Statue coperte

Aperto da Tornado, 27 Gen 2016, 16:44

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Tarallo

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Zanzalf, ma che fonti usi, le lettere di San Paolo ai Corinzi?

Zanzalf

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Molto probabilmente è una cazzata. Ma pigliamola per vera.



FatDanny

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Citazione di: kelly slater il 29 Gen 2016, 16:28
Ti rispondo a punti alla volta senno' mi ci vogliono ore.
Quale sarebbe l'argomento anti-intellettuale?
Ho detto forse qualcosa contro gli intellettuali?
Dan sta tranquillo io non ho problemi a riconoscere la mia ignoranza su tante e tante questioni.
Sicuramente, sebbene qualche libro l'abbia letto anche io, avto' letto un centesimo dei libri che hai letto tu su questi argomenti.
Possiamo avere lo stesso una discussione o mi devo prendere gli insulti?
Se vuoi qualcuno al tuo livello forse invece di scrivere su Lazio.net dovresti scrivere su qualche forum di filosofia.
La mia critica era rivolta al fatto che alcuni dei personaggi che hai citato come "traduttori culturali" non sono per niente al confine, ma sono essi stessi espressione del pensiero occidentale.
Cosi' come sinceramente mi fa ridere il fatto che tu consideri arrogante il mio approccio perche' "e'cosi' occidentale".
Certo che è occidentale, sono di Roma ho studiato filosofia a villa mirafiori no a Rangoon .  E tu?

Secondo punto: non la butta' in caciara, non mi citare i Cara e gli operatori che lavorano in quella situazione perche' non stavamo parlando di questo, stavamo parlando di intellettuali e di scuole di pensiero.
Non utilizzare argomenti scorretti, sappiamo tutti che sei l'ultimo ad averne bisogno in una discussione.

L'afflato anti-intellettuale mi è sembrato proprio di coglierlo invece perchè altrimenti non si spiega il perché parlare in quel modo di alcuni teorici. Nel dire che "hanno studiato come minimo ad Harvard..." mi sembrava chiaro il tentativo di sminuirne il valore delle tesi in una chiave comunemente qualunquista. Mi sbagliavo? Tanto meglio.

Rispetto all' "essere Occidentale" già ti ho risposto in un post precedente: certo che anche io lo sono, così come sono uomo e non donna, ed è proprio questa consapevolezza che dovrebbe suggerirti di non muoverti come un elefante in un negozio di cristalli quando parli di culture diverse dalla nostra. Cautela e soprattutto ascolto più che affermazione, che noi so' secoli che non facciamo altro che affermare la nostra prosopopea.

Rispetto ai mediatori culturali intesi come operatori: pensi che il loro lavoro sarebbe quello che è senza la produzione teorica a cui mi riferisco? O meglio, per dirla ancora più netta, vai a vedere quanti disastri produce approcciare la mediazione culturale senza partire da determinati bagagli teorici.
Quindi rivendico la correttezza del mio argomento.

Citazione di: kelly slater il 29 Gen 2016, 16:59
@Fat Danny


Vedo che di nuovo stai artatamente riducendo il discorso a "la liberta' di portare la minigonna".
eppure mi sembra aver parlato di dominio anzi di dominii.
io non sostengo affatto che la via della liberazione sia univoca, io sto sostenendo che ci deve essere la possibilita' all'interno di qualsiasi gruppo sociale di poter evadere dalle regole sociali e culturali di quello stesso gruppo, anche aderendo a valori di gruppi sociali esterni ( stranieri ).

mi citi il rock n roll e i blue jeans e poi sarei io quello che banalizza?

Innanzitutto non è affatto vero che l'occidente non abbia preso a modello culture altre: l'ha fatto tantissime volte, basti pensare a tutta la controcultura europea e americana tra il 55 e il 75: buddismo, filosofie indiane, recupero delle civilta' native americane, per dirne solo alcune.
Com'e' che siamo pienio di corsi di yoga, sette new age, il buddismo dilaga?
Certo magari la moda del velo non attecchisce, forse perche' ci ricorda il nostro passato, quando nel sud italia
le donne avevano un abbigliamento simile.

Ma il problema che mi pongo, lo ripeto, è un altro.
Non se il concetto di donna a Teheran sia lo stesso che qui ma se una donna a Teheran abbia la possibilita' di autodeterminare cos'e' il concetto di donna.
Se il concetto di donna a Teheran fosse quello di semi-animale , essere inferiore al maschio e non degno
di averne gli stessi diritti dovrei rispettare questa differenza culturale?
In che modo i traduttori mi potrebbero aiutare?

Il concetto di LIBERTA' ha bisogno di traduzioni?
L'amico di anderz che è terrorizzato pur vivendo in occidente è un colonizzato culturale?

