Claudio Lotito (Topic Ufficiale)

Aperto da Eagles77, 09 Feb 2016, 11:54

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alex73

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RubinCarter

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Secondo me girano i prestampati


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arturo

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Secondo me, se non si sgombra il campo da attacchi pretestuosi e preconcetti, ovvero qualsiasi cosa di buono fatto in questi 12 anni da questa presidenza, ( dal rilancio de settore giovanile, alla crescita costante del patrimonio tecnico, passando per Olimpia e la maglia bandiera e per finire ai trofei conquistati ) lo si cataloghi come botta de culo, va da se che il dialogo diventi tra sordi.
La società ha commesso innumerevoli errori, e chi lo nega.
Ma ha anche fatto cose buone,  siamo d'accordo su questo?

Moses E. Herzog

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Il problema, narrazione positiva o negativa che sia, è che io ci vedo il dolo nella gestione lotitiana di questi 12 anni. E vi dirò di più, il dolo è più evidente nelle annate positive che in quelle negative. E la cosa mi amareggia e mi mortifica come tifoso. Sono sfinito. Da bambino me la narravo alla grande la Serie B, viva Monelli e Savino. Può essere che da adulti si analizzino le cose più obiettivamente?

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fish_mark

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Citazione di: Moses E. Herzog il 27 Apr 2016, 14:26
(...) Da bambino me la narravo alla grande la Serie B, viva Monelli e Savino. Può essere che da adulti si analizzino le cose più obiettivamente?

Questo potrebbe segnare il confine tra narrazione e favolistica.

Tarallo

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No, perche' non si chiede di inventare storie che non esistono. Sempre che non le abbiamo volutamente cancellate dalla nostra memoria.

GiPoda

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Citazione di: Moses E. Herzog il 27 Apr 2016, 14:26
Il problema, narrazione positiva o negativa che sia, è che io ci vedo il dolo nella gestione lotitiana di questi 12 anni. E vi dirò di più, il dolo è più evidente nelle annate positive che in quelle negative. E la cosa mi amareggia e mi mortifica come tifoso. Sono sfinito. Da bambino me la narravo alla grande la Serie B, viva Monelli e Savino. Può essere che da adulti si analizzino le cose più obiettivamente?
Puo essere.
Ma i nostri adulti di allora non erano disamorati.
Perchè la si narrava in modo più sereno, altrimenti quando siamo retrocessi alla fine del girone d andata nell 85 con Chinaglia presidente e Pulici direttore generale sarebbero andati a via Col di Lana con le molotov...

Sliver

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Citazione di: robylele il 27 Apr 2016, 14:08
Sulle comunicazioni 'sanitarie' sono d'accordo, così come sul flop di Bisevac.

Mi fa piacere altresì che quotandomi ti sei potuto sfogare (Corea del Nord, duo, core de pezza).
Mancava solo ''tifosi del bilancio'', sarà per la prossima volta.

:)

Difficile stare più di una riga sui contenuti, mi hai subito inserito nel format del "contestatore doc". Peccato che più dei tifosi del bilancio ho criticato i tifosi del terzo reich.
Spero che ancora si possa dire "duo" o "core de pezza" senza stracciarsi le vesti. Non è colpa mia se abbiamo una società fatta da due persone e se Pioli abbia giudicato Bisevac "un ottimo profilo per rafforzare la rosa".

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fish_mark

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Citazione di: Tarallo il 27 Apr 2016, 14:29
No, perche' non si chiede di inventare storie che non esistono. Sempre che non le abbiamo volutamente cancellate dalla nostra memoria.

Chi l'ha detto che le favole raccontano cose di fantasie, cose che non sono mai esistite?
Raccontano una realtà alla loro maniera, selezionando gli argomenti, gli accenti e le colorazioni degli avvenimenti, ma sempre di realtà si tratta.

Si possono narrare anche storie di sconfitte per creare una passione.
Fiorini ci salvò dalla C facendoci vincere una partita non inutile ma che in realtà non risolveva niente.
Quel gol è una delle immagini più impresse nel tifoso laziale della nostra età. lo stesso non si può dire del gol di Nedved in finale di Coppa delle coppe (e la cosa faceva incazzare Cragnotti, a ragione, da un certo punto di vista).

