Scudetto 1914-15, una strana storia.

Aperto da DajeLazioMia, 29 Mag 2015, 15:45

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Yanez_de_Gomera

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Se me lo danno questo scudetto me lo tengo, altro che storie. Se le merdacce rosicano è anche meglio.

domenico

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Citazione di: anderz il 20 Lug 2016, 17:59
Io veramente immagino tutto il mondo calcistico italiano, gentista della peggior specie, dare addosso alla Lazio perché LodidoamigodeTavecchio!!!1!!! Vergogniaaa!!!1!
Incolpando quindi la Lazio di ogni nefandezza possibile.
Ma tanto di noi diranno e penseranno sempre il peggio possibile. Tanto vale la pena rendere giustizia a quei ragazzi.
Ripeto, nessuna ripicca, nessuna rimostranza o festeggiamento sopra le righe, solo la soddisfazione di mettere le cose al proprio posto.
Con le dovute proporzioni è un po' come quando mi hanno consegnato la medaglia al valor militare per mio nonno, non è che la sera sono andato a festeggiare, e di sicuro sarei stato più contento se avesse potuto ritirarla lui di persona, ma non nego l'orgoglio e la soddisfazione del riconoscimento. Anche se postumo.

Nex1

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Lo scudetto non è di Lotito, lo scudetto è della Lazio. Il fatto che ci sia questa presidenza è solo casuale. Potevamo richiederlo quando alla presidenza c'era Cragnotti o Lenzini o meglio Chinaglia, Lotito non può farsi grande di nulla, anzi, avremmo un altro presidente che ha vinto più di lui.
PS c'era la figura del presidente in quei tempi?

Grande Puffo

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Lotito potrebbe diventare il presidente ricordaro per il terzo scudetto... pare incredibile :o

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Citazione di: Grande Puffo il 20 Lug 2016, 18:17
Lotito potrebbe diventare il presidente ricordaro per il terzo scudetto... pare incredibile :o

Amen, intanto lo metto in bacheca

domenico

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Citazione di: Grande Puffo il 20 Lug 2016, 18:17
Lotito potrebbe diventare il presidente ricordaro per il terzo scudetto... pare incredibile :o
Macchè! Sarebbe Ballerini, e non per il terzo, ma per il primo!
Quoto DLM, non c'entra niente con questa faccenda.

volerevolare

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Citazione di: domenico il 20 Lug 2016, 18:21
Macchè! Sarebbe Ballerini, e non per il terzo, ma per il primo!
Quoto DLM, non c'entra niente con questa faccenda.

Non ho detto che c'entri qualcosa, ho solo detto che, conoscendo l'uomo, si approprierà del merito di averlo fatto avere alla Lazio.


domenico

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Citazione di: volerevolare il 20 Lug 2016, 18:24
Non ho detto che c'entri qualcosa, ho solo detto che, conoscendo l'uomo, si approprierà del merito di averlo fatto avere alla Lazio.
Aaaah scusami, non avevo capito.  ;)
Può darsi, conoscendolo qualche bel comunicato in pompa magna non faccio fatica ad immaginarlo nemmeno io.

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turco

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Citazione di: domenico il 20 Lug 2016, 18:26
Aaaah scusami, non avevo capito.  ;)
Può darsi, conoscendolo qualche bel comunicato in pompa magna non faccio fatica ad immaginarlo nemmeno io.

Laziali di cielo, di terra e di mare...  :=))

Nex1

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Il 25 gennaio 1904 Fortunato Ballerini, proveniente da una famiglia dell'alta borghesia toscana, venne eletto presidente della S.S. Lazio, dopo la sua partecipazione ad una gara podistica di 100 chilometri dove indossò abiti borghesi e portò un ombrello al braccio per tutta la competizione. In quell'anno assunse anche la carica di Presidente Generale della Polisportiva biancoceleste, al posto del Cavalier Giuseppe Pedercini, suo predecessore anche alla presidenza della sezione calcistica.

Nel 1906 riuscì ad ottenere il campo di calcio Parco dei Daini situato all'interno di Villa Borghese dove la squadra guidata da Sante Ancherani poté allenarsi con seminaristi irlandesi e scozzesi.

In seguito abbandonò la carica presidenziale per dedicarsi al suo lavoro presso il Ministero di Grazia e Giustizia, diventato ormai incompatibile con il suo impegno sportivo, ma successivamente, una volta divenuto capo sezione del Ministero, tornò a presenziare il club biancoceleste ricevendo però una nota di demerito poiché venne descritto come "dedito allo sport".


Su Laziowiki molto più approfondito:

http://www.laziowiki.org/wiki/Ballerini_Fortunato

Warp

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Lotito con questa cosa non c'entra una mi.nchiazza.