Non mi ritirare fuori i blue jeans e il roccherroll Fat: io sto parlando della LIBERTA' dell'individuo in una societa'.
Il poter decidere se mettersi il chador oppure no oppure la minigonna oppure vestirsi da satana oppure credere o non credere, essere anti-occidentale o filo-occidentale.
Quindi ripeto, se non ti fosse chiaro: LIBERTA' DI SCEGLIERE.
NO LIBERTA' DI SCEGLIERE L'OCCIDENTE.

- lo dici tu stesso, non stai facendo riferimento alla cultura occidentale, ma alle controculture che vi si sono opposte condividendone i luoghi di articolazione. Basta andare alla definizione di controcultura per vedere confermate le mie affermazioni, semplicemente perchè stai parlando di altro (che nemmeno è a margine della cultura occidentale, quanto piuttosto è proprio in antitesi).

- ti domandi: a Teheran la donna può autodeterminare il concetto di donna? No.
Ma io ti domando: ah, perché qua si? Secondo te qui i canoni della "donnità", dall'aspetto estetico, agli aspetti caratterizzanti fino ad arrivare al ruolo più integralmente inteso sono canoni autodeterminati? O, come altri sosterrebbero, naturali?
La donna occidentale è culturalmente costruita come quella araba, o persiana, o indiana.
Quindi leggere le costrizioni o le libertà secondo una costruzione specifica è fonte di errore. E si, lo stesso concetto di Libertà ha bisogno di traduzioni.

Se oggi la donna è formalmente eguale all'uomo in occidente è perché la figura sociale universale è quella del "lavoratore indipendente", anche se non posso dilungarmi su questo concetto (rimando a "la giustizia incompiuta" di N. Fraser). Tuttavia questa eguaglianza formale e non sostanziale produce illibertà e costrizioni ben più ampie di un velo. Vai a chiedere ad una madre single nera di New Orleans se si sente più libera ed emancipata di una donna di Teheran per cui il velo è un habitus.
Attorno a pratiche sociali (o la contestazione delle stesse) sicuramente si possono sviluppare movimenti di liberazione. Ma è un qualcosa di contingente che tu puoi osservare e al massimo sostenere, non determinare.
Se fai l'errore di determinarlo rischi di avere un effetto collaterale peggiore del beneficio sperato: ossia fai perdere al soggetto subalterno il suo ruolo, senza creare i presupposti affinché ne abbia un altro.
Cosa che accade, ad esempio, a molte donne afgane oggi.
Non è un caso che la liberazione dei soggetti o è autodeterminata o è assolutamente aleatoria. Perché l'autodeterminazione porta con sé assieme alla distruzione del vecchio ruolo l'affermazione di uno nuovo.
La tua azione dall'esterno invece si limita alla prima parte, lasciando i soggetti in un vuoto sociale che è peggiore dell'oppressione stessa.



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kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 02 Feb 2016, 10:33


- lo dici tu stesso, non stai facendo riferimento alla cultura occidentale, ma alle controculture che vi si sono opposte condividendone i luoghi di articolazione. Basta andare alla definizione di controcultura per vedere confermate le mie affermazioni, semplicemente perchè stai parlando di altro (che nemmeno è a margine della cultura occidentale, quanto piuttosto è proprio in antitesi).


tutte le controculture sono state assimiliate e inglobate nel capitalismo e quindi nel bagaglio occidentale.
certi linguaggi e  certe pratiche mutuate da culture del terzo mondo sono diventate parte sincretica della nostra cultura.

Citazione di: FatDanny il 02 Feb 2016, 10:33

- ti domandi: a Teheran la donna può autodeterminare il concetto di donna? No.
Ma io ti domando: ah, perché qua si? Secondo te qui i canoni della "donnità", dall'aspetto estetico, agli aspetti caratterizzanti fino ad arrivare al ruolo più integralmente inteso sono canoni autodeterminati? O, come altri sosterrebbero, naturali?
La donna occidentale è culturalmente costruita come quella araba, o persiana, o indiana.
Quindi leggere le costrizioni o le libertà secondo una costruzione specifica è fonte di errore. E si, lo stesso concetto di Libertà ha bisogno di traduzioni.


Io sto parlando di cose concrete come i diritti.
A me risulta che in occidente siano state fatte delle battaglie di autodeterminazione da parte delle donne e si siano raggiunti dei risultati concreti, in forma di leggi.

Quando si parla di femminismo e lotte delle donne mi piacerebbe che ci fossero delle donne a parlarne, tra l'altro.
Pero' quello che osservo è che un percorso di autodeterminazione, sempre all'interno del nostro contesto eh, ci sia stato. In Iran, rispetto al loro contesto no.

Citazione di: FatDanny il 02 Feb 2016, 10:33

Attorno a pratiche sociali (o la contestazione delle stesse) sicuramente si possono sviluppare movimenti di liberazione. Ma è un qualcosa di contingente che tu puoi osservare e al massimo sostenere, non determinare.


Io infatti non ho mai preteso di determinarle, ma di sostenerle si, pero', e con forza, come si faceva una volta, ti ricordi l'Internazionalismo?

