Quando siete diventati della Lazio ?

Aperto da marcantonio, 23 Feb 2016, 19:24

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In quale di questi periodi della storia della Lazio siete diventati biancocelesti?

Durante le ere glaciali
16 (11.6%)
Negli anni '70
55 (39.9%)
Negli anni '80
25 (18.1%)
Nell'era Calleri
10 (7.2%)
Nell'era Cragnotti
30 (21.7%)
Nell'era Lotito
2 (1.4%)

Totale votanti: 138

Maestro83

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Citazione di: Tarallo il 24 Feb 2016, 18:11
Io non avrei mai immaginato che avrei passato una estate a sperare che la Lazio non sparisse.
Grazie a Dio e' qua, insieme a te e a me, e gioca in Italia e in Europa.
Male, ma ci gioca. Non sai che sollievo.

Salvata e resa innocua. C'è di peggio ma anche parecchio meglio.

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Citazione di: Maestro83 il 24 Feb 2016, 18:08
Facevo le elementari, era il primo anno di Signori alla Lazio. Ho vissuto da adolescente tutta l'escalation cragnottiana, quando abbiamo vinto lo scudetto avevo compiuto 18 anni da 6 giorni. Ogni volta che si giocava una partita importante ci stavo malissimo, non ho mai cenato prima di una partita serale. Ho sofferto come un cane quando sono stati venduti i vari Vieri, Nedved, Nesta, ecc. Mai avrei immaginato che avremmo fatto questa fine.

C'é una cosa che non torna.
La Lazio vince lo scudetto il 14 maggio del 2000, giorno in cui ha compiuto 18 anni e 6 giorni.
Quindi sei nato l'8 maggio del 1982.
L'83 che hai nel nome ché vuol dire ?


Maestro83

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Il 1983 è un anno importante per motivi personali

ian

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Citazione di: Maestro83 il 24 Feb 2016, 18:15
Salvata e resa innocua. C'è di peggio ma anche parecchio meglio.

Il 26/5/2013 non fummo proprio innocui rispetto alle zone perianali di quelli la.

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Sonni Boi

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Citazione di: ian il 24 Feb 2016, 18:59


Il 26/5/2013 non fummo proprio innocui rispetto alle zone perianali di quelli la.

Nemmeno a maggio dell'anno scorso rispetto a quelle dei napoletani.

Ma ormai le vittorie e i momenti di gioia neanche ce li godiamo più, siamo anzi i primi a farli passare sotto traccia.

ian

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Infatti. E poi il problema non è tanto né solo questo (ner carcio 'a riconoscenza nun esiste e altre fesserie che però, vabbè, transeat), quanto il fatto che nei discorsi, nei ragionamenti, nelle analisi, uno dice questa falsità (siamo innocui) e la semplice affermazione di questa falsità la trasforma in verità: non solo, verità che a quel punto diventa pietra angolare per la affermazione successiva, tipicamente, non si sogna (che diciamocelo non si sa che cazzo voglia dire), e inconfutata premessa per le conclusioni.
Che variano da disertare lo stadio a fischiare i nostri, dal dare del testa d'abbacchio a tutti (mister in primis) a "freddo".

Ognuno declina a modo suo ma le premesse e la benzina di questo motore sono gli stessi.
Per me eh

Ulissechina

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Citazione di: Mohammed Hussein il 24 Feb 2016, 19:19
Nemmeno a maggio dell'anno scorso rispetto a quelle dei napoletani.

Ma ormai le vittorie e i momenti di gioia neanche ce li godiamo più, siamo anzi i primi a farli passare sotto traccia.

