Citazione di: Ranxerox il 11 Mar 2017, 00:55
Boh, l'ho Ietto tutto. Compreso questo:
Nel corso dell'esercizio, i Debiti sono diminuiti da Euro 487,44 milioni a Euro 472,99 milioni. Tale variazione è dipesa principalmente dal decremento dei debiti verso banche (Euro 27,26 milioni), verso società calcistiche (Euro 46,37 milioni) e verso società controllanti e consociate (Euro 17,63 milioni), che è stato parzialmente compensato dall'aumento dei debiti tributari (Euro 73,44 milioni), dei debiti verso il personale (Euro 8,50 milioni) e dei debiti verso fornitori (Euro 12,53 milioni). L'incremento dei debiti tributari è dipeso principalmente dal mancato versamento delle ritenute IRPEF operate sui redditi di lavoro dipendente ed autonomo, nonché dal mancato versamento dell'IVA; tale voce comprende anche gli accantonamenti relativi alle sanzioni ed interessi.
E questo è il dato con l'aumento di capitale già speso.
Poi si, voleva fare, voleva saldare, voleva ristrutturare.
Ma non glie l'hanno fatto fare per il semplice motivo che aveva gia' mandato in default tutta la Holding, non rimborsando il bond emesso dalla controllante.
Ma anche per il fatto che gli stava correndo appresso mezzo mondo di creditori che cercavano di riavere indietro i soldi.
Quindi "la fattucchiera" si era giocato tutto il credito che girava nel mondo finanziario. Da manager illuminato a "sola".
La Lazio incassava 100 e spendeva 200.
Nel suo piano di ristrutturazione rimandava i pagamenti agli anni successivi.
Sia quelli pendenti con le società calcistiche, sia quelli col fisco, sia quelli con le sue società correlate (su sta cosa specifica, in confronto, Lotito è un dilettante) sia contro fornitori terzi.
Era tutta un grande buffo che è rimasto sulle spalle di chi è venuto l'anno dopo, dove, a seguito di una ulteriore contrazione del fatturato, non ha più potuto tenere in piedi 'sta montagna di pagherò.
Poi se volete dare la colpa a Longo, Baraldi, Pessi e Masoni fate pure. Ma si capisce già dal bilancio che stavano a braccetto (Cragnotti, Longo - suo legale di fiducia-, Baraldi - uomo Parmalat - e Pessi - una spruzzata di Lazialita' senza macchia -).
Masoni invece era il curatore fallimentare per conto di Geronzi e Capitalia (che, sostanzialmente, ha guidato la transizione verso Lotito).
Da qui i libri in tribunale e l'accollo del debito totale da pagare te di Lotito che, da [...] quale viene ritenuto, a forza di lacrime e sangue e mettendoci la faccia (diversamente da tutti i protagonisti del disastro), la montagna del debito l'ha spianata, ha riportato i conti della societa' in equilibrio, t'ha riportato a livelli più che dignitosi (tanto che oggi il problema è quando e come diventare competitivi per la Champions e le scudo), ha rivalutato enormemente il valore degli asset, ha vinto trofei, ha rilanciato strategicamente il settore giovanile (primavera) portandolo ad essere primo in Italia.
Il tutto senza fare ulteriore debito ed in autofinanziamento.
Alla luce di tutto, tra i due, valutando dalle condizioni di partenza, il vero imprenditore capace e quello che ha fatto il vero miracolo gestionale è Lotito, non Cragnotti.
Lo capirebbe pure uno stupido.
A me pare una ricostruzione molto ingenerosa. Io non sono un esperto di bilanci, ma mi pare che Cragnotti avesse sì prodotto una Lazio indebitata (era la sua strategia), ma avesse ben chiaro il piano per il risanamento, grazie alle potenzialità della Lazio stessa.
Che non ce l'avrebbe fatta è un'idea come un'altra.
Quelli dopo, nonostante l'aumento di capitale e la cessione di un monte di giocatori, hanno lasciato la Lazio lì dove l'avevano trovata (e casualmente, ad un certo punto, Baraldi fu sostituito da un uomo di fiducia di Capitalia). Se tutto il debito di Cragnotti e gli stipendi dei giocatori del periodo Baraldi, sono stati trasferiti a Lotito (come lui sostiene) dove sono finiti tutti quei soldi?
Per me, ripeto, è ingeneroso non tenere conto di questo passaggio e sostenere l'equazione gestione di Cragnotti = fallimento, come se in mezzo non fosse avvenuto niente.
Quanto a Lotito è vero che è stato un buon amministratore. Nessuno lo nega.
Alla fine, peró, i debiti che dice di aver pagato (le due squadre) li ha pagati non di tasca sua, ma grazie alle possibilità della Lazio, nel frattempo diventata un po' piú grande grazie anche a Cragnotti.
Infine, e chiudo qui, io, che probabilmente sono stupido, tra uno che porta la Lazio ad essere tra le prime squadre del mondo partendo da Calleri ed un altro che amministra bene quello che c'è, ho la mia idea su chi tra i due abbia fatto un miracolo, ma la tengo per me.