Parigi sotto attacco!

Aperto da Monsieur Opale, 13 Nov 2015, 22:59

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Tornado

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Citazione di: FatDanny il 16 Nov 2015, 22:54
Invece gran parte dei musulmani il Corano te lo sa recitare a memoria...

Maddai, davvero lo credete?
Dei musulmani che io conosco, anche praticanti, tutti hanno una conoscenza religiosa paragonabile alla nostra. Chi più chi meno, ma tutti in una media assolutamente tranquilla.

Esistono i fanatici, i fissati, gli ortodossi, quelli che davvero le sure te le recitano. Ma come esistono tra i cristiani.

Continuo a non capire queste specificazioni che fate, come se dall'altra parte ci fosse una schiera di fanatici tutti inquadrati nelle file della guerra santa, a parole o coi mitra.
Non è così.


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???? Quindi non sarebbero fanatici? Immolano la loro vita per cosa? Sono curioso.

Sbracchiosauro

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la risposta alla tua domanda già c'è

GGW

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Recensione del Bataclan su facebook da parte di un nostro connazionale (il recensore per la sua mirabile  scrittura e la capacita' di sintesi merita di apparire con nome e cognome).Locale recensito sabato 15 novembre 2015

Francesco Cattaneo — 1 stella " *bestemmia* che locale di merda, hanno annullato l' evento di oggi, io sono partito dall' Italia per fare un fine settimana a Parigi e mi hanno consigliato questo locale. Ora per due spari si sono cagati addosso... rimborso? Non vogliono nemmeno sentirne parlare, al telefono non rispondono.

ESIGO IL RIMBORSO, sappiate che non finisce qui.

andate sul sito facebook del locale e nelle recensioni trovate questo signore temo non sia un fake.

Tornado

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L'invito a leggere mi è servito...grazie sbracchio. Scusami fat...NO, logico che non sono tutti i mussulmani. Mi pare evidente...quelli di venerdì si...fanatici criminali allucinati.

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Tornado

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quel tizio del rimborso...si può dire che mi fa schifo?

Krypto

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@GGW ma che ne sai Francesco avrà terminato almeno tre volte call of duty  :wall:

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@Anderz
Il problema è insito nella schizofrenia della politica estera occidentale (vedi pakistan / arabia, quindi la posizione di israele e turchia, che sono invece potenzialmente più ricettivi a pressioni adeguate da parte occidentale, per ovvie ragioni) , che ha dato vita non solo alla dottrina del regime change, con il senno di poi un buco nell'acqua, ma anche a tutte quelle rivoluzioni colorate dai prevedibili, per chiunque avesse letto uno o due tomi sulla regione, sviluppi.
Gli accordi con l'Iran dovevano chiarire alcune posizioni anche in ottica di un disimpegno Usa dall'area, ma il rischio che tale disimpegno si trasformasse in una rotta ha alla fine impedito agli Usa ed ai suoi alleati di attuare una politica coerente in Siria.
Putin arriverà dopo, quando si era ormai rassegnato (imho) all'idea che latakia e tartous fossero perse.

Certo bisogna riprendere il controllo su Israele e Turchia (a chi suggerisce che vadano lasciati al loro destino, specialmente israele, non ha ben chiaro cosa questo potrebbe significare....) e portarli ad opporsi attivamente allo stato islamico anche e soprattutto per i loro interessi, perchè altrimenti se ne occuperebbero Iran e Russia e lo scenario, da caotico che è ora, diverrebbe semplicemente ingestibile.
Ne la Russia ha risorse / forze per gestire il tutto, ne tantomeno l'Iran ha intenzione di dialogare con attori ostili (Israele, Sauditi, Egiziani) o che al più percepisce come sottoposti, piuttosto che partner paritari.
Quindi, al netto dei sentimenti di vendetta o di odio religioso che non possono e non devono influenzare una potenziale soluzione

@Anderz
Ma dopo vienna non si risolse nulla, eccetto ridisegnare le cartine su indicazione dei personaggi influenti del periodo e attuare una logica di compensazione a targhe alterne, ossia per alcuni funzionava, per altri no.
Inutile dire che da lì ai successivi 50 anni, di pace manco a parlarne.
Esattamente quello di cui il medioriente non ha bisogno, allo stato attuale.  :S

Tralaltro è la stessa indicazione che viene dagli analisti strategici americani, lasciare tutto com'è con la funzione di potenziale buco nero per le risorse dei concorrenti come Russia ed Iran e nel mentre avere i propri alleati ad occuparsi dei loro problemi (Turchia-Curdi, Israele-Gaza, Arabia-Yemen) mentre il pentagono "non guarda".
Insomma, questi (IS) aprono fronti in 3 direzioni eppure con l'eccezione di Assad nessuna delle parti coinvolte ha pensato di coordinare gli sforzi e chiudere la questione.

