Grazie a tutti per le risposte (e ringrazio Giako, ma non sono mai andato via, è solo che non riesco a interagire con i tempi miei con un forum così popolato e attivo). Il topic serviva a stimolare il ragionamento e mi pare abbia ottenuto buoni risultati. Il problema è stabilire cosa significa essersela giocata: in Coppa Italia siamo stati bravissimi e sfortunati, è stata un bella sconfitta, anche se nessuna sconfitta lo è davvero. In supercoppa abbiamo incontrato grossi problemi ambientali, che c'erano anche per la Juve ma hanno inciso sulla nostra condizione in quel momento, perché giocare un tempo con quel vento impossibile contro, e con il campo dissodato come un orto, ci ha bruciato le poche energie che avevamo, in piena preparazione e con parecchi problemi di formazione, di fronte, comunque, alla Juventus. Alla Lazio del playoff di CL non mi sento di rimproverare niente: ha centrato una vittoria importante all'andata, si è battuta fino al gol al ritorno contro una squadra che l'ha soverchiata a centrocampo, forte in quel reparto di due nazionali tedeschi, uno dei quali campione del mondo, contro un valoroso e volenteroso Onazi e un Parolo che ancora stenta a imporsi. Un pressing feroce sulla nostra difesa ha fatto il resto, la Lazio non aveva modo di ripartire perché era inferiore sul campo e finire in dieci ha chiuso la contesa. Nelle due gare tutti gli episodi hanno girato contro.
Sono sconfitte che ci stanno. Come ci stava, entrando nella fase a gironi, di prendere qualche sveglia di quelle brutte con il Barcellona e il Bayern della situazione. Il calcio rimane uno sport e perdere una finale o partecipare senza incidire è ancora meglio che non giocare una finale o non partecipare a un torneo.
Non è da Lazio giocare solo se in grado di vincere. Poi è giusto nutrire il massimo delle ambizioni, ma ci vuole realismo e bisogna esser consapevoli delle proprie possibilità. La Lazio è questa e preferisco arrivare terzo e perdere il preliminare a un quarto posto senza misurarmi con i più bravi nemmeno ad agosto.
Quanto alla società, inutile parlarne, in undici anni sappiamo tutto, limiti e punti di forza. Non starei a ripeterli.
Un SFL e un sesquipedale romammerda (cit.) a tutti.