L' iniziativa è privata e di gruppi di tifosi, La Lazio calcio non ha ne autorizzato, ne promosso ne incentivato o rivendicato nulla in merito.

Romanisti, poverelli strisciati, violacei e ciucciarielli e sfigatelli vari possono sfogare quanto gli pare la loro frustrazione

Lo scudetto 74 non fu di Lenzini, quello del 2000 non fu di Cragnotti, questo (eventualmente) sarà meno che mai di Lotito.

Non fatevi abbindolare da chi ha sguazzato nel potere da sempre e adesso accusa altri di esserne espressione.

Proveranno ad infangare anche questo come hanno sempre fatto con le nostre vittorie, con i derby vinti e con le nostre piccole e grandi gioie. Non abboccate

I ragazzi del 1915 a qusta feccia da social gli pi.sciano in testa

Monsieur Opale

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Terzo scudetto perché è nostro!

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Il nostro Giorgione

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Lo scudetto  me tengo, di L. davvero me ne sbatto i coggglioni.....

Sarebbe una splendida notizia. Se altri rosicheranno, allora goduria doppia.

vaz

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Articolo su repubblica.
Ce n'era bisogno, non c'è che dire.

Il nostro Giorgione

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Citazione di: vaz il 21 Lug 2016, 07:23
Articolo su repubblica.
Ce n'era bisogno, non c'è che dire.

Vista la firma? È un avvertimento per L.: significa "attento, stiamo controllando gli screenshot....".


JSM

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Che barba l'eccezionalismo dei laziali, sempre a cavillare persino su quello che va a loro vantaggio.

La revisione dell'assegnazione (evidentemente dovuta a pregiudizio e alla sottomissione al maggiore potere politico-economico) del titolo 1915 mi pare perfettamente giustificabile tenendo pure conto del trend che mira ad azioni riparatrici simboliche che riguardano anche la memoria storica (per arrivare ai casi esemplari e molto più importanti di Harriet Tubman sui 20$ o al movimento per l'abbattimento della statua di Rhodes a Oxford)

Tarallo

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Citazione di: vaz il 21 Lug 2016, 07:23
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Ce n'era bisogno, non c'è che dire.

Questo in risposta ai netters che si sbattono per spiegare che Lotito non c'entra.
Lotito non c'entrerebbe, in un mondo normale, in cui ci si ferma ai fatti, alla sostanza.
Nel mondo romano, in cui ciascuno ha uno scopo nascosto, alleanze politiche, pasti garantiti da amici influenti, tifo di convenienza e puttanaggine endemica, i fatti non contano.

Questo e' lo scudetto di Lotito, uno scudetto finto come una banconota da tre euri, assegnato a un colluso e corrotto in difficolta' mentre c'e' una parte della citta', condotta dall'eroe quarantenne, che non si pieghera' alle mosse di potere di questo novello Machiavelli.


A Crose', ma te posso tocca'? Stammerda. Giornalista d'assalto.

DajeLazioMia

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vaz

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La Lazio e uno scudetto di 100 anni fa ultima magia dell'imprevedibile Lotito

Una commissione di saggi della Figc ha già dato l'ok: "ragioni di merito sportivo, storico e socio-culturale"
1915
Il consiglio Federale assegnerà ai biancocelesti il titolo del 1914-15, ex aequo con il Genoa "Legittimo, ci è stato tolto dalla guerra" ripete il presidente. E la rivalità con la Roma si infiamma