Nex1

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Citazione di: Moses E. Herzog il 27 Apr 2016, 14:26
Il problema, narrazione positiva o negativa che sia, è che io ci vedo il dolo nella gestione lotitiana di questi 12 anni. E vi dirò di più, il dolo è più evidente nelle annate positive che in quelle negative. E la cosa mi amareggia e mi mortifica come tifoso. Sono sfinito. Da bambino me la narravo alla grande la Serie B, viva Monelli e Savino. Può essere che da adulti si analizzino le cose più obiettivamente?

Concordo.
Lotito ha sempre deciso coscientemente di uccidere ciò che ha fatto di buono. E' come un padre che mangia i propri figli, è il Conte Ugolino che si ciba della nostra fede.

Brujita76

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Citazione di: Tarallo il 27 Apr 2016, 14:09
Non so se ti ricordi, ma l'esempio del figlio l'ho fatto anch'io.
Se parlassimo di Lazio come ne parliamo ai nostri figli (tranne i genitori piu' sadici) respireremmo tutti un'aria migliore.
si, mi ricordo benissimo e mi hai fatto ragionare molto sulla cosa....per questo ti ho rifatto lo stesso esempio mettendo però le mie difficoltà extra figli!

:beer

Achab77

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Riconoscere ciò che di buono è stato fatto non vuol dire il negativo improvvisamente non abbia più valenza. I toni su un forum di innamorati possono prendere connotati poco razionali e magari esagerati, ma non si può ascrivere ad un concetto di mera narrazione un malessere che c'è e che evidentemente non si riesce a mettere sotto la polvere. Il fatto che in passato ci sia riuscito di più e meglio testimonia che stiamo vivendo una fase più complicata del solito.

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FatDanny

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Citazione di: Sliver il 27 Apr 2016, 14:08
Caro FD, ti chiedo: perché questa altra narrazione nel cuore del popolo laziale non si è affermata? Un popolo soggiogato da una curva a pezzi (con i posti vuoti davanti al maxischermo del derby), dalle aradio, da Scarcelli? "Nonostante" tre gemme di trofei conquistati, come ricordi, perché vive un malumore così profondo e diffuso? A tua memoria, da quando sei laziale, hai mai vissuto una presidenza di 12 anni? Cerchiamo di capire cosa è successo nel profondo in questa era geologica sportiva?

Perché le narrazioni, non lo spiego di certo io a te, insistono nelle formazioni discorsive e nei conflitti quotidiani.
La narrazione della Lazio si è infognata nello scontro infinito su Lotito. Oggi noi non narriamo la Lazio, non lo facciamo da tanto, forse troppo tempo. Per questo le vittorie sembrano sbiadite mentre i Vignaroli restano memoria viva.
Noi narriamo la Lotitea, poema con più di una similitudine col tormentato ritorno a casa dell'arrogante Ulisse.
Con le sue sirene, le sue Scilla e Cariddi, i suoi Ciclopi...

Ma la Lotitea non è opera che porta con sé entusiasmo, è l'affannato e rancoroso tentativo di un ritorno a casa che sembra non poter arrivare mai. Mentre leggi di Ulisse sapendo che ce la farà, qui dove ci porterà il mare non lo sa proprio nessuno. E questo non può che produrre angoscia, frustrazione, odio, depressione, disamoramento. Perchè la Lazio è sparita assieme a Itaca.
E rimane l'uomo solo, assieme alla sua arroganza e ai suoi errori che lo condannano a vagare ancora chissà per quanto.

Citazione di: fish_mark il 27 Apr 2016, 12:31
Sulla narrazione
...