Citazione di: FatDanny il 16 Nov 2015, 22:54

Continuo a non capire queste specificazioni che fate, come se dall'altra parte ci fosse una schiera di fanatici tutti inquadrati nelle file della guerra santa, a parole o coi mitra.


No ma questo aspetto va considerato in quanto l'estremismo religioso, inteso (anche) come radicalizzazione culturale e non solo, ha sicuramente maggior presa di quanto l'abbiano estremismi religiosi differenti.
Anche per questo si dice che l'IS rappresenta un potenziale pericolo qualora riuscisse a catalizzare l'attenzione e gli interessi di tutti quei soggetti potenzialmente reclutabili nelle loro fila, ottenendo così un numero ed una dimensione ben diversa da quella prospettata tanto dai loro stessi piani quanti da quelli che forse hanno sottovalutato la minaccia fino ad oggi.
Quì entra in gioco quanto detto da Opale sull'intelligence e la prevenzione del fenomeno dei foreign fighters.
Forse si pensava che eliminato Bin Laden e indebolito al qaeda la situazione del fanatismo jihadista si potesse spegnere e/o magari controllare....

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OT
http://www.minimaetmoralia.it/wp/tutta-la-grazia-del-punk/

TUTTA LA GRAZIA DEL PUNK
L'idea di essere deportati a Guantanamo Bay probabilmente è il loro incubo peggiore, a cui si aggiungono malumori, scontenti, finanche minacce da parte di un Islam fondamentalista, che di certo non vede di buon occhio il fatto che una manciata di ragazzi musulmani si svegli una mattina e decida di fare musica punk. E come non bastasse, che lo faccia cantando proprio le cose dell'Islam, trasformando in anatemi le sure del Corano e gridando a squarciagola che, sì, Maometto era un punk. Capita in America, dove l'uscita di un romanzo intitolato The Taqwacores (pubblicato in Italia per Newton Compton con il titolo Islampunk) e firmato da una delle figure di punta del nuovo Islam d'America, il trentenne Michael Muhammad Knight, ha tirato le fila e dato visibilità a tutta una scena di punk musulmani che, sparsi in tutta America, si presenta come una delle cose più vivaci e irriverenti della scena musicale tout court.
Guantanamo Bay, dicevamo, non a caso citata nel titolo dell'album d'esordio della punjabi islampunk band di Boston The Kominas ("i [...]" in punjabi) che uscirà a novembre come Wild Nights in Guantanamo Bay. Basta trascorrere qualche giorno con i Kominas e gli altri musicisti della scena islampunk, che la domanda arrivi inesorabile: "Ma tu hai presente cosa succede a Guantanamo Bay?"
A me viene chiesto a Baltimore, Maryland, in una libreria anarcoindipendente del centro, dove incontro Michael Knight, i Kominas e le altre band durante una delle tappe del Taqwa Tour, ovvero la prima tournée taqwacore che da Boston a Chicago ha portato in giro per la East Coast il meglio della musica islampunk d'America. Un evento memorabile, si direbbe. O quantomeno l'inizio di qualcosa di nuovo e dirompente. "Già", mi conferma Michael, "la cosa più bella è che lungo la strada si vanno unendo al tour musicisti che arrivano da posti diversi: dal Texas al Pakistan, da Boston a Chicago". Il che corrisponde esattamente al loro sound, contaminazione riuscita di Oriente e Occidente che ha in sé l'irriverenza del punk e tutta la grazia della musica. Perché, di fatto, è uno stato di grazia quello che raggiungono i taqwacores quando cominciano a suonare. Una di quelle esperienze che non ha niente di forzatamente mistico, ma che ha in sé tutta la vitalità dei vent'anni e la forza spudorata e travolgente del punk. Ma tutto questo lo scoprirò solo la sera dopo, cantando e pogando qui a Baltimore, dentro la chiesa metodista di St. Joseph.
"Il tour è cominciato a Boston, a casa di amici", mi racconta Michael, "e la serata è andata talmente bene che se non fosse arrivata la polizia a interrompere il concerto nessuno avrebbe smesso di suonare". Polizia a Boston, e polizia anche a New York, seconda tappa del tour, dove il bus è stato fermato e perquisito. "La polizia ha cercato e non ha trovato quello che cercava", mi racconta Kim, fotografo ufficiale del tour, "per cui ci hanno lasciato andare. Ma da qui alla fine del tour ci fermeranno ancora. Quantomeno ce l'aspettiamo".
Intanto, fuori dalla libreria, i musicisti discutono animatamente di un articolo pubblicato lo scorso giugno dal settimanale Newsweek. L'articolo si chiamava Slam Dancing for Allah e parlava proprio di loro, irriverenti musicisti della nuova dirompente scena islampunk americana. Ma loro non ne sembrano affatto contenti. "Il fatto è che i giornalisti finiscono sempre per scrivere stereotipi e luoghi comuni. Ci fanno lunghe interviste e poi semplificano, generalizzano, riducono il tutto a frasi che devono fare comunque notizia. E la notizia sembra essere sempre che anche noi musulmani siamo gente normale", mi spiegano, precisando poi che non tutti i musicisti delle band islampunk sono musulmani, e che si può essere musulmani in molti modi diversi. Faccio sì con la testa, e immediatamente mi presento, consapevole che dire di volere scrivere di loro adesso probabilmente equivale a dire di essere il diavolo. E invece resto totalmente spiazzata quando li vedo aprirsi in grandi sorrisi, incuriositi principalmente dal fatto che dall'Italia sia arrivata fino al Maryland per vederli dal vivo. "Già", dico, pensando tra me e me che talvolta ne vale anche la pena. "E sei proprio sicura di volere venire in tour con noi?", mi domanda Shahjehan, chitarrista dei Kominas. "Certo", dico. "E allora sali sul bus che andiamo in aeroporto a prendere Kourosh". Dico ok, e sono già sul bus.
Il tour bus di fatto è uno school bus ridipinto di verde e con in testa, grande e a stampatello, l'eloquente scritta TAQWA, parola islamica che sta per "consapevolezza di Dio" e che consiste pressappoco in una costante oscillazione tra amore e timore. Dentro il bus una manciata di sedili, un paio di divani sul retro, strumenti musicali di ogni sorta, e scritte, disegni e foto appiccicate più o meno dappertutto. "L'ho comprato su eBay", mi dice fiero Michael, proprietario del bus e autista ufficiale del tour. Cresciuto in una famiglia cattolica irlandese, convertitosi all'Islam a quindici anni dopo aver letto l'autobiografia di Malcolm X e avere scoperto la musica dei Public Enemy, partito alla volta del Pakistan a diciassette per studiare l'Islam, e di lì in Cecenia per partecipare alla jihad, Michael se n'è infine tornato in America dedicandosi alla ricerca di un Islam non integralista e alla scrittura: romanzi fotocopiati e distribuiti a mano, fanzine, siti web e infine libri. Attualmente è autore di tre volumi importanti: il bel romanzo The Taqwacores, l'impeccabile saggio The Five Percenters (scissione della Nazione dell'Islam di cui fanno parte i Wu Tang Clan e altri musicisti della scena hip hop americana) e il più recente Blue-eyed Devil, affascinante racconto autobiografico di un viaggio di sessanta giorni in Greyhound in cerca dell'Islam americano. Avendo coniato la parola "taqwacore" Michael è anche formalmente responsabile della nascita della nuova scena islampunk americana (precisiamo: le singole band esistevano anche prima, lui le ha semplicemente collegate tra loro).