Non diciamo inesattezze, c'erano oltre seimila persone, grandi e piccini,  lo scorso anno alle 2 di notte a Formello a festeggiare la squadra che aveva vinto a Napoli, ce ne erano oltre duemila alla stazione termini quando è partita per Napoli.
I Laziali ci sono e sanno gioire al momento opportuno, peccato che quei momenti sono così rari.

ian

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Citazione di: Ulissechina il 24 Feb 2016, 20:11
Non diciamo inesattezze, c'erano oltre seimila persone, grandi e piccini,  lo scorso anno alle 2 di notte a Formello a festeggiare la squadra che aveva vinto a Napoli, ce ne erano oltre duemila alla stazione termini quando è partita per Napoli.
I Laziali ci sono e sanno gioire al momento opportuno, peccato che quei momenti sono così rari.

Ciao Ulissechina, perdonami, ma VOREI VÈDE.
Ci sarebbe solo mancato che non ci stavano.

Alla fine sono stati costretti a venire.
Risultati promozioni sconti finali terzi posti.
Alla fine ce so venuti.

Si lo so, serpeggiava ancora il tema che i difensori non segnavano (testuale comunicatori e capipopolo vari), ma so venuti.

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aventiniano

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Asilo dalle suore a due passi da via Marmorata, a.s. 1971/72.
Un amichetto parlava sempre -a me, totalmente digiuno di pallone per tradizione familiare-  della Lazio e di Chinaglia.
Mi portò l'album Panini e scoprii che Giorgione era alto come mio papà: e con la razionalità tipica dei bambini non ebbi esitazione. A Roma, in quegli anni, si cantava una filastrocca che non scorderò mai più: "Roma schifo fa/ ce potemo giura'/li rigori so' tre / forza Lazio ole'!".
È nato un amore al quale sono sempre rimasto fedele: credo di essermi perso -per dire- due o tre delle partite giocate in B negli anni '80.
E lasciatemi ricordare il nome dell'amichetto cui devo l'essere laziale, che' poco dopo lo persi di vista e non ho più saputo nulla di lui: Gianluca G.

Maestro83

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Citazione di: ian il 24 Feb 2016, 19:51
Infatti. E poi il problema non è tanto né solo questo (ner carcio 'a riconoscenza nun esiste e altre fesserie che però, vabbè, transeat), quanto il fatto che nei discorsi, nei ragionamenti, nelle analisi, uno dice questa falsità (siamo innocui) e la semplice affermazione di questa falsità la trasforma in verità: non solo, verità che a quel punto diventa pietra angolare per la affermazione successiva, tipicamente, non si sogna (che diciamocelo non si sa che cazzo voglia dire), e inconfutata premessa per le conclusioni.
Che variano da disertare lo stadio a fischiare i nostri, dal dare del testa d'abbacchio a tutti (mister in primis) a "freddo".

Ognuno declina a modo suo ma le premesse e la benzina di questo motore sono gli stessi.
Per me eh

Falsità per te, non per tutti, e infatti non sono l'unico a pensarla in questo modo. Guarda, personalmente sono sempre stato obiettivo nei confronti della società e ho sempre pensato che ci fosse una reale volontà di ambire pian piano a qualcosa di importante. Magari si poteva discutere sui metodi, ovvero l'"utopia" di costruire una squadra forte con pochi soldi e tanto fiuto, ma sulla buona fede non avevo dubbi. Poi è arrivata la scellerata campagna estiva dell'estate scorsa, che qualcuno ancora si ostina a giustificare con pagine e pagine di scuse e supposizioni benevole (quelle sì false, basti vedere la classifica, ovvero dati concreti alla mano), e lì si è rotto qualcosa. Per me era la prova del nove, il varco che attendeva la società: la nuova era non solo supposta ma certificata dalle parole di lotito (lettera minuscola, da settembre e per sempre), la possibilità di crescere ultriormente, magari di non vincere ancora  ma con i voluti accorgimenti e sacrifici la dimostrazione che la volontà era quella. E invece no, la sensazione di un terzo posto casuale, non programmato e a questo punto sospetto nemmeno voluto. La Lazio è innocua e lo ribadisco, non è la saltuaria coppetta italia a porla tra le grandi protagoniste di un campionato decaduto. Sia chiaro, non parlo da tifoso che vuole sognare e che si prefissa obiettivi irrealizzabili. Non sono stato io a parlare di nuove ere e a gonfiare il petto dopo ogni vittoria lasciando intravedere futuri successi grazie a gestioni illuminate (salvo andarsi a nascondere quando la squadra perde, ma lasciamo perdere). Però attribuire l'attuale ottavo (ottavo) posto alla sfiga è troppo semplicistico: dice manca De Vrij, ma dove sta scritto che dobbiamo avere tre capre in difesa e uno buono, per giunta l'anno in cui ti giochi la Champions? Per lo stesso discorso, che senso ha impostare il mercato in quel modo balordo? No ian, non ci riesco a non vedere la malafede dopo quest'estate, proprio non ce la faccio. Ci siamo ridimensionati proprio l'anno in cui ci si aspettava un ulteriore passo avanti, non c'è scusa che tenga, non riesco a non credere che la cosa sia stata decisa dall'alto.

