Citazione di: white-blu il 03 Mag 2016, 16:03
Provoca come ha sempre provocato.
Lui si nutre delle coseguenze delle sue provocazioni.
Invece io in questi anni ho maturato la mia idea che qui vado ad esporre: Lotito non è cattivo, né cinico, né non ambizioso, LOTITO E' INFINITAMENTE UN EGOCENTRICO, ed i suoi comportamenti sono solo la logica conseguenza di questo egocentrismo all'ennesima potenza, rafforzati dal fatto che la sua vita gli ha dimostrato che grazie alle sue idee ed al modo di porle in alto lui stesso ha raggiunto traguardi altissimi, per cui le sue idee lui le considera certezze a livello quasi dogmatico.
Sentendolo, leggendolo e osservando i suoi comportamenti penso che fondamentalmente lui non sia mai stato né appassionato di calcio né tifoso, magari qualche tiepida simpatia, ma nulla di più, e che, prima di acquistare la Lazio, abbia sempre visto il calcio, e quindi anche chi lo vive con forte partecipazione, come un qualcosa di ludico ma fondamentalmente qualcosa per cui non vale la pena stracciarsi le vesti, o dedicargli più di qualche ora d'attenzione, nel bene e nel male.
Questo tipo di convinzione me la sono fatta dopo anni, e quando lui ha fatto le battute quando i giornalisti gli parlano del " mal di pancia dei tifosi" (riferimento all'alkaseltzer o al maalox....), sono certo che non l'ha fatto perché voleva offendere i tifosi, ma perché nel suo animo certe tipo di emotività per il calcio lui, in fondo, le ritiene davvero esagerate (un po' come quando in famiglia c'è qualcuno che non segue il calcio e giudica esagerate e stupide certe reazioni emozionali....). Lotito non nasce tifoso di calcio, quindi le sue idee strategiche sulla società non è altro che l'attuazione delle sue logiche imprenditoriali, nè più e né meno.
Il fatto che lui non sia mai entrato in empatia con i tifosi nasce da questo, e lo scontro si è sempre più acuito perché lui vive e sente la S.S. Lazio (causa il suo immenso egocentrismo) come una cosa TUTTA SUA, è una sua azienda, una sua creatura (perché lui stesso ritiene di averla salvata da morte certa, il fallimento....), per cui quando l'ambiente lo attacca invocando che lui la metta in vendita reagisce, avendo un carattere forte, come reagirebbe qualcuno cui stanno tentando di togliere qualcosa cui tine tantissimo, e non ammette intrusioni di campo, accetta che i tifosi partecipino ai successi della Lazio, che lui vive anche con gioia, ma perché sono I SUOI SUCCESSI, ecco la sostanziale differenza con l'animo del tifoso, la Lazio è sua, lui non è vero che non vuole vincere, ma avendo lui la convinzione che anche diventare Presidente e proprietario della Lazio sia sempre stata una conseguenza del suo successo professionale, attraverso l'attuazione delle sue idee, è straconvinto, anche perché non conosce ma soprattutto non accetta altre strategie diverse da quelle che lo hanno portato, a quello che lui ritiene una posizione di gran successo, e se ciò non avviene non è colpa sua, ma di chi le ha attuato male, o dei cosiddetti "fattori imponderabili".
Il Proprietario tifoso è sicuramente uomo d'affare ed avrà le sue strategie, però riesce a comprendere i desideri, le aspirazioni, le ansie, le palpitazioni del tifoso, anche quello più passionale, lui proprio non ci riesce, perché non lo è mai stato, ed il suo carattere egocentrico gli impedisce di immedesimarsi negli altri, e quando, dopo una stagione negativa, lui attua un buon mercato, non lo fa per le ragione per cui lo faremmo noi, ovvero per un progetto sportivo ed emozionale, lui lo fa perché deve per forza migliorare la sua azienda, ed ecco che quando le cose, come lo scorso giugno, vanno invece bene lui non accelera, quello che noi chiamiamo salto di qualità, perché per il suo livello culturale professionale, a livello aziendale lui già considera quel livello ottimale, e quindi tiene barra dritta e continua senza voler dare scossoni, perché dentro non ha il furore calcistico, proprio non ce l'ha, e le contestazioni creano in lui la reazione che ha un bambino quando cerchiamo di strappargli un giocattolo di mano, ecco perché, se la nostra finalità di tifosi è vedere la Lazio migliorare, attaccandolo e contestandolo non facciamo altro che farlo irrigidire e farlo diventare ancor più integralista nell'applicazione delle sue strategie.
Per assurdo, perché sembra un discorso di logica infantile, più lo si attacca e lui più cxi vede come i nemici invece se i tifosi amassero la Lazio, la coccolassero nei momenti di difficoltà lui potrebbe leggermente cambiare, perché vedrebbe e cmq in noi coloro che amano una cosa SUA, e quindi, come fa un bambino, magari è lui steso a invitarci a "giocare " con lui.
Allora la considerazione è....per quanto rimarrà al timone ?
Fin quando non si sarà stufato oppure quando troverà nella vendita aspetti positivi, ma una cosa per me è certa, più viene e invitato e mettere in vendita la società e più NON LO FARA', quindi continuare con questa comunicazione aggressiva ed ostile, oltre a danneggiare la squadra e in complesso più ampio la Lazio, è anche inutile e soprattutto dannoso.
Allora, se proprio uno non accetta questa dimensione, questa proprietà ?
E' triste dire, ma nella vita c'è di peggio, per cui se proprio non si riesce ad andare oltre la contrarietà verso Lotito e tifare, vivere la passione e sostenere Lazio a prescindere, o magari non ci si identifica più nell'ideale Lazio che si è scelto di tifare ed identificarsi per l'appunto, l'unica alternativa ad una vita da tifoso calcistica fatta di rabbia, fegato amaro, e negativa al massimo, è allontanarsi dalla Lazio, abbandonare la fede per la Lazio, non dico cambiare squadra perché non si può farlo così in poco tempo, ma magari non interessarsi più della Lazio e vivere, se si vuole, la passione calcistica in maniera neutrale, e poi con il futuro, o ritornare a seguire la Lazio se le cose son cambiate, oppure magari ci si affeziona ad altre realtà.
A livello logico non ci sono altre soluzioni.