Citazione di: Ranxerox il 10 Feb 2016, 23:47
Questa società ha fatto la campagna abbonamenti migliore di Italia per sette otto anni per gli under 14.
Un euro per diciannove partite prima e 5 euro per diciannove partite dopo. Solo la Lazio.
Obbiettivo, abbassare l'età media dei presenti allo stadio e favorire, anche economicamente, la crescita e lo sviluppo dei nuovi e futuri Laziali passando per la pratica della partecipazione "live" allo stadio.
Ti pare poco? Il segnale è stato realmente colto?
Direi di si, mediamente dai sette ai novemila cuccioloni.
A fronte di questo, sei certo che la responsabilità dell'innalzamento dell'eta' media pendera' solo dalla parte della società?
Una cultura che lega la partecipazione e l'interesse di un bambino verso una squadra solo a parametri che riguardano il livello dei risultati non la trasmette la società o Lotito.
La trasmettono i singoli individui e i canali di comunicazione a cui i bambini hanno accesso.
Tuo figlio ne è la prova provata.
Non è la logica del risultato o della vittoria a tutti i costi che deve stimolare il senso di appartenenza e di partecipazione.
In realtà, invece, è esattamente l'opposto.
La cultura sportiva e la passione per dei colori e per una maglia legano una persona ad una squadra. La sua storia, l'identificazione con dei valori e con un'idea. L'appartenenza ad un popolo.
Quello crea un legame indissolubile nel tempo.
Non i risultati estemporanei o le possibilità di vittoria.
Per questo dico che il tifoso 2.0 ed il calcio moderno fanno schifo.
La logica tutta legata alla commercializzazione, ai soldi, alla prestazione, alla vittoria, sta ammazzando la ragione stessa del tifo e dello sport. Guarda una disciplina epica come il ciclismo. Di fatto è morto o perlomeno ha perso tutto il suo fascino leggendario. Eserciti di dopati che devono continuare a far girare il carrozzone dei diritti televisivi e degli sponsor legati agli eventi.
Ha ragione tuo figlio.
Se l'obbiettivo è solo vincere che cazzo la tifa a fa' la Lazio? Manco a li cani. E pure te, oggettivamente, come cazzo hai fatto a tifarla fino ad ora?
Oh, te hai tifato Filisetti, Capocchiano, Acerbis, Miele, Amarildo e Cupini. Mica cazzi. Le vittorie arrivavano una appresso all'altra.
Magari, sarebbe il caso di riportare certe cosine nel loro ambito naturale. Proprio per un discorso di prospettiva eh?
Non è un caso che nei paesi che hanno culture diverse, anche in ambito sportivo, il fenomeno calcio, invece, segna tendenze diverse rispetto a qui da noi.
Abbassiamo fondine e pistole, anche se molti di noi non le hanno mai alzate. Poi, però, ricominci lodando le politiche societarie, le operazioni per il tifoso, le campagne acquisti (attenzione: Filisetti, Acerbis, Miele e Amarildo farebbero la loro discreta figura in questa serie A), per dimostrare la tesi rinomata: è il tifoso 2.0 l'anomalia del bug, le sue pretese assurde, la sua natura "corrotta" dal calcio moderno, dove addirittura intende dare importanza o mettere becco nel giocattolo spremi soldi di cui è ingranaggio principale (come cliente allo stadio, cliente della pay tv, consumatore attivo o numero di serie del bacino di utenza).
La "disciplina epica del ciclismo" è corrotta fino al midollo da circa 30 anni, ma in fondo lo è sempre stata (senza tornare a Merckx, 1969).
Si torna, senza passare dal via, di nuovo a questo evento misterioso che ha trasformato il tifoso laziale, da appassionato gratuito e fedele anche nelle disgrazie, a essere mutante avido di scudetti, champions e Modric.
Basta leggere le notizie su Lazio Verona di stasera per capire dove ci siamo andati a ficcare con questo calcio, con questa gestione del calcio. Lo "zoccolo duro" non mollerà nemmeno quando l'anticipo dell'anticipo si farà di mercoledi alle 10,30, parcheggi a ponte mammolo con obbligo di bicicletta, microchip in culo, 50 euro per panino di plastica e pollo di plastica, e presentazione di Della Martira come centrale dominante.
Sono certo che lo "zoccolo duro" ci sarà, come nell'ultimo derby, dove sembravamo i sopravvissuti di una guerra batteriologica. Gli altri no, e fargliene sempre una colpa perché "hanno perso la passione" è un errore strategico.
Se non ci occupiamo di tutto questo casino, saranno loro, come al solito, ad occuparci di noi.