MAURIZIO CROSETTI
IL LATINISTA Lotito è felice: alea (quasi) iacta est. Il 4 agosto il Consiglio Federale del pallone potrebbe infatti dargli uno scudetto vecchio di cent'anni, quello che la Lazio non potè contendere al Genoa per colpa della Grande Guerra. Finì invece, postumo, sulle maglie del glorioso Grifone, ma con una genialata senza tempo Lotito sta per riprendersi quel tricolore fantasma. Sarebbe il primo caso di una palla che viene scagliata verso la porta nel 1915 e finisce in rete nel 2016, una trama che neanche Osvaldo Soriano. Sarà dunque questa la partita più lunga di tutti i tempi? Il campionato di calcio 1914/15, che ancora non si chiamava di Serie A ma di Prima Categoria, sempre in ossequio alla lingua di Cicerone e del presidente laziale potrebbe essere dunque assegnato "ex aequo". Perché cent'anni fa le baionette e i mortai resero impossibile la finalissima tra Genoa e, appunto, Lazio, prime nei gironi nord e centromeridionale. Come sarebbe andata? Nel 1913 la Lazio ne aveva prese sei dalla Pro Vercelli, e nel 1914 sette dal Casale, ma chiedete ai portoghesi come va a finire a volte la storia degli sfavoriti. Se dal punto di vista sportivo l'ammissibilità del ricorso laziale, certificata da un'apposita commissione di saggi, mostra qualche scricchiolio, in punta di diritto non c'è nulla da dire. E non può essere estraneo il destino dei tredici giocatori laziali poi morti al fronte. Chi ci rimette è semmai la Roma, che si vedrebbe raggiunta a quota 3 titoli dagli odiati cugini, i quali hanno vinto due volte sul campo (nel 1974 con Chinaglia e nel 2000 con Cragnotti) e una, forse, possibilmente, su un prato di carta bollata.
"Quello scudetto è legittimo e ci è stato tolto solo dalla guerra!" ripete Claudio Lotito, dando per scontato quello che scontato un secolo fa non era proprio: e cioè che la corazzata genoana potesse soccombere. Ma si sa com'è fatto Lotito. Non gli par vero di poter passare alla storia per un tricolore in contumacia, per un mezzo scudetto che nessuno oggi potrebbe mai togliere sul serio alle potenze della serie A, anzi a una potenza sola, la Juve, che da cinque anni vince "tituli" come staccare ciliegie dal ramo. E ai più maliziosi, cioè il cento per cento degli osservatori non laziali, non può sfuggire come l'offensiva di Lotito arrivi nel momento in cui è proprio lui uno dei più influenti consiglieri del presidente Tavecchio, di cui fu grande elettore. L'ombra di Lotito, nei primi mesi della presidenza del Banana, è stata quella del ventriloquo che muove il pupazzo, poi si è un poco stemperata ma più nella forma che nella sostanza. C'è sempre Lotito dietro, o forse davanti a Tavecchio, e c'è ancora Lotito nelle tumultuose cronache di questa pazza estate del calcio. Lotito che prima prende e poi perde "el loco" Bielsa, Lotito che agita l'avambraccio nella buvette del Senato e spiega a Repubblica come preparerà "er cetriolo" proprio a Bielsa, Lotito che non voleva il Carpi e il Frosinone e adesso si becca il Crotone. Abilissimo, però, non solo con i bilanci contabili ma anche con tattiche e strategie. Stavolta ha rinunciato a incarnare uno di quei personaggi che sarebbero piaciuti da morire ad Alberto Sordi, e neppure ha provato a vendere la fontana di Trevi in prima persona. Ha invece mandato avanti un avvocato, il quale ha tessuto un'abile trama legale e mediatica che ha portato alla raccolta di 30 mila firme on-line per chiedere e forse ottenere lo scudetto che non c'è. Molto più di quanto hanno combinato il Torino (scudetto '27, scandalo Allemandi) e il Bologna, erede del mitico presidente Arpinati, per tacere del povero Conversano che nel '44 aveva vinto il Campionato dell'Italia Libera, e dei Vigili del Fuoco di La Spezia che sempre in quell'anno si erano piazzati davanti al Grande Torino nell'altra metà dell'Italia spezzata: nessuno scudetto per nessuno di loro. Forse perché nessuno ha avuto in sorte, nel secolo a venire, un tribuno come Lotito, mutatis mutandis.
I promotori dello scudetto centenario reclamano "ragioni di merito sportivo, storico e socio- culturale", e la commissione che ha votato l'ammissibilità del ricorso non ci ha trovato trucchi da azzeccagarbugli, ma ottime e ben giustificate motivazioni. Seguirà dibattito sulle radio romane, forse caroselli in strada nella città che da una parte ha un simbolo di 40 anni (Totti) e dall'altra un nuovo, possibile scudetto di cento. Cent'anni di Lotitudine

Tarallo

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Citazione di: DajeLazioMia il 21 Lug 2016, 08:20
Si può leggere l'articolo?

Procurati un vomitatoio.


La Lazio e uno scudetto di 100 anni fa ultima magia dell'imprevedibile Lotito (La Repubblica)

Una commissione di saggi della Figc ha già dato l'ok: "ragioni di merito sportivo, storico e socio-culturale"
1915
Il consiglio Federale assegnerà ai biancocelesti il titolo del 1914-15, ex aequo con il Genoa "Legittimo, ci è stato tolto dalla guerra" ripete il presidente. E la rivalità con la Roma si infiamma

