Allora provo a spiegare meglio. Un corto dovrebbe essere costruito per far arrivare generalmente un messaggio positivo allo spettatore ma anche far riflettere, pensare in questo caso sui comportamenti che abbiamo nel quotidiano. Non conosco la realtà romana nello specifico non vivendoci ma so che per questioni di tifo alcune volte si tengono atteggiamenti vergognosi per una partita di pallone, purtroppo. Lo si legge qua tramite esperienze personali, lo si vede allo stadio addirittura tra giornalisti di opposta fazione. provocazioni, insulti e quasi si arriva alle mani. In campo gesti offensivi da parte dei protagonisti nei confronti dell'avversario dopo una vittoria che spesso vengono giustificati o ignoranti e non si capisce il perché, anzi si, in nome della rivalità che anch'io sento da laziale ci mancherebbe ma va ben oltre quel tipo di concetto.
Nel filmato in questione l'argomento principale è un altro, la disabilità. La fede calcistica è marginale, anche se il finale non è il migliore possibile ma credo in certi casi verosimile, ahimè. E questo perché gli esempi, che sono fondamentali più di tante parole buttate lì, degli adulti ed educatori condizionano i bambini. Spesso i loro comportamenti, non sempre, riflettono il tipo di educazione che hanno avuto dalla famiglia, a scuola, nell'attività sportiva,ecc
La mia sensazione nello specifico dell'episodio è che se fosse stato solo non avrebbe avuto nessun problema ad uscire con una bambina tifosa della Lazio ma aveva paura del giudizio degli amici, le prese in giro. Quel senso del gruppo che per un motivo o l'altro poi ti senti escluso ma a quell'età succede, credo ci siano passati molti di noi. Ma poi crescendo capiamo, o almeno si spera, che se anche sei "diverso" dagli altri per qualsiasi motivo non conta nulla, non è importante, il metro di giudizio non può essere quello.
Ci sono parole pesanti, adulte oserei dire, ma è fatto anche con una certa ironia. Ho provato a far capire come l'ho vista io, è un rifiuto che non piace ma dettato da svariati motivi come ho provato a spiegare, senza quella serietà e malizia dei grandi. Secondo me va preso con leggerezza e visto nella sua globalità, per il messaggio finale, le espressioni non solo linguistiche ma visive dei protagonisti.