Nel frattempo siamo già in aeroporto, e anche Kourosh, in arte Vote Hezbollah, sale sul bus. Ci presentano e mi domanda: "Sicura di volere venire in tour con noi?" Faccio sì con la testa. "Ma sei l'unica ragazza!", insiste dopo essersi guardato intorno. Faccio ancora sì con la testa, e lui spiazzandomi mi dice: "Ok, ti proteggeremo noi!" Marwan, della band di Chicago Al-Thawra ("la rivoluzione" in arabo), intanto guarda le mani di Fatima che porto alle orecchie, e sorridendo esclama: "I tuoi orecchini sono belli". Poi mi dice che anche lui e Basim, cantante e bassista dei Kominas e dei Dead Bhuttos (progetto parallelo che ha appena avviato in Pakistan), hanno la mano di Fatima. Tatuata addosso.
"Il mondo viene da Allah, per cui prendi ciò che t'ha dato", scrive a un certo punto del suo Blue-Eyed Devil Michael, rendendo a pieno il senso della musica taqwacore. Una musica che è indubbiamente legata all'Islam, ma che è talmente urlata e irriverente da riportare la religione alla dimensione privata che le appartiene. Michael si definisce – appropriatamente e con cognizione di causa – radical femminista. E di fatto sono impreziositi da figure femminili tutti i suoi scritti e discorsi, così come è costellato di ritagli del fumetto Persepolis il soffitto del bus, che se provi a dormirci dentro e di colpo spalanchi gli occhi invece delle stelle ti ritrovi davanti la faccia fumettata di Marjane Satrapi incorniciata di nastro adesivo azzurro. Ed è ancora una donna la persona che Michael attualmente ammira di più della nazione islamica. "Si chiama Ingrid Mattson, è presidente dell'Isna, la Islamic Society of North America. Ed è una persona che rispetto enormemente", mi dice. Una donna è anche il personaggio più ammaliante del suo romanzo. Si chiama Rabeya, "che è il nome di una famosa santa sufi che ha promosso una visione dell'Islam più comprensiva e tollerante", mi spiega. E se chiamando Rabeya l'eroina del suo romanzo ha voluto rendere omaggio a quella che considera una figura eroica dell'Islam, di sicuro c'è riuscito inventando un personaggio talmente estremo, onesto e bello da farla apparire agli occhi di chi legge come una sorta di Anna Karenina punk, femminista e in burqa (per scelta). "Si direbbe un'Anna Karenina della nostra generazione", gli dico. "Alla fine Rabeya però mi taglierà la testa", mi dice lui, anticipandomi la fine del romanzo che ha appena finito di scrivere. "Il libro si chiama Osama Van Halen, è la continuazione di The Taqwacores ed è un'altra tappa del cammino che sto facendo. Sto cercando di confrontarmi con la natura dell'autorità religiosa, sto cercando di capire cosa significhi esattamente essere un profeta, e cosa significhi seguirne uno. Probabilmente finirò per nascondermi in un qualche ordine sufi con i miei blocchi per appunti. Lì comincerò a scrivere e vediamo cosa ne salta fuori". Approdiamo, intanto, al motel, e la notte avanza tra chitarre e tamburi, senza che nessuno abbia voglia di smettere di suonare.
La mattina dopo sono la prima a svegliarmi. Rimedio giornale e caffè, e mi siedo nel cortile del motel. Uno dopo l'altro i musicisti escono dalle stanze e dal bus, attrezzato di amaca per riuscire a sfangare tutti quanti, più o meno comodamente, la notte. Da una delle stanze esce fuori Omar Majeed, regista indipendente che è qui con la sua crew per girare un documentario sulla scena taqwacore (The Taqwacores il titolo provvisorio del film). "Ho contattato Michael via email, e abbiamo deciso di organizzare le riprese durante il tour", mi racconta. "Finito il tour andremo in Pakistan con Basim per girare la seconda parte del film. L'idea è di raccontare la scena taqwacore in Occidente e in Oriente". Poi mi domanda com'è che dall'Italia sono arrivata fino a lì, e ancora una volta rispondo che volevo sentirli dal vivo. Tutto qui.
Ancora una mezza giornata e il concerto comincia. Dentro la chiesa di St. Joseph ad aprire la serata sono i Kominas, accompagnati da Marwan degli Al-Thawra, e poi da Kourosh alias Vota Hezbollah e da Omar dei Diacritical (band che si è appena sciolta, a quanto mi dicono proprio per colpa dell'articolo del Newsweek). Ancora assenti all'appello le Secret Trial Five, unica islampunk girl band che li raggiungerà nella tappa di Chicago, dove i taqwacores si esibiranno per l'annuale convention dell'Isna. "Le Secret Trial Five al momento sono l'unica girl band della scena taqwacore, e non vediamo l'ora di sentirle dal vivo. La leader della band è una musulmana queer che canta travestita da drag king", mi dice Michael. Di sicuro non è roba per signorine, mi dico tra me e me, consapevole che di lì a poco sarò anch'io totalmente travolta da melodie e testi al punto da ballare e pogare su canzoni tipo The Suicide Bomb The GAP, I Want a Handjob o Fuck You.
A metà concerto si avvicina Omar con la sua troupe e mi domanda se secondo me la musica può riuscire a cambiare la mentalità della gente. Gli rispondo che non lo so, e che magari il punto non è nemmeno quello. Gli dico che si tratta solo di trovare la propria identità e difenderla. E demolire i propri idoli può essere un buon modo per farlo. Perché si può pure non credere in Dio né in Allah, o crederci enormemente, e in entrambi i casi ritrovarsi a cantare a squarciagola che, sì, "Muhammad was a punk rocker / he tore everything down / Muhammad was a punk rocker / and he rocked that town..."
Qualche giorno più in là, il Taqwa Tour sbarcherà a Chicago, alla convention dell'Isna, e a esibirsi per prime saranno proprio le Secret Trial Five. Il pubblico, fatto prevalentemente di giovani musulmane rigorosamente in velo, apprezzerà la loro musica, non altrettanto gradita dall'organizzazione della convention. Un paio di canzoni, e la polizia farà irruzione sul palco interrompendo il concerto adducendo come giustificazione che trattasi di "materiale islamicamente inappropriato". A detta dei presenti, la cosa più inappropriata è stata giudicata il fatto che un manipolo di sfrontate ragazzette abbia osato salire su un palco e suonare della musica punk senza nemmeno indossare il velo. Be', che Allah le benedica.

