Citazione di: kelly slater il 22 Apr 2016, 12:09
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Attenzione però, perchè questo il problema è più complesso di come la metti te.
Il calcio delle tv ha ridefinito ruoli e possibilità del calcio europeo.
1) Ci sono super-team dalle disponibilità economiche inarrivabili, loro si contendono trofei nazionali e internazionali costantemente;
2) Ci sono società non all'altezza (Atletico madrid, Liverpool, Arsenal, Valencia, la rioma vorrebbe star qui) che provano a stare nel "giro" attraverso una politica aggressiva e rischiosa fatta di debiti e operazioni quantomeno sospette;
3) Ci sono società che provano a costruirsi il loro ambito fatto di qualche successo e di una certa stabilità economico-sportiva. Qui c'è anche la Lazio
4) le altre, più piccole, di scarso interesse per la nostra analisi
Ora, in un contesto di questo tipo, io capisco il desiderio di appartenere al gruppo 1 o 2.
Ma in assenza di una possibilità concreta, questo desiderio diviene frustrazione, rancore e rischia di essere un veleno che ti intossica e ti uccide, piuttosto che un sano desiderio di successo.
Lotito è in grado di stare nel gruppo 2? NO. C'è un imprenditore in grado di sostituirlo e farlo? NO.
E allora evidentemente dobbiamo trovare un'altra strada, interna al gruppo 3.
Per fare questo è DECISIVA la narrazione. Come ti narri e come vieni narrato.
Non esiste una narrazione oggettiva. MAI. Vale per noi come per tutti gli altri. Vale per il calcio, come per la politica e qualsiasi altro discorso. La Storia è ciò che viene narrato, non ciò che è stato.
Qualsiasi storia dipende quindi da chi la scrive e dagli elementi che vengono messi a valore. Dipende da noi.
Per prenderti gli ultimi dieci anni così ci capiamo, una cosa è se ti soffermi sui Vignaroli, sui "tre campioni", sul discorso di San Silvestro, sull'Alka Seltzer.
Tutt'altra storia viene raccontata se ti soffermi sulle coppe italia, il 26 maggio, Klose, la supercoppa a Pechino, la CL con Delio Rossi, ecc ecc.
Quale delle due storie è più vera? Sono vere tutte e due, nessuna delle due è una mistificazione, semplicemente perchè il punto è come ti vuoi raccontare e come gli altri decidono di raccontarti.
Ora, per fare in modo che Lotito lasciasse la Lazio qui si è sempre raccontata la storia più deprimente, più negativa, più demoralizzante. Ed è QUESTA che ti fa morire pian piano.
Io lo so che adesso quello che mi si contesterà è che con questo discorso sto dando la colpa ai tifosi delle carenze di Lotito. No, non è così. Lotito ha le sue colpe e sono tutte sue. Sono la prima variante del racconto che, lo dico io per primo, è altrettanto vera che la seconda.
Aggiungo però che se come Lazio ci rendiamo conto di non poter occupare un posto nel secondo gruppo di quelli detti è ESSENZIALE per noi costruire il nostro ambito di successo nel terzo. Costruire la nostra Storia in modo un minimo affascinante. Perché è questo che ti tiene in vita e, anzi, ti permette di esercitare un fascino e un'attrattiva anche senza vincere coppe dei campioni o trofei a gogo.
Mi dici: rischiamo di essere l'Espanyol. E' vero. Anzi, verissimo, non ti do torto affatto.
Ma perché questa narrazione la decliniamo nel peggiore dei modi possibili.
Quello che penso io è che, al momento, la cosa migliore da fare è costruire una narrazione positiva (che, per altro, faciliterebbe anche una maggiore appetibilità aziendale). E' produrre immaginario attorno alla SS Lazio 1900. E' divenire un simbolo come lo sono altre squadre non proprio di vertice.
Questo è l'obiettivo.
Qualcuno potrebbe sintetizzare: vabbé, se la dovemo raccontà insomma.
Beh, con sincerità dico che è un modo, anche in questo caso demoralizzato e negativo, di indicare la stessa cosa.
Potrei controbattere: ma quale immaginario non ha una componente di racconto puro?
Quale simbolo si nutre solo di crudi fatti?
Se una Storia non è che una narrazione, raccontarla è uno dei suoi aspetti essenziali.
E se la raccontiamo come se si parlasse di un dramma, il finale non potrà che essere una tragedia.