Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.

Aperto da Blueline, 12 Nov 2015, 17:43

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Lativm88

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Ho dimenticato di dire, scigna, che la tua seconda parte sul passaggio (per semplificare) Garibaldi / piemontesi la ritengo molto interessante per quello che è stato il futuro di quello che prima era un regno e poi è diventato il sud di un altro.  :beer:

scignia

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Citazione di: Lativm88 il 21 Nov 2015, 12:00
A questa instabilità generale europea i Borbone risposero arroccandosi per mantenere il loro potere piuttosto che cambiare. È qui secondo me che si gioca la partita.

Il che equivale a dire che Francesco II era un c o j o n e. O no ?

Secondo me situazione socioeconomica del meridione d' Italia non era nenache lontanamente paragonabile a quella presente nell' europa (togliendo la Russia dove sopravviveva ancora il peggio del sistema feudale). Il vento rivoluzionario portato dalle armate francesi alla fine dell' ottocento aveva portato innumerevoli benefici all' europa tutta. Dopo la restaurazione la maggior parte delle riforme in senso sociale e di ridimensionamento del potere nobiliare e del clero era un dato acquisito anche dalle case regnanti dell' europa. In Italia questo non era ancora successo. L' italia meridionale era culturalmente ed economicamente ancora ferma a 100 anni prima. e mettiamoci pure che le ingerenze spagnole francesi austriache ed inglesi rendevano la situazione estremamente instabile anche per la dinastia sabauda figuriamoci per quella borbonica.


anderz

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Per semplificare: la "questione" italiana nasce dal fatto, per fare un parallelo con la quasi contemporanea unificazione tedesca, che il Piemonte- per secoli una regione abbastanza marginale per la storia della penisola - non era la Prussia.

scignia

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Quello che affermano i neoborbonici descrivendo il sud come un eden è una solenne panzana. Traducono realtà eccellenti molto circoscritte come presenti in tutti i territori. Traducono la modernità di alcune industrie come la modernità di tutto un regno. Ciò è falso.
I soldi e l' oro di cui il banco di Napoli si favoleggia fosse pieno erano di pochi personaggi appartenenti alla nobiltà latifondista non di una borghesia diffusa.
La gente comune abitava ancora in poveri tuguri e non era proprietaria di niente, neanche di essere libera.... A Matera per cacciare la gente dai Sassi dovettero aspettare gli anni 50 del novecento...

I "sanfedisti" come li chiamo io si basano però su un fatto reale cioè che la dominazione "piemontese" non portò nulla di nuovo almeno nell' immediato e agli occhi di una grande parte del popolino certamente nei primi trenta anni dell' unificazione non cambiò una minchia. Anzi come regalo ebbero i giovani abili al lavoro sottratti dallo stato per andare a fare il soldato.

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cartesio

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Citazione di: Blueline il 20 Nov 2015, 19:06Comunque è assodato che al cambio i meridionali ci hanno rimesso.

Penso di no.
I Borbone si stavano chiudendo in uno stato arretrato e immobile, governato dal latifondo, in un momento storico in cui l'Europa si avviava all'industrializzazione. Con i Borbone il sud era destinato a rimanere sempre più indietro.

Ho curiosato un po' su internet, cercando una traccia di uno scritto di Goethe che non ho a casa, ed ho trovato due cose interessanti.

Qui http://napolisudefantasia.altervista.org/ viene riportata una dichiarazione di Goethe.

Da quanto si dica, si narri, o si dipinga, Napoli supera tutto: la riva, la baia, il golfo, il Vesuvio, la città, le vicine campagne, i castelli, le passeggiate... Io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi! (Goethe)

Qui https://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Wolfgang_von_Goethe un'altra, in contrasto con la prima.

«L'Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto» [...] «La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l'unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra...chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita».