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Citazione di: giovannidef il 16 Nov 2015, 22:55
scusa  "Se mi ragguagli poi a quali stragi di integralisti religiosi cristiani in Europa ti riferisci!" postato da tornado
sei tu che hai postato le immagini e scritto E TU occidentale da strapazzo vieni a parlare della MIA religione e ti metti a fare "teologia da bar" ipotizzando una sorta di legame indissolubile tra Islam e terrorismo fanatico quando in nome della TUA religione solo negli ultimi 40 anni dei fanatici hanno massacrato MIGLIAIA di persone, in buona parte islamici per altro?
Ma state completamente fuori di testa o cosa?
che poi a ben vedere strage integralista in europa solo una tra quelle da te postate
"tanto per i cristiani che per gli islamici la chiave di lettura in questi casi non può essere quella religiosa" siamo d'accordo
ma qui parliamo di Breivik e dei kamikaze dell'isis e per molti la "loro religione" può essere una chiave di lettura e per molti entrambe devono essere estirpate per una convivenza pacifica
Di questo contesto abbiamo un enorme responsabilità noi e non vederlo è essere ciechi, chi lo nega abbiamo da 2500 anni dalla nascita della grecia responsabilità su questo pianeta
ma mentre in alcuni casi tipo sud america a africa subsahariana siamo "quasi " sempre i soli responsabili, in MO qualche cazzata l'hanno fatta pure loro
l'occupazione del Kuwait, la questione palestinese, i curdi, il libano sono cose che hanno gestito anche loro
ma prioritariamente uno affronta le situazioni come si evolgono e in questo momento lasciare il mondo arabo in mano all'isis secondo altri studiosi migliori di belpietro sarebbe pericoloso
ma ti dico la mia situazione
il mio nickname è giovannidef non viene da deficiente ma da defender
perché dal 98 una settimana in africa ma la sono quasi sempre fatta, da 4 anni a questa parte ho messo il defender in un parcheggio e pago solo il bollo che essendo autocarro è poco
so che non potremo più tornare perché i rischi superano il piacere ma non voglio venderlo
so che lo scontro tra occidente e suoi "alleati" contro l'isis non sarà un bagno di sangue come da anche te prospettato ma ha creato e creerà ancora più incomprensione tra occidentali e mussulmani che comporterà una contrazione anche del turismo che in certi paesi dà da mangiare a molti di loro

