Citazione di: Sliver il 11 Nov 2015, 12:42
Non auspico l'accademia della crusca, sto ragionando con te il perché non siamo 40 mila, come pochi mesi fa. Ne sto lanciando la crociata per abbandonare lo stadio contro chiunque sia (Lotito, i nazi, le birre demmerda). La tua unica spiegazione è il "tradimento", perché un tifoso deve sempre stare li allo stadio, a prescindere. Motivazione nobile, giustissima, ma realistica quanto la parola "democrazia" affiancata a "elezioni". Il problema è che semplicemente non funziona. Nonostante al primo soffio di vento, alla prima occasione, la Lazialità esce fuori e se magna, come sempre, il simulacro de tifo che esala da Trigoria.
scusa eh, ma mi sa che abbiamo perso il filo degli interrogativi che tu stesso hai posto qui dentro:
Citazione di: Sliver il 10 Nov 2015, 10:37
tu ti interroghi sulla percezione del nostro ruolo di tifosi. una percezione che è svanita per mille motivi e che è alla base di divisioni e smarrimenti della propria mission (tra le quali ad esempio, come indichi giustamente, quella di recarsi a formello a cercare di scuotere una squadra in pieno rigor mmortis).
la mia risposta, forse in parte fraintesa per il discorso fatto sullo stadio e sui 4mila del derby, voleva proprio suggerire una via per il recupero della percezione svanita.
come recuperiamo il nostro ruolo di tifosi, come ricostruiamo l'identità, ma soprattutto come la riaffermiamo in un momento storico che tra pochi mesi potrebbe vederci come la parte definitivamente subalterna della città.
io continuo a ribadire che questo è un interrogativo corretto, una questione che dovrebbe interessare qualsiasi Laziale, al di là di come la si pensi rispetto al mondo Lazio al quale ovviamente tutti ci rivolgiamo ma che per evidenti limiti non può più caratterizzarsi in autosufficienza come riferimento oggettivo.
se non capiamo questo, se continuiamo a mettere in mezzo la campagna acquisti, il derby perso, la panza de lotito, la squadra che non c'ha le palle, la maglia fa schifo, lo sponsor che non c'è e/o anche le misure restrittive allo stadio, io credo che il discorso sia già morto sul nascere.
in questo momento per quanto mi riguarda, invece, dobbiamo sforzarci di ritrovare la nostra identità attraverso quello che siamo noi in quanto Laziali, al di là di tutto. il nostro orgoglio, la nostra dignità, gli sguardi fieri e incazzati di chi c'era l'8 novembre, ben sapendo come andava a finire.
e guarda che, nonostante ne abbia parlato proprio qui sopra, il discorso stadio è fuorviante, in questo momento: è normalissimo quanto accaduto domenica, tra sciopero contro gabrielli, designazione arbitrale e stato di forma della squadra, non c'era da aspettarsi più di quelli che eravamo.
continuare a interrogarsi perché la gente allo stadio sia poco numerosa non ha molto senso perché semplicemente i motivi li conosciamo tutti.
io però pensavo che la logica del tuo intervento fosse un'altra e cioè come uscire fuori a schiena dritta e testa alta da una situazione come questa, che ci vede divisi, scontenti e depressi per tutta una serie di motivi ma che non ha impedito ai famosi 3mila de derby di ritrovarsi su quegli spalti.
eravamo lì perché siamo Laziali, semplicemente. perché siamo diversi, perché siamo migliori.
perché non perdiamo la nostra dignità e la nostra fierezza di fronte alla sconfitta.
ecco, io credo che questo sia l'unica strada che abbiamo, data l'impossibilità di rivolgerci altrove (e tantomeno a squadra attuale e società), per riprenderci quello che sembra smarrito, il nostro ruolo di tifosi della Lazio.
io personalmente a maggio me ne andrò in giro a testa alta, non condannerò e non chiederò la morte di nessuno perché sono Laziale, posso esserne fiero.
e di certo non aspetto per esserlo che lotito mi compri qualcuno che mi faccia fare 7 punti in più o vincere il derby.
perché tanto non lo farà.