Di padre in figlio

Aperto da erlikkhan, 04 Mar 2016, 17:44

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io vorrei andare in curva ma continuo a lottare contro le barriere

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spero solo che sia una bella festa di sport e che non ci siano cori contro Lotito o contro la società

andyco

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vedè tutte ste panze che si trascinano in mezzo al campo con magliette non direttamente riconducibili alla Lazio me mette una tristezza infinita ,


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kelly slater

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Citazione di: Ranxerox il 18 Mag 2016, 00:14
Be, però magari ci sarà bomber Garlini eh...

Comunque da Repubblica odierna:
TRE LE FORMAZIONI STORICHE IN CAMPO - Promotrice dell'iniziativa - come nel 2014 - l'Associazione 73/74, che riunisce Pino Wilson, Giancarlo Oddi e gli altri giocatori che vinsero il primo scudetto con la Lazio di Chinaglia e Maestrelli. Saranno loro, insieme ai figli dei calciatori scomparsi, a formare la squadra del 1974 che sfiderà altre due formazioni storiche: quella del secondo Tricolore conquistato nel 2000 e la Lazio del -9 (che nel 1987 si salvò dalla Serie C agli spareggi, dopo essere partita con 9 punti di penalizzazione). A loro si aggregheranno poi tanti altri volti che hanno legato alla maglia biancoceleste anni importanti della loro carriera. Sul terreno dell'Olimpico sfileranno i vari Roberto Mancini, Sinisa Mihajlovic, Luca Marchegiani, lo stesso Simone Inzaghi. E poi ancora Angelo Peruzzi, Alexandar Kolarov, Ruben Sosa, Karl-Heinze Riedle e tanti altri campioni del passato più o meno recente. La Lazio ha dato il proprio consenso anche alla presenza di Miro Klose e Senad Lulic, che potrebbero arricchire il già ampio cast, mentre è già sicura la presenza dell'aquila Olympia.

LA STORIA DELLA LAZIO "NARRATA COME UNA FAVOLA" - Il triangolare sarà però solo l'atto conclusivo dell'evento, che sarà inaugurato dalla sfilata delle sezioni che compongono la Polisportiva Lazio. Gli organizzatori hanno poi previsto uno show vero e proprio, che sarà realizzato in tandem con la Curva Nord. "Lo spettacolo - spiega Fabio Argentini, autore della serata, presentatore sarà Danilo Galdino - racconterà sostanzialmente una favola, con il conduttore che narrerà a un gruppo di bambini la storia della Lazio. Sarà il canovaccio all'interno del quale sono stati inseriti momenti emozionali e particolarmente importanti, che i tifosi hanno vissuto lungo la loro vita e potranno tornare a rivivere". Il finale di questa favola narrata attraverso parole e immagini (il club ha messo a disposizione l'archivio storico) vedrà protagonista Mogol: sulle note de "I Giardini di Marzo", canzone adottata come un vero e proprio inno dai sostenitori biancocelesti, il celebre autore delle canzoni di Lucio Battisti parlerà a centrocampo del legame con la Lazio del compianto cantante di Poggio Bustone. Il regista dell'evento sarà Sergio Colabona, con Augusto Santucci direttore tecnico. Sugli spalti sono già sicuri circa 40 mila spettatori, ma il dato è destinato ad aumentare nei giorni precedenti alla serata, il cui ricavato sarà devoluto in parte ad alcune onlus


Bravo Lotito.

gentlemen

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Citazione di: volerevolare il 23 Mag 2016, 14:33
Io non andrò.

Sinceramente ne ho abbastanza le tasche piene di queste manifestazioni autocelebrative e pure un pò patetiche in cui, pur di andare contro la società, i soliti comunicatori riesumano vecchie glorie e attempati ex calciatori che, più o meno volontariamente, si prestano per far tirare qualche skizzo di mer.da addosso alla nostra Lazio. 