oggesù, ho postato quelle immagini ESATTAMENTE per dimostrare che porre una relazione diretta tra religione e massacri efferati è fuorviante e che appare quantomeno singolare che questa relazione venga immediatamente posta sull'Islam quando anche il cristianesimo avrebbe esempi analoghi.
Io capisco che scrivo post lunghi e di questo mi scuso, però se magari ce mettete un grammo di attenzione in più evitiamo di tornare su questioni prive di fondamento solo perché voi immaginate cose che io nemmeno mi sogno di dire.

In secondo luogo: ti sembra che io stia dicendo che l'IS va lasciato prosperare? O che non sia pericoloso?
che gli vada lasciato il mondo arabo? O ancora, che il mondo arabo sia esente da responsabilità per la situazione attuale? Non mi pare.
Il problema è che però, caspita, dopo DECENNI in cui facciamo gli stessi errori per quanto vogliamo continuare?
Abbiamo visto che la politica delle bombe crea solo altro terrorismo e quindi quale logica ha proseguire su questa strada?
Ancora non abbiamo capito che questa fine strategia non fa altro che peggiorare le cose?
Non ti è chiaro che tutto ciò che sto dicendo è volto esattamente a voler combattere questi pezzi di merda?
Devo fare un disegnino in cui faccio bum bum ai fondamentalisti islamici? Eddaje un po'...