emi-grato

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Premessa: non cacate il cazzo con le polemiche, ci sono decine di topic per farlo.
Per favore questo lasciamolo pulito nella genuinità dei ricordi e nella pulizia dei suoi sentimenti.



A casa mia il calcio praticamente non esisteva. Giusto la Nazionale, rivera e giggirrivva...
Il padre di un mio amico (anzi, del mio amico del cuore) tifava Torino e così mi lasciai convincere.
Nonostante il disinteresse galoppante, in famiglia mi si fece notare che a Roma c'erano due squadre ( :lol:) e quindi sarebbe stata una cosa logica tifare per una di queste...
Uhm... Giusto...
I vicini di casa provarono a traviarmi. Un giorno convinsero i miei a lasciarmi andare con loro, lo ammetto senza vergogna, a veder la magggica (che all'epoca ancora non lo era).
Di quel giorno allo stadio ricordo solo la gran confusione e la palla, là fuori  :lol:
La visita obbligata, come si fa dal dottore, fu più un fastidio che altro: me li ero tolti dalle palle  :D
Da lì a poco capii che quei colori, quella boria, quella spocchia, non erano roba per me.
La Lazio era dentro di me. E venne fuori.
Cominciai a rompere e alla fine mio padre mi portò allo stadio.
Una splendida giornata di pioggia. Seggiolini bagnati ricoperti dai giornali. Ombrelli ovunque. Er bibbitaro. I tamburi dei tifosi. Una traversa.
Serie B. Lazio Reggiana 0:0. Era, credo, il 1980.
Da lì a poco arrivò Giuseppe D., che diceva di stare tra gli Eagles, e mi regalò una spilletta con lo stemma di quegli anni, un po' stilizzato. A penna ci aveva segnato sopra ES, con quel carattere spigoloso dell'epoca. Ancora dovrei averla da qualche parte...
Da quei giorni in poi non ho avuto mai un altro colore, mai un'incertezza.
E sarà così anche domani sera, probabilmente in mezzo ai turchi, che qui non sono pochi...

:bakar: :band1: :band3: :band6: :band5: :bakar:

Rugiule

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Durante la stagione 1972-73 sono diventato Laziale. Una sera chiesi a mio padre secondo lui quale squadra fosse migliore tra Lazio e  Milan, avevo 7 anni. Mio padre mi rispose: "Ma la Lazio, no?". Fino a quel momento neanche sapevo che mio padre fosse Laziale, neanche sapevo io stesso di esserlo. Non so perché avevo il dubbio del Milan, forse qualche bambino compagno di classe, so per certo che le squadre che non sopportavo erano due, le merde e il Napoli. Scelsi così la Lazio e iniziai a interessarmi di calcio, i miei primi idoli furono il mio avatar e Luciano Re Cecconi.

