Fantomatici problemi di spogliatoio tornano ciclici ogni volta che le cose non vanno bene.
Cerchi magici, ras, antipatie, come se in tutti gli altri spogliatoi si vada sempre d'amore e d'accordo.
Alla Lazio se c'è un problema nello spogliatoio, giocano tutti male e si perdono le partite 4-5 a zero.
Che la gestione della fascia di capitano sia stata gestita in maniera dilettantesca è un dato di fatto, così come le aspettative di crescita di qualche calciatore sono state parzialmente vanificate dall'assurdo mercato estivo.
Ma nelle prestazioni della Lazio di questo catastrofico inizio di stagione, esattamente, cosa c'è di nuovo, di non conosciuto, di non già visto? Quante volte si è parlato del problema della Lazio di non recuperare le partite quando passa in svantaggio, andando spesso a rischiare l'imbarcata, affidandosi al portiere per evitarla. Giocatore per giocatore conosciamo pregi e difetti, da anni.
Quando tutti trovano la forma fisica, quando tutto gira, si esaltano e tutto riesce, quando la forma fisica e quindi mentale, è precaria le cose vanno come stiamo vedendo. Di esempi nel passato più o meno recente ne abbiamo quanti ce ne pare, sin dai tempi di Delio Rossi. Come sono anni che si discute sull'incapacità della Lazio di gestire partite ravvicinate. Il problema è che tra le caratteristiche personali dei calciatori della rosa della Lazio, in pochissimi hanno la continuità di rendimento durante l'intera stagione. Ovviamente non si può pretendere un rendimento medio alto per tutta la stagione, ma la Lazio ha giocatori che riescono a mantenere la forma, quando l'acquistano per 2-3 mesi, pochissime sono le eccezioni.
Chi per caratteristiche personale ha più fisico, mostra limiti tecnici evidenti.
Cavanda era uno che si faceva trovare sempre in forma, ma ne conosciamo i limiti, un po' come oggi Onazi al quale non si può chiedere anche di fare il regista.
Mauri è sempre stato un incostante, prezioso quando è in forma, deleterio se gira a vuoto. Lulic è uno scarpone, notoriamente entra in forma tardi, quando lo è, riesce anche a diventare decisivo. Candreva è "lunatico", da sempre. Felipe Anderson deve trovare prima di tutto fiducia in se stesso, poi quella dei compagni. I limiti tecnici di Mauricio li abbiamo già visti l'anno scorso, Hoedt stiamo imparando a conoscerlo e speriamo non sia quello visto ieri. Radu sono due anni che non è il calciatore che conoscevamo.
Quindi non credo che per spiegare questo disastroso inizio, sia sufficiente parlare di problemi nello spogliatoio, non si risolve nulla derubricando le responsabilità ai problemi di spogliatoio, reali o presunti, ci sono altri argomenti da affrontare, dalla preparazione atletica, agli schemi di gioco di Pioli, che appare in confusione, all'assortimento della rosa dove mancano giocatori all'altezza in ruoli chiave, per i quali il tecnico non riesce a trovare alternative, di uomini o di gioco.
Questo al netto delle estemporanee dichiarazioni d'intendi del duo societario, ovviamente.