalle più autorevoli associazioni ambientaliste del Paese, dai comitati di quartiere. Il Campidoglio però non ha voluto tenerne conto e anzi ha deciso di schiacciare l'acceleratore per arrivare in tutta fretta all'approvazione della delibera prima di Natale.

JUVENTUS STADIUM
A far discutere è soprattutto l'«Ecomostro», come lo ha definito Legambiente. Vale a dire il colosso di cemento che sorgerebbe accanto allo stadio. Una serie di grattacieli destinati a opere che con lo sport e l'As Roma non c'entrano nulla, trattandosi di negozi, uffici, alberghi, ristoranti e locali. Una gigantesca area commerciale da quasi 900mila metri cubi. Per fare un esempio: lo Juventus Stadium ne ha appena 40mila, il 96% in meno. Ma è questo enorme complesso - che nello studio di fattibilità viene chiamato, all'americana, "Business park" - il vero cuore dell'operazione, decisamente più immobiliare che calcistica, che potrebbe permettere a Pallotta e al costruttore Parnasi di guadagnare, secondo alcune stime, fino a 800 milioni di euro.
Le critiche però non sono mancate. Già i tecnici della Regione, nella conferenza preliminare dei servizi, avevano scritto chiaramente che nel progetto «la superficie edificata è superiore di tre volte rispetto al consentito». E «va ridotta». E sulle cubature destinate al commerciale è arrivata anche la bocciatura dell'Istituto Nazionale di Urbanistica: il progetto di Tor di Valle «stravolge lo spirito del Piano regolatore», hanno scritto gli esperti dell'Inu a fine ottobre. Denunciando che tutte le infrastrutture che la giunta comunale ha definito di «pubblico interesse» in realtà sarebbero solo a vantaggio del «nuovo gigantesco insediamento, per quattro quinti destinato a uffici, vero e proprio asteroide precipitato in mezzo alla valle del Tevere». Delle nuove edificazioni, ha calcolato l'Inu, solo il 14% sarebbe destinato allo stadio (49.000 mq) mentre l'86% (305.000 mq) sarebbe per uffici e negozi. Gli urbanisti hanno avanzato dubbi anche sui rischi idro-geologici dell'area scelta. Rischi che non sarebbero superati neanche dagli interventi di riqualificazione inseriti dal Comune: «La sostenibilità della riqualificazione dell'ansa di Tor di Valle non può essere affidata solo al disegno architettonico dello Stadio», scrivono gli esperti. Due giorni fa Italia Nostra, una delle più importanti organizzazioni paesaggistiche italiane, è tornata a denunciare «il rischio idrogeologico per le esondazioni del Fosso di Vallerano».

TRASPORTI
Altri problemi arrivano dal piano trasporti. Restano i rilievi estremamente critici dei tecnici del Dipartimento Mobilità del Comune. E anche la nuova biforcazione della metro B da Magliana a Tor di Valle potrebbe allungare i tempi delle corse, come già avvenuto a Conca d'oro con la B1. Secondo lo studio aggiornato consegnato al Campidoglio ad agosto almeno il 50% degli spettatori dovrebbe raggiungere il nuovo impianto in metropolitana o in treno. Ma per il potenziamento della ferrovia Roma-Lido non è stata trovata ancora nessuna copertura economica.
C'è poi la questione degli espropri, che si è già trasformata in una battaglia legale da quando la Immobilquindici srl, che possiede alcune aree su cui Parnasi vorrebbe edificare una parte del Business park, ha dichiarato illegittima la procedura già avviata dal Comune. Dal piano particellare emerge che Parnasi possiede poco più del 50% delle aree su cui vorrebbe realizzare il progetto. Della metà restante solo l'8% verrebbe «asservito» perché di proprietà pubblica. Il resto, circa il 40%, è di altri privati e sarebbe quindi da espropriare. La Immobilquindici però sostiene che la legge sugli stadi preveda l'espropriazione solo per «le opere di urbanizzazione relative allo stadio» e non «per realizzare il Business Park». E, dopo avere diffidato tutti i consiglieri comunali dall'approvazione della delibera, ora è pronta a dare battaglia in tribunale.
L. De Cic.