Il fatto poi che all'esca abbiano abboccato oltre 40 mila laziali, molti dei quali hanno abbandonato da tempo la vera Lazio facendoci tifare in faccia finanche dal Frosinone, mi fa ancora più tristezza perchè mi fa pensare che la deriva e lo scollamento che stiamo vivendo in questi mesi/anni sia sempre più insanabile.

Pensare che poi il promoter dell'iniziativa sia Pino Wilson, un uomo autodefinitosi "capitano" che ha insozzato i colori della Lazio vendendosi delle partite e facendoci vivere una delle pagine più vergognose della nostra storia mi fa ancora più riflettere.

Con la saga dei "Di padre in figlio" siamo entrati in un mondo virtuale in cui l'idea della Lazio è più importante della Lazio stessa, in cui l'odio per la proprietà supera l'amore per la propria squadra del cuore.

Comincio proprio a pensare che 12 anni fa Lotito abbia sbagliato a salvarci, che forse a tanti dei 43 mila laziali che stasera andranno ad applaudire il "capitano" Pino Wilson, il buon Lele Poda e gli altri avrebbe fatto bene un pò di serie B (o anche serie C, come si sono fatti i tifosi del Naples e della Florentia) per vedere la realtà con occhi diversi.

Io che gli anni di B li ho vissuti sulla mia pelle di tifoso, che ho visto giocare la Cavese, la Samb, il Rimini, la Spal, che ho visto giocare dal vivo Podavini, Chiodi, Vinazzani, Speggiorin, Vella e gli altri carneadi di quegli anni bui posso dirvi che non cambierei quelle Lazio con questa dell'era Lotito che, pur con l'antipatia del suo Presidente, nelle sue peggiori annate arriva 8a in serie A e si gioca un ottavo di finale di EL.

E ve lo dice uno che ha dovuto aspettare di avere 25 anni prima di vedere una partita di Coppa Uefa...

Povera Lazio mia che ti hanno fatto...
APPLAUSI.
Mi sono vergognato a Lazio-Galatasaray e Lazio-Sparta Praga, una tifoseria mediocre, opportunista, infedele, e visto Lazio-Napoli di quest'anno, anche razzista.
La festa della Lazio era negli ottavi di Europa League, ora volete pulirvi la faccia con la faccia di qualche ex-giocatore, tra cui alcuni che non vedono l'ora di sputare veleno sulla società, anche se sono stati ben pagati.
Per me è una pagliacciata, o almeno è pari ad una rimpatriata tra amici.
La Lazio giocava all'olimpico, stadio in cui eravamo ospiti.
Cari Laziali Romani, forse non ve ne siete accorti, ma se girate bene per le strade della Vostra Città, a furia di boicottare, vi renderete conto che siete, calcisticamente, ospiti anche nella vostra città, abbiate un po' di coscienza.
La vera cosa trista è che io, che non la penso con chi ritiene questa di stasera la vera espressione della Lazialità, debba essere considerato parte di questa tifoseria

gentlemen

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Citazione di: volerevolare il 23 Mag 2016, 14:33
Io non andrò.

Sinceramente ne ho abbastanza le tasche piene di queste manifestazioni autocelebrative e pure un pò patetiche in cui, pur di andare contro la società, i soliti comunicatori riesumano vecchie glorie e attempati ex calciatori che, più o meno volontariamente, si prestano per far tirare qualche skizzo di mer.da addosso alla nostra Lazio. 

Il fatto poi che all'esca abbiano abboccato oltre 40 mila laziali, molti dei quali hanno abbandonato da tempo la vera Lazio facendoci tifare in faccia finanche dal Frosinone, mi fa ancora più tristezza perchè mi fa pensare che la deriva e lo scollamento che stiamo vivendo in questi mesi/anni sia sempre più insanabile.

Pensare che poi il promoter dell'iniziativa sia Pino Wilson, un uomo autodefinitosi "capitano" che ha insozzato i colori della Lazio vendendosi delle partite e facendoci vivere una delle pagine più vergognose della nostra storia mi fa ancora più riflettere.

