Citazione di: WhiteBluesBrother il 10 Feb 2016, 22:41
Spiritosaggini ironiche a parte, invece di agire sulle aziende del nostro, al quale come dici tu possiamo al massimo imbrattare lo scopettone, si potrebbe agire in modo pesantissimo sulle grandi società e soprattutto sulle amministrazioni pubbliche che affidano appalti al nostro.
E far dichiarare ufficialmente inedificabile la Tyberyna da comune e regione.
Dici: come si fa.
Eh, intanto si incanalano tutte le energie verso questi propositi, invece di disperderle nelle risibili macchiette fantozziane di sapore ellenico, si fanno dove possibili petizioni ben scritte e meglio indirizzate su change.org (non come quella sulle barriere in curva indirizzata a chi le ha inventate), dove non è il caso o dove ci sono altri modi ci si mobilita per "pesare" in modo pacifico ma determinato e feroce su chi deve decidere quanto e come deve prosperare il padroncino.
Se (faccio esempio) una Regione Lazio deve fare l'appalto per pulire le scuole, l'assessore competente, prima dell'emissione del bando, deve essere sommerso da mailbombing e striscioni con presidi davanti l'ufficio "se gli date pure questo alle prossime elezioni ci ricorderemo di te". Un messaggio netto, senza violenze ma senza pietà.
I motivi ufficiali ci sono, visto che l'elemento è tutt'altro che uomo specchiato e senza macchia. E poi ci sono quelli reali: dece capire che se vole tornare a campare da solito imprenditore maneggione e intrallazzone, tranquillo,per farsi gli affari suoi, deve mettere in vendita la Lazio, conditio sine qua non per far cessare la mobilitazione.
Ma DENTRO lo stadio, grande tifo per la squadra e secchiate di merda solo prima e dopo. Nell'intervallo, karaoke (cit.).
Almeno queste mie idee hanno un enorme pregio: sono inedite, tutto il resto ha fallito abbondantemente, tanto vale provare strade diverse... Se avete idee migliori sempre in questo solco, siete benvenuti.
A parte le mie spiritosaggini, sempre criticabili, ma che sono lo sforzo di dare alla discussione quella leggerezza che le è propria (non stiamo discutendo, per fortuna, sui destini dell'umanità), intervengo per risponderti su due punti che sottolinei con forza.
Sulla dichiarazione
ufficiale dell'inedificabilità della Tiberina da parte di comune e regione, la questione è già stata ampiamente affrontata. Occorre un atto formale di presentazione della richiesta che produrrà, inevitabilmente, un atto formale di risposta da parte delle autorità preposte. Prima comune, mentre la regione interverrebbe soltanto dopo e in via eventuale, ossia laddove fosse chiamata al mutamento del PRG. Per la cronaca – è il segreto di Pulcinella -, tutti sanno che il nostro illo tempore (diciamo tra il 2005 e il 2007) ha quasi quotidianamente perlustrato tutti gli uffici del comune di Roma per strappare il consenso sul suo progetto. Risultato: zero. E quindi ha evitato di presentare una proposta che gli sarebbe stata respinta. Poi ha provato a farsi legislatore, ma con scarsi successi, visto che una legge è stata pure approvata, ma senza quei dettagli che gli sarebbero stati utili.
Quanto alla proposta di boicottaggio delle sue aziende, proposta su cui sei molto convinto, se non altro per la sua originalità, ti faccio presente che è molto ambiziosa, forse troppo. Una intera tifoseria, 30 mila persone, che vanno sotto gli uffici della regione a chiedere che vengano estromesse le aziende del gruppo Lotito rappresenta uno scenario non tanto fantastico, quanto delirante. Le aziende del gruppo del nostro presidente hanno tutto il diritto di crescere e prosperare, mentre una tifoseria ha interesse soltanto a vedere una squadra competitiva e a sognare traguardi più o meno grandi. Del resto non hanno mai attecchito queste iniziative di stampo politico. Alla gente, in sostanza, non interessa molto se allo Spallanzani opera la Snam Sud o la La rapida.
Eppure qualcosa va fatta e la realtà, per inerzia o per altro, si incarica sempre di fare qualcosa. Ad esempio, per stasera, per una partita in casa di campionato, rumours segnalano 5 biglietti venduti per la Curva Maestrelli, l'unica aperta e disponibile (per decisione delle autorità).
Cinque e dico cinque. E non stiamo parlando dei coperti di una trattoria di periferia.