il draft NBA è tra i meccanismi più democratici che lo sport conosca.
Ma è possibile esattamente perché è riservato ad un'elite, l'NBA, che funziona organicamente, ossia con una spartizione ferrea di diritti e guadagni. In cui hai un posto perchè assicuri determinate entrate e un determinato numero di spettatori. Una democrazia elitaria insomma, con una tradizione sportiva molto diversa da quella europea (negli anni '20 la ABL, ossia la Lega di allora, costrinse i Celtics allo scioglimento perché troppo forti, quindi colpevoli di rendere il campionato troppo noioso).
Una democrazia che può costringere un presidente a lasciare una squadra come successo nel caso dei Clippers.
L'NBA è il massimo del business, ma è un business concepito come Associazione, in cui la competizione resta relegata all'ambito sportivo. Ma che quindi ha come presupposto che ognuno porti in dote più o meno gli stessi soldi oppure non funziona.
E' applicabile questo modello al calcio europeo? In termini generali forse no, ai top team pian piano sempre di più.
E infatti, magari sbaglierò, ma credo che la direzione che stanno intraprendendo sia questa (anche il FPF è in quest'ottica in realtà, non serve certo a rendere competitiva la Lazio o squadre di livello analogo).
A me se questi mostri se ne vanno a giocare un campionato tutto loro e noi se giocamo uno "scudo nazionale" assieme a quel che resta non lo vivrei come un dramma. Anzi, tutt'altro... evidentemente so' masochista, che ce volete fa.