beh in ogni caso, essendo andato a Frosinone domenica pomeriggio ho respirato un po' di aria da trasferta, o presunta tale, vista la vicinanza (PabloHoney

).
c'erano tante famiglie, bambini, gente anziana (beh oltre me e PH ovviamente). ma soprattutto c'era voglia di Lazio, tanta, istintiva, genuina.
c'era voglia di vederla e di starle accanto e questa sensazione, benché da loro mi divida il 90% delle cose che fanno e che dicono, era palpabile anche nella cospicua frangia ultras ormai abitualmente presente solo fuori casa.
tanti cori di sostegno, pochi lpdm o auguri di cortei funebri da qui a breve, addirittura neanche un ululato nei confronti di Chibsah, entrato tra le fila dei ciociari verso fine match (sì lo so che non è una cosa propriamente da sottolineare, in un mondo normale... però è evidente che non lo siamo), segno che forse quanto accaduto a Lazio napoli era solo frutto di frustrazione, ignoranza, maleducazione, quel razzismo ormai insito nelle pieghe più intime di una società civile disgregata, ostile, livorosa, senza più valori comuni da coltivare ed averci visto premeditazione ai danni di lotito, per quanto potenzialmente immaginabile (visti i pregressi), potrebbe non rispondere in modo completo alla realtà.
il distacco enorme, davvero palpabile è tra questi tifosi e la squadra, ormai vista come propagazione di lotito e trattata come responsabile diretta delle colpe della dirigenza. mi è dispiaciuto perché nonostante tutte le difficoltà e i nostri limiti oggettivi, tra un attacco sterile e l'ennesima formazione iniziale sbagliata, nonché l'atteggiamento avversario rinunciatario e totalmente predisposto alla difesa del fortino, salvo qualche contropiede sporadico, i ragazzi ci hanno provato davvero a vincere, e a fine gara mi sono sembrati sinceramente mortificati e delusi, soprattutto per aver disatteso le speranze dei 2000 giunti da Roma.
senza stare a ripetere quanto detto qualche pagina fa, però credo che questo sia il vero problema attuale. il rifiuto da parte della tifoseria di accettare questa squadra così com'è, e come sempre abbiamo fatto anche con Lazio ben peggiori e svogliate di questa, e sostenerla al di là delle colpe della società. se non altro perché la stagione, anche se in campionato è quasi compromessa, non è ancora neanche arrivata a marzo. e questi sono gli stessi ragazzi di maggio 2015.
è chiaro che il risultato finale rappresenta il volano principale di questa reazione.
però, dato che non stiamo lottando per la B e in EL ci siamo ancora, mi sembra ci sia dell'altro. e cioè un atteggiamento ambiguo, da parte sia degli ultras sia del cosidetto ambiente, che un po' condiziona.
di tutti i problemi che ha il mondo Lazio in particolare e il tifo a Roma in generale, la squadra che è l'elemento più esposto dell'intera dinamica, questa squadra soprattutto, la stessa di 9 mesi fa, con tutte le difficoltà di una stagione complicata, in cui le tante responsabilità hanno diversi padri, dovrebbe suscitare empatia e un senso di protezione da parte di tutti, mentre oggi come oggi sembra abbandonata, nella migliore delle ipotesi, oppure in ostaggio di situazioni a lei totalmente estranee.
la battaglia contro lotito o contro un sistema repressivo sempre più carico di misure assurde e contraddittorie (è vero quanto diceva erredielle in un altro topic, riguardo la totale differenza tra i controlli del matusa e quelli dell'olimpico, a fronte della stessa identica tifoseria), vede la squadra come la classica croce rossa del videogioco vintage anni '80, e questa situazione io credo che cominci a pesare in maniera insopportabile all'interno della rosa. perché poi come detto a me sembra che malgrado i limiti si sforzino di giocare, di vincere, e più in generale di portarsi sulle spalle tutto il peso di una situazione di cui sono responsabili solo in parte, non mi pare una squadra morta o rassegnata, anzi.
parlo di ambiguità proprio per questo: ben lungi dal risolvere i problemi, questa situazione, con la squadra sempre sul banco degli imputati, una squadra le cui vittorie oltretutto sono contestualizzate a scopo ridimensionamento mentre le sconfitte isolate a scopo esaltazione, è chiaro che non porterà a nulla di buono, se non sottoporre i giocatori a situazioni limite ed ambienti costantemente depressi, rancorosi quando non indifferenti (non oso immaginare la prevendita di giovedì), dai quali presumibilmente vorranno scappare al più presto e che non invoglieranno nessuno ad arrivare... le buone intenzioni che ho percepito domenica a Frosinone sono sicuramente da sottolineare, ma purtroppo non basteranno. servirebbe un po' più di consapevolezza da parte nostra, di calore spassionato, e meno di freddi ragionamenti e inutili, noiosissimi calcoli del giorno dopo.