Con la saga dei "Di padre in figlio" siamo entrati in un mondo virtuale in cui l'idea della Lazio è più importante della Lazio stessa, in cui l'odio per la proprietà supera l'amore per la propria squadra del cuore.

Comincio proprio a pensare che 12 anni fa Lotito abbia sbagliato a salvarci, che forse a tanti dei 43 mila laziali che stasera andranno ad applaudire il "capitano" Pino Wilson, il buon Lele Poda e gli altri avrebbe fatto bene un pò di serie B (o anche serie C, come si sono fatti i tifosi del Naples e della Florentia) per vedere la realtà con occhi diversi.

Io che gli anni di B li ho vissuti sulla mia pelle di tifoso, che ho visto giocare la Cavese, la Samb, il Rimini, la Spal, che ho visto giocare dal vivo Podavini, Chiodi, Vinazzani, Speggiorin, Vella e gli altri carneadi di quegli anni bui posso dirvi che non cambierei quelle Lazio con questa dell'era Lotito che, pur con l'antipatia del suo Presidente, nelle sue peggiori annate arriva 8a in serie A e si gioca un ottavo di finale di EL.

E ve lo dice uno che ha dovuto aspettare di avere 25 anni prima di vedere una partita di Coppa Uefa...

Povera Lazio mia che ti hanno fatto...

fish_mark

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Io ci andrò.

Anche se francamente ne ho abbastanza della poetica e retorica settantaquattrista, delle immagini in bianco e nero con Chinaglia che segna sotto la sud, delle milionesima domanda al giocatore dello scudetto sul clima dei rapporti nello spogliatoio, insomma della deriva reducista che implacabile ti assale in occasioni come queste che cominciano a essere tante ora troppe. Ma ogni tanto fa piacere rivedere vecchie glorie, con i capelli bianchi e un po' appesantite, spesso irriconoscibili che quando ti spiegano chi sono ti viene un tonfo al cuore tanto è la distanza dei tuoi ricordi da quello che ti si presenta in quell'istante in campo.

Ci vado senza minimamente curarmi del fatto che tutto questo sia organizzato per l'ennesimo complotto contro la società. Anche perché se oltre 40 mila laziali hanno risposto all'appello, ciò significa che la connessione tra società e popolo laziale attualmente proprio non esiste, non funziona. E mi dispiace tutto questo ma non posso farci niente. C'ero domenica con la Fiorentina. Ci sarò stasera. Arriveranno momenti migliori ma intanto dove sventola una bandiera bianca e celeste io sono lì, almeno con il mio sorriso e so che non sarò l'unico.

Pensare che poi il promoter dell'iniziativa sia Pino Wilson, il c.d. "capitano" protagonista di uno scudetto ma anche di una pagina nera che portò a uno dei decenni più brutti della nostra storia, non mi pone alcun problema. Per una festa può essere sufficiente e il tempo aiuta anche a superare certe cose, specie se a distanza di 36 anni dai fatti.

Se è vero che questa saga dei "Di padre in figlio" rischia di portarci in un mondo virtuale in cui l'idea della Lazio è più importante della Lazio stessa, ciò significa che la Lazio è un' idea prima ancora che una ragione sociale e che il tifoso se non trova motivazioni che mobilitano un popolo nel campo dove si svolgono le sfide della sua squadra, talvolta se le autogestisce e allora si riunisce non per contarsi ma per stare insieme, senza esclusioni, tessere e provvedimenti delle autorità.

12 anni fa Lotito ha fatto la cosa giusta dal suo punto di vista di imprenditore, ossia salvarci e riportarci in carreggiata. Ma gestire una società di calcio non significa semplicemente svolgere un lavoro ragionieristico. Se dopo 12 anni stiamo ancora a ricordarlo significa che il problema non è mai stato affrontato né risolto.