Vedi FM, io non ho mai negato che i Vignaroli, l'Alka Seltzer, le due qualificazioni mancate o i Perea siano meno veri delle coppe, dei Klose o del 26 maggio. L'ho detto fin dall'inizio: ambedue gli insiemi appartengono alla Realtà. Ambedue gli insiemi rappresentano il Reale. Ma non c'è racconto che tenga dentro tutto, ogni narratore opera una scelta. Che non vuol dire cancellare l'altra faccia della luna, ma stabilire inevitabili pesi diversi, dovuti non al grado di realtà ma all'importanza che TU, IO, NOI TUTTI gli assegnamo.
Ogni essere umano, da Gandhi a Che Guevara, da Padre Pio a Kennedy, può essere raccontato da molte prospettive. Così come ogni avvenimento, dalla Resistenza alla Rivoluzione Francese, dall'Indipendenza statunitense ai Conquistadores in America Latina.
Anche la più oggettiva delle prospettive sceglie un punto di vista. Può riportare anche aspetti tra loro contraddittori, ma il quadro d'insieme resterà coerente. E darà un giudizio.
Non è tanto il ricordare di Che Guevara il generoso contributo o la sua concezione delle donne, ma il peso che darò all'uno e all'altro. O non è per la Resistenza ricordare la battaglia per la Libertà o le rappresaglie del triangolo rosso, ma il peso che darò all'uno o all'altro.
Se oggi cambia come pensiamo la Liberazione non è perché è cambiata la Liberazione, ma perché stiamo cambiando noi e con noi sta cambiando la nostra prospettiva.
E c'è poco da fare, puoi star qui a tirare giù grafici, sistemi, schemi e trattati, ma quel peso specifico iscritto nella narrazione resterà sempre una valutazione segno di una scelta deliberata, di una decisione. Insomma, in parole povere, è un semplice giudizio di valore a decidere cosa sostenere, cosa assolvere e cosa condannare.

Ecco, per la Lazio è uguale.
Il punto non sono gli eventi o i protagonisti che aggiungi all'elenco, ma il peso che gli dai.
Ciò a cui DECIDI di attribuire importanza.
E finché il racconto resta la Lotitea è praticamente scontato che tutto il peso andrà sulla valutazione delle sue scelte (in un senso o nell'altro). Non potrà che essere così.
Ma quanti tifosi potranno mai appassionarsi a questo poema? Quanti saranno disposti a farsi carico di raccontarlo a quelli che vengono dopo di loro? Che fascino esercita lo scontro decennale con un mediocre imprenditore romano?
A mio avviso nessuno. Zero. La tipica palla di sterpi in un deserto desolato.

E così nelle tormentate vicende di un uomo solo al comando si perde la poesia seppur presente in quelle stesse vicende. Scivola via come dicevo nel post da te citato.
Come nessuno si domanda cosa sarà mai successo a Nausicaa o a Calipso, se non nei passaggi in cui sono presenti, così accade per la Lazio. Ad ogni tappa successiva è sempre Lotito il protagonista, al massimo la Lazio gli fa da sfondo.

Narrare la Lazio è dare importanza ad altro. E' dare importanza ai tanti sorrisi, alle tante gioie, alle tante soddisfazioni che in questi anni ci ha regalato. E' parziale?
Scusate, ma quale innamorato non lo è?

GiPoda

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Citazione di: Achab77 il 27 Apr 2016, 14:58
Riconoscere ciò che di buono è stato fatto non vuol dire il negativo improvvisamente non abbia più valenza. I toni su un forum di innamorati possono prendere connotati poco razionali e magari esagerati, ma non si può ascrivere ad un concetto di mera narrazione un malessere che c'è e che evidentemente non si riesce a mettere sotto la polvere. Il fatto che in passato ci sia riuscito di più e meglio testimonia che stiamo vivendo una fase più complicata del solito.

Lazio Patria Nostra
Che la fase sia più complicata non v  è dubbio.
Però è evidente, per chi ricorda, che la Lazio davvero mediocre narrata dalla buonanima di Gianni Elsner è profondamente diversa da quella narrata dai svariati conduttori aradiofonici attuali.
Poi come non ricordare il magico 2003-04, con Longo Pessi e Baraldi avanti fino alla vittoria, come recitava lo striscione degli ultras e con i "narratori"  tutti allineati e coperti?
Eppure era (ed  è)  mediocrità pure perdere Stankovic a 4 spicci all ultimo giorno di mercato.
E allora la narrazione purtroppo conta.

PaperoGiallo

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Citazione di: alex73 il 27 Apr 2016, 14:12
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:win2: :cheer: :win:

P.

DajeLazioMia

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La Lotitea, altro concetto fortissimo.
Complimenti FD, hai una capacità di spiegarti davvero notevole.



paolo1971

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Quello che salta agli occhi ormai da qualche anno è la difficoltà di parlare di "calcio", ipotizzando cessioni, acquisti e moduli, come si faceva un tempo non troppo lontano, confrontandosi.
Non ci si riesce più perchè il tutto viene inquinato da una presenza, alcuni di noi la mettono a capotavola, altri cercano di tenerla fuori il più possibile ma spesso se la ritrovano a tavola senza averla invitata.
Questo è ciò che più mi da fastidio, il non potermi confrontare parlando di calcio.
Ci sarebbero un mucchio di cose da dire sul futuro anche poco ricco della Lazio, le idee ci sarebbero per fare una buona squadra, una società più solida, un percorso da fare con la Polisportiva che non va mai trascurata, invece finisce che ognuno di noi si rabbuia e deprime.