MAURIZIO CROSETTI
IL LATINISTA Lotito è felice: alea (quasi) iacta est. Il 4 agosto il Consiglio Federale del pallone potrebbe infatti dargli uno scudetto vecchio di cent'anni, quello che la Lazio non potè contendere al Genoa per colpa della Grande Guerra. Finì invece, postumo, sulle maglie del glorioso Grifone, ma con una genialata senza tempo Lotito sta per riprendersi quel tricolore fantasma. Sarebbe il primo caso di una palla che viene scagliata verso la porta nel 1915 e finisce in rete nel 2016, una trama che neanche Osvaldo Soriano. Sarà dunque questa la partita più lunga di tutti i tempi? Il campionato di calcio 1914/15, che ancora non si chiamava di Serie A ma di Prima Categoria, sempre in ossequio alla lingua di Cicerone e del presidente laziale potrebbe essere dunque assegnato "ex aequo". Perché cent'anni fa le baionette e i mortai resero impossibile la finalissima tra Genoa e, appunto, Lazio, prime nei gironi nord e centromeridionale. Come sarebbe andata? Nel 1913 la Lazio ne aveva prese sei dalla Pro Vercelli, e nel 1914 sette dal Casale, ma chiedete ai portoghesi come va a finire a volte la storia degli sfavoriti. Se dal punto di vista sportivo l'ammissibilità del ricorso laziale, certificata da un'apposita commissione di saggi, mostra qualche scricchiolio, in punta di diritto non c'è nulla da dire. E non può essere estraneo il destino dei tredici giocatori laziali poi morti al fronte. Chi ci rimette è semmai la Roma, che si vedrebbe raggiunta a quota 3 titoli dagli odiati cugini, i quali hanno vinto due volte sul campo (nel 1974 con Chinaglia e nel 2000 con Cragnotti) e una, forse, possibilmente, su un prato di carta bollata.
"Quello scudetto è legittimo e ci è stato tolto solo dalla guerra!" ripete Claudio Lotito, dando per scontato quello che scontato un secolo fa non era proprio: e cioè che la corazzata genoana potesse soccombere. Ma si sa com'è fatto Lotito. Non gli par vero di poter passare alla storia per un tricolore in contumacia, per un mezzo scudetto che nessuno oggi potrebbe mai togliere sul serio alle potenze della serie A, anzi a una potenza sola, la Juve, che da cinque anni vince "tituli" come staccare ciliegie dal ramo. E ai più maliziosi, cioè il cento per cento degli osservatori non laziali, non può sfuggire come l'offensiva di Lotito arrivi nel momento in cui è proprio lui uno dei più influenti consiglieri del presidente Tavecchio, di cui fu grande elettore. L'ombra di Lotito, nei primi mesi della presidenza del Banana, è stata quella del ventriloquo che muove il pupazzo, poi si è un poco stemperata ma più nella forma che nella sostanza. C'è sempre Lotito dietro, o forse davanti a Tavecchio, e c'è ancora Lotito nelle tumultuose cronache di questa pazza estate del calcio. Lotito che prima prende e poi perde "el loco" Bielsa, Lotito che agita l'avambraccio nella buvette del Senato e spiega a Repubblica come preparerà "er cetriolo" proprio a Bielsa, Lotito che non voleva il Carpi e il Frosinone e adesso si becca il Crotone. Abilissimo, però, non solo con i bilanci contabili ma anche con tattiche e strategie. Stavolta ha rinunciato a incarnare uno di quei personaggi che sarebbero piaciuti da morire ad Alberto Sordi, e neppure ha provato a vendere la fontana di Trevi in prima persona. Ha invece mandato avanti un avvocato, il quale ha tessuto un'abile trama legale e mediatica che ha portato alla raccolta di 30 mila firme on-line per chiedere e forse ottenere lo scudetto che non c'è. Molto più di quanto hanno combinato il Torino (scudetto '27, scandalo Allemandi) e il Bologna, erede del mitico presidente Arpinati, per tacere del povero Conversano che nel '44 aveva vinto il Campionato dell'Italia Libera, e dei Vigili del Fuoco di La Spezia che sempre in quell'anno si erano piazzati davanti al Grande Torino nell'altra metà dell'Italia spezzata: nessuno scudetto per nessuno di loro. Forse perché nessuno ha avuto in sorte, nel secolo a venire, un tribuno come Lotito, mutatis mutandis.
I promotori dello scudetto centenario reclamano "ragioni di merito sportivo, storico e socio- culturale", e la commissione che ha votato l'ammissibilità del ricorso non ci ha trovato trucchi da azzeccagarbugli, ma ottime e ben giustificate motivazioni. Seguirà dibattito sulle radio romane, forse caroselli in strada nella città che da una parte ha un simbolo di 40 anni (Totti) e dall'altra un nuovo, possibile scudetto di cento. Cent'anni di Lotitudine.

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