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Campidoglio da curva... Stadio: il primo mattone (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 23 Dicembre 2014)
di Alessandro Catapano

Una lunga, lunghissima giornata. A tratti surreale, perfino grottesca. Conclusa all'ora di cena, con una votazione che non ha regalato (ulteriori) colpi di scena: 29 voti favorevoli, 8 contrari, 3 astenuti. Ieri sera, anche l'Assemblea capitolina ha riconosciuto il «pubblico interesse» del progetto Tor di Valle. La maggioranza più o meno compatta stavolta non ha tradito Ignazio Marino, che ha raccolto pure qualche adesione tra i banchi dell'opposizione di centrodestra. «Un grande giorno, non solo per i tifosi della Roma – ha commentato il sindaco, uno dei 29 voti favorevoli alla delibera –. Abbiamo ascoltato tutti i consiglieri, accogliendo le loro proposte di cambiamento e inserendo più opere pubbliche per i cittadini, a partire dal trasporto su ferro. Lo stadio sarà all'avanguardia, migliorerà la vita dei cittadini, muoverà 1,5 miliardi di investimenti e creerà oltre tremila posti di lavoro». Finalmente soddisfatto pure James Pallotta, che in una nota ha inviato le proprie «congratulazioni a tutti i romani per questo storico giorno per la città e il club».

CHE GIORNATA
Certamente, è stata la degna conclusione di un calvario di 109 giorni, tanti ne sono trascorsi dalla delibera della Giunta all'approvazione dell'Assemblea. Quasi quattro mesi per modificare la concessione del bollino di pubblico interesse al progetto di Parnasi e Pallotta, con una manciata di ordini del giorno e appena 12 emendamenti (bipartisan) sopravvissuti al giudizio dell'aula Giulio Cesare, peraltro giusto un paio davvero significativi, soprattutto quello che garantisce il contratto tra la Roma e la proprietà dello stadio per i prossimi trenta anni, pena il pagamento di una penale. Se non è il classico caso della montagna che ha partorito un topolino... Per carità, come hanno ricordato il sindaco Marino, «tutti dovevano avere la possibilità di partecipare al dibattito». Però, nessuno aveva il diritto di trasformare un luogo di democrazia in un circo di frizzi e lazzi, come è stato nell'antipasto mattutino (cominciato con un'ora di ritardo per mancanza del numero legale) e in certi momenti della no stop pomeridiana, con urla, imprecazioni, parolacce, ma pure risate e pacche sulle spalle tra consiglieri di opposte fazioni, tanto da generare un dubbio che dodici ore di dibattito democratico alternato all'avanspettacolo non hanno chiarito: ma questi ci sono o ci fanno?

ORA IN REGIONE
La palla torna ai soggetti proponenti e quando avranno trasformato lo studio di fattibilità in un progetto definitivo, passerà alla Conferenza di servizi regionale, che avrà 180 giorni per dare l'ok finale. «Noi abbiamo completato una parte da amministratori e con rigore – ha rivendicato Marino –, senza voler dare a Pallotta nessuno sconto o trattamento di favore. Anzi, gli abbiamo chiesto di aumentare in maniera significativa le opere pubbliche e il loro costo. Ora, sono convinto che con lo stesso rigore la Regione analizzerà il progetto e Pallotta, ricevuta anche quell'approvazione, farà un lavoro serio ed efficiente. Mi auguro davvero che l'anno prossimo sia posata la prima pietra e lo stadio veda la luce nel 2017, in tempo per vederci giocare Totti». Anzi, come ha detto Pallotta, «tutti aspettiamo di giocarci...»