Saranno vere entrambe?

scignia

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Nel "regno" c' erano alcune realtà industriali che è vero potevani chiamarsi di eccellenza, ma purtroppo per i Borbone partirono troppo tardi e interessarono solo una piccolissima parte della popolazione. Quando l' onda lunga della rivoluzione francese cominciò a fomentare i giovani istruiti della piccola (piccolissima) borghesia italiana in sicilia calabria molise non fecero nulla per capire che il vento era cambiato e che l' europa in 20 anni era passata da stati feudali con monarchie assolute a stati pseudo moderni dove la borghesia e il popolo ricevevano un peso politico non decisivo ma cospicuo. Ad Isola liri per esempio a partire dal 1820 furono impiantate fabbriche tessili e cartarie efficenti e ben organizzate che "sfruttavano" manodopera popolare creando una certa economia che faceva uscire il popolino da quella meramente di sussistenza. I proprietari però erano certamente famiglie altoborghesi oppure straniere (francesi) collegate con la casa regnante. Questo però non fu abbastanza perchè queste realtà erano poche pochissime e molto localizzate. Il resto del regno viveva nell' ignoranza e nello strapotere del clero secolare e della altoborghesia/nobilta latifondista. L' onda travolgente del libertarismio e dell' idea repubblicana dello stato ebbe la meglio sulle timide aperture che i Borboni fecero tardivamente e parzialmente. Io considero cruciale la Sicilia per l' innesco della ribellione e del crollo del regno. La partirono i racconti delle gesta dei garibaldini, del grande esercito raccolto della insufficenza dell' esercito mercenario borbonico (cosa che spinse molti coscritti borbonici a darsi alla macchia o a schierarsi con il "nemico" garibaldino).
La storia della caduta del regno è secondo me divisa nettamente in due. La prima è garibaldina piena di ideali di voglia di riscatto di illusione di un cambiamento della società tutte idee portate dall' illuminismo rivoluzionario francese e dalle idee repubblicane della giovine italia, questo più che altro dava animo ai combattenti e incuteva paura ai borbonici facendoli cadere nella ineluttabilità della sconfitta.
La seconda è Savoiarda e piemontese, dove regna la disillusione la ribellione contro uno che non veniva più visto come un liberatore ma come un invasore.

Lativm88

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Io quoto scigna. La mia domanda è: Dopo l'unità lo stabilimento di isola liri... Ha continuato a funzionare? Lo chiedo per ignoranza, magari sì.

scignia

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Citazione di: Lativm88 il 23 Nov 2015, 11:30
Io quoto scigna. La mia domanda è: Dopo l'unità lo stabilimento di isola liri... Ha continuato a funzionare? Lo chiedo per ignoranza, magari sì.

Non ce ne era uno solo di stabilimento ma più di uno e le cartiere continuarono a funzionare fino alla fine della seconda guerra mondiale quando furono minate in gran parte dai tedeschi in ritirata. La cascata di Isola Liri fu creata artificialmente e sfruttata per azionare i meccanismi della macerazione degli stracci e della corteccia degli alberi per ottenere la cellulosa.
Diverse furono le famiglie che dagli inizi dell' ottocento impiantarono cartiere e stabilimenti tessili a Carnello e dintorni. Ma l' arte cartaria li comincio addirittura nel 1520 circa con un tizio proveniente da Fabriano che ottenne la concessione di usare una vena d' acqua per impiantare una cartiera.

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Blueline

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Non so fino a che punto può essere vero, però un po mi fa pensare....

cartesio

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La "colonia sud".
I piemontesi non ci sono più, le maggioranze le sposti con mezzo milione di voti, e dobbiamo ancora cercare le responsabilità tra i  cattivi settentrionali?


scignia

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Questa giustificazione del sud bistrattato mi ha sinceramente scassato le balle con rispetto parlando. Dalla proclamazione della repubblica ad oggi le regioni del sud hanno sperperato migliaia di miliardi finite quasi tutte inesorabilmente nelle tasche di pochi delinquenti sempre del sud. Non è che la Sicilia che sta in deficit di 6 miliardi di euro è stata derubata da Roma ladrona o da Milano da bere.
È cosa di pochi giorni fa una statistica sulle tasse dei vari comuni d' Italia, le più basse sono a nord le più alte al sud. I servizi invece al contrario i più scadenti al sud i più efficenti al nord. Facciamola finita con questa storia del sud dimenticato, il sud ha quel che si merita.
Un "sudista".