Anche io mi sono ciucciato gli 11 anni di B degli anni 80 e anche io mi sono dovuto sorbire certi partitoni con Cavese, Samb, Rimini e Spal, così come con Taranto, Campobasso, Catanzaro e Bari, mentre davanti casa mia si sognava tra Dundee e Sofia, Goteborg e Berlino, fino a sfiorare il colpo definitivo con i reds (dove se la presero in quel posto).
Anche ho visto giocare dal vivo Podavini, Chiodi, Vinazzani, Speggiorin e Vella, ma anche Magnocavallo, Sgarbossa, Filisetti Mandelli, Monelli e Galderisi e potremmo andare ancora oltre. Insomma gente che per quell'epoca e in quelle condizioni faceva emozionare perché c'erano traguardi enormi da raggiungere, ossia tornare nel calcio che contava visto che eravamo stati messi fuori da tutto. E allora una salvezza disperata dalla serie C, come la promozione in serie A erano i nostri scudetti, le nostre champions. Fare uno scambio con quelli di oggi non ha alcun senso né storico, né calcistico. L'unica cosa che si può dire è che in serie A, specie in quella di oggi, un ottavo posto equivale a consegnarsi all'anonimato che non serve a niente né a nessuno. Per questo si farà fatica tra 5 anni ricordarsi di un Bisevac, mentre arriverà subito il nome di un Monelli o di un Gabriele Pin, protagonisti con noi in serie B di partite di un quarto di secolo fa.

Viene prima un'idea della sua ragione sociale. E questa sera servirà a ridargli slancio e vigore in attesa di tempi migliori.

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volerevolare

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Citazione di: fish_mark il 23 Mag 2016, 17:44
Io ci andrò.

Anche se francamente ne ho abbastanza della poetica e retorica settantaquattrista, delle immagini in bianco e nero con Chinaglia che segna sotto la sud, delle milionesima domanda al giocatore dello scudetto sul clima dei rapporti nello spogliatoio, insomma della deriva reducista che implacabile ti assale in occasioni come queste che cominciano a essere tante ora troppe. Ma ogni tanto fa piacere rivedere vecchie glorie, con i capelli bianchi e un po' appesantite, spesso irriconoscibili che quando ti spiegano chi sono ti viene un tonfo al cuore tanto è la distanza dei tuoi ricordi da quello che ti si presenta in quell'istante in campo.

Ci vado senza minimamente curarmi del fatto che tutto questo sia organizzato per l'ennesimo complotto contro la società. Anche perché se oltre 40 mila laziali hanno risposto all'appello, ciò significa che la connessione tra società e popolo laziale attualmente proprio non esiste, non funziona. E mi dispiace tutto questo ma non posso farci niente. C'ero domenica con la Fiorentina. Ci sarò stasera. Arriveranno momenti migliori ma intanto dove sventola una bandiera bianca e celeste io sono lì, almeno con il mio sorriso e so che non sarò l'unico.

Pensare che poi il promoter dell'iniziativa sia Pino Wilson, il c.d. "capitano" protagonista di uno scudetto ma anche di una pagina nera che portò a uno dei decenni più brutti della nostra storia, non mi pone alcun problema. Per una festa può essere sufficiente e il tempo aiuta anche a superare certe cose, specie se a distanza di 36 anni dai fatti.

Se è vero che questa saga dei "Di padre in figlio" rischia di portarci in un mondo virtuale in cui l'idea della Lazio è più importante della Lazio stessa, ciò significa che la Lazio è un' idea prima ancora che una ragione sociale e che il tifoso se non trova motivazioni che mobilitano un popolo nel campo dove si svolgono le sfide della sua squadra, talvolta se le autogestisce e allora si riunisce non per contarsi ma per stare insieme, senza esclusioni, tessere e provvedimenti delle autorità.