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L'amarezza di chi vota contro: «Regalo di Natale a Parnasi» (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 23 Dicembre 2014)
di Alessandro Catapano

Alla fine, esausto, Dario Rossin si concede una sigaretta. «Di una cosa sono certo: questo stadio non si farà. Ma ammesso che un giorno lontano riescano a costruirlo, sarà una cattedrale nel deserto, delle opere pubbliche non ci sarà traccia». Intanto, anche «mister emendamento», così è stato ribattezzato il consigliere di Forza Italia, si è dovuto arrendere: alla fine pure il suo partito ha espresso voto favorevole alla delibera di pubblica utilità del progetto Tor di Valle, rendendo vani i 140 tra emendamenti e ordini del giorno che Rossin era riuscito a inserire nel dibattito dell'Assemblea. Un impegno apprezzato pure dai consiglieri Cinquestelle, certamente i più coerenti, contrari a questo progetto dall'inizio del dibattito, «perché – hanno sostenuto anche ieri tra gli applausi del Comitato «difendiamo Tor di Valle dal cemento» presente tra il pubblico – lo stadio della Roma continua a rappresentare appena il 14% di una gigantesca speculazione edilizia. Questo voto è un regalo di Natale ai costruttori Parnasi e Armellini». Un riferimento al project manager scelto da Pallotta è apparso anche su un muro poco distante dall'aula Giulio Cesare, su un cartello con scritto «Parnasi incassa e ringrazia». All'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo, in aula, il compito di respingere al mittente le accuse delle opposizioni: «Continuiamo ad ascoltare tante bugie su questo progetto e sul nostro lavoro. La verità è che questa amministrazione è stata rigorosa, efficiente e ha mantenuto sempre la schiena dritta».

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NEMICOn.1

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5 milioni d'affitto all'anno e hanno anche il coraggio di chiamarlo stadio della Roma
i tifosi sono davvero una massa di [...]

aggiungo...
correggetemi se sbaglio devono giocare in questo futuro stadio per 30 anni ( pena il pagamento di una penale da 167 milioni di euro come previsto dalla clausola rescissoria ) con l'affitto annuo di 5 milioni come detto prima , in 30 anni pagheranno 150 milioni di euro ...alla faccia dello stadio di proprietà

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Citazione di: NEMICOn.1 il 23 Dic 2014, 08:38
5 milioni d'affitto all'anno e hanno anche il coraggio di chiamarlo stadio della Roma
i tifosi sono davvero una massa di [...]

Cercavo di spiegarlo ieri a qualche amico romanista , dicedogli che lo stadio non sarà il loro.

fabrizio1983

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Citazione di: Zanzalf il 23 Dic 2014, 00:40
Loro fanno lo stadio perché sono compatti dietro la proprietà. La proprietà ha detto: "si fa al depuratore, non lo conferiamo alla squadra, se lo tengono Parnasi e Pallotta che ci fanno i soldi". E i tifosi zitti, compatti, a supporto del progetto (fino alla mafia delle minacce ai consiglieri contrari).

Noi alzeremo una canizza contro la società per ciascuno dei peli che troviamo nella minestra.
E s'attaccheremo ar cazzo.
a quindi sarà colpa dei tifosi, bene.
Genio.

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scintilla

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Le azioni ieri hanno perso quasi il 6%, mi sa che qualcuno l'ha capito.

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Citazione di: white-blu il 23 Dic 2014, 08:43
Cercavo di spiegarlo ieri a qualche amico romanista , dicedogli che lo stadio non sarà il loro.

150 milioni in 30 anni praticamente alla fine più o meno lo stadio sarà costruito con i loro soldi e in più devono pagare l'affitto ...se non siamo alle comiche poco ci manca

porgascogne

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Citazione di: m.m. il 22 Dic 2014, 23:34
eh sì, infatti in Regione li stanno a aspetta' a braccia spalancate, non vedono l'ora. de sti tempi poi, non si sentono mica sotto schiaffo.

pure tutti gli altri enti interessati con la scarpetta al collo per la conferenza dei servizi già hanno il parere favorevole pronto.

sono scettico, ma spero tanto che ce la facciano e che inizino subito gli sbancamenti per le infrastrutture, gli snodi, i passanti, la ferrovia, allora sì che ci sarà da ridere.