Thorin

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Citazione di: Blueline il 23 Nov 2015, 20:56


Non so fino a che punto può essere vero, però un po mi fa pensare....

Non ci possono rompere le palle per la metro a Roma, porca miseria  :)

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Lativm88

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Scusa scigna ma che stai a dì?
Se io pago le tasse più alte e ho i servizi peggiori che devo fa?
Tu di dove sei? Io sono del sud, chi è che si merita cosa? Che devo fare precisamente?
Quando si parla di storia è un conto, lamentarsi a prescindere è un altro e non mi trova d'accordo.
Ma fosse per me, se ne avessi la possibilità, non mi traferirei da casa mia per lavorare.
E tienitela la Milano da bere che me la lego al manico.
E stiamo sul limitare dell'OT.

Tornando in topic.
Il mio discorso è questo: Prima unità il sud, a detta di molti, faceva più schifo di altri posti. Gente sfruttata, trasporti mancanti, industrializzazione assente (questo magari lo contesterei, ma diamola per buona)
Bene.
Dopo l'unità cosa è cambiato? Gente sfruttata, trasporti mancanti o industrializzazione, davvero davvero, assente?
Dato che vi ho anche citato le parole e le intenzioni di chi si è trovato ad amministrare il meridione.

Quindi si può dire, facendo un parallelismo squallido, che se i Borbone erano ottusi e retrogradi chi li ha seguiti è stato assimilabile al loro comportamento.
Peccato che nei libri di storia questa parte manchi e che non si invochi un secondo sbarco di liberatori dallo straniero. 

Lativm88

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Ps. Il discorso che fanno quelle pagine lì, nella loro patetica retorica, riguarda quanto investe OGGI lo stato italiano in infrastrutture al sud rispetto al nord.

scignia

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Che sto a di ? Io abito in terra di lavoro, la mia famiglia sta qui dai tempi dei longobardi. E ribadisco, mi rotto le balle di questa stronzata del nord che sfrutta il sud. Oggi Italia 2015 il sud ha i soldi e le capacità per uscire dal baratro ma non lo fa perchè ?? Non è certo colpa del nord è COLPA NOSTRA perchè I piemontesi non ci stanno più da 150 anni. Mo ci siamo noi e se la nostra terra fa schifo È SOLO COLPA NOSTRA. Spero di essermi spiegato.

scignia

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Citazione di: Lativm88 il 24 Nov 2015, 11:16

Tornando in topic.
Il mio discorso è questo: Prima unità il sud, a detta di molti, faceva più schifo di altri posti. Gente sfruttata, trasporti mancanti, industrializzazione assente (questo magari lo contesterei, ma diamola per buona)
Bene.
Dopo l'unità cosa è cambiato? Gente sfruttata, trasporti mancanti o industrializzazione, davvero davvero, assente?
Dato che vi ho anche citato le parole e le intenzioni di chi si è trovato ad amministrare il meridione.

Quindi si può dire, facendo un parallelismo squallido, che se i Borbone erano ottusi e retrogradi chi li ha seguiti è stato assimilabile al loro comportamento.
Peccato che nei libri di storia questa parte manchi e che non si invochi un secondo sbarco di liberatori dallo straniero.

Ma adesso chi amministra le regioni del sud ? I Savoia o la gente del sud ? Di cosa parliamo ?? Ma veramente ancora vogliamo dare la colpa dello schifo che vediamo tutti i giorni ai piemontesi ?? Spero tu stia scherzando...  :oo

Lativm88

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Citazione di: scignia il 24 Nov 2015, 11:55
Ma adesso chi amministra le regioni del sud ? I Savoia o la gente del sud ? Di cosa parliamo ?? Ma veramente ancora vogliamo dare la colpa dello schifo che vediamo tutti i giorni ai piemontesi ?? Spero tu stia scherzando...  :oo

Mi dici dove hai letto che sto dando la colpa a questi fantomatici piemontesi?