Sliver

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Citazione di: FatDanny il 27 Apr 2016, 15:09
Perché le narrazioni, non lo spiego di certo io a te, insistono nelle formazioni discorsive e nei conflitti quotidiani.
La narrazione della Lazio si è infognata nello scontro infinito su Lotito. Oggi noi non narriamo la Lazio, non lo facciamo da tanto, forse troppo tempo. Per questo le vittorie sembrano sbiadite mentre i Vignaroli restano memoria viva.
Noi narriamo la Lotitea, poema con più di una similitudine col tormentato ritorno a casa dell'arrogante Ulisse.
Con le sue sirene, le sue Scilla e Cariddi, i suoi Ciclopi...

Ma la Lotitea non è opera che porta con sé entusiasmo, è l'affannato e rancoroso tentativo di un ritorno a casa che sembra non poter arrivare mai. Mentre leggi di Ulisse sapendo che ce la farà, qui dove ci porterà il mare non lo sa proprio nessuno. E questo non può che produrre angoscia, frustrazione, odio, depressione, disamoramento. Perchè la Lazio è sparita assieme a Itaca.
E rimane l'uomo solo, assieme alla sua arroganza e ai suoi errori che lo condannano a vagare ancora chissà per quanto.

Vedi FM, io non ho mai negato che i Vignaroli, l'Alka Seltzer, le due qualificazioni mancate o i Perea siano meno veri delle coppe, dei Klose o del 26 maggio. L'ho detto fin dall'inizio: ambedue gli insiemi appartengono alla Realtà. Ambedue gli insiemi rappresentano il Reale. Ma non c'è racconto che tenga dentro tutto, ogni narratore opera una scelta. Che non vuol dire cancellare l'altra faccia della luna, ma stabilire inevitabili pesi diversi, dovuti non al grado di realtà ma all'importanza che TU, IO, NOI TUTTI gli assegnamo.
Ogni essere umano, da Gandhi a Che Guevara, da Padre Pio a Kennedy, può essere raccontato da molte prospettive. Così come ogni avvenimento, dalla Resistenza alla Rivoluzione Francese, dall'Indipendenza statunitense ai Conquistadores in America Latina.
Anche la più oggettiva delle prospettive sceglie un punto di vista. Può riportare anche aspetti tra loro contraddittori, ma il quadro d'insieme resterà coerente. E darà un giudizio.
Non è tanto il ricordare di Che Guevara il generoso contributo o la sua concezione delle donne, ma il peso che darò all'uno e all'altro. O non è per la Resistenza ricordare la battaglia per la Libertà o le rappresaglie del triangolo rosso, ma il peso che darò all'uno o all'altro.
Se oggi cambia come pensiamo la Liberazione non è perché è cambiata la Liberazione, ma perché stiamo cambiando noi e con noi sta cambiando la nostra prospettiva.
E c'è poco da fare, puoi star qui a tirare giù grafici, sistemi, schemi e trattati, ma quel peso specifico iscritto nella narrazione resterà sempre una valutazione segno di una scelta deliberata, di una decisione. Insomma, in parole povere, è un semplice giudizio di valore a decidere cosa sostenere, cosa assolvere e cosa condannare.

Ecco, per la Lazio è uguale.
Il punto non sono gli eventi o i protagonisti che aggiungi all'elenco, ma il peso che gli dai.
Ciò a cui DECIDI di attribuire importanza.
E finché il racconto resta la Lotitea è praticamente scontato che tutto il peso andrà sulla valutazione delle sue scelte (in un senso o nell'altro). Non potrà che essere così.
Ma quanti tifosi potranno mai appassionarsi a questo poema? Quanti saranno disposti a farsi carico di raccontarlo a quelli che vengono dopo di loro? Che fascino esercita lo scontro decennale con un mediocre imprenditore romano?
A mio avviso nessuno. Zero. La tipica palla di sterpi in un deserto desolato.