12 anni fa Lotito ha fatto la cosa giusta dal suo punto di vista di imprenditore, ossia salvarci e riportarci in carreggiata. Ma gestire una società di calcio non significa semplicemente svolgere un lavoro ragionieristico. Se dopo 12 anni stiamo ancora a ricordarlo significa che il problema non è mai stato affrontato né risolto.

Anche io mi sono ciucciato gli 11 anni di B degli anni 80 e anche io mi sono dovuto sorbire certi partitoni con Cavese, Samb, Rimini e Spal, così come con Taranto, Campobasso, Catanzaro e Bari, mentre davanti casa mia si sognava tra Dundee e Sofia, Goteborg e Berlino, fino a sfiorare il colpo definitivo con i reds (dove se la presero in quel posto).
Anche ho visto giocare dal vivo Podavini, Chiodi, Vinazzani, Speggiorin e Vella, ma anche Magnocavallo, Sgarbossa, Filisetti Mandelli, Monelli e Galderisi e potremmo andare ancora oltre. Insomma gente che per quell'epoca e in quelle condizioni faceva emozionare perché c'erano traguardi enormi da raggiungere, ossia tornare nel calcio che contava visto che eravamo stati messi fuori da tutto. E allora una salvezza disperata dalla serie C, come la promozione in serie A erano i nostri scudetti, le nostre champions. Fare uno scambio con quelli di oggi non ha alcun senso né storico, né calcistico. L'unica cosa che si può dire è che in serie A, specie in quella di oggi, un ottavo posto equivale a consegnarsi all'anonimato che non serve a niente né a nessuno. Per questo si farà fatica tra 5 anni ricordarsi di un Bisevac, mentre arriverà subito il nome di un Monelli o di un Gabriele Pin, protagonisti con noi in serie B di partite di un quarto di secolo fa.

Viene prima un'idea della sua ragione sociale. E questa sera servirà a ridargli slancio e vigore in attesa di tempi migliori.

FORZA LAZIO

Quello che scrivi sarebbe stato possibile se quella di stasera fosse stata una festa di tutte le componenti della Lazio, se ci fossero stati al centro del campo anche Lotito e Tare assieme agli altri, al "capitano" Pino Wilson, a De Angelis, a quelli di Radio6 e della Laziosonoloro, ai desaparecidos della curva nord e a tutti quanti sono stati finora assenti ingiustificati.

Poteva essere un'occasione, l'ennesima, per voltare pagina e per provare a guardare avanti tutti assieme.

Invece no, stasera si continuerà ad avere una Lazio virtuale ed una Lazio reale, due realtà parallele che saltuariamente si toccano ma che oramai viaggiono sempre più divergenti guardandosi in cagnesco l'una con l'altra, ognuna agognando la morte dell'altra.

Io non giudico chi ha torto o chi ha ragione, io dico solo che questi remake dei "Di Padre In Figlio", che stanno al calcio come youporn sta al sesso, invece che unire i laziali li frammentano e li allontanano ancora di più gli uni dagli altri.

Noi della Lazio stiamo facendo come il baco da seta: ci stiamo rinchiudendo noi stessi nella nostra prigione e stiamo lentamente distruggendo una generazione di laziali ed il futuro della nostra squadra.

Perchè ad un  bambino di 10 anni interessa ben poco della contestazione, di Lotito, delle barriere in curva e delle migliaia di scuse che altri accampano per non tifare più. Il bambino va allo stadio perchè gli piace giocare a calcio, va allo stadio perche vuole divertirsi, vuole cantare le canzoni, vuole abbracciare il papà o la mamma ad un gol e perchè per lui Djiordjevic è l'attaccante più forte del mondo e Keita è il nuovo Cristiano Ronaldo.



Monsieur Opale

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Citazione di: andyco il 23 Mag 2016, 16:26
vedè tutte ste panze che si trascinano in mezzo al campo con magliette non direttamente riconducibili alla Lazio me mette una tristezza infinita ,

mamma mia quanto c'hai ragione


Indaco

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Citazione di: andyco il 23 Mag 2016, 16:26
vedè tutte ste panze che si trascinano in mezzo al campo con magliette non direttamente riconducibili alla Lazio me mette una tristezza infinita ,

La triste ipoteca del '74.