voglio vede' pallotta fa' dietrofront sull'atlantico come cristo sul lago de tiberiade.

ma inseguito dai creditori.

avoja a cammina' fino al delaware.

io continuo a pensarla come m.m.

ottenere l'ok dal comune era un passaggio scontato, obbligato e scritto
differenti sono le autorizzazioni e gli s-vincoli da ottenere dalla regione
e, a valle di tutto, c'è la questione espropri: un vero terno al lotto
la "pubblica utilità" decisa dal comune non porta automaticamente a dover cedere del terreno che ti viene richiesto - a costi non decisi da te - o meglio, alla fine lo cedi, ma bisogna vedere e decidere non solo a quanto ma anche quando
la battaglia dei ricorsi sugli espropri può essere stancante e lunga, molto lunga
per dire, lo ripeto sempre: il casello A1 di castelnuovo-capena ha ritardato di 2 anni l'apertura per un esproprio finito in cassazione
e mi pare che lì, in quanto ad urgenza e pubblica utilità non è che ad autostrade spa non fumassero i coglioni

detto questo, il sindaco è stato chiaro: lo stadio si potrà usare quando tutte le opere urbanistiche a corredo saranno ultimate (questa cosa è stata detta abbastanza chiaramente anche dal prefetto, per quanto riguarda le modalità di afflusso/deflusso del mezzo mijone de lupacchiotti che affollerà lo stadio)

vediamo

poi, per quanto riguarda sterili polemicucce come questa
Citazione di: Zanzalf il 23 Dic 2014, 00:40
Loro fanno lo stadio perché sono compatti dietro la proprietà. La proprietà ha detto: "si fa al depuratore, non lo conferiamo alla squadra, se lo tengono Parnasi e Pallotta che ci fanno i soldi". E i tifosi zitti, compatti, a supporto del progetto (fino alla mafia delle minacce ai consiglieri contrari).

Noi alzeremo una canizza contro la società per ciascuno dei peli che troviamo nella minestra.
E s'attaccheremo ar cazzo.
gradirei far notare che una buona parte dei netter, quindi se non erro tifosi laziali, ha alzato una canizza circa la possibilità che lo stesso comune che concede l'ecomostro alle merde, possa concedere a noi di rifare uno stadio che sta a 3 km da piazza di spagna

se lo stadio della Lazio non si farà la colpa sarà della tattica attendista, totalmente chiusa, impermeabile a qualsiasi proposta dell'amministrazione comunale, del presidente Lotito che preferisce puntare al megabingo di fare uno stadio in una semipalude che appartiene alla sua famiglia, costruendo cubatura inutile ai fini della valorizzazione della società sportiva Lazio

d'altronde, come diceva qualcuno, se ti presenti con un altro stadio quando ce ne sono già due e mezzo, è molto probabile che ti dicano che la casella "pubblica utilità" è piena e che te la puoi prendere riccamente su per il culo

no che è colpa dei tifosi: 'ste cazzate raccontatevele fra di voi, nella vs parrocchietta da complessati

natoil26maggio

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Qualcuno sa se e quanti de 'sto branco di ovini si sia effettivamente recato in Campidoglio a vegliare sulla votazione?

scintilla

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Citazione di: natoil26maggio il 23 Dic 2014, 09:15
Qualcuno sa se e quanti de 'sto branco di ovini si sia effettivamente recato in Campidoglio a vegliare sulla votazione?