E così nelle tormentate vicende di un uomo solo al comando si perde la poesia seppur presente in quelle stesse vicende. Scivola via come dicevo nel post da te citato.
Come nessuno si domanda cosa sarà mai successo a Nausicaa o a Calipso, se non nei passaggi in cui sono presenti, così accade per la Lazio. Ad ogni tappa successiva è sempre Lotito il protagonista, al massimo la Lazio gli fa da sfondo.

Narrare la Lazio è dare importanza ad altro. E' dare importanza ai tanti sorrisi, alle tante gioie, alle tante soddisfazioni che in questi anni ci ha regalato. E' parziale?
Scusate, ma quale innamorato non lo è?

Scusa Fat, ma come fa in questa narrazione che proponi a scomparire l'artefice principale, nel bene e nel male, di questa storia? Tu operi una rimozione che in nessun altro campo della tua vita faresti (ti conosco), alla conquista di una narrazione troppo "parziale". Almeno secondo me. Ma forse questo è il segreto per essere tifosi "a prescindere", ammetto che io non ci riesco e ti ammiro, come ammiro Gesulio, Pentiux e tutti.
Che soffro di più per le occasioni sprecate, per il rappresentante della ss Lazio che ha la postura da traffichino degli uffici di Storace, per i tanti anni di piazzamenti mediocri o sempre con un sordo in meno pe fa na lira, per non aver mai visto una crescita costante che la faccia finita con le "passioni tristi" dei "mitici anni 80", autoassolutorie e foriere di alibi ("non abbiamo mai contato un cazzo, ma cosa pretendi da Lotito?"), per non fare quel passo in più nel senso di fidelizzazione, fatto di tanti piccoli pezzi di fascinazione per il tifoso (penso a una "operazione Flaminio", mappa della lazialità, guida turistica nel calcio del 900, museo della Lazio, la polisportiva, bla bla bla). e ammetto che nel mio "non a prescindere" c'è il disgusto verso la vera cosa che dovrebbe animare la partecipazione allo stadio: quella curva di reduci e frustrati della storia. Ecco, tra sti figuri in campo, io mi sento fuori posto. Ma è l'unico modo per coltivare la "mia" lazialità.

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Citazione di: FatDanny il 27 Apr 2016, 15:09
Vedi FM, io non ho mai negato che i Vignaroli, l'Alka Seltzer, le due qualificazioni mancate o i Perea siano meno veri delle coppe, dei Klose o del 26 maggio. L'ho detto fin dall'inizio: ambedue gli insiemi appartengono alla Realtà. Ambedue gli insiemi rappresentano il Reale. Ma non c'è racconto che tenga dentro tutto, ogni narratore opera una scelta. Che non vuol dire cancellare l'altra faccia della luna, ma stabilire inevitabili pesi diversi, dovuti non al grado di realtà ma all'importanza che TU, IO, NOI TUTTI gli assegnamo.
Ogni essere umano, da Gandhi a Che Guevara, da Padre Pio a Kennedy, può essere raccontato da molte prospettive. Così come ogni avvenimento, dalla Resistenza alla Rivoluzione Francese, dall'Indipendenza statunitense ai Conquistadores in America Latina.
Anche la più oggettiva delle prospettive sceglie un punto di vista. Può riportare anche aspetti tra loro contraddittori, ma il quadro d'insieme resterà coerente. E darà un giudizio.
Non è tanto il ricordare di Che Guevara il generoso contributo o la sua concezione delle donne, ma il peso che darò all'uno e all'altro. O non è per la Resistenza ricordare la battaglia per la Libertà o le rappresaglie del triangolo rosso, ma il peso che darò all'uno o all'altro.
Se oggi cambia come pensiamo la Liberazione non è perché è cambiata la Liberazione, ma perché stiamo cambiando noi e con noi sta cambiando la nostra prospettiva.
E c'è poco da fare, puoi star qui a tirare giù grafici, sistemi, schemi e trattati, ma quel peso specifico iscritto nella narrazione resterà sempre una valutazione segno di una scelta deliberata, di una decisione. Insomma, in parole povere, è un semplice giudizio di valore a decidere cosa sostenere, cosa assolvere e cosa condannare.