Quando ce ne libereremo saremo finalmente adulti.

Massimo rispetto per chi è lì, comunque.

Monsieur Opale

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* 8.681
Registrato
Citazione di: Indaco il 23 Mag 2016, 18:41
La triste ipoteca del '74.

Quando ce ne libereremo saremo finalmente adulti.

Massimo rispetto per chi è lì, comunque.

ovvio, un conto sono gli attori un conto il pubblico

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Adler Nest

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Ho letto belle parole di entrambe le fazioni.
C'è sentimento. Almeno quello è rimasto.
Sarebbe auspicabile che l'evento di questa sera fosse per tutti.
Mi sarebbe piaciuta una parola degli organizzatori nei confronti dell'attuale società.
Un atto simbolico in mezzo al campo contro l'ondata di fischi verso Lotito.
Mi sarebbe piaciuto che venisse ulteriormente enfatizzato il fatto che la Lazio attuale è rappresentata da Olympia da forse Klose e Lulic.
Insomma un passo di avvicinamento.
Poi ognuno vive la realtà che vuole.
Vivere nel passato e rifiutare il presente però è davvero singolare.
Chiudo con una domanda che non vuole essere assolutamente provocatoria.
L'incasso a chi/cosa è destinato?
Grazie

skizzo87

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Citazione di: volerevolare il 23 Mag 2016, 14:33
si prestano per far tirare qualche skizzo di mer.da... 



comunque le offese gratuite e personali te le potevi risparmia.

Pomata

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A chi vanno i soldi dei biglietti?

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LazialEtrusco

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Citazione di: Adler Nest il 23 Mag 2016, 19:16
Ho letto belle parole di entrambe le fazioni.
C'è sentimento. Almeno quello è rimasto.
Sarebbe auspicabile che l'evento di questa sera fosse per tutti.
Mi sarebbe piaciuta una parola degli organizzatori nei confronti dell'attuale società.
Un atto simbolico in mezzo al campo contro l'ondata di fischi verso Lotito.
Mi sarebbe piaciuto che venisse ulteriormente enfatizzato il fatto che la Lazio attuale è rappresentata da Olympia da forse Klose e Lulic.
Insomma un passo di avvicinamento.
Poi ognuno vive la realtà che vuole.
Vivere nel passato e rifiutare il presente però è davvero singolare.
Chiudo con una domanda che non vuole essere assolutamente provocatoria.
L'incasso a chi/cosa è destinato?
Grazie
penso che tutti dovremmo cominciare a scindere, una volta per tutte, la S.S.Lazio 1900 dalla società intesa come presidente, teste bionde varie, giocatori più o meno rappresentativi.
la Lazio è una sola, lo sappiamo tutti.
la Lazio ha una sua storia, la conosciamo tutti. Oggi, chi vorrà, farà un tuffo nella storia. Stasera la S.S. Lazio sarà rappresentata dall'Aquila "Olympia", forse da Lulic e va benissimo cosi. Riferimenti all'attuale proprietà non sarebbero graditi e rovinerebbero la serata. Come successo al "Klose day"

skizzo87

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Citazione di: Pomata il 23 Mag 2016, 19:28
A chi vanno i soldi dei biglietti?

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parzialmente in beneficienza.

MasterMind

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Citazione di: Pomata il 23 Mag 2016, 19:28
A chi vanno i soldi dei biglietti?

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Beneficenza, affitto stadio e affini, viaggio e alloggio partecipanti

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Keita86

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Quindi e' ufficiale? Nessunissima tv lo trasmette?


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Citazione di: Pomata il 23 Mag 2016, 19:28
A chi vanno i soldi dei biglietti?


sicuramente uscirà un comunicato che spiegherà in dettaglio come questi introiti verranno devoluti in beneficenza

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