La questione è proprio che dei movimenti nel mondo arabo "sostenibili" ci sono stati.
C'era la possibilità di iniziare una stagione diversa ma l'Occidente, TUTTO L'OCCIDENTE, non ha saputo farlo.
Le primavere arabe al loro interno avevano anche la parte migliore della gioventù araba, quella che reclamava diritti, democrazia, libertà.
Noi invece, leggendo tutto con una chiave di lettura prettamente eurocentrica, non siamo stati in grado non solo di aiutarli, ma proprio di entrarci in relazione.
Come dicevo ieri:
1) i sinistri radicali hanno subito etichettato tutto come operazione della CIA.
Quindi quei giovani rivoluzionari erano tutti eterodiretti o senza speranze di vittoria. "non ci sono le condizioni per una rivoluzione" (come se invece in Russia cento anni fa o in Europa oggi ci fossero tutte le condizioni per un progetto rivoluzionario. Minchioni campisti del cazzo).

2) i governi occidentali hanno guardado con sospetto a quei movimenti, come a qualsiasi movimento effettivamente indipendente e con parole d'ordine non così augurabili dai governi occidentali che più dell'Islam temono proprio la democrazia (quella reale) e l'indipendenza economica e politica.
Quindi hanno cercato effettivamente di eterodirigerli e la cosa è fallita perchè tra gli ennesimi burattini teleguidati dall'occidente e i fondamentalisti molti giovani a quel punto hanno scelto i secondi (e dagli torto)

3) le destre europee non ne parliamo proprio. Sono talmente razziste che non credono gli arabi proprio capaci di determinare per loro un percorso diverso. Gli arabi sono capaci solo a lapidare donne e sgozzare infedeli.
Ma d'altronde non era certo sulle destre europee che io facevo affidamento per sostenere i processi delle rivoluzioni arabe.



Quindi, rispetto anche a quanto ho letto in alcuni passaggi qui, a mio avviso il discorso è tutto al rovescio rispetto al tema "primavere arabe".
Non sono processi farlocchi che hanno portato i terroristi al potere.
Erano processi reali a cui nessuno di noi ha saputo dare sponda e che quindi sono finiti in parte a allargare le file dei movimenti fondamentalisti perché questi sono stati gli unici a saper interloquire con quelle istanze di diritti sociali e di rinnovamento. Di "rottamazione" per usare un termine a noi noto.
Se guardate i documenti delle piazze arabe ci vedrete tante, ma tante analogie, con le rivendicazione degli indignados o dei movimenti europei degli ultimi anni.

Non siamo così diversi. Siamo molto meno diversi di quanto ci vorrebbero far credere.
Soprattutto perché se si fosse realizzata un'alleanza tra questi fenomeni ora al posto che parlare di cristianesimo vs islam, della guerra di civilità e dell'occidente terrorizzato parleremmo di altro.
Di poveri contro ricchi (occidentali e arabi), della richiesta globale di democrazia davanti alla sua restrizione portata avanti dall'Europa dell'austerity o dalle dittature arabe e del terrore dei padroni di questo mondo (dai petrolieri occidentali a quelli sauditi) dinanzi a queste richieste montanti.

Ecco perché il progetto fondamentalista è speculare a quello dei falchi occidentali.
Perché mantiene diviso quel che unito fa paura ai regnanti dei due mondi.

Citazione di: purple zack il 16 Nov 2015, 22:34
...

Purple io sto ancora aspettando eh.
Sono fiducioso che dopo aver detto che dico castronerie tu voglia spiegarmene le ragioni, come è corretto fare all'interno di una discussione.

kelly slater

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Citazione di: Thunder il 16 Nov 2015, 22:44
Non è esattamente la stessa cosa, dai.
Ieri la Francia ha sganciato 20 bombe, uccidendo zero civili, per dire. Non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere se avessero fatto una strage di civili in Israele...

Io non mi voglio lavare la coscienza, perché ce l'ho pulita, come quei poveracci che sono morti l'altra sera a Parigi, che non c'entrano niente.

Non era un'accusa specifica a te, ho usato un "noi" inteso come occidente, quello di cui facciamo parte.

E comunque non condivido il tuo discorso.
Il terrorismo è la guerra dei poveri.
Se l'isis avesse avuto i l'aviazione coi droni pensi che ce mandava i pischelli coi kalashnikow a parigi?