Ecco, per la Lazio è uguale.
Il punto non sono gli eventi o i protagonisti che aggiungi all'elenco, ma il peso che gli dai.
Ciò a cui DECIDI di attribuire importanza.
E finché il racconto resta la Lotitea è praticamente scontato che tutto il peso andrà sulla valutazione delle sue scelte (in un senso o nell'altro). Non potrà che essere così.
Ma quanti tifosi potranno mai appassionarsi a questo poema? Quanti saranno disposti a farsi carico di raccontarlo a quelli che vengono dopo di loro? Che fascino esercita lo scontro decennale con un mediocre imprenditore romano?
A mio avviso nessuno. Zero. La tipica palla di sterpi in un deserto desolato.

E così nelle tormentate vicende di un uomo solo al comando si perde la poesia seppur presente in quelle stesse vicende. Scivola via come dicevo nel post da te citato.
Come nessuno si domanda cosa sarà mai successo a Nausicaa o a Calipso, se non nei passaggi in cui sono presenti, così accade per la Lazio. Ad ogni tappa successiva è sempre Lotito il protagonista, al massimo la Lazio gli fa da sfondo.

Narrare la Lazio è dare importanza ad altro. E' dare importanza ai tanti sorrisi, alle tante gioie, alle tante soddisfazioni che in questi anni ci ha regalato. E' parziale?
Scusate, ma quale innamorato non lo è?

Fat
il discorso che tu hai mirabilmente sviluppato è esattamente quanto ti sto molto umilmente segnalando. Parli di scelte di campo, di selezione di cose da raccontare per fare la narrazione, si spera positiva, ricordandomi e ricordandoci che in ogni operazione storiografica si compie sempre questa scelta. E' esattamente quanto ti sto dicendo.

Però l'operazione non è né neutra, né strettamente storiografica, come ho provato a dirti e come credo tu ben sai, ma di preciso significato culturale e politico. Hai citato tanti personaggi della storia su cui ci ricordi come la narrazione deve sempre compiere certe scelte per veicolare certi significati e certi messaggi.

Lo stesso vale anche per la Lazio e su questo ho provato a domandarti chi deve svolgere questa operazione, efficacemente e in che termini di efficacia? Artibani, De Martino o Fat Danny? Te lo chiedo perché la questione non è polemica ma attiene all'efficacia di quanto mi stai segnalando (e che ho ben percepito, visto che sono molto d'accordo), ossia la narrazione.

Artibani opera in radio, De Martino è un dipende della Lazio, Fat Danny un tifoso semplice che scrive amabilmente su un forum di tifosi. Parliamo di ambiti diversi, di potenzialità diverse e di obiettivi comuni, ma raggiungibili in misura molto differente in ragione della potenza dei mezzi a disposizione.

Considerare le radio come agenti della disinformazia antilotitiana, come dedite semplicemente alla denigrazione di quanto accade con la Lazio (il che non è vero), non serve a molto e lo si è visto. Giudicare De Martino come un novello Mohammed Saeed al-Sahaf, il ministro dell'informazione di Saddam Hussein, non serve a niente.
Immaginare che un Fat Danny possa da solo contribuire a ricostituire lo spirito del tifoso laziale è operazione al di sopra delle forze umane.
Te lo segnalo perché un forum internet è seguito da qualche centinaio di persone, mente radio e giornali hanno un pubblico molto più vasto.

Io ho provato a sottolineare come questa azione, assolutamente meritoria e condivisibile, deve essere integrata tra i vari ambiti e i vari mezzi e, se non guidata, sicuramente promossa e sostenuta dalla società.
Ma su questo si è fatta la solita irresistibile ilarità, come talvolta accade. Pazienza.



kelly slater

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Citazione di: Sliver il 27 Apr 2016, 15:30
Scusa Fat, ma come fa in questa narrazione che proponi a scomparire l'artefice principale, nel bene e nel male, di questa storia? Tu operi una rimozione che in nessun altro campo della tua vita faresti (ti conosco), alla conquista di una narrazione troppo "parziale". Almeno secondo me. Ma forse questo è il segreto per essere tifosi "a prescindere"

Anche a me era venuto in mente il concetto di Rimozione, mi fa piacere di non essere stato il solo a notarlo
nel discorso di fat.

Citazione di: kelly slater il 22 Apr 2016, 18:10

C'e' un problema nel tuo discorso: per fare quello che auspichi bisognerebbe rimuovere lotito.
Rimuoverlo in senso simbolico ovviamente, perche' fisicamente non si puo' dal momento che altro NON C'E'.


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