Dici oltre quelli che hanno votato la delibera?
Me sa pochi

AutumnLeaves

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Citazione di: porgascogne il 23 Dic 2014, 09:15
io continuo a pensarla come m.m.

ottenere l'ok dal comune era un passaggio scontato, obbligato e scritto
differenti sono le autorizzazioni e gli s-vincoli da ottenere dalla regione
e, a valle di tutto, c'è la questione espropri: un vero terno al lotto
la "pubblica utilità" decisa dal comune non porta automaticamente a dover cedere del terreno che ti viene richiesto - a costi non decisi da te - o meglio, alla fine lo cedi, ma bisogna vedere e decidere non solo a quanto ma anche quando
la battaglia dei ricorsi sugli espropri può essere stancante e lunga, molto lunga
per dire, lo ripeto sempre: il casello A1 di castelnuovo-capena ha ritardato di 2 anni l'apertura per un esproprio finito in cassazione
e mi pare che lì, in quanto ad urgenza e pubblica utilità non è che ad autostrade spa non fumassero i coglioni

detto questo, il sindaco è stato chiaro: lo stadio si potrà usare quando tutte le opere urbanistiche a corredo saranno ultimate (questa cosa è stata detta abbastanza chiaramente anche dal prefetto, per quanto riguarda le modalità di afflusso/deflusso del mezzo mijone de lupacchiotti che affollerà lo stadio)

vediamo

poi, per quanto riguarda sterili polemicucce come questagradirei far notare che una buona parte dei netter, quindi se non erro tifosi laziali, ha alzato una canizza circa la possibilità che lo stesso comune che concede l'ecomostro alle merde, possa concedere a noi di rifare uno stadio che sta a 3 km da piazza di spagna

se lo stadio della Lazio non si farà la colpa sarà della tattica attendista, totalmente chiusa, impermeabile a qualsiasi proposta dell'amministrazione comunale, del presidente Lotito che preferisce puntare al megabingo di fare uno stadio in una semipalude che appartiene alla sua famiglia, costruendo cubatura inutile ai fini della valorizzazione della società sportiva Lazio

d'altronde, come diceva qualcuno, se ti presenti con un altro stadio quando ce ne sono già due e mezzo, è molto probabile che ti dicano che la casella "pubblica utilità" è piena e che te la puoi prendere riccamente su per il culo

no che è colpa dei tifosi: 'ste cazzate raccontatevele fra di voi, nella vs parrocchietta da complessati
Ti straquoto. Sto pensiero che "è colpa del Laziale che odia Lotito se non gli fanno fare lo stadio" è roba da complessati complottisti.
La prosopopea nonché presunzione del nostro ha portato a questa inevitabile conclusione e adesso mi preparo al suo piagnisteo nei mesi a venire, tutto scontatissimo come un cartone animato.
Loro lo stadio lo avranno, quando e come me frega cazzi. Ma lo avranno. Noi avevamo un calcio di rigore a porta vuota di nome Flaminio (tanto per dirne una), peccato che a Lotito frega altrettanti cazzi di battersi per uno stadio che non sia in mezzo alle sue pecore ed alle sue pozzanghere.

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Ma si può dire che c'è stato un trattamento diverso si o no ?
E che molto probilmente derivante dal fatto che lotito per i terreni non doveva chiede niente a nessuno ?
Aggiungo che dove sorgerà il loro stadio la situazione "terreno" non è tanto diversa da pecore e pozzanghere della tiberina.

ES

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Citazione di: AutumnLeaves il 23 Dic 2014, 09:49
Ti straquoto. Sto pensiero che "è colpa del Laziale che odia Lotito se non gli fanno fare lo stadio" è roba da complessati complottisti.
La prosopopea nonché presunzione del nostro ha portato a questa inevitabile conclusione e adesso mi preparo al suo piagnisteo nei mesi a venire, tutto scontatissimo come un cartone animato.
Loro lo stadio lo avranno, quando e come me frega cazzi. Ma lo avranno. Noi avevamo un calcio di rigore a porta vuota di nome Flaminio (tanto per dirne una), peccato che a Lotito frega altrettanti cazzi di battersi per uno stadio che non sia in mezzo alle sue pecore ed alle sue pozzanghere.
Ancora col Flaminio?
Roba da perdenti.
Di loro ti frega caxxi, di noi parli di stadio in mezzo alle pecore. Come dice, parola per parola, stamattina un mio amico romanista.
Per me è chiaro dove sono i complessi.


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