André, ma perché devi accannare?
Si sta discutendo serenamente.
Io, per esempio, penso di aver descritto il mio attuale stato d'animo, che è quello di uno che pensava, finalmente, di poter uscire (domenica alle 12,30) con una bella donna col fracco indosso e si è ritrovato a pasteggiare un cartone di Tavernello con un cesso alla turca in una trattoria di quart'ordine.
Ma aldilà delle mie sgradevoli sensazioni provate durante e dopo Juve-Lazio, credo che coi tifosi che pretendono una Lazio che almeno lotti più o meno stabilmente per le prime 3 posizioni, ci dobbiamo fare i conti. Io non ho questa pretesa, mi accontento anche di meno. Ti firmerei una replica delle ultime 8 stagioni, che vorrebbero dire 2 Coppe Italia e una supercoppa Italiana per noi e questo grandissimo cazzo per loro (la Roma, intendo).
Ripeto, si tratta di discutere. E io, sinceramente, non ho problemi a discuterci. E non mi va per niente di accannare. Anche perché ci sono delle ragioni anche in chi contesta, per me. E non mi sembra uno scandalo se qualcuno dice che Marchetti è diventato un portiere mediocre, Biglia un palle-de-ricotta, Felipe Anderson un mezzo grande giocatore (questo l'ho detto anche io). Nessuno sta offendendo le nostri mogli e figlie. Poi, ovvio, se si arriva agli insulti, anch'io me ne dolgo. Ma non paiono così frequenti, qui, gl'insulti.
Sul tema milanesi, diciamo pure - visto che tu conti i trofei per fare il "bilancio" delle stagioni, come faccio io - che il Milan ha appena conquistato un trofeo contro l'"imbattibile" Juve contro la quale tu hai preso una volta quattro fischioni in casa e una volta due fischioni a Shangai e in 180 minuti non hai fatto un tiro in porta.
Perché non lo diciamo? Perché non diciamo che il Milan fa sembrare partite di calcio quelle con la Juve anche quando in panchina sedevano Inzaghi e Mihajlovic e noi non ci riusciamo praticamente mai?
E sull'Inter...va detto che quest'Inter del dopo-triplete, che consideriamo la barzelletta d'Europa (io per primo) su 6 campionati c'è arrivata 4 volte davanti. Qualcosa non torna, allora.