Sono due discorsi distinti uno è di storia l'altro di attualità.

Il primo ci interessa e il secondo no.


Eagles77

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Citazione di: cartesio il 23 Nov 2015, 08:58
Penso di no.
I Borbone si stavano chiudendo in uno stato arretrato e immobile, governato dal latifondo, in un momento storico in cui l'Europa si avviava all'industrializzazione. Con i Borbone il sud era destinato a rimanere sempre più indietro.



L'Italia era industrializzata al Sud, con l'unità d'Italia "Si ringrazia la regione Puglia per averci fornito i milanesi".
Le industrie sono state portate al nord e dal sud hanno ciucciato tutta la manodopera nonchè il know how.
Ora stanno anche prendendo la ndrangheta dal sud, per non farsi mancare nulla,

Con la Cassa del Mezzogiorno poi hanno voluto metterci una pezza negli anni, fallendo miseramente.

Il sud e l'Italia tutta, con l'unità ci ha rimesso.

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Io ho postato un link di uno storico inglese, dunque non propriamente sudista. Pare strano appunto che le tasse maggiori sono del sud e servizi migliori sono del nord, vabbè, noi abbiamo i politici più arruffoni mentre il nord fischia. Eppure Berlusconi, Prodi, Renzi(tanto per dirne qualcuno) sono di città del nord, se non sbaglio.

scignia

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Citazione di: Lativm88 il 24 Nov 2015, 11:16
Scusa scigna ma che stai a dì?
Se io pago le tasse più alte e ho i servizi peggiori che devo fa?
Tu di dove sei? Io sono del sud, chi è che si merita cosa? Che devo fare precisamente?
Quando si parla di storia è un conto, lamentarsi a prescindere è un altro e non mi trova d'accordo.
Ma fosse per me, se ne avessi la possibilità, non mi traferirei da casa mia per lavorare.
E tienitela la Milano da bere che me la lego al manico.
E stiamo sul limitare dell'OT.

Tornando in topic.
Il mio discorso è questo: Prima unità il sud, a detta di molti, faceva più schifo di altri posti. Gente sfruttata, trasporti mancanti, industrializzazione assente (questo magari lo contesterei, ma diamola per buona)
Bene.
Dopo l'unità cosa è cambiato? Gente sfruttata, trasporti mancanti o industrializzazione, davvero davvero, assente?
Dato che vi ho anche citato le parole e le intenzioni di chi si è trovato ad amministrare il meridione.

Quindi si può dire, facendo un parallelismo squallido, che se i Borbone erano ottusi e retrogradi chi li ha seguiti è stato assimilabile al loro comportamento.
Peccato che nei libri di storia questa parte manchi e che non si invochi un secondo sbarco di liberatori dallo straniero.

Questo l' hai scritto tu o l' ho scritto io ? (che poi l' hai scritto su una risposta data a Blueline). (il sottolineato non mi è sembrato molto elegante, anzi diciamo che non c' entrava una cippa con quello che avevo scritto).


Comunque la morale della favola (raccontata dai neoborbonici) è che la gente del regno godeva di benessere ricchezza e operosità, aveva industrie moderne ee era amministrata con giustizia ed equità. Penso si sia dimostrato che è una solenne stupidaggine. Quei quattro macchinari che si sono fregati i "piemontesi" non valgono a dimostrare che il sud sia stato spogliato delle ricchezze che il sud fosse stato un eden industriale all' avanguardia dei tempi che l' oro del banco di Napoli fosse di migliaia di operosi cittadini piccolo borghesi o contadini possidenti.
Detto questo passo e chiudo perchè credo di aver esaurito il mio sapere sull' argomento, visto che già mi sto ripetendo.

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