Inoltre io riprenderei anche il discorso che faceva Sliver: dovremmo sostenere in generale con forza a prescindere dal contesto una visione laica dello stato: cosi' come si fa questa battaglia nella retriva Italia
si deve sostenerla anche in quei paesi in cui le condizioni sono anche molto peggiori, tipo le teocrazie.


kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 03 Feb 2016, 15:35
Cultural Translation

http://www.internazionale.it/video/2015/07/15/il-mio-velo-e-femminista

ma va benissimo, figurati, io apprezzo il discorso che fa questa ragazza ( anche se poi ripeto, questa questione
dovrebbe secondo me essere affrontata direttamente dalle donne ).
e sicuramente bisogna stigmatizzare duramente coloro che nelle societa' occidentali discriminano donne che decidono di indossare l'hijab.
pero' che cazzo se una donna a Teheran decide che vuole testa e collo scoperti e capelli al vento
la prendono a bastonate dopo tre minuti e se gli va bene la polizia la arresta.
io di questo sto parlando

carib

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IMHO commettete entrambi l'errore di anteporre il concetto di libertà a quello di identità. Una persona che non ha ancora realizzato la propria identità non potrà mai essere libera. Anche se gode dei più elementari diritti civili.
E questo è un concetto svincolato da qualsivoglia presunta radice culturale occidentale/orientale.
Il diritto al voto e la facoltà di indossare una minigonna senza correre il rischio di essere lapidata non è libertà se al contempo questa donna non è riuscita a realizzarsi separandosi da una cultura che nega qualunque possibilità di rapporto con il diverso da sé identificando il genere femminile con il ruolo di moglie e madre.

Quindi semmai il problema è la negazione dell'identità femminile che c'è a monte dei divieti imposti al comportamento delle donne. In questo l'oppressione generata da una cultura, ipotizziamo dominante alle nostre latitudini, che "vede" la donna solo come moglie e madre, è identica a quella prodotta da una cultura diametralmente opposta - che nega il diritto al voto e quello di vestirsi come caxxo pare -, ipotizziamo radicata in Medio Oriente e dintorni.
Mi chiedo però come siete arrivati a discutere di questo se il punto di partenza era la ridicola, ignorante e offensiva - verso la cultura persiana - decisione di coprire le nudità di opere artistiche.

FatDanny

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Carib, in realtà io sto dicendo esattamente questo.
Poi magari me spiego male, ma sono molto d'accordo con quanto dici.
Certo, toccherebbe approfondire come l'identità si costruisce e quanto sia un processo "libero", "condizionato" o "determinato" (o tutte e tre le cose insieme) ma andremmo pesantemente OT.

;)

Il dibattito è finito su questo tema perché al di là della scelta di coprire le statue c'era la polemica successiva montata sui media e i canoni secondo cui è stata articolata.

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Citazione di: PabloHoney il 27 Gen 2016, 17:42
Io l'ho letta come un atto di grande cortesia e rispetto (a costo zero) verso un ospite.... Però siamo bravi a complicarci la vita e il risultato è questo: una polemica inutile di cui proprio non sentivamo il bisogno

Un momento: se per "rispettare" qualcuno, oltretutto a casa mia, devo rinunciare a una parte sana e legittima di me stesso e della mia cultura perché lui – per problemi suoi che rispetto ma non sono miei – non la tollera, mi sa che non abbiamo ben chiaro il concetto di "rispetto".

marcantonio

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Citazione di: kelly slater il 03 Feb 2016, 16:40
io di questo sto parlando

Esatto. Il concetto è: la tolleranza esige reciprocità, altrimenti è servilismo.

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Citazione di: marcantonio il 05 Feb 2016, 11:28
Un momento: se per "rispettare" qualcuno, oltretutto a casa mia, devo rinunciare a una parte sana e legittima di me stesso e della mia cultura perché lui – per problemi suoi che rispetto ma non sono miei – non la tollera, mi sa che non abbiamo ben chiaro il concetto di "rispetto".

Guarda che non le hai mica buttate le statue, le hai solo coperte per un'ora :)


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Citazione di: PabloHoney il 05 Feb 2016, 12:28

Guarda che non le hai mica buttate le statue, le hai solo coperte per un'ora :)

Da un punto di vista di principio, è la stessa cosa.

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Coprire le statue è stata un'idiozia.

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Anche perché, a voler essere proprio gentili, allora bisognava far girare tutte le donne di Roma non dico col Burqua ma almeno almeno col velo.

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Citazione di: Ranxerox il 06 Feb 2016, 20:08
Anche perché, a voler essere proprio gentili, allora bisognava far girare tutte le donne di Roma non dico col Burqua ma almeno almeno col velo.

:)

Fortuna che era inverno...sennó tra canottierine, leggings, minigonne ecc... Il buon Rouhani ci restava secco...

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Citazione di: JoeStrummer il 06 Feb 2016, 20:33
:)

Fortuna che era inverno...sennó tra canottierine, leggings, minigonne ecc... Il buon Rouhani ci restava secco...

Anfatti....  :pp

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