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Citazione di: kelly slater il 17 Nov 2015, 10:19
Non era un'accusa specifica a te, ho usato un "noi" inteso come occidente, quello di cui facciamo parte.

E comunque non condivido il tuo discorso.
Il terrorismo è la guerra dei poveri.
Se l'isis avesse avuto i l'aviazione coi droni pensi che ce mandava i pischelli coi kalashnikow a parigi?

un povero disgraziato esaltato è una "bomba più intelligente di una bomba intelligente"
usano le persone come carne da macello, non hanno la tecnologia ma ti fanno male lo stesso
per questo il terrorismo si pone come sfida, come controparte, assume un ruolo "alla pari" delle grandi potenze
si dice Occidente vs isis
se non avessero queste "armi di distruzione di massa" sarebbe bastato un comando di vigili urbani per spazzarli via

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Davy_Jones

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Citazione di: VeniVidiLulic il 17 Nov 2015, 09:05
Il problema è insito nella schizofrenia della politica estera occidentale (vedi pakistan / arabia, quindi la posizione di israele e turchia, che sono invece potenzialmente più ricettivi a pressioni adeguate da parte occidentale, per ovvie ragioni) , che ha dato vita non solo alla dottrina del regime change, con il senno di poi un buco nell'acqua, ma anche a tutte quelle rivoluzioni colorate dai prevedibili, per chiunque avesse letto uno o due tomi sulla regione, sviluppi.
Gli accordi con l'Iran dovevano chiarire alcune posizioni anche in ottica di un disimpegno Usa dall'area, ma il rischio che tale disimpegno si trasformasse in una rotta ha alla fine impedito agli Usa ed ai suoi alleati di attuare una politica coerente in Siria.
Putin arriverà dopo, quando si era ormai rassegnato (imho) all'idea che latakia e tartous fossero perse.

Certo bisogna riprendere il controllo su Israele e Turchia (a chi suggerisce che vadano lasciati al loro destino, specialmente israele, non ha ben chiaro cosa questo potrebbe significare....) e portarli ad opporsi attivamente allo stato islamico anche e soprattutto per i loro interessi, perchè altrimenti se ne occuperebbero Iran e Russia e lo scenario, da caotico che è ora, diverrebbe semplicemente ingestibile.
Ne la Russia ha risorse / forze per gestire il tutto, ne tantomeno l'Iran ha intenzione di dialogare con attori ostili (Israele, Sauditi, Egiziani) o che al più percepisce come sottoposti, piuttosto che partner paritari.


concordo al 100%. su israele: non esiste soluzione politica che non passi da li' e riprenderne il controllo e' a mio avviso l'ostacolo peggiore che c'e' da superare, per infiniti motivi.

kelly slater

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@venividilulic : mi spieghi che interesse avrebbe israele a bombardare l'isis?


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Citazione di: FatDanny il 17 Nov 2015, 10:06


Purple io sto ancora aspettando eh.
Sono fiducioso che dopo aver detto che dico castronerie tu voglia spiegarmene le ragioni, come è corretto fare all'interno di una discussione.

capirai, sapessi quante risposte io sto ancora aspettando da te in varie altre discussioni.
che ti devo fare? la lezione di Sacra Scrittura? per me è tra l'altro OT perché non c'entrano nulla le scritture con quello che avviene
è evidente che non ne sai nulla, al livello de "il fuorigioco è quando passi la palla avanti", e volevo solo dirtelo perché faresti proprio meglio a espungerle dai tuoi discorsi.

FatDanny

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Non mi pare, tendo sempre a rispondere, soprattutto se faccio certe sparate come hai fatto tu.
Quindi di che stai parlando? Ti rode ancora per la Sapienza e per come tu non abbia saputo gestire la cosa?

A me pare semplicemente che tu la stia buttando lì e per giunta senza argomentare.
Non ti ho chiesto la lezioncina (che non mi serve, soprattutto da te), ma di argomentare la tua affermazione.
Che non è OT perchè visto che parliamo del rapporto tra religione, fondamentalismo e terrorismo e visto che qualcuno teorizza che ci sia un legame tra dottrina islamica e opzione terrorista, vedere se effettivamente nei testi sacri delle principali religioni ci siano elementi per affermare questo è completamente in topic.


