è un acronimo e non una parola ma mi sembra lo stesso meritevole di essere messo alla gogna: EVO (l'ho trovato sempre scritto in maiuscolo) di olio EVO
dico la verità, a scorno della mia (poca) intelligenza: ci ho messo molto tempo per capirlo, e ora che il dio della molitura mi ha illuminato, di colpo sorge spontaneo in me un sentimento feroce di rivalsa contro questa parola, perché per me era una parola oscura che contribuiva a rabbuiarmi le giornate ogni qualvolta cercavo qualche ricetta su qualche sito e leggevo frasi come "bisogna assolutamente utilizzare l'olio EVO", "l'olio EVO è indispensabile per la perfetta riuscita di questo piatto", "ma il vero segreto è usare olio EVO", ecc. e quelle poche volte che prendevo coraggio e decidevo di trasferire la ricetta dalla pagina al fornello attraverso le mie mani, il sapere che mi sarei imbattuto in quella parole nel rileggere i vari passaggi della ricetta, per essere sicuro di non mancarne nessuno, causava in me un vago senso di inadeguatezza. "chissà che porcheria ho preparato senza quest'olio evo", mi dicevo a volte, oppure "anche se mia madre di rifornisce dell'olio del nostro uliveto, talché è peccato sborsare altri soldi per comprare un altro olio, sono purtuttavia tentato di informarmi intorno alla mescita di codesto miracoloso condimento, imperocché non abbia più a preparare pietanze e manicaretti che denotino imperizia e approssimazione nell'esecuzione, oltre che a non superare il saggio organolettico di un qualsivoglia buongustaio dotato di un minimo di avvedutezza culinaria".
E ora che so con certezza che significa, lo voglio gridare ai quattro venti: olio EVO, ma vattene affankiulo te e chi t'ha inventato!