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GuyMontag

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* 1.167
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Considerazioni.
Vabbé che l'età media degli italiani sta crescendo. Però voi non fate niente al riguardo. Un ammasso di anziani che il Numero Uno di Alan Ford ve spiccia casa.
Sono già due che si ricordano di Lazio-Inter con gol di D'Amato. Non era la prima partita, già mio padre mi aveva portato varie volte (abitavamo a via Flaminia), e mi ricordo un derby di un paio di anni prima vinto con gol dello stesso D'Amato (che - onta - passò poi ai difettosi). Però mi ricordo nitidamente il titolo del Corriere il giorno dopo: "Lazio di fuoco brucia l'Inter". Quell'Inter era l'Inter di Herrera, non è che ci si vincesse spesso. Ma il titolo non era vero. Ci presero a pallate, poi mi ricordo un contropiede incredibile, ancor più incredibile di quel gol di Chinaglia sempre contro l'Inter che si fece mezzo campo con Cella attaccato alla maglia in un ancor più bel 3-1 (era il 1970).

Questo è il racconto su laziowiki (incluso titolo del giornale):
http://www.laziowiki.org/wiki/Domenica,_18_dicembre_1966_-_Roma,_stadio_Olimpico_-_Lazio-Inter_1-0

Rispondendo a marcantonio, mio padre ha appena compito 90 anni. Si addormenta davanti al televisore, mi chiede cento volte quale è la Lazio, però ancora recita a memoria la formazione di fine anni '30.
Non ho alcun merito quindi per esser nato laziale. Mi prendo qualche merito però quando, piccino e solo in classe di fronte a più e più animaletti del gregge, ho sempre resistito impavido alle prese in giro. Senza neanche potermi vendicare perché - quando vincevamo noi - le bestioline scomparivano... vecchia abitudine.

biancocelestedentro

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Citazione di: GuyMontag il 25 Feb 2016, 00:49

Vabbé che l'età media degli italiani sta crescendo. Però voi non fate niente al riguardo.


Non è proprio vero. Giovani non si torna, allora provo a portare dentro mia figlia. Sbagliando metodo, probabilmente.
Il fatto è che è troppo piccola per capire cos'è il calcio e poi siamo lontani, sono assenti stimolazioni ambientali, zii e cugini e amici che le inculchino il concetto,  cosicché ho deciso di partire da lontano. Siccome capisce i colori, la istruisco sugli accoppiamenti cromatici. Nozioni elementari. "A papino piace bianco e celeste". "Giallo e rosso insieme è brutto".
La piccola, purtroppo, mi piglia per il culo con facilità. "Giallo e rosso non va bene, a me piace giallo e rosa." Giochiamo con cose colorate. "Papà guarda, giallo e rosso insieme." Posa solenne: "no, non va bene." Piglia una cosa arancione e ce la mette in mezzo. "Ecco, così va bene." "No, tesoro, non va bene lo stesso." "Sì, papà, giallo e rosso non sono più insieme." Disperazione paterna. Pensavo fosse semplice, ma i colori sono complicati e difficili da maneggiare.
Così sono passato a nominarle direttamente la Lazio. Qualche volta, di rado in verità, vedo le partite con lei presente, sperando che una figlia, che ha già detto a chiare lettere a sua madre di farsi da parte perché ora devo sposare un po' anche lei, si faccia compartecipe dei sentimenti di questo suo sposo promesso. Niente da fare. Va da sua madre, dice: "mamma, a me la Lazio non piace, è da maschietti." Lo so, intende dire il calcio (la partita di goul, nel suo linguaggio, insolitamente preciso, invece, in altre materie), però lo dice proprio in quel modo che mi costa sofferenza.
Dice un mio amico che è un'aquilotta ma ancora non lo sa. Vedremo. Un parallelismo con me lo ravviso. Sono nato la domenica successiva al Lazio-Inter citato da GuyMontag. Mia figlia è nata la domenica successiva al derby deciso dal gol di Klose al 93'. Veniva al mondo nei minuti finali di una vittoria che la Lazio ha partorito in trasferta. Se è un'aquilotta, spiccherà il volo.

RubinCarter

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Citazione di: biancocelestedentro il 25 Feb 2016, 02:36


Prova co le favole sostituendo i nomi di alcuni personaggi buoni con i nostri giocatori e i cattivi coi difettosi.

Funzia!

GazzaA

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nato nel 71 quindi ho visto de tutto con questi colori

laziAle82

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La mia famiglia è laziale da
entrambi i lati. Ma la vera passione me la ha iniettata mio zio, che mi veniva a prendere ogni domenica per andare a vedere la partita da amici (quando entrò la prima paytv) e prima ancora che le sentiva per radio con me.

Grazie Baffo, ovunque tu sia.

STARBLUE

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Io non ci sono diventato della LAZIO ci sono NATO!! :band1: :band2: :band3:

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ian

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Citazione di: Maestro83 il 24 Feb 2016, 21:56
Falsità per te, non per tutti, e infatti non sono l'unico a pensarla in questo modo. Guarda, personalmente sono sempre stato obiettivo nei confronti della società e ho sempre pensato che ci fosse una reale volontà di ambire pian piano a qualcosa di importante. Magari si poteva discutere sui metodi, ovvero l'"utopia" di costruire una squadra forte con pochi soldi e tanto fiuto, ma sulla buona fede non avevo dubbi. Poi è arrivata la scellerata campagna estiva dell'estate scorsa, che qualcuno ancora si ostina a giustificare con pagine e pagine di scuse e supposizioni benevole (quelle sì false, basti vedere la classifica, ovvero dati concreti alla mano), e lì si è rotto qualcosa. Per me era la prova del nove, il varco che attendeva la società: la nuova era non solo supposta ma certificata dalle parole di lotito (lettera minuscola, da settembre e per sempre), la possibilità di crescere ultriormente, magari di non vincere ancora  ma con i voluti accorgimenti e sacrifici la dimostrazione che la volontà era quella. E invece no, la sensazione di un terzo posto casuale, non programmato e a questo punto sospetto nemmeno voluto. La Lazio è innocua e lo ribadisco, non è la saltuaria coppetta italia a porla tra le grandi protagoniste di un campionato decaduto. Sia chiaro, non parlo da tifoso che vuole sognare e che si prefissa obiettivi irrealizzabili. Non sono stato io a parlare di nuove ere e a gonfiare il petto dopo ogni vittoria lasciando intravedere futuri successi grazie a gestioni illuminate (salvo andarsi a nascondere quando la squadra perde, ma lasciamo perdere). Però attribuire l'attuale ottavo (ottavo) posto alla sfiga è troppo semplicistico: dice manca De Vrij, ma dove sta scritto che dobbiamo avere tre capre in difesa e uno buono, per giunta l'anno in cui ti giochi la Champions? Per lo stesso discorso, che senso ha impostare il mercato in quel modo balordo? No ian, non ci riesco a non vedere la malafede dopo quest'estate, proprio non ce la faccio. Ci siamo ridimensionati proprio l'anno in cui ci si aspettava un ulteriore passo avanti, non c'è scusa che tenga, non riesco a non credere che la cosa sia stata decisa dall'alto.

Brevissimamente, stante l'OT.
1) si, Maestro, per me. L'ho scritto apposta, per me.
2) quello che scrivi mi conferma alcune convinzioni. Uno arriva terzo, con una cavalcata avvincente e coinvolgente. Ed altro (finali di CI per es). Dopo due mesi è tutto finito per una campagna acquisti che non piace. Questo fatto diventa una verità "vista la classifica". Allora c'è la malafede della società, etc etc, la delusione e l'allontanamento (l'abbandono?). L'anno scorso la campagna acquisti (e non solo) fu contestata eppure i risultati (i famosi dati oggettivi) furono diversi, dunque questa oggettività è molto opinabile.

Comunque forza Lazio

Tarallo

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