Se non ti andava di farlo, potevi evitarti la sparata gratuita e, per altro, del tutto falsa (senza argomenti, in che altro modo potrei definirla?).
L'unica cosa evidente è che stai andando giù di flames.
O argomenti e discutiamo (e ribadisco, faccio assolutamente ammenda se ho detto cazzate, mica dico tutto giusto. Vorrei capirlo però quando e perché lo faccio/lo avrei fatto. E' parte della discussione anche questo), oppure prendo la cosa come un flame nei miei confronti e ti segnalo.

purple zack

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Citazione di: FatDanny il 17 Nov 2015, 10:42
Non mi pare, tendo sempre a rispondere, soprattutto se faccio certe sparate come hai fatto tu.
Quindi di che stai parlando? Ti rode ancora per la Sapienza e per come tu non abbia saputo gestire la cosa?

A me pare semplicemente che tu la stia buttando lì e per giunta senza argomentare.
Questa è l'unica cosa che pare evidente.
Non ti ho chiesto la lezioncina (che non mi serve, soprattutto da te), ma di argomentare la tua affermazione.
Se non ti andava di farlo, potevi evitarti la sparata gratuita e, per altro, del tutto falsa (senza argomenti, in che altro modo potrei definirla?).

e come di consueto su questo forum la buttate sul personale. ma che c'entra la Sapienza? io poi che dovevo gestire? la parte mia l'ho gestita benissimo. in effetti però anche lì, ma non solo, hai smesso di rispondere.

comunque la mia non era una sparata, e neanche un attacco.

ti ho solo detto che di filologia teologica non ne sai proprio niente niente, e ne hai tutto il diritto eh, quindi sarebbe meglio non affrontare argomenti che proprio non si conoscono perché poi rischiano di annacquare tutto il resto del discorso, e questo sì sarebbe un peccato.

tra l'altro per rispondere a quell'islamofobo di lux67 si può davvero citare qualsiasi cosa, il nocciolo non è nelle scritture né nelle religioni, perché altrimenti non ci sarebbero guerre tra fazioni islamiche così come la cristianissima germania non avrebbe mai attaccato la cristianissima polonia.

in realtà io sono anche d'accordo di principio sul discorso che fai, pur ritenendolo un po' troppo schematico e quindi semplicistico, ad oggi la percezione di oppressione civile e morale credo sia più significativa di quella economica nel giustificare ed amplificare lo stato di tensione tra un MO infuocato internamente e gli stati occidentali.


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Citazione di: Tornado il 16 Nov 2015, 21:44
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dei bus parigini della Ratp licenziatosi nel 2012, Samy Amimour
era nato a Parigi nel 1987. Dal 2013 era oggetto di un mandato
di cattura internazionale perché aveva violato la sua libertà
vigilata, dopo essere stato messo sotto inchiesta, nell'ottobre
2012, per associazione a delinquere con fini di terrorismo.

Eppure è riuscito a rientrare in Francia

FatDanny

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Citazione di: purple zack il 17 Nov 2015, 10:51


ti ho solo detto che di filologia teologica non ne sai proprio niente niente, e ne hai tutto il diritto eh, quindi sarebbe meglio non affrontare argomenti che proprio non si conoscono perché poi rischiano di annacquare tutto il resto del discorso, e questo sì sarebbe un peccato.


filologia teologica???
E quando avrei articolato il discorso su questo piano?
Io no ho fornito alcuna interpretazione dei testi sacri, ne ho solo riportato alcuni passaggi sulla base del fatto che secondo lux non ci sarebbero riferimenti "interpretabili ambiguamente" per i cristiani (limitando i testi sacri ai vangeli) a differenza del Corano. Questo ho detto.
Mi piacerebbe sapere cosa ne hai desunto tu, perché guarda, fatico io a trarre io delle conclusioni filologiche (di qualsiasi tipo) dalle mie stesse scarse parole, vorrei tanto capire come possa esserci riuscito tu.
Rispetto a quanto ne sappia io di teologia tu non sai proprio un bel niente e pensare di saperlo sulla base di quel niente che ho detto nei post precedenti mi sembra quantomeno arrogante (mi limito a questo va), quindi queste tue sparate ripetute proprio non le comprendo.
O riesco a leggerle solo come una gomitata assestata per il gusto di farlo.
Tanto per sottolineare che non capisco un cazzo di qualcosa (su cui evidentemente sei molto preparato).

Spiegami pure, anche in privato se credi che il discorso andrebbe completamente OT, ma spiegami.
Dire "non capisci un cazzo" e non andare oltre è un flame. Fammi capire se lo devo considerare tale oppure se era un modo tutto tuo per entrare nella discussione.

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