Ho letto il post di Porga che si concentra sull'aspetto emotivo della questione, di ragazzi non sempre attrezzati per sopportare al meglio le fortissimi pressioni a cui sono sottoposti. Si tratta di un ragionamento condivisibile che serve anche da cordone sanitario da mettere intorno a Senad.
A mio insindacabile giudizio (perché è il mio, non perché rappresenta inesorabilmente il distillato della saggezza o dell'intelligenza), la battuta di Lulic non è da professionista anche se nella replica mostra un certo spirtio nel cavarserla. Inevitabile la mattanza a cui è stato sottoposto ed ora la società dovrà fare il suo meglio per risolvere la questione. In questo ho fiducia nelle capacità e nell'esperienza di Diaconale.
Personalmente, ricordo altri derby in cui ci furono episodi di contorno che assorbirono quanto accadde in campo (Di Canio nel 2005). Si tratta di cose non sempre piacevoli ma che poi passeranno in cavalleria senza troppi patemi d'animo nello spazio di qualche giorno.
Non mi scandalizzo, non faccio moralismi, non sto qui a rileggere a voce alta il manuale del buon professionista. Di Lulic ieri ricordo soprattutto se non esclusivamente il buon primo tempo su Peres. Questo mi basta da tifoso.
PS Stiamo qui ad arrovellarci su Lulic, mentre un simpatico giovanotto batavo, reduce da un grave infortunio che avrebbe messo a rischio la sua carriera (e su cui da queste parti si sono spesi fiumi di parole tanto appassionate su una drammatica vicenda umana che non poteva non intenerire i cuori di tanti appassionati di calcio), al termine del suo giretto trionfale sotto la sud, dopo il gol del vantaggio, pensa bene di tirare un pochino di acqua a un giovane centrocampista laziale, così, per scherzarci un po' e condividere con lui la gioia del momento.
Questo no. Questo è professionale. Certo come no ...
But the soul of the best bad dies of you!