Citazione di: Sliver il 27 Apr 2016, 14:08
Caro FD, ti chiedo: perché questa altra narrazione nel cuore del popolo laziale non si è affermata? Un popolo soggiogato da una curva a pezzi (con i posti vuoti davanti al maxischermo del derby), dalle aradio, da Scarcelli? "Nonostante" tre gemme di trofei conquistati, come ricordi, perché vive un malumore così profondo e diffuso? A tua memoria, da quando sei laziale, hai mai vissuto una presidenza di 12 anni? Cerchiamo di capire cosa è successo nel profondo in questa era geologica sportiva?
Perché le narrazioni, non lo spiego di certo io a te, insistono nelle formazioni discorsive e nei conflitti quotidiani.
La narrazione della Lazio si è infognata nello scontro infinito su Lotito. Oggi noi non narriamo la Lazio, non lo facciamo da tanto, forse troppo tempo. Per questo le vittorie sembrano sbiadite mentre i Vignaroli restano memoria viva.
Noi narriamo la
Lotitea, poema con più di una similitudine col tormentato ritorno a casa dell'arrogante Ulisse.
Con le sue sirene, le sue Scilla e Cariddi, i suoi Ciclopi...
Ma la
Lotitea non è opera che porta con sé entusiasmo, è l'affannato e rancoroso tentativo di un ritorno a casa che sembra non poter arrivare mai. Mentre leggi di Ulisse sapendo che ce la farà, qui dove ci porterà il mare non lo sa proprio nessuno. E questo non può che produrre angoscia, frustrazione, odio, depressione, disamoramento. Perchè la Lazio è sparita assieme a Itaca.
E rimane l'uomo solo, assieme alla sua arroganza e ai suoi errori che lo condannano a vagare ancora chissà per quanto.
Citazione di: fish_mark il 27 Apr 2016, 12:31
Sulla narrazione
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Vedi FM, io non ho mai negato che i Vignaroli, l'Alka Seltzer, le due qualificazioni mancate o i Perea siano meno veri delle coppe, dei Klose o del 26 maggio. L'ho detto fin dall'inizio: ambedue gli insiemi appartengono alla Realtà. Ambedue gli insiemi rappresentano il Reale. Ma non c'è racconto che tenga dentro tutto, ogni narratore opera una scelta. Che non vuol dire cancellare l'altra faccia della luna, ma stabilire inevitabili pesi diversi, dovuti non al grado di realtà ma all'importanza che TU, IO, NOI TUTTI gli assegnamo.
Ogni essere umano, da Gandhi a Che Guevara, da Padre Pio a Kennedy, può essere raccontato da molte prospettive. Così come ogni avvenimento, dalla Resistenza alla Rivoluzione Francese, dall'Indipendenza statunitense ai Conquistadores in America Latina.
Anche la più oggettiva delle prospettive sceglie un punto di vista. Può riportare anche aspetti tra loro contraddittori, ma il quadro d'insieme resterà coerente. E darà un giudizio.
Non è tanto il ricordare di Che Guevara il generoso contributo o la sua concezione delle donne, ma il peso che darò all'uno e all'altro. O non è per la Resistenza ricordare la battaglia per la Libertà o le rappresaglie del triangolo rosso, ma il peso che darò all'uno o all'altro.
Se oggi cambia come pensiamo la Liberazione non è perché è cambiata la Liberazione, ma perché stiamo cambiando noi e con noi sta cambiando la nostra prospettiva.
E c'è poco da fare, puoi star qui a tirare giù grafici, sistemi, schemi e trattati, ma quel peso specifico iscritto nella narrazione resterà sempre una valutazione segno di una scelta deliberata, di una decisione. Insomma, in parole povere, è un semplice giudizio di valore a decidere cosa sostenere, cosa assolvere e cosa condannare.
Ecco, per la Lazio è uguale.
Il punto non sono gli eventi o i protagonisti che aggiungi all'elenco, ma il peso che gli dai.
Ciò a cui DECIDI di attribuire importanza.
E finché il racconto resta la
Lotitea è praticamente scontato che tutto il peso andrà sulla valutazione delle sue scelte (in un senso o nell'altro). Non potrà che essere così.
Ma quanti tifosi potranno mai appassionarsi a questo poema? Quanti saranno disposti a farsi carico di raccontarlo a quelli che vengono dopo di loro? Che fascino esercita lo scontro decennale con un mediocre imprenditore romano?
A mio avviso nessuno. Zero. La tipica palla di sterpi in un deserto desolato.
E così nelle tormentate vicende di un uomo solo al comando si perde la poesia seppur presente in quelle stesse vicende. Scivola via come dicevo nel post da te citato.
Come nessuno si domanda cosa sarà mai successo a Nausicaa o a Calipso, se non nei passaggi in cui sono presenti, così accade per la Lazio. Ad ogni tappa successiva è sempre Lotito il protagonista, al massimo la Lazio gli fa da sfondo.
Narrare la Lazio è dare importanza ad altro. E' dare importanza ai tanti sorrisi, alle tante gioie, alle tante soddisfazioni che in questi anni ci ha regalato. E' parziale?
Scusate, ma quale innamorato non lo è?