La correzione di rotta del topic nelle ultime 100 pagine è stupefacente.
Alcuni sono passati dall'idolatria per bielsa alla distruzione dell'uomo, dipinto come un ipocrita voltagabbana che avrebbe, perfino, premeditato il recesso precostituendosi un alibi al consolato, prima che alla denigrazione del professionista.
Una volpe affamata, come vide dei grappoli d'uva che pendevano da una vite, desiderò afferrarli ma non ne fu in grado. Allontanandosi però disse fra sé: «Sono acerbi.»
A ben pochi, almeno qui, alla luce della storia personale delle parti, considerati gli elementi di valutazione disponibili, sorge il dubbio che il loco facesse (lui sì) sul serio e che il gatto e la volpe millantassero italian style.
Ma, in fondo, chissenefrega.
Avendo (stasera) un'ispirazione romantica, non giudico i miei compagni di (s)ventura: spesso chi ama è accecato, nega il tradimento o lo perdona, costi quel che costi.
In fondo, come nella vita, gli amanti delusi si dividono in due categorie: coloro che, pur di continuare ad amare, spaccano il capello e trovano ogni motivo per perseverare, addebitando agli altri, o a se stessi, i fallimenti della persona amata; e gli altri, invece, che fissano una soglia di sicurezza, oltre la quale rinunciano al deludente amore, per salvaguardare se stessi, e ne cercano un altro o, come nel nostro caso, restano soli, (non essendo l'amore per la squadra di calcio sostituibile), lasciando socchiusa la porta fino al momento in cui l'amata tornerà e si dimostrerà capace di rispettare i loro sentimenti.
Gli uni e gli altri, tuttavia, bramano la stessa cosa, solo utilizzano, per raggiungerla, metodi diversi.
Rispettateli, rispettiamoci.
Nel merito, aggiungo, consapevole della inutilità della considerazione, che il colpo alla nuca della mia passione, la proverbiale goccia, non è la cocente delusione per il bielsa desaparecido, quanto il piano b, mister inzaghino un minuto dopo, che ha salato una ferita mai davvero rimarginata: ylmaz/perea.
Capisco chi lo incita, chi ci crede, chi confida nella cabala e/o nello stellone, magari accadesse davvero.
Mica tifo per la mia disillusione, lo voglio come e più di chi ci crede.
Temo peró che, trovato l'alibi bielsa, ci verrà offerta una campagna di rafforzamento in linea con le ambizioni del mister, che - mi gioco una palla - alla prima domanda sugli obiettivi, dirà "vogliamo fare bene", che significa galleggiare e "togliersi qualche soddisfazione".
A proposito di palle, le ho sature di siffatte banalità, speravo che, finalmente, dopo aver ingoiato grigiore fino alla nausea, fosse arrivata l'ora di fare la botta da matto, anzi da loco.
E non mi tirate fuori il 26 maggio, sapete cosa intendo, eravate seduti accanto a me in questi anni.
Ma, al di là dei risultati che questa Lazio potrà ottenere, sono semplicemente stanco di essere illuso e puntualmente deluso.
Con amarezza devo ammettere che non riesco più a ricaricarmi, la batteria si è bruciata.
E, come la mia, credo, decine di migliaia altre.
Chi ne è responsabile, lo gridano i fatti degli ultimi dodici anni.
Ma per ascoltarli occorre la ragione, il cuore non basta.