Questo legame causa-effetto tra contestazioni e azioni societarie lo rifiuterei anche se fosse verosimile, e non lo è.
Una società che abbia bisogno di macchine bruciate per agire, una squadra che dia il meglio perché quattro coatti la minacciano*, entrambe non hanno motivo di esistere.
*Detto ciò, come ha detto giustamente KS, io non c'ero e non so cosa sia stato detto. Quanto è stato riportato è triste, banale e degradante, ma c'è una eccezione passata quasi inosservata che mi ha acceso la giornata: in rassegna stampa si accenna al fatto che un tifoso avrebbe chiesto a Tare dove sta Vinicius, "visto che mi avevi detto di venire a vederlo in allenamento". Questo, più i toni clamorosamente civili degli striscioni, è un barlume di speranza per la maturazione di un tifoso che allo stato attuale non costituisce assolutamente un interlocutore credibile.
Quella su Vinucius è una domandona, e sebbene lasci il tempo che trova perché aneddotica e provocatoria, ha il merito di mettere il dito nella piaga concreta degli errori di pianificazione ma soprattutto di comunicazione della società. A me se Vinicius non diventa Marcelo me sta pure bene, ma sta nuova era allora che è?
Se i tifosi si presentano in modo diverso, più razionale e ragionato, meno retorico (l'impegno e il rispetto, rega') e autoreferenziale (ce dovete veni' a saluta') avranno il mio sostegno e la mia partecipazione (edit: e se tifano). Di questo si parla anche un po' nel topic di Lotito.