Ieri sera è stata inscenata l'ennesima dimostrazione che quando suona la campanella dell'ultimo giro, quella per intenderci che annuncia che bisogna appendere gli scarpini al chiodo, indugiare ancora è deleterio per tutti, squadra, società e soprattutto per il calciatore che rovina la sua reputazione di ottimo calciatore con le ultime incommentabili prestazioni.
Quando fu annunciato il suo rinnovo molti furono entusiasti, spiegando ai critici (tra cui il sottoscritto) che la sua importanza si estrinsecava soprattutto per la sua "esperienza", sia in campo che nello spogliatoio. Quando ho chiesto a qualche suo estimatore cosa significava in concreto e non per stereotipi questa "esperienza", ebbene costoro si sono pure offesi accusando me di ragionare per stereotipi.
E allora ritorno alla carica ora: mi spiegate in concreto dove si vede l'importanza dell'esperienza di Mauri?
Lo spogliatoio mi sembra una pentola in ebollizione, con continui malumori ora da parte di uno ora dell'altro, con episodi grotteschi come la questione della fascia da capitano. Psicologicamente questa squadra è immatura, ed al primo episodio negativo si affloscia come farebbe un pene alla vista di Rosy Bindi nuda.
Le partite finora da lui disputate, oltre al nulla atletico ampiamente previsto, non hanno visto un solo episodio in cui la sua "esperienza" ha inciso in campo, se non negativamente. Contro l'Udinese abbiamo ripreso la partita con l'ingresso in campo di 2 panchinari, mentre fino a quel momento avevamo subito gli ospiti senza reagire.
Contro il Dnipro è entrato negli ultimi 5 minuti, e lì la sua "esperienza" ci avrebbe dovuto far mettere agevolmente in saccoccia i 3 punti ampiamente meritati contro un avversario che fino a quel momento era domo e pronto alla capitolazione. Sarà, ma da quel momento gli ucraini ci hanno chiuso in area di rigore, hanno sfiorato il pareggio 2 volte e lo hanno infine ottenuto all'ultimo tiro in porta.
Ieri sera la sua "esperienza" contro un avversario avvelenato e forte sia atleticamente che tecnicamente sarebbe stata di grande aiuto, ad esempio congelando la partita quando la palla passava sui suoi piedi, far salire la squadra, conquistare qualche punizione per far spezzare l'assedio partenopeo, aiutare i centrocampisti presi d'infilata con azioni che partivano da dietro, cui Mauri con tutta la sua esperienza non capiva che doveva rinserrare e mettersi in linea con gli altri 3. E invece il nulla cosmico.
E allora ripeto la domanda rimasta inevasa: mi si può spiegare con esempi concreti, con azioni di gioco specifiche di una partita, come si vede in campo l'ultilità dell'esperienza di Mauri? Ovviamente è possibile che in campo la sua esperienza la si vede e come, ma sono io che non riesco a vederla.