questa intervista è del 2013:
...alla presenza dell'assessore Paolo Strescino e del responsabile del settore non agonistico dell'Imperia Calcio Luca Oddone, un incontro tra l'arbitro imperiese di serie A Davide Massa e i giovani del settore giovanile dell'Imperia Calcio. ...
CHE COSA FA UN ARBITRO DI CALCIO IN SERIE A
"Io adesso che sono un professionista mi alleno cinque giorni alla settimana, perché per corriere dietro a un pallone che viaggia ai ritmi della serie A bisogna correre tanto. Studio calcio tutta la settimana, il che vuoldire guardare partite, studiare le situazioni di gioco, capire le tattiche di gioco delle squadre, studiare tutto della partita che si va ad arbitrare. Vuoldire andare in ritiro quattro volte ogni due settimane, vivere il ritiro con i miei compagni di squadra, che sono i 21 arbitri di serie A, andare nella sede della partita il giorno prima e stare due giorni con la mia squadra, ovvero l'arbitro, i due assistenti, il quarto uomo e i due arbitri addizionali di porta, preparare la partita insieme e andare ad arbitrare".
"La cosa più importante, che volevo far passare e che pochi sanno, è che un calciatore la partita la vince e la perde, questo lo sappiamo tutti, pochi sanno che un arbitro anche la partita la vince e la perde. E io ora che sono un professionista, che vivo di questo, tutta la mia settimana dipende dal vincere o perdere la partita. Questo significa che non è indifferente fare bene o fare male in partita, da una partita dipende la mia carriera, la mia stagione, la mia valutazione. La mia squadra è felice se a fine gara si azzecca tutto e se si conduce una partita alla fine nella maniera giusta, la mia squadra ha perso possibilità di carriera, ha perso il risultato, ha perso una settimana di lavoro se la partita è andata male. E questa è la cosa che più mi faceva piacere farvi passare, perché mi rendo conto che dall'esterno, probabilmente perché non ci si conosce bene, perché il nostro mondo non è così interessante, la gente va allo stadio per vedere i calciatori e non per vedere l'arbitro, vengono avanzate delle critiche che sottintendono un poco rispetto verso l'uomo che c'è dietro l'atleta. Io credo che raccontandovi queste poche voi possiate capire che non esiste un atleta che lavora tutta la settimana per fare bene e poi va in campo per fare male. A fine anno di 21 arbitri ci sono gli ultimi due della classifica, in serie A ci sono 20 squadre, le ultime 3 retrocedono in serie B, noi siamo 21 arbitri, gli ultimi due in graduatoria ogni anno a fine stagione lasciano il gruppo, che non vuoldire retrocedere, vuoldire andare a casa, per un arbitro finire la carriera. Per un arbitro non esiste la retrocessione, un arbitro o mantiene la